Forums Gulliver Gulliver.it Comuni e soste sicure…

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    • #836294

      Corona disse :

      “Le cose capitano, la morte è sempre in agguato. Uno può perdere la vita uscendo di casa, in strada mentre guida, scendendo le scale. L’imprevisto c’è sempre. Ma incidenti come quelli avvenuti sul Cridola, potrebbero essere evitate, se solo si smettesse con la storia dell’alpinismo “puro” e si cementassero tutte le soste. Perché ormai i cimiteri sono pieni…”

      “Ci sono molti alpinisti che ritengono che le vie classiche devono essere lasciate così come sono, non devono essere toccate, perché ogni cambio sembrerebbe quasi un affronto che si fa alla montagna, che deve essere rispettata. Ma io penso, invece, che la vita di un uomo valga bene tre chiodi cementati.”

      “dovrebbe diventare obbligatorio per i Comuni rendere sicure le soste e quindi incaricare le guide alpine di cementarle tutte, dappertutto. Dobbiamo smetterla con questi puristi della montagna, con chi porta i pantaloni alla zuava e parla di rispetto della montagna.”

      http://ricerca.gelocal.it/corrierealpi/archivio/corrierealpi/2012/08/12/NZ_06_05.html

    • #858936

      che cavolo vuol dire “cementarle tutte dappertutto”? tutte le soste di tutte le vie salite nella storia, anche quelle che ha aperto lui e che non fa mai nessuno?

    • #858937

      Gran bella stonzata, per parlare chiaro.

      Come si cambia quando si invecchia!!!

      E non preoccupatevi, i cimiteri si riempiono e si riempiranno anche se cementerete le soste e renderete le classiche delle scale a pioli con il materasso sotto…

    • #858942

      Se Mauro Corona, che stimavo, ha detto queste insensate parole credo proprio che col passare degli anni si sia inceppato qualche ingranaggio. I chiodi vanno controllati così come ogni presa va tastata e non bisogna imparare a “volare” ma invece

      occorre avere sempre un buon margine di sicurezza e non “volare” mai. Quando arrampicavamo (con i pantaloni alla zuava ed erano anche molto comodi) portavamo sempre alcuni chiodi da roccia in caso di necessità e il martello per provare la resistenza di quelli esistenti.

    • #858946

      ma no ..non avete letto bene ..e’ Fabrizio Corona che ha scritto ….

    • #858947

      oomaxster wrote:

      ma no ..non avete letto bene ..e’ Fabrizio Corona che ha scritto ….


      certo che …….capirti :? :? :? :? :?

    • #858950

      bonsai wrote:

      Corona disse :

      “Le cose capitano, la morte è sempre in agguato. Uno può perdere la vita uscendo di casa, in strada mentre guida, scendendo le scale. L’imprevisto c’è sempre. Ma incidenti come quelli avvenuti sul Cridola, potrebbero essere evitate, se solo si smettesse con la storia dell’alpinismo “puro” e si cementassero tutte le soste. Perché ormai i cimiteri sono pieni…”

      “Ci sono molti alpinisti che ritengono che le vie classiche devono essere lasciate così come sono, non devono essere toccate, perché ogni cambio sembrerebbe quasi un affronto che si fa alla montagna, che deve essere rispettata. Ma io penso, invece, che la vita di un uomo valga bene tre chiodi cementati.”

      “dovrebbe diventare obbligatorio per i Comuni rendere sicure le soste e quindi incaricare le guide alpine di cementarle tutte, dappertutto. Dobbiamo smetterla con questi puristi della montagna, con chi porta i pantaloni alla zuava e parla di rispetto della montagna.”

      http://ricerca.gelocal.it/corrierealpi/archivio/corrierealpi/2012/08/12/NZ_06_05.html


      nel COMUNE…. dove abita CORONA….. la mattina ….portano i pantaloni alla zuava..e bevono grappa…li ha visti un mio amico 😮 :? 😯

    • #858951

      Un’emerita stronzata. Se i comuni pagano le guide per mettere le soste, tranquillo che ci scappano anche gli spit sui tiri dove non servono. Abbiamo già avuto dei begl’esempi… 😯 😯

    • #858965

      minoso wrote:


      nel COMUNE…. dove abita CORONA….. la mattina ….portano i pantaloni alla zuava..e bevono grappa…li ha visti un mio amico 😮 :? 😯


      si capisce che il mio e’sarcasmo? :? :? :? :?

    • #858966

      Secondo me Corona intendeva dire sulle vie più frequentate.Ma la vera domanda è: perchè vi crea

      cosi tanti problemi uno spit in sosta? oppure uno spit su qualche passaggio?

      Se qualcuno ha voglia di rispondere sinceramente a questa domanda mi toglierebbe una grossa curiosità,

      perchè io non riesco proprio a capirlo.Però con parole di verità

    • #858967

      faregiro wrote:

      Secondo me Corona intendeva dire sulle vie più frequentate.Ma la vera domanda è: perchè vi crea

      cosi tanti problemi uno spit in sosta? oppure uno spit su qualche passaggio?

      Se qualcuno ha voglia di rispondere sinceramente a questa domanda mi toglierebbe una grossa curiosità,

      perchè io non riesco proprio a capirlo.Però con parole di verità

      Ti risponderò con un messaggio privato….ma ora non ho tempo.

      Caso mai mi dimenticassi ricordamelo… ;)

    • #858971

      faregiro wrote:

      Secondo me Corona intendeva dire sulle vie più frequentate.Ma la vera domanda è: perchè vi crea

      cosi tanti problemi uno spit in sosta? oppure uno spit su qualche passaggio?

      Se qualcuno ha voglia di rispondere sinceramente a questa domanda mi toglierebbe una grossa curiosità,

      perchè io non riesco proprio a capirlo.Però con parole di verità

      Secondo me bisogna esaminare caso per caso. Premettendo che, salvo pochi talebani filobritannici, nessuno dei pro – tradizionale credo sia contro lo spit ragionato. Per quanto mi riguarda, ed ho già avuto modo di dirlo, vi sono vie straclassiche (III° e IV°) in montagna, dove per storia, natura del luogo, non utilità effettiva, lo spit è una vera ignominia. E’ questo il caso in cui, illusoriamente, si spera di aumentare la frequentazione della via o del bacino ammorbidendo gli itinerari e rendendoli più appetibili per coloro che viceversa non oserebbero. Lo scopo è spesso commerciale.

      Altro è il caso in cui, le vie, anche in montagna siano davvero iperfrequentate. Allora si pone un problema di gestione – sicurezza che fa si che lo spit sia tollerato (Tavole di Courmayeur docent). Si badi, “tollerato”, perchè si parte già da una condizione culturale che vede lo spit come mezzo comunque, talvolta, “legittimo”. di questa condizione non si può non tenere conto, ma si deve in ogni modo di farne una cultura vincente, in modo tale che la legittimazione nel caso particolare non diventi un abuso.

      In “basso”, sulle vie di arrampicata, la regola direbbe che se un itinerario è stato aperto senza spit, tale dovrebbe rimanere. Ma in questo caso il discorso è più complesso e non può essere paragonato a quello dell’alta montagna. Le vie di roccia, che spesso non superano gli 8-10 tiri, almeno qui sulle

      occidentali, sono, o normalmente più frequentati oppure rischiano l’abbandono totale. e per certe vie è un peccato. Qui, a mio avviso le soste sono una buona mediazione, così come qualche spit ragionato. Vi è però chi, non cogliendo queste sfumature, vorrebbe una chiodatura full spit. Tra questi, magari i comuni e i “professionisti” o che potrebbero avere l’appalto del lavoro.

      Allora la sensibilazzazione storica e culturale, il dibattito senza l’esclusione delle parti in causa, diviene indispensabile. Almeno questo è il mio pensiero.

    • #859005

      Concordo appieno con Mauro Corona. Bandare sulle soste è un’emerita stronzata. Soprattutto sulle vie più frequentate. E’ vero che si possono rinforzare, ma non sempre è possibile con facilità e velocità su vie frequentate. Esempio: via Hasse Brandler in Lavaredo, dove è presente almeno uno spit per sosta. A parte che molti psuedo-puristi che qui scrivono, la sosta a spit, quando la trovano, la usano eccome (e questa è già un’ipocrisia), vorrei spiegare loro che se ogni cordata che va a fare la via dovesse mettere uno o più chiodi e poi levarli i tempi si allargherebbero a dismisura. Sulla Hasse, quando l’abbiamo fatta c’erano ben 4 cordate, immaginate sulle soste scomode dello strapiombo se ogni cordata dovesse mettere e togliere chiodi..

      Idem su altre vie frequentate e popolari delle Dolomiti, come la Comici al Salame.

      Pochissime vie sono rimaste “pure”, a quel punto per portarle allo stato originale, bisognerebbe riportarle anche alla chiodatura originale..

      Almeno, da noi nelle occidentali, quello delle soste sicure è un fatto ormai assodato.

    • #859006

      teo wrote:

      Bandare sulle soste è un’emerita stronzata. A parte che molti psuedo-puristi che qui scrivono, la sosta a spit, quando la trovano, la usano eccome (e questa è già un’ipocrisia), vorrei spiegare loro che se ogni cordata che va a fare la via dovesse mettere uno o più chiodi e poi levarli i tempi si allargherebbero a dismisura.


      Parole di verità fratello, inoltre chioda e schioda, povere fessure e non sempre il friend o il nut ci sta al posto di certi chiodi. Personalmente ricordo una sosta alla Torre Venezia in 6 su 3 chiodi ribattuti e storti e quasi zero possibilità di fare sosta in altro punto nei dintorni, se qualcuno fosse volato saremmo stati tutti di sotto, se questo me lo chiamate alpinismo va bene, vorrà dire che userò un altro termine per indicare ciò che voglio, basta intendersi. :ugeek:

    • #859008

      oggi piove e così si legge e si scrive su gulliver :D

      quoto teo (ma solo per stavolta ;) ) e giagio

      ricordo le fettucce e i cordini marci delle soste a scendere dalla castello o dal corno oppure i chiodi che si piegavano e si spostavano verso il basso mentre il compagno scendeva per primo, ignaro

      ps. teo mi è antipatico perchè butta le bucce di arancia e di mandarino sulle cime

    • #859009

      Siamo alle solite, tutti devono poter andare dappertutto, in qualunque condizione, senza rischiare nulla.

      Non concordo, e mi ritrovo nelle belle parole di Ivo Ferrari a chiudere questo bell’articolo su Planetmountain.

      http://www.planetmountain.com/News/shownews1.lasso?l=1&keyid=39960” class=”bbcode_url”>http://www.planetmountain.com/News/shownews1.lasso?l=1&keyid=39960

    • #859010

      ma andry, non dirmi che appendersi a dei chiodi marci aumenta la bellezza e il piacere dell’ andare in montagna!

      in più quando uno si appende conta poco la propria bravura, si spera che tenga….

      puoi essere un bravo arrampicatore, ma se la fettuccia si strappa sei un peso morto e bon

      io ritorno in certi posti perchè mi piacciono le vie, non di certo perchè so che le soste sono poco sicure e quindi per provare il brivido di sapere che la mia vita è a rischio

    • #859013

      Anna, ma lo hai letto l’articolo di Ferrari?

    • #859014

      andry wrote:

      Siamo alle solite, tutti devono poter andare dappertutto, in qualunque condizione, senza rischiare nulla.

      Non concordo, e mi ritrovo nelle belle parole di Ivo Ferrari a chiudere questo bell’articolo su Planetmountain.

      http://www.planetmountain.com/News/shownews1.lasso?l=1&keyid=39960” class=”bbcode_url”>http://www.planetmountain.com/News/shownews1.lasso?l=1&keyid=39960


      Andry, da quello che scrivi e che hai scritto….tu in montagna fai quello che vuoi, perchè deve essere precluso agli altri…a prescindere dalla tipologia del terreno……non so, mi sa tanto di elitarismo…. 🙄

    • #859015

      andry wrote:

      Siamo alle solite, tutti devono poter andare dappertutto, in qualunque condizione, senza rischiare nulla.


      Siamo alle solite, mica li devi passare gli spit di sosta, perchè è di questo che si parla, fattene una tu a chiodi o friend e vivi sereno nella tua gloria.

    • #859016

      ho letto e per certi versi non concordo assolutamente

      anche e soprattutto dopo che mia figlia si è messa ad arrampicare pure lei…

    • #859017

      in futuro avrai qualcuno che ti mette la corda 😆 😆 😆 😆 😆

    • #859018

      giagio wrote:


      Siamo alle solite, mica li devi passare gli spit di sosta, perchè è di questo che si parla, fattene una tu a chiodi o friend e vivi sereno nella tua gloria.


      riporto perchè è sparito infretta nella pagina precedente

      giagio, a chi dici?

    • #859019

      a te

    • #859020

      io non vado mai con mia figlia a scalare perchè sennò litighiamo :D

      però certe cose che non pensavo prima, adesso le penso

    • #859021

      sarai invidiosa perchè sta diventando forte 😮 😮 😮 😮

    • #859022

      sì è vero 😳

    • #859027

      annagarelli wrote:

      ho letto e per certi versi non concordo assolutamente

      anche e soprattutto dopo che mia figlia si è messa ad arrampicare pure lei…


      altrimenti la avresti pensata diversamente????

      mah!!!! :? :?

    • #859029

      non so se è successo solo a me…

      certi rischi che mi sono accollata senza pensarci troppo, poi, quando è stato il turno della mia prole, mi hanno messa fortemente in ansia

      ma forse è normale

      comunque per me l’ideale è che ci siano vie avventurose per quelli che vogliono il rischio e che ce ne siano altre invece ben protette

      e di posti avventurosi è ancora pieno

      ritornando comunque all’ argomento di partenza, ossia le soste sicure: cosa c’ entrano con la capacità o la bellezza del gesto aarampicatorio?

      mi viene in mente la canzone (che non ho mai potuto sopportare) che dice di viaggiare a fari spenti per vedere se è così difficile morire…

    • #859030

      annagarelli wrote:

      ho letto e per certi versi non concordo assolutamente

      anche e soprattutto dopo che mia figlia si è messa ad arrampicare pure lei…

      Ciao, mandala ad arrampicare indoor : lead, speed e boulder e… niente magone !

      ( :D ;) )

    • #859031

      manco per idea, a le na sarvaia cuma mi, ciao bonsai

      oggi dinuovo giornata uggiosa che due balle

    • #859032

      Titus wrote:


      Andry, da quello che scrivi e che hai scritto….tu in montagna fai quello che vuoi, perchè deve essere precluso agli altri…a prescindere dalla tipologia del terreno……non so, mi sa tanto di elitarismo…. 🙄

      Ciao Tito, hai ragione, io in montagna rivendico il diritto di fare ciò che voglio. E lo rivendico per chiunque.

      MA questo diritto lo associo sempre alla assunzione di responsabilità, nel senso che vado a fare cose alla mia portata, senza pretendere di addomesticare quelle che ne sono fuori.

      Mi alleno piuttosto, fisicamente e mentalmente per poterle fare, se voglio, ma mai sosterrò il concetto di addomesticare un itinerario solo perchè “tanti lo vogliono fare” e vi si avventurano anche senza averne le capacità.

      E’ un vecchio discorso, la sicurezza bisogna prima cercarla nelle proprie capacità, poi, quando uno sarà al suo livello potrà dire con Livanois “meglio un chiodo in più che un alpinista in meno”.

      Oggi invece si “pretende” di poter fare subito tutto, conosco gente che arrampica da pochi mesi/anni che parla di fare salite di cui non ha la minima cognizione, tanto il telefono prende e nel caso “chiamo il 118”.

      Credimi, non c’è niente di elitaristico in questo discorso, c’è soltanto quello che mi ha insegnato lo sport prima e l’andare in montagna poi, cioè che le cose, questo tipo di cose, te le devi guadagnare, ci devi sudare sopra, devi investire qualche cosa, e finanche rischiarla per averle.

      E credo che che sia un insegnamento che più che mai necessiti oggi in una società dove la spinta a rischiare qualcosa in ogni settore è prossima allo zero, con tutti i genitori che invece di stimolare i figli a crescere vogliono solo salvaguardare sè stessi dalle apprensioni e dai dolori che potrebbero provare.

      Egoismo smisurato, altro che amore!

      Poi, visto che sui forum è difficile capire i toni, prendi queste frasi come se fossero dette durante una piacevole discussione in piola con una buona bottiglia davanti! ;)

    • #859033

      Il discorso di Andry credo che sia puro e semplice, lo condivido.

      Detto questo mi sembrava di aver capito che nell’idea più o meno comune (qui sul forum intendo) il discorso delle soste sicure veniva accettato e condiviso da tutti.

      Teo, è anche vero quello che dici tu, ma per l’appunto non credo che tu accetteresti che la Hasse venisse un giorno integralmente spittata sbandierando la giustificazione della “sicurezza” no?? Si si, tanto ormai tu l’hai fatta, ma se così non fosse, se fosse una via che tieni nel cassetto dei sogni, non perderebbe il suo fascino sapere che è stata “imbrigliata” ??

    • #859034

      andry wrote:

      Poi, visto che sui forum è difficile capire i toni, prendi queste frasi come se fossero dette durante una piacevole discussione in piola con una buona bottiglia davanti! ;)


      Facciamo 2 di bottiglie…. ;) :D

      Certo, tra tutto quel che si scrive, trovare la quadra per tutti è difficile, però un minimo di libero arbitrio bisogna pur lasciarlo….o no?

      Ciao Andry……e per la cronaca, anche se le discussioni sono molta accese qualche volta…[img]http://www.vocinelweb.it/faccine/speciali/pag3/38.gif[/img]….personalmente non sono mai arrabbiato con nessuno. 😮 :mrgreen:

    • #859035

      Liviell wrote:


      Teo, è anche vero quello che dici tu, ma per l’appunto non credo che tu accetteresti che la Hasse venisse un giorno integralmente spittata sbandierando la giustificazione della “sicurezza” no?? Si si, tanto ormai tu l’hai fatta, ma se così non fosse, se fosse una via che tieni nel cassetto dei sogni, non perderebbe il suo fascino sapere che è stata “imbrigliata” ??


      Sbaglio o l’argomento era soste cementate e non spittatura delle classiche? 😈 😈 Chiedo scusa per l’intromissione :ugeek:

    • #859037

      L’argomento introdotto dal Corona nell’intervista era effettivamente “cementare le soste”, questo per evitare tragiche ed inutili morti dovute al cedimento di materiale vetusto ed obsoleto : nel fatto di cronaca citato nell’intervista sono morti tre scalatori per una sosta di una via classica che ha ceduto di schianto mentre il primo di cordata si accingeva ad assicurare e poi recuperare i due secondi di cordata

      ( chiodo vecchio + clessidra )…

      Leggo una notizia recente :

      Nell’agosto del 2012 la via è stata oggetto di restyling da parte di Giovannino Massari e Paolo Seimandi; sono state piazzate soste a fix (tasselli Kinobi ed anelli di calata Raumer), rimossi chiodi e cordini vetusti e alcune prese poco solide, preservando comunque quasi interamente l’impegno originario. Le valutazioni sono state riviste ed attualizzate in un’ottica più moderna…

      http://www.cuneoclimbing.it/relazioni/alpinismo/orologio_tempo.pdf

      Il comune, le guide, la comunità montana o altri ancora dovrebbero provvedere ad un lavoro sistematico su tutto le vie del gruppo così come fatto dai privati per la singola via ed il principio dovrebbe valere in tutti i siti di arrampicata

    • #859041

      andry wrote:

      Ciao Tito, hai ragione, io in montagna rivendico il diritto di fare ciò che voglio. E lo rivendico per chiunque.

      MA questo diritto lo associo sempre alla assunzione di responsabilità, nel senso che vado a fare cose alla mia portata, senza pretendere di addomesticare quelle che ne sono fuori.

      Mi alleno piuttosto, fisicamente e mentalmente per poterle fare, se voglio, ma mai sosterrò il concetto di addomesticare un itinerario solo perchè “tanti lo vogliono fare” e vi si avventurano anche senza averne le capacità.

      E’ un vecchio discorso, la sicurezza bisogna prima cercarla nelle proprie capacità, poi, quando uno sarà al suo livello potrà dire con Livanois “meglio un chiodo in più che un alpinista in meno”.

      Oggi invece si “pretende” di poter fare subito tutto, conosco gente che arrampica da pochi mesi/anni che parla di fare salite di cui non ha la minima cognizione, tanto il telefono prende e nel caso “chiamo il 118”.

      Credimi, non c’è niente di elitaristico in questo discorso, c’è soltanto quello che mi ha insegnato lo sport prima e l’andare in montagna poi, cioè che le cose, questo tipo di cose, te le devi guadagnare, ci devi sudare sopra, devi investire qualche cosa, e finanche rischiarla per averle.

      E credo che che sia un insegnamento che più che mai necessiti oggi in una società dove la spinta a rischiare qualcosa in ogni settore è prossima allo zero, con tutti i genitori che invece di stimolare i figli a crescere vogliono solo salvaguardare sè stessi dalle apprensioni e dai dolori che potrebbero provare.

      Egoismo smisurato, altro che amore!

      Poi, visto che sui forum è difficile capire i toni, prendi queste frasi come se fossero dette durante una piacevole discussione in piola con una buona bottiglia davanti! ;)


      la penso anche io cosi’……. ;) ti capisco e capisco anche i toni ;) ……con o senza bottiglia….

    • #859042

      andry wrote:

      Siamo alle solite, tutti devono poter andare dappertutto, in qualunque condizione, senza rischiare nulla.

      Non concordo, e mi ritrovo nelle belle parole di Ivo Ferrari a chiudere questo bell’articolo su Planetmountain.

      http://www.planetmountain.com/News/shownews1.lasso?l=1&keyid=39960” class=”bbcode_url”>http://www.planetmountain.com/News/shownews1.lasso?l=1&keyid=39960

      Ciao Andry, mi sono collegato ed ho letto l’articolo: non l’ho trovato così illuminante se devo dire…

      in ogni caso sinceramente trovo che “c’azzecca poco” con l’argomento ed i commenti di questo topic 💡

    • #859043

      bonsai wrote:

      Ciao Andry, mi sono collegato ed ho letto l’articolo: non l’ho trovato così illuminante se devo dire…

      in ogni caso sinceramente trovo che “c’azzecca poco” con l’argomento ed i commenti di questo topic 💡

      Non me ne stupisco, bonsai, sei talmente lontano da quel modo di pensare che non ne cogli il significato.

      E lo dico senza giudizio, solo come un dato di fatto.

      Ma mi piacerebbe che riuscissi almeno a concepire che ci possa essere qualcuno che la pensa in modo diverso da te, a volte in modo tanto, tanto diverso da te, e che merita il tuo stesso diritto di farlo e lo stesso spazio per manifestarlo nel mondo, in questo caso in montagna.

      Lo spazio per tutti c’è, a patto di non volere che l’intero mondo si conformi al proprio pensiero, al proprio modo di essere, al proprio modo di andare in montagna e di vivere la propria passione.

    • #859044

      andry wrote:

      Non me ne stupisco, bonsai, sei talmente lontano da quel modo di pensare che non ne cogli il significato.

      E lo dico senza giudizio, solo come un dato di fatto.

      Ma mi piacerebbe che riuscissi almeno a concepire che ci possa essere qualcuno che la pensa in modo diverso da te, a volte in modo tanto, tanto diverso da te, e che merita il tuo stesso diritto di farlo e lo stesso spazio per manifestarlo nel mondo, in questo caso in montagna.

      Lo spazio per tutti c’è, a patto di non volere che l’intero mondo si conformi al proprio pensiero, al proprio modo di essere, al proprio modo di andare in montagna e di vivere la propria passione.

      L’articolo di Ferrari l’ho letto e ribadisco : non ho trovato alcun nesso con la tragedia del Cridola e con la conseguente intervista rilasciata da M.Corona, tra l’altro il secondo commento relativo all’intervista ( a pagina 1 ) cita : “gran bella stronzata, per parlare chiaro…”, questo per ribadire che c’è spazio per tutti a patto di non volere che l’intero mondo si conformi al proprio pensiero, forse ?

    • #859045

      bonsai wrote:

      L’argomento introdotto dal Corona nell’intervista era effettivamente “cementare le soste”, questo per evitare tragiche ed inutili morti dovute al cedimento di materiale vetusto ed obsoleto : nel fatto di cronaca citato nell’intervista sono morti tre scalatori per una sosta di una via classica che ha ceduto di schianto mentre il primo di cordata si accingeva ad assicurare e poi recuperare i due secondi di cordata

      ( chiodo vecchio + clessidra )…

      Leggo una notizia recente :

      Nell’agosto del 2012 la via è stata oggetto di restyling da parte di Giovannino Massari e Paolo Seimandi; sono state piazzate soste a fix (tasselli Kinobi ed anelli di calata Raumer), rimossi chiodi e cordini vetusti e alcune prese poco solide, preservando comunque quasi interamente l’impegno originario. Le valutazioni sono state riviste ed attualizzate in un’ottica più moderna…

      http://www.cuneoclimbing.it/relazioni/alpinismo/orologio_tempo.pdf

      Il comune, le guide, la comunità montana o altri ancora dovrebbero provvedere ad un lavoro sistematico su tutto le vie del gruppo così come fatto dai privati per la singola via ed il principio dovrebbe valere in tutti i siti di arrampicata


      Il Gruppo Castello – Provenzale può ormai rientrare in quei siti definibili ad alta frequentazione. Dunque qualche spit ragionato ci può stare. Ma è tassativo che, se ancora in attività (o in vita ma non più in attività), vengano interpellati gli apritori. Il tutto non può e non deve risolversi in un’azione istituzionalizzata. Non concordo affatto che questa debba essere la sorte di tutti i gruppi o siti di arrampicata diversi per storia e natura. Inoltre, ci sono esempi eloquenti dove “l’appalto” a qualcuno ha prodotto disastri.

      Concordo con teo sul fatto che anche su vie come la Brandler-Hasse, comunque oggetto di molte ripetizioni, sia legittimo rendere più sicure le soste, mantenendo invece l’impegno globale della via.

      Quello che qui qualcuno ancora confonde è il buon senso circa qualche spit “ragionato”, con la rivendicazione di una sicurezza maggiore mediata dallo spit “in più”. Il metro non deve essere aumentare la frequentazione delle vie tramite la sensibile maggiorazione delle sicurezza, ma rendere più “ragionevolmente” sicure le vie, mantenendo una condizione irrununciabile: le si fa solo se si è in grado di farle.

      Pretendere calate comode che dimezzino l’impegno globale, o spit che rendano i passaggi non più obbligatori o psicologicamente più appetibili, è profondamente sbagliato.

    • #859046

      bonsai wrote:


      Leggo una notizia recente :

      Nell’agosto del 2012 la via è stata oggetto di restyling da parte di Giovannino Massari e Paolo Seimandi; sono state piazzate soste a fix (tasselli Kinobi ed anelli di calata Raumer), rimossi chiodi e cordini vetusti e alcune prese poco solide, preservando comunque quasi interamente l’impegno originario. Le valutazioni sono state riviste ed attualizzate in un’ottica più moderna…

      http://www.cuneoclimbing.it/relazioni/alpinismo/orologio_tempo.pdf

      Bene, per di più è stato uno degli apritori ad intervenire, quindi più di così…. ;)

    • #859075

      bonsai wrote:

      …….tra l’altro il secondo commento relativo all’intervista ( a pagina 1 ) cita : “gran bella stronzata, per parlare chiaro…”, questo per ribadire che c’è spazio per tutti a patto di non volere che l’intero mondo si conformi al proprio pensiero, forse ?

      Vedi caro bonsai, dire “gran bella stronzata” significa esprimere una opinione che non ha insita alcuna pretesa sugli altri, è un’opinione e basta. Come tale può essere sostenuta o criticata, ma non auspica che tutto il resto mondo debba pensarla come me.

      Dire invece, come fai tu,

      bonsai wrote:

      Il comune, le guide, la comunità montana o altri ancora dovrebbero provvedere ad un lavoro sistematico su tutto le vie del gruppo così come fatto dai privati per la singola via ed il principio dovrebbe valere in tutti i siti di arrampicata


      significa affermare che la tua opinione dovrebbe essere imposta a tutti gli arrampicatori, anche a quelli che non sono per nulla d’accordo con la tua assolutamente lecita opinione.

      Quelli come te non sono soddisfatti solamente che nel mondo si trovino situazioni conformi al proprio pensiero e alla propria visione delle cose, no, a voi non basta. Voi trovate soddisfazione solo se TUTTI la pensano come voi, spontaneamente o obtorto collo non importa. Già, perchè le vostre non sono solo opinioni comuni, ma sono “principi” che devono valere per tutti.

      Il mondo purtroppo ne vede in continuazione di personaggi così, che finchè restano bonsai non recano altro danno che rendere difficoltosa la gestione di cose tutto sommato marginali come l’attività in montagna o nelle falesie, ma che quando riescono ad ottenere poteri più grandi……..

    • #859077

      Aggiungo che vi sono molti che auspicano che “un’autorità” superiore pensi proprio a tutto, non solo a rendere più sicure le vie perchè deve essere un “diritto” l’abbattimento del rischio, ma anche a dirci quando e come dobbiamo andare in montagna! Purtroppo l’intromissione dell’istituzione e del relativo autoritarismo, trae ossigeno da costoro.

      Questo è il prodotto di una società che vende illusioni, distrugge sogni e visioni, e che vedrebbe bene la montagna come un impianto sportivo e l’arrampicata e l’alpinismo “solo” come degli sport.

    • #859085

      andry wrote:

      Vedi caro bonsai, dire “gran bella stronzata” significa esprimere una opinione che non ha insita alcuna pretesa sugli altri, è un’opinione e basta. Come tale può essere sostenuta o criticata, ma non auspica che tutto il resto mondo debba pensarla come me.

      Dire invece, come fai tu,
      significa affermare che la tua opinione dovrebbe essere imposta a tutti gli arrampicatori, anche a quelli che non sono per nulla d’accordo con la tua assolutamente lecita opinione.

      Quelli come te non sono soddisfatti solamente che nel mondo si trovino situazioni conformi al proprio pensiero e alla propria visione delle cose, no, a voi non basta. Voi trovate soddisfazione solo se TUTTI la pensano come voi, spontaneamente o obtorto collo non importa. Già, perchè le vostre non sono solo opinioni comuni, ma sono “principi” che devono valere per tutti.

      Il mondo purtroppo ne vede in continuazione di personaggi così, che finchè restano bonsai non recano altro danno che rendere difficoltosa la gestione di cose tutto sommato marginali come l’attività in montagna o nelle falesie, ma che quando riescono ad ottenere poteri più grandi……..

      A mio modo di vedere : “gran bella stronzata” non significa esprimere opinioni, bensì esprime un insulto del tutto gratuito e non motivato, tra le altre cose sinonimo di maleducazione e di mancanza dell’altrui rispetto.

      Quando ho scritto :”Il comune, le guide, la comunità montana o altri ancora dovrebbero provvedere ad un lavoro sistematico su tutto le vie del gruppo così come fatto dai privati per la singola via ed il principio dovrebbe valere in tutti i siti di arrampicata” : partendo dal ragionamento di Corona ho portato un esempio pratico ( chiaro che si può non essere d’accordo, ma anche esserlo, questo vale sempre e comunque…)

      andry wrote:

      Il mondo purtroppo ne vede in continuazione di personaggi così, che finchè restano bonsai non recano altro danno che rendere difficoltosa la gestione di cose tutto sommato marginali come l’attività in montagna o nelle falesie, ma che quando riescono ad ottenere poteri più grandi……..


      Non sono d’accordo : l’argomento trattato nell’intervista ed i contenuti esposti dall’intervistato sono seri, si parla di morti e di come evitare che tragiche morti possano ripetersi, scrivere di cose “tutto sommato marginali come l’attività in montagna” mi sembra fuorviante e superficiale.

    • #859086

      L’affermazione di Corona contraddice un pò il suo impegno a favore dell’etica in alpinismo. Recentemente infatti, ha aderito a un gruppo di alpinisti testmonial che credono che l’etica valga ancora qualcosa in montagna.

      In ogni caso credo che la stronzata (emerita) sia riferita al fatto di istituzionalizzare la richiodatura, anche delle soste. Quest’azione come ho già detto spesso e volentieri non tiene conto della sensibilità (qualunque essa sia) della comunità alpinistica. Inoltre gli esempi sono numerosi perchè si possano avere dei seri dubbi. Io credo che come disse “Piaz” ancor prima che Corona, un chiodo valga ben una vita. E’ come però s’interpreta questa frase che può cambiare drasticamente le cose.

    • #859087

      ajax wrote:

      L’affermazione di Corona contraddice un pò il suo impegno a favore dell’etica in alpinismo. Recentemente infatti, ha aderito a un gruppo di alpinisti testmonial che credono che l’etica valga ancora qualcosa in montagna.

      In ogni caso credo che la stronzata (emerita) sia riferita al fatto di istituzionalizzare la richiodatura, anche delle soste. Quest’azione come ho già detto spesso e volentieri non tiene conto della sensibilità (qualunque essa sia) della comunità alpinistica. Inoltre gli esempi sono numerosi perchè si possano avere dei seri dubbi. Io credo che come disse “Piaz” ancor prima che Corona, un chiodo valga ben una vita. E’ come però s’interpreta questa frase che può cambiare drasticamente le cose.

      Corona afferma la necessità di cementare le soste ( tutte ) non di istituzionalizzare la richiodatura, quest’ultimo discorso è saltato fuori successivamente nel topic inserito da altri ( gira-frittata perenni ed inguaribili ).

      La sensibilità della comunità alpinistica quale sarebbe ? Dettata da chi ?

      L’affermazione di Piaz ( noto arrampicatore contemporaneo ) è fuori luogo e pure fuori contesto, la sua corretta interpretazione cosa potrebbe cambiare ?

    • #859088

      E’ chiaro che Corona ha parafrasato Piaz, nella sua celebre osservazione durante la disputa con Preuss.

      Ci sta benissimo, e per le soste soprattutto (non l’ho già detto?). Il problema non è infatti quello delle soste ma quello dell’istituzionalizzare “l’azione”. La “sosta” però, così come un allargato concetto di sicurezza, “tira” spit anche dove se ne potrebbe fare a meno, soprattutto se l’azione diviene “istituzionale” e sistematica, come farebbe piacere magari a chi la pensa come te. La comunità alpinistica siamo noi tutti, con le nostre idee, vivaddio, diverse, che ci permettono di contrastare anche se in minoranza il “qualunquismo” di qualcuno.

      Dunque Bonsai, un messaggio come il tuo che auspica che “così dovrebbe essere in tutti i siti”, può essere contrastato da una minoranza (o maggioranza?) di chi la pensa diversamente. Perchè il problema è ben più complesso di quello delle semplici soste…

    • #859090

      Dunque Ajax, il mio messaggio ricalca esattamente quello di Corona che ha detto di cementare tutte le soste ( e per tutte io intendo in tutti i siti di arrampicata); sempre citando Corona non ha parlato di problema ben più complesso delle semplici soste o indirizzato alle soste soprattutto : ha parlato di soste e basta; quando ha parlato di una vita che può valere ben tre chiodi cementati si riferiva inequivocabilmente ad una ed una sola cosa : le soste ( forse ai tempi di Piaz esistevano le soste a chiodi cementati ? ); rimanendo ai tre chiodi cementati sempre Corona non ha detto di soste che con un allargato concetto di sicurezza “tirano” altri spit : ha detto tre chiodi cementati e basta.

      Poco tempo fa mentre assistevo ad una serata di montagna il protagonista incalzato sull’argomento ( l’argomento da programma sarebbe stato altro ma tant’è… ) ha concluso che a suo parere tutte le soste delle vie classiche avrebbero dovuto essere attrezzate a spit e caso strano tra il folto pubblico la gente era d’accordo, guarda un pò…

      Buona serata

    • #859091

      Un paio di mesi fà Corona è venuto dalle mie parti a fare una serata con Mercalli. E devo dire

      che fintanto che i due hanno duellato su argomenti tipo energia, inquinamento, risorse alimentari, cambiamenti

      climatici, politica etc.. ci siamo annoiati tutti e molto. Poi hanno cominciato a parlare di spit e la platea si è

      infiammata: avete presente 1984 di Orwell? Bè è successo qualcosa del genere. Ad un certo punto sullo schermo dietro di loro è partito un filmato dove un “alpinista” armato di trapano bucava la roccia con avidità e rideva, rideva e rideva. E allora tutti noi come in 1984 abbiamo cominciato ad insultarlo: porco, codardo, vigliacco…..Va detto che quasi nessuno dalle mie parti arrampica e qundi quasi nessuno sa cos è uno spit. Eppure a tutti i presenti è parso subito normale insultare uno che trapana e ride, ride di gusto. Il motivo? me lo chiedo spesso ma non ho trovato ancora una risposta.

    • #859092

      faregiro wrote:

      Un paio di mesi fà Corona è venuto dalle mie parti a fare una serata con Mercalli. E devo dire

      che fintanto che i due hanno duellato su argomenti tipo energia, inquinamento, risorse alimentari, cambiamenti

      climatici, politica etc.. ci siamo annoiati tutti e molto. Poi hanno cominciato a parlare di spit e la platea si è

      infiammata: avete presente 1984 di Orwell? Bè è successo qualcosa del genere. Ad un certo punto sullo schermo dietro di loro è partito un filmato dove un “alpinista” armato di trapano bucava la roccia con avidità e rideva, rideva e rideva. E allora tutti noi come in 1984 abbiamo cominciato ad insultarlo: porco, codardo, vigliacco…..Va detto che quasi nessuno dalle mie parti arrampica e qundi quasi nessuno sa cos è uno spit. Eppure a tutti i presenti è parso subito normale insultare uno che trapana e ride, ride di gusto. Il motivo? me lo chiedo spesso ma non ho trovato ancora una risposta.


      ma te la do io una risposta ;) …popolo non piu’ “bue” ma ASINO! :? :?

      ma questa e’la “normalita”……………… 😯

    • #859095

      ok, ci rinuncio… 😥

    • #859099

      Uno degli argomenti utilizzati in campo “alpinistico” per descrivere la tendenza all’esasperazione della sicurezza in montagna è quello dell’onnipresenza di una società addomesticata che tenderebbe a invadere con le sue esigenze di comodità, facilità, etc etc tutti gli ambiti possibili.

      E’ possibile che sia vero. Anzi sicuramente è vero.

      Però, se questa tendenza appare a molti fastidiosamente invadente in determinati ambiti, ci si può chiedere come essa agisca in altri ambiti sociali, e relatamente ad essi cosa pensano i paladini del rischio.

      MI riferisco in particolare a tutto ciò che ormai il tempo ci ha abituati a pensare come diritto acquisito e che la crisi mette sempre più in dubbio.

      Insomma, la precarietà, il rischio, che accettiamo o desideriamo per la montagna siamo disposti ad accettarla e desiderarla anche per la vita di tutti i giorni?

    • #859101

      alkurtz wrote:

      Uno degli argomenti utilizzati in campo “alpinistico” per descrivere la tendenza all’esasperazione della sicurezza in montagna è quello dell’onnipresenza di una società addomesticata che tenderebbe a invadere con le sue esigenze di comodità, facilità, etc etc tutti gli ambiti possibili.

      E’ possibile che sia vero. Anzi sicuramente è vero.

      Però, se questa tendenza appare a molti fastidiosamente invadente in determinati ambiti, ci si può chiedere come essa agisca in altri ambiti sociali, e relatamente ad essi cosa pensano i paladini del rischio.

      MI riferisco in particolare a tutto ciò che ormai il tempo ci ha abituati a pensare come diritto acquisito e che la crisi mette sempre più in dubbio.

      Insomma, la precarietà, il rischio, che accettiamo o desideriamo per la montagna siamo disposti ad accettarla e desiderarla anche per la vita di tutti i giorni?

      Ohhhh bravo alkurtz!

      Se leggi i miei interventi sopra è proprio il collegamento che ho fatto, ed è proprio il motivo per cui la questione, come ben dice ajax è molto più complessa di come la si vuol dipingere. (bonsai, isolare l’argomento “soste cementate” e pretendere di scollegarlo da tutte le sue implicazioni è un’operazione scorretta. Ogni azione ha le sue ricadute e prima di intraprenderla vanno analizzate pure quelle)

      Innanzitutto una precisazione. Io non sono e non mi sento un “paladino del rischio”.

      Sono e mi sento una persona che vuole assolutamente salvaguardare la possibilità di muoversi in montagna come meglio aggrada a chi ci va. Pertanto sono contro qualunque forma di omologazione, sono a favore di aree e spazi per chi vuole ingaggiarsi e finanche rischiare la sua pelle e sono a favore di spazi per chi vuole andare serenamente a farsi una passeggiata verticale.

      Per cui come vedi sono io il moderato e non certo chi vuole imporre un modello per tutti.

      Dopodichè io sostengo che l’ansia di questa (falsa) sicurezza è proprio figlia dell’incapacità di rischiare qualcosa nella vita di tutti i giorni, figlia di un periodo di vacche grasse che è durato parecchio e che ha prodotto due/tre generazioni di persone che, come dici giustamente, hanno considerato acquisite situazioni che non lo sono affatto e che adesso ci sbattono il naso violentemente.

      Si arrampica come si vive.

      E’ una questione di cultura, ed è quello che i bonsai di ogni latitudine si rifiutano tenacemente di capire. In Inghilterra frotte di persone arrampicano tutti i we senza avere una sosta a spit, eppure non mi sembra che muoiano come mosche. E’ la dimostrazione che la sicurezza non dipende dall’attrezzatura, ma dalle capacità.

      Poi c’è l’argomento-briscola con cui si pensa di sbaragliare il campo: oh, si parla di morti e come evitarle. Mi spiace, non vi seguo. Chi si va a mettere in situazioni potenzialmente mortali come salire una via di arrampicata ovunque e di qualunque livello è bene che lo sappia e che si assuma le sue responsabilità.

      Metterei le energie usate in questa diatriba per ridurre al minimo altri tipi di morti, come quelle sul lavoro, che non sono proprio scelte consapevolmente da parte di chi ne è vittima.

    • #859103

      Se si pone una differenza tra “rischio” alpinistico e “rischio” lavorativo si disloca il primo nel puro ambito del gioco e tutti i discorsi sull’etica svaniscono in pura estetica della vanità.

    • #859104

      E perchè?

      Sarà pure un gioco, ma come dice il titolo del bel libro di Roberto Iannilli, non uno scherzo.

      D’altra parte come ho scritto prima, c’è una fortissima correlazione fra come si va in montagna e come si vive, non è che ci siano dei compartimenti stagni…

    • #859106

      andry wrote:

      Si arrampica come si vive..


      vero, almeno per taluni aspetti.

      c’è chi inciampa su una piastrella sconnessa del marciapiede e si dà dello stupido e chi invece fa causa al comune.

      Tra l’altro, gli aspetti della sicurezza e connessa responsabilità, che si stanno sempre più esasperando, paralizzano molte iniziative: si rinuncia a fare o ad autorizzare chi fa (inclusa la chiodatura di nuove falesie… 😯), se si temeno possibili conseguenze legate all’azione di terzi.

      L’eccessiva ricerca della sicurezza finisce con il ritorcersi contro noi stessi, anche in termini di minore libertà.

    • #859108

      zion wrote:


      L’eccessiva ricerca della sicurezza finisce con il ritorcersi contro noi stessi, anche in termini di minore libertà.

      IL fatto è che non c’è più religione.

    • #859115

      o forse ce n’è troppa… ;)

    • #859118

      Si parlava di una sosta sicura, cosa che al 99,99% delle persone che vive nel mondo quotidiano ed ha altri problemi, non gliene frega una beneamata..mi fanno davvero ridere queste connessioni con la vita quotidiana, da “educatori della società” :D

      e comunque, si parlava di soste, non di spittare i tiri. Una sosta spittata non aumenta di sicuro (forse un pò) la frequentazione della via da parte di quelle persone che la via non si sentono di fare..e questo vale per ogni livello..altrimenti ogni domenica vedremmo la fila su Silbergier o Batman o altre vie allucinanti con le soste a spit :mrgreen: Ripeto, è un fatto anche pratico, soprattutto sulle vie frequentate, che non riduce l’impegno ma evita di “bandare” inutilmente. Anche da parte di coloro che qui scrivono e sono contrari, quando sono di fronte ad una sosta a spit con vicino quella vecchia a chiodi, non hanno dubbi dove assicurare..chissà poi perchè.. ;)

    • #859119

      L’eccessiva ricerca della sicurezza finisce con il ritorcersi contro noi stessi, anche in termini di minore libertà.

      Non sono d’accordo Zion, anzi, è vero l’inverso. Al di là dell’aspetto morale (su cui si può essere concordi o meno) fossimo meno talebani, magari ci sarebbe qualche incidente in meno (come quello capitato per la sosta staccata), l’alpinismo “da cronaca nera” andrebbe meno a finire sui giornali, non si verrebbe screditati dall’opinione pubblica, e non si rischierebbe davvero di vedere limitata la propria libertà, come davvero qualcuno vorrebbe fare a seguito dei numerosi incidenti.

    • #859120

      teo wrote:

      Anche da parte di coloro che qui scrivono e sono contrari, quando sono di fronte ad una sosta a spit con vicino quella vecchia a chiodi, non hanno dubbi dove assicurare..chissà poi perchè.. ;)


      perchè chi sostiene che sia meglio non mettere spit su tutte le vie di questo mondo, non ha questa posizione perchè contrario alla sicurezza, ma magari perchè vuole rispetto per i primi salitori, o perchè preferisce praticare l’arrampicata senza lasciare segni irreversibili del proprio passaggio, o cose simili.

      una volta che qualcuno ha messo gli spit, ormai ci sono e non ha nessun senso non utilizzarli.

    • #859122

      teo wrote:

      L’eccessiva ricerca della sicurezza finisce con il ritorcersi contro noi stessi, anche in termini di minore libertà.

      Non sono d’accordo Zion, anzi, è vero l’inverso. Al di là dell’aspetto morale (su cui si può essere concordi o meno) fossimo meno talebani, magari ci sarebbe qualche incidente in meno (come quello capitato per la sosta staccata), l’alpinismo “da cronaca nera” andrebbe meno a finire sui giornali, non si verrebbe screditati dall’opinione pubblica, e non si rischierebbe davvero di vedere limitata la propria libertà, come davvero qualcuno vorrebbe fare a seguito dei numerosi incidenti.

      Fossi meno talebano eviteresti di ridere delle opinioni diverse dalle tue e cercheresti di arricchirti da esse, fossi meno talebano ti accorgeresti che il problema non sono le soste spittate o cementate o comunque a prova più possibile di cedimento, su cui la grande parte delle persone, me incluso, sono d’accordo, ma la deriva che ne scaturirebbe, innescata dai fondamentalisti alla bonsai, i quali al primo incidente mortale su una via con le soste cementate ma priva di spit, approfitterebbero subito per invocare la spittatura inegrale di tutte le vie “in tutti i siti di arrampicata”.

    • #859123

      teo, in effetti mi riferivo ad un discorso un po’ allargato, condannando gli eccessi, e non la ricerca della sicurezza tout court. Sicurezza che, in arrampicata, poggia cmq su un insieme di fattori e non solo sugli spit (argomento trito e ritrito…).

      Sull’argomento soste sicure, almeno sulle vie classiche dove può anche capitare di appendersi a grappolo, sono sostanzialmente favorevole, con opportuni distinguo, limature e contestualizzazioni (e prescindo dal discorso di Corona, perchè non conosco la via de qua e sentire parlare di cemento mi fa un po’ impressione, soprattutto se si generalizza): mi è capitato di far sosta appeso ad un paio di chiodi marci piantati per metà e senza alcuna possibilità di integrare, e lì avrei desiderato degli spit. Ma ci sono anche terreni dove manca del tutto la sosta attrezzata e si può agevolmente provvedere con fettucce su spuntoni/clessidre o con un paio di friend.

      Poi bisognerebbe valutare caso per caso, la storia e l’ambiente, e capire se siamo in sbarua, in castello-provenzale, sul Cerro Torre o su Attraverso il Pesce. Piaccia o no, a volte sono proprio l’aleatorietà e l’ingaggio a “fare” la via, molto più del grado di difficoltà.

    • #859124

      il.bruno wrote:


      perchè chi sostiene che sia meglio non mettere spit su tutte le vie di questo mondo, non ha questa posizione perchè contrario alla sicurezza, ma magari perchè vuole rispetto per i primi salitori, o perchè preferisce praticare l’arrampicata senza lasciare segni irreversibili del proprio passaggio, o cose simili.

      una volta che qualcuno ha messo gli spit, ormai ci sono e non ha nessun senso non utilizzarli.

      Ma allora dovremmo andare a schiodare tutte le grandi classiche, per rispetto dei primi salitorin che nella maggior parte dei casi avevavno usato un quarto dei chiodi ora presenti. Invece tutti sono contenti di trovare un chiodino ogni tanto e non solo ogni tanto. Te compreso.

      Ma poi non è mancanza di rispetto. Semplicemente all’epoca c’era il chiodo e non esisteva lo spit. Poi l’evoluzione e la tecnologia lo hanno inventato. Allora, per rispetto dell’ambiente, smettiamola di scaldarci e di andare in auto.

      Inoltre, certe vie negli anni ’30 erano frequentate da una minoranza, oggi invece alcune vie sono prese d’assalto. L’alpinismo è cambiato, i modi di vedere anche. E un pò (non troppa) di modernità non guasta mai.

    • #859125

      andry wrote:

      Fossi meno talebano eviteresti di ridere delle opinioni diverse dalle tue e cercheresti di arricchirti da esse, fossi meno talebano ti accorgeresti che il problema non sono le soste spittate o cementate o comunque a prova più possibile di cedimento, su cui la grande parte delle persone, me incluso, sono d’accordo, ma la deriva che ne scaturirebbe, innescata dai fondamentalisti alla bonsai, i quali al primo incidente mortale su una via con le soste cementate ma priva di spit, approfitterebbero subito per invocare la spittatura inegrale di tutte le vie “in tutti i siti di arrampicata”.

      Ma allora se sei d’accordo perchè hai detto che era una stronzata? 😮 l’argomento era soste spittate non tiri spittati :geek:

    • #859126

      zion wrote:

      teo, in effetti mi riferivo ad un discorso un po’ allargato, condannando gli eccessi, e non la ricerca della sicurezza tout court. Sicurezza che, in arrampicata, poggia cmq su un insieme di fattori e non solo sugli spit (argomento trito e ritrito…).

      Sull’argomento soste sicure, almeno sulle vie classiche dove può anche capitare di appendersi a grappolo, sono sostanzialmente favorevole, con opportuni distinguo, limature e contestualizzazioni (e prescindo dal discorso di Corona, perchè non conosco la via de qua e sentire parlare di cemento mi fa un po’ impressione, soprattutto se si generalizza): mi è capitato di far sosta appeso ad un paio di chiodi marci piantati per metà e senza alcuna possibilità di integrare, e lì avrei desiderato degli spit. Ma ci sono anche terreni dove manca del tutto la sosta attrezzata e si può agevolmente provvedere con fettucce su spuntoni/clessidre o con un paio di friend.

      Poi bisognerebbe valutare caso per caso, la storia e l’ambiente, e capire se siamo in sbarua, in castello-provenzale, sul Cerro Torre o su Attraverso il Pesce. Piaccia o no, a volte sono proprio l’aleatorietà e l’ingaggio a “fare” la via, molto più del grado di difficoltà.

      Ma infatti. Si parla di vie frequentate. In particolare in questi ultimi anni ho scalato tantissimo in Dolomiti. Non pretendo la sosta spittata in ogni dove , come su certe vie poco ripetute (anche se ci fosse la userei volentieri ;) ), ma vedere su vie molto frequentate spit rancati via mi sembra un atteggiamento da oscurantismo medioevale, oltrechè idiota. Ci sono poi vie dove hanno fatto clessidre artificiali col trapano 😮 , e chi le ha fatte sostiene che non è la stessa cosa come bucare la roccia e mettere uno spit..E poi, voglio dire, sarebbe impossibile, spittare le soste di tutte le vie..

    • #859127

      Io per me preferisco le soste a chiodi: sono molto più colorate.Vuoi mettere? nelle soste a spit trovi

      al massimo un cordino,di solito pure sbiadito,perchè tanto sono spit e quindi si aspetta fino all ultimo per

      cambiarlo.Invece in quelle a chiodi di cordini ce ne sono tanti,spesso nuovi fiammanti, con colori vivaci.

      Penso che i chiodi devono rimanere e il cemento sta passando(per fortuna) di moda pure in pianura

      figuriamoci in montagna. Però un solo spit per sosta si potrbbe mettere, per rispetto degli altri( il compagno, altre

      cordare presenti o semplicemente per quelli che ci aspettano a casa). uno solo dicevo, cosi le soste continueranno

      ad essere piene di colori.

    • #859128

      faregiro wrote:

      Io per me preferisco le soste a chiodi: sono molto più colorate.Vuoi mettere? nelle soste a spit trovi

      al massimo un cordino,di solito pure sbiadito,perchè tanto sono spit e quindi si aspetta fino all ultimo per

      cambiarlo.Invece in quelle a chiodi di cordini ce ne sono tanti,spesso nuovi fiammanti, con colori vivaci.

      Penso che i chiodi devono rimanere e il cemento sta passando(per fortuna) di moda pure in pianura

      figuriamoci in montagna. Però un solo spit per sosta si potrbbe mettere, per rispetto degli altri( il compagno, altre

      cordare presenti o semplicemente per quelli che ci aspettano a casa). uno solo dicevo, cosi le soste continueranno

      ad essere piene di colori.

      e se gli spit li colorassimo?

    • #859129

      teo wrote:

      Ma allora dovremmo andare a schiodare tutte le grandi classiche, per rispetto dei primi salitorin che nella maggior parte dei casi avevavno usato un quarto dei chiodi ora presenti. Invece tutti sono contenti di trovare un chiodino ogni tanto e non solo ogni tanto. Te compreso.

      Ma poi non è mancanza di rispetto. Semplicemente all’epoca c’era il chiodo e non esisteva lo spit. Poi l’evoluzione e la tecnologia lo hanno inventato. Allora, per rispetto dell’ambiente, smettiamola di scaldarci e di andare in auto.

      Inoltre, certe vie negli anni ’30 erano frequentate da una minoranza, oggi invece alcune vie sono prese d’assalto. L’alpinismo è cambiato, i modi di vedere anche. E un pò (non troppa) di modernità non guasta mai.


      ho fatto due esempi, non me ne frega niente ora di discutere del merito dei due esempi portati, era solo per spiegare perchè una volta che gli spit ci sono li usa anche chi preferirebbe che non ci fossero.

      mi pare che si capisse…

    • #859132

      teo wrote:

      Ma allora se sei d’accordo perchè hai detto che era una stronzata? 😮 l’argomento era soste spittate non tiri spittati :geek:

      💡 💡

      ( ottima osservazione !

      tra l’altro avevo introdotto l’argomento con dei virgolettati senza aggiungere neppure una lettera di commento, ma tant’è… )

    • #859134

      sembra di essere in parlamento…. ;)

      quasi ;) ….tutti hanno ragione…ma..non si conclude una beata minchia… :D :D :D

      tutto difficile….troppo…cosi si litiga per mantenere la posizione :( :(

      ma qui, …..a che pro?….. :? :? :?

    • #859137

      minoso wrote:

      sembra di essere in parlamento…. ;)

      quasi ;) ….tutti hanno ragione…ma..non si conclude una beata minchia… :D :D :D

      tutto difficile….troppo…cosi si litiga per mantenere la posizione :( :(

      ma qui, …..a che pro?….. :? :? :?

      Caro minoso, la differenza tra qui e il parlamento, è che qui non si deve proprio concludere una beata minchia.

      Qui ci si confronta e si elaborano idee….per cercare di trovare un’opinione il più possibile condivisa dalla maggior parte delle persone, per far si che a volte qualcuno cambi le proprie idee leggendo i pareri e le esperienze degli altri, per far si che i “giovani” se mai leggono queste pagine, si possano fare anche loro un’idea….miii!!! tutto ti dobbiamo spiegare ahhh!?!!

    • #859141

      L’altro giorno ho fatto una via e gli spit alle soste erano blu: dovevo pagare?

    • #859143

      alkurtz wrote:

      L’altro giorno ho fatto una via e gli spit alle soste erano blu: dovevo pagare?

      :D :D

      Certo.. devi fare un bonifico a Fiorenzo… il blu e’ sotto il suo copyright 😆 😆

    • #859147

      alkurtz wrote:

      L’altro giorno ho fatto una via e gli spit alle soste erano blu: dovevo pagare?

      …hai spulciato tra i miei appunti a tradimento?

      :)

      Questo e’ uno dei disegni che mi sono segnato di fare….

      ;) ;)

    • #859154

      alkurtz wrote:

      L’altro giorno ho fatto una via e gli spit alle soste erano blu: dovevo pagare?


      si….ma solo se hai avuto un’erezione :) :) ;)

    • #859205

      il mio parere personale e’ che le soste debbano essere sempre sicure a prescindere dallaffluenza , se poi lo spit e’ l’evoluzione del vecchio chiodo benvenga. ma che son ste soste cementate ? non ho mai visto muratori sui tiri e nemmeno climber con buioli al posto del sacchetto della magnesite, al max caini con caschi che sembrano dei paioli x la polenta…

    • #859212

      …non entro nel merito perche’ non mi interessa….. ma di soste “cementate” io ne ho viste eccome dalle mie parti.

      In questo specifico caso sono i retaggi delle aperture delle vie degli anni 50/60 quando infilavano nelle fenditure della roccia dei tondini di ferro belli grossi e lunghi e poi buttavano del cemento per fissare tutto in maniera piu’ solida.

    • #859214

      A mio avviso l’epressione soste cementate non si rierisce agli anni 50-60 ma al fatto di mettere in sicurezza le soste oggi : a mezzo spit, chiodi resinati od altro…

      Sostenere che tutte le soste andrebbero cementate è un eufemismo utilizzato per ribadire un concetto, così come parlare di chi porta i pantaloni alla zuava che indica non certo chi esce in ghingheri a Cortina o Cormayeur vestito da tirolese ma una tipologia di personaggi ben definita ( e ben rappresentata su questo forum… )

    • #859222

      bonsai wrote:

      A mio avviso l’epressione soste cementate non si rierisce agli anni 50-60 ma al fatto di mettere in sicurezza le soste oggi : a mezzo spit, chiodi resinati od altro…

      Sostenere che tutte le soste andrebbero cementate è un eufemismo utilizzato per ribadire un concetto, così come parlare di chi porta i pantaloni alla zuava che indica non certo chi esce in ghingheri a Cortina o Cormayeur vestito da tirolese ma una tipologia di personaggi ben definita ( e ben rappresentata su questo forum… )

      ….si infatti.

    • #859223

      che poi un fix non è molto diverso da un fittone cementato, cambia solo la resina invece del cemento.

    • #859225

      bonsai wrote:

      💡 💡

      ( ottima osservazione !

      tra l’altro avevo introdotto l’argomento con dei virgolettati senza aggiungere neppure una lettera di commento, ma tant’è… )

      Questo post è perfetto per illustrare la differenza che passa fra chi parla per scambiare le idee con altri – anche in disaccordo – e arricchirsi con punti di vista diversi, e persone che parlano solo per avere ragione. La prime ascoltano (o leggono in questo caso) tutto il ragionamento e si sforzano di capirlo, le seconde sentono o leggono solo quello che serve loro per affermare le proprie ragioni.

      Risultato? Fatica tanta, utilità prossima allo zero.

    • #859233

      il.bruno wrote:

      che poi un fix non è molto diverso da un fittone cementato, cambia solo la resina invece del cemento.


      cazzo hai voluto dire?……

      spiegati meglio 😯

      un fix …con vari distinguo …e’ un fix!!!!

      il cemento lo usano i muratori…. ;)

      la resina ….con vari distinguo….e’un’ altra cosa ;)

      siamo alle elementari qui? 😯 :( :( :( :?

      eppoi ….chissenefrega……

      volete la sicurezza…. :( con tutte le eccezioni del caso?….

      andate in piola e …bevete cocacola :D :D :D :D :D :D

    • #859234

      le resine sono prodotti per l’edilizia, spesso e volentieri hanno una composizione di base cementizia con vari additivi che ne migliorano le proprietà, ma sempre di una specie di cemento si tratta.

    • #859246

      il.bruno wrote:

      le resine sono prodotti per l’edilizia, spesso e volentieri hanno una composizione di base cementizia con vari additivi che ne migliorano le proprietà, ma sempre di una specie di cemento si tratta.


      bravo!!!! adesso siamo alle medie………..

    • #859249

      giornate noiose, eh?!?

    • #859253

      il.bruno wrote:

      giornate noiose, eh?!?


      serate ….noiose ;)

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