Forums › Gulliver › I problemi › Come cancellare la storia
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10/07/2017 alle 14:22 #837668
Giorni fa siamo andati alla Rocca Nera di Caprie per salire Edipo (la via di Motti aperta in solitaria), giunti all’attacco abbiamo trovato una mitragliata di spit, placche spazzolate con la “brus-cia”, fessure grattate con ferri vari 😮 . E’ così che vogliamo trattare pagine di storia delle nostre alpi? Naturalmente noi siamo saliti per fessure intasate da terra ed erba dove peraltro si chiodava benissimo con ottime e precise martellate. In via sono presenti alcuni chiodi che abbiamo usato ma nessuno spit ha avuto l’onore di essere moschettonato dalla nostra cordata in quanto del tutto superfluo e profanatore (parlo dello spit). Adesso qualcuno si chiederà, come fecero nell’antica Roma, “Quo usque tandem?”. Fino a quando tollereremo che si faccia simile scempio della storia alpinistica?😥 C’è tanto posto per mitragliare le placche di ferraccio, proprio sulle vie del Principe dovevano andare? Quando si leverà una voce a difesa dell’eredità di ciò che i nostri padri alpinisti ci hanno lasciato? -
11/07/2017 alle 17:01 #870258
Rieccoci, caro Perunda bene hai fatto a passare dove dovevi chiodare nelle fessure piene di terriccio io la feci scalando dove erano posizionati gli spit e mi sono divertito ugualmente poi penso che ai giorni nostri anche il Principe chiuderebbe un’occhio verso quelli più “deboli” quindi lascia che anche chi non scala con la tua etica si smeni il torrone come vuole.Saluti e….non volermene. -
11/07/2017 alle 18:55 #870260
A parte il fatto che caprie in questa stagione è più nel Borneo che nelle Alpi. A parte il fatto che, diciamolo, è ora che i morti riposino in pace.
Ecco diciamo, vuoi scalare con un dito nel ……. prego, c’è posto anche per te
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13/07/2017 alle 12:49 #870266
È’ con viva e vibrante emozione che accolgo positivamente la sollecitazione di Perunda. Egli ancora una volta mette il dito nella piaga. E tuttavia, osservando i primi interventi sul forum, vorrei chiedere a tutti e quindi anche all’Amico Perunda, di provare ad innalzare il livello del dibattito oltre gli aspetti puramente tecnici per abbracciare una più ampia dimensione culturale del problema. Credo infatti che si debba affrontare le vie storiche sulle pareti non solo rispettando le loro caratteristiche tecniche (chiodatura) ed ambientali (presenza di erba, muschio,ecc.) , ma anche e vieppiu’ quelle culturali.
Per spiegarmi meglio faccio due esempi riferendomi ad alpinisti che mi sono cari.
Per ripercorre la via di Motti sulla Rocca Nera di Caprie credo che occorra anche calarsi nel clima culturale di quegli anni: sarebbe opportuno, quindi, indossare pantaloni scampanati color vinaccia, una maglia a dolce vita blu scuro e calzare scarpette EB supergratton. Suggerirei anche di scalare con cuffie che permettano di ascoltare Jimy Hendrix nella sua versione di “All along the watchtower” di Bob Dylan ( un pezzo altrettanto storico di chitarra elettrica).
Se ci si cimenta, invece, sulla via Rossa-Bastrenta alle Placche gialle della Sbarua e’, secondo me, indispensabile salire con scarponi Brixia (modello Cervino), pantaloni alla zuava Trabaldo Zegna, camicia di lana a quadretti Carlo Mauri, maglione Fila.
In questo secondo caso converrebbe utilizzare un grammofono a manovella da lasciare alla base per ascoltare da vinile Claudio Villa in “Corde della mia chitarra” ( Festival di Sanremo 1957).
Insomma amici e colleghi arrampicatori proviamo ad innalzare il nostro livello culturale, ricordando quanto scrisse il Sommo Poeta: ” Fatti non foste per arrampicare come bruti, ma per servir virtute e conoscenza!”
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13/07/2017 alle 15:45 #870267
….voglio i pantaloni scampanati color vinaccia ! 😆 😆 😆 -
14/07/2017 alle 18:23 #870268
emmmmmhhh.ma basta…. comunque Parunda se vuoi posso offrirti a modico prezzo questo bel paio di zuava ancora con etichetta per poter meglio coGNUgare le fessure terrose e i chiodi paleolitici ….

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15/07/2017 alle 20:20 #870269
Premetto che non ho ripetuto la via dopo il restyling e quindi non posso dare giudizi (andrò appena fa meno caldo). Mi baso su quanto è stato riportato da amici. Credo che sia doveroso porsi alcune domande: – in luoghi come Caprie, può ancora avere un senso lasciare una via esattamente come era stata aperta?
– è legittimo mettere degli spit in sostituzione dei chiodi? Oppure è ancora logico portarsi su vie del genere il martello?
– è legittimo riprendere una via ritenuta di valore storico e cambiargli il nome in occasione di un restyling?
– è legittimo cambiarne il tracciato?
– a livello di “conservazione” della storia, è meglio lasciare una via con chiodi e poche ripetizioni, oppure fare un’operazione il più onesta possibile, pur rimettendola in senso secondo, diciamo così, canoni più moderni?
Onestamente, io penso che sia legittimo (sempre parlando di Caprie) riprendere un itinerario come “Edipo non abita più qui”, ripulendolo il più possibile, mantenendone l’originalità (fatta eccezione per qualche tratto oggi davvero “illogico”) e laddove ci sono chiodi, usare ragionevolmente lo spit. Non esisterà mai un lavoro che soddisfa tutti, perché la sensibilità individuale è unica. Uno spit più o in meno è quindi relativo, a meno che non si tratti di una via interamente in fessura. E’ soprattutto fondamentale, se si interviene, non cambiare mai il nome originale. Evidentemente i chiodatori lo hanno fatto perché la via non ricalca che in parte quella originale. Il nuovo tracciato, sempre stando a quanto riportato da altri, danneggia di fatto la “storia”. Detto questo però bisognerebbe fare anche un’altra considerazione: se è vero che Motti la salì in scarpe da ginnastica e senza materiale da arrampicata, anche i chiodi tradizionali messi nelle “stagioni successive” sono illegittimi. Dunque sarebbero stati tutti da rimuovere. La via sarebbe da ripetere esclusivamente in free-solo (con le scarpe da ginnastica?). Se parliamo di “etica” non possiamo fare un discorso a metà. E ripeto, in un posto come Caprie quale sarebbe stato il futuro o la fortuna di una via “originale” come quella?
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19/07/2017 alle 09:52 #870273
Mi dispiace ma non ci siamo proprio! Se vale la regola che ognuno deve trovare spazio allora il mio ragionamento tiene, io vorrei scalare a modo mio e non sempre a modo di qualcun altro nominato o eletto da chi. Caro Ajax ti ho visto molto più battagliero e coerente su questo forum in difesa della tradizione e la storia! Forse che ci sono tante storie diverse? Perché mai a Caprie dovrebbe essere lecito quello che in altri luoghi a te cari non lo è? Se l’etica è una, una deve essere! Per quanto concerne la scalata col dito in … mi sorge un dubbio: avendone 10 non so attuare la scelta giusta, forse un piccolo consiglio sarebbe opportuno e utile. :ugeek: -
19/07/2017 alle 19:22 #870275
Bravo Perunda! Il tuo intervento aiuta a fare un passo in avanti. Quello che molti, troppi non vogliono capire e’ che il loro atteggiamento omologato sta distruggendo la libertà dell’arrampicata. Vanno tutti negli stessi posti, a fare le stesse vie, dopo aver consultato i commenti degli altri su Gulliver o sugli altri siti ed essere ben sicuri di non avere sorprese. Sanno già tutto della salita prima ancora di iniziare e da bravi omologati sono contenti così!
E probabilmente vestono allo stesso modo, usano gli stessi materiali, ecc. ecc
Poi ci sono le anime belle che distinguono e disquisiscono a non finire, ma non hanno il coraggio di cercare una strada veramente nuova e autonoma: hai ragione a criticare il loro opportunismo!
Bisogna costruire anche nell’arrampicata una vera TAZ: temporary autonomous zone dove gli arrampicatori liberi possano godersi la libertà di scegliere e sperimentare tutto.
Non solo chiodatura, attrezzatura, ma anche abbigliamento, musica, letteratura e filosofia di vita.
Ale’ Ale’
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19/07/2017 alle 19:30 #870276
At l’as parlaje bin -
19/07/2017 alle 19:58 #870277perunda wrote:
At l’as parlaje bin
Perunda…hai MP….

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21/07/2017 alle 06:14 #870279
Ciao Perunda, ciao a tutti. Per aiutarvi a trovare il terreno che vi piace, di seguito un elenco di vie erbose, senza chiodi, e poco frequentate, posti dove anche alla domenica nessun pericolo di affollamento. Nel caso ne fate qualcuna, mi interesserebbe la vostra impressione. Machaby, Altra Faccia della Luna, Via Notti Messicane
Scoglio di Mroz, Via dei Biellesi
Mucrone, Via Gaudino
Gemelli, Via Gaudino
Cossarello, Via amica, Via Fuori dal Mondo, Diedro Lora Tonet- Scalcon, Via Machetto, Via Pelomo
Mitria, Via Lanza- Ciarletti
Mars parete nord est Via Momo
Cresto parete nord est
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21/07/2017 alle 10:50 #870281
Si di vie erbose ne potrei citare decine anch’io. In origine molte di queste “erbose” non lo erano neppure… Per questo mi chiedevo se in un luogo come Caprie, oggi come oggi, abbia ancora senso lasciare una via così…Ripeto, se si vuole fare un discorso “etico” spinto, considerato come fu aperta, nemmeno i chiodi tradizionali sarebbero accettabili o le protezioni veloci. Bisognerebbe ripeterla in free-solo. Dal momento che però sulla Alpi praticamente quasi mai una via aperta in solitaria e senza materiale viene ripetuta così, il discorso etico “spinto” cade. Quante persone avete visto ripetere per esempio “Fessura per PA” alla Piramide slegati, o quanti di voi l’hanno fatto? Nel caso in questione, sii tratterebbe semmai di rispettare la via per quanto riguarda il materiale fisso. Cioè non stravolgerla, non cambiare il nome, non mettere gli spit e neppure lasciare i chiodi tradizionali. Cosa che non è avvenuta da quanto apprendo… Ma rilancio la domanda: pur mantenendo l’originalità del tracciato e ripulendo dall’erba avrebbe senso in un luogo come Caprie (sempre oggi come oggi) un’operazione del genere? Mi pare che moltissime altre vie aperte lì in stile tradizionale, nel corso degli anni siano state richiodate integralmente e anche corrette…Queste polemiche non si sono sollevate. Nemmeno è pensabile, forse, fare dei passi indietro. Perunda di principio ha ragione ma oggi i luoghi dove salire in “altro modo” non passano per Caprie. Invece di giocare con l’ironia come spesso accade, sarebbe bello se i richiodatori portassero qui le loro motivazioni. Certamente sarebbe più utile per confrontarsi -
21/07/2017 alle 12:52 #870282
Prova con l’undicesimo 😆 😆 -
24/07/2017 alle 18:02 #870288
Intervengo come amico del richiodatore di Edipo, ed avendo partecipato io stesso ad alcune richiodature a Caprie al Pilastro Rosso e a Rocca Bianca. Francamente non riesco a comprendere certe polemiche. Da un lato c’era una via abbandonata che contava forse una ripetizione all’anno, invasa da muffe e licheni, con le fessure totalmente interrate e chiodi assolutamente pericolosi (fatevi mostrare da Cajo la foto dei chiodi spezzati al primo carico). Dall’altro c’è una persona che si prende la sbatta di richiodarla, a proprie spese, ovviamente secondo la logica delle richiodature del 2017, quindi aumentando il grado di sicurezza ma senza snaturarla; la rettifica perché di grado disomogeneo (viste anche le modalità di apertura di Motti); cambia il nome perché metà dei tiri ora è nuova; e apriti cielo, si grida allo scandalo. Ma quale scandalo? Giustamente qualcuno ha scritto, perché non andate a farla con attrezzatura e mentalità degli anni 70, e poi ne riparliamo? Dove sta lo scandalo se al posto di quattro chiodi marci ora ci sono degli spit? Se tratti discontinui dove un V si alternava a passi di II e III ora sono diventati una bella via di grado omogeneo V-VI? Da quando la via è stata pubblicata conta in due mesi più ripetizioni di quante ne avesse avute la via precedente in trent’anni. Vogliamo parlarne? Vogliamo chiederci se si vuole avvicinare questo sport agli arrampicatori, grazie ad una chiodatura che mantenga il giusto ingaggio senza che uno debba rischiare di spezzarsi le gambe, o se si preferiscono vie con chiodatura mortale, riservate a due ripetizioni in dieci anni? Quante vie sono state aperte con mentalità “suicida” a vent’anni, e sono poi state addomesticate dagli stessi apritori una volta raggiunta la maturità? E tutta questa retorica del rischio ad ogni costo, che sa tanto di celodurismo d’antan? Qualche settimana fa sono andato a ripetere Supercontroles a Sea e mi sono divertito ed anche ingaggiato, a dispetto delle polemiche per la richiodatura definita “imbarazzante” da qualcuno: andate a guardare i segni blu dei vecchi spit di Grassi e vedrete che non era mica un coglione a rischiare di ammazzarsi, la distanza degli spit di Grassi è esattamente la medesima della chiodatura attuale, alla faccia della chiodatura imbarazzante. E due settimane fa mi sono divertito da matti sulla Staich al Cossarello, sulla quale Gianni Lanza ha messo qualche spit qua e là ma la via ha mantenuto un bell’ingaggio: o la vogliamo rifare con otto chiodi come al tempo di Staich (e senza ovviamente friend e nut, miei cari puristi)? E tutti quelli che ora vanno a fare Edipo piuttosto che Tristezza d’autunno o il Ritorno dei narcisi a Rocca Bianca (sì, cari puristi, anche lì abbiamo cambiato il nome) e che si divertono in sicurezza pur non essendoci neppure lì “imbarazzanti mitragliate” di spit, chiedete a loro se avrebbero preferito le vecchie vie a chiodi marci che abbiamo trovato.
Le polemiche stucchevoli non meritano neppure di essere mandate avanti, quando chi le monta lo fa non per sostenere il proprio sport, ma per nullificare il lavoro altrui.
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24/07/2017 alle 18:34 #870289
Concordo con popeantonio pienamente,lui forse sa essere piu diplomatico di me. Anch io in qualità di amico di caio e all occasione aiutante nel richiodare le vie trovo queste polemiche sterili e insignificanti.
Chi vuole l old style va a scalare da torino in bici dopo il turno di notte o usa la macchina??
E per caso ha smontato l abs,airbag etc dalla propria auto perché una volta as fasia nen parei???????
No solo per sapere.
Ora la via e frequentata da scalatori medi che apprezzano le gesta del passayo senza rompersi l osso del colli,da giovani che si avvicinano allo sport appassionandosi,e questo seppur in minima parte porta pure l indotto alla valle.
Chiedete al bar quanti caffè birre e panini si vendono in più da quando le vie sono nuove interessanti e appetibili da molti….
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24/07/2017 alle 20:47 #870290
Salve perunda, sono quello che sta cancellando la tua storia immaginaria di arrampicata….. vorrei scrivere tutta la storia dello sconvolgimento della via in questione,,,,ti dico solo che sei stato fortunato a non farti male sui chiodi dove ti sei appeso, a me è andata male, fatto una piccola caduta e il chiodo si è spezzato, fortuna che sotto c’era lo spit
, sai che quando Motti ha salito il canale di Edipo era pulito e non cerano ne piante ne licheni?
😮 . cmq ringrazio alcune persone molto importanti accademici chiodatori arrampicatori ecc.. per il grande lavoro che stiamo facendo di rivalutazione dei vari settori di arrampicata….😆 😆 😆 ma poi cosa lo dico a fare a te,,, la ferrata di Caprie ti piace? le altre vie richiodate da altre persone ti piacciono?? bravo continua a lamentarti e vivere di ricordi, ultimo: la via l’hai fatta da solo e in scarpe da ginnastica o con scarponi?? -
25/07/2017 alle 07:56 #870291
Per come la vedo io non si tratta di “calpestare” o meno la storia… ma più che altro di rispettare le esigenze di tutti. Mi spiego (e preciso che non conosco nel dettaglio il caso in questione).
Invece di omologare tutte le vie risistemate ad un rassicurante “S1” / 5c obbl non sarebbe forse più bello (in pochi casi ovviamente visto il diverso bacino di utenza) ripulire una linea e sostituire ed al limite integrare i chiodi (non spit) esistenti? (soste comprese, tanto a Caprie si scende comodamente a piedi)
Spittare una via vuol dire a mio parere “comprometterla” (in senso stilistico) per sempre (o quasi).
Mi chiedo perchè coloro che cercano questo genere di salite debbano per forza percorrere decine di km in auto e magari 2/3 h di avvicinamento…
Detto ciò non disdegno affatto il lavoro svolto negli ultimi anni nel comprensorio Caprie; ci sono stato parecchie volte e ci tornerò sicuramente. Chi dedica tempo e denaro per il divertimento altrui non è che da ringraziare.
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25/07/2017 alle 11:59 #870292
Ma scusate, perché proprio ora volete fare Edipo, non l’avete mai cagata fino al mese scorso,…. Continuate a non cagarla, sulla rocca nera di Caprie c’è ancora una stupenda via di Manera e Motti ora tutta lichenata,… Emozionate là, il lichene è ancora vergine…. I chiodi ci sono ancora i blocchi instabili anche….se un domani la troverete pulita non lamentatevi, tutto quello che abbiamo fatto a caprie abbiamo sempre chiesto il permesso agli apritori quelli VIVI… :ugeek: 
😆 😮 E state tranquilli che nessuno di noi cerca gloria o ringraziamenti… Caprie le vie superiori erano andate in disuso causa vostra!!!
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26/07/2017 alle 08:25 #870294
Sto sempre aspettando che qualcuno vada a ripetere una delle vie citate nell’ elenco che ho inviato, preciso che alcune sono tra i 5 ed i 40 minuti dall’ auto. Azz inizia a venirmi il dubbio di trovarmi di nuovo davanti a qualche mitologico leone da tastiera. Per quanto riguarda la mia esperienza su Edipo, l’ ho trovata bellissima e per nulla banale, grazie a chi ha fatto il lavoro, un ottima interpretazione. -
26/07/2017 alle 09:46 #870295
IL MITICO LEONE DA TASTIERA😮 1) Se la via è al disotto delle sue capacità, la sputtana e poi ci porta gente o clienti (E non riguarda Te Gianni
)
2) Se è al suo livello, protesta perchè bisognerebbe farla il più possibile trad…
3) Se è al di sopra…zitto zitto…ci va mettere qualche spit
😮 ….ma per renderla più sicura s’intende….eh😆 Ma andare in montagna senza sborrare lamette da barba contro tutti o cosa, è ancora possibile, o no?
E farsi gli affari propri, qualche volta, sarebbe intelligente?
Domande senza alcun fine polemico…..
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26/07/2017 alle 14:01 #870296Titus wrote:
IL MITICO LEONE DA TASTIERA😮 1) Se la via è al disotto delle sue capacità, la sputtana e poi ci porta gente o clienti (E non riguarda Te Gianni
)
2) Se è al suo livello, protesta perchè bisognerebbe farla il più possibile trad…
3) Se è al di sopra…zitto zitto…ci va mettere qualche spit
😮 ….ma per renderla più sicura s’intende….eh😆 😆 queste me le segno.dico solo che le mode cambiano, vedi il risveglio del clean e omologare tutto non mi pare corretto. anche se non ripetute o poco ripetute alcune vie potrebbero anche essere lasciare stare.
si tratta di non essere estremisti da entrambe le parti.
vogliamo fare di ogni luogo di scalata una Sbarua?
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26/07/2017 alle 15:40 #870297
“Dall’altro c’è una persona che si prende la sbatta di richiodarla, a proprie spese, ovviamente secondo la logica delle richiodature del 2017, quindi aumentando il grado di sicurezza ma senza snaturarla; la rettifica perché di grado disomogeneo” Ho capito siete dei Samaritani…:ugeek: ve la cantate e suonate a vostro piacimento -
27/07/2017 alle 09:27 #870298
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27/07/2017 alle 12:32 #870301
“Ho capito siete dei Samaritani…: ve la cantate e suonate a vostro piacimento” Esatto Perunda, anzi se ci aiuti a cantarla meglio lasciando alla cooperativa un obolo per la richiodatura, ti diamo anche la patacca di socio sostenitore del coro di caprie.
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30/07/2017 alle 14:25 #870306
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09/08/2017 alle 07:01 #870336
i tempi cambiano qualcuno ha scritto e credo sia la considerazione piu’ giusta di tutta la discussione…un tempo gli scalatori a Caprie si contavano in poche decine e questo tipo di scalata veniva usata come palestra di allenamento per imprese alpinistiche …oggi la scalata e’ diventato una attivita’ sportiva diciamo di massa…centinaia di scalatori frequentano questo luogo con obiettivi molto diversi dal passato, che la cosa piaccia o no i tempi sono questi…Io credo che chi vive di ricordi debba seriamente pensare al cambiamento e adattarsi, certo con tristezza e amarezza lo posso capire ma e’ cosi’….non serve cercare di sostenere e pretendere un tipo di scalata che non esiste piu’ e sopratutto nessuno vuole piu’ in un luogo come Caprie.questo e’ il mio pensiero…buone scalate a tutti… -
09/08/2017 alle 16:22 #870344
Pur non conoscendo la via in questione mi permetto di dire cosa penso della richiodatura in questione o in generale a Caprie : secondo me proprio per evitare di catalogare e standardizzare sempre tutto il che renderebbe la scalata solo più un parco giochi e non un saper valutare le proprie capacita, credo che anche in posti come Caprie si potrebbero lasciare delle linee in stile trad, e a Caprie con tutte le vie spittate che ci sono, lasciare o meglio ancora creare qualcosa da proteggere o integrare è sicuramente una bella cosa. Ma una cosa è lasciare i chiodi marci una cosa è spittare in maniera sistematica su una via dove si potrebbe anche farne a meno. Bene se qualcuno avesse avuto voglia, prima di mitragliare il tutto come qualcuno ha detto, di ripulire e rististemare anche con qualche spit al posto dei chiodi marci o dove proteggibile nulla, di lasciare le condizioni e l’ingaggio originale sarebbe stata una bella cosa, dopo è troppo tardi meglio non lamentarsi. Devo comunque elogiare chi si è fatto il culo a Caprie facendo un lavoro enorme con le nuove linee aperte e le vecchie risistemate, anche se nell’ottica da falesia ben venga perché se così non fosse stato non avrei scoperto un sacco di tiri in molti posti per me anche nuovi. Credo che se fossi stato un apritore a chiodi e poi qualcuno dopo avrebbe sostituito i chiodi con gli spit piuttosto che lasciare il posto in stato di abbandono sicuramente avrei preferito anche qualche spit in più.. I tempi cambiano ma non del tutto perchè se si va a scalare in alta montagna l’ingaggio spesso non è da falesia anzi…, quindi meglio non abituarsi sempre e per forza troppo bene, la testa è una componente della scalata, eliminata quella non rimane tantissimo…… Aggiungo che secondo me non è la storia la cosa più importante ma il divenire per non dimenticare.
Finalmente stasera chiudo bottega……… ferieeee auguri a tutti
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10/08/2017 alle 11:46 #870348popeantonio wrote:
Intervengo come amico del richiodatore di Edipo, ed avendo partecipato io stesso ad alcune richiodature a Caprie al Pilastro Rosso e a Rocca Bianca.Francamente non riesco a comprendere certe polemiche. Da un lato c’era una via abbandonata che contava forse una ripetizione all’anno, invasa da muffe e licheni, con le fessure totalmente interrate e chiodi assolutamente pericolosi (fatevi mostrare da Cajo la foto dei chiodi spezzati al primo carico). Dall’altro c’è una persona che si prende la sbatta di richiodarla, a proprie spese, ovviamente secondo la logica delle richiodature del 2017, quindi aumentando il grado di sicurezza ma senza snaturarla; la rettifica perché di grado disomogeneo (viste anche le modalità di apertura di Motti); cambia il nome perché metà dei tiri ora è nuova; e apriti cielo, si grida allo scandalo. Ma quale scandalo? Giustamente qualcuno ha scritto, perché non andate a farla con attrezzatura e mentalità degli anni 70, e poi ne riparliamo? Dove sta lo scandalo se al posto di quattro chiodi marci ora ci sono degli spit? Se tratti discontinui dove un V si alternava a passi di II e III ora sono diventati una bella via di grado omogeneo V-VI? Da quando la via è stata pubblicata conta in due mesi più ripetizioni di quante ne avesse avute la via precedente in trent’anni. Vogliamo parlarne? Vogliamo chiederci se si vuole avvicinare questo sport agli arrampicatori, grazie ad una chiodatura che mantenga il giusto ingaggio senza che uno debba rischiare di spezzarsi le gambe, o se si preferiscono vie con chiodatura mortale, riservate a due ripetizioni in dieci anni? Quante vie sono state aperte con mentalità “suicida” a vent’anni, e sono poi state addomesticate dagli stessi apritori una volta raggiunta la maturità? E tutta questa retorica del rischio ad ogni costo, che sa tanto di celodurismo d’antan? Qualche settimana fa sono andato a ripetere Supercontroles a Sea e mi sono divertito ed anche ingaggiato, a dispetto delle polemiche per la richiodatura definita “imbarazzante” da qualcuno: andate a guardare i segni blu dei vecchi spit di Grassi e vedrete che non era mica un coglione a rischiare di ammazzarsi, la distanza degli spit di Grassi è esattamente la medesima della chiodatura attuale, alla faccia della chiodatura imbarazzante. E due settimane fa mi sono divertito da matti sulla Staich al Cossarello, sulla quale Gianni Lanza ha messo qualche spit qua e là ma la via ha mantenuto un bell’ingaggio: o la vogliamo rifare con otto chiodi come al tempo di Staich (e senza ovviamente friend e nut, miei cari puristi)? E tutti quelli che ora vanno a fare Edipo piuttosto che Tristezza d’autunno o il Ritorno dei narcisi a Rocca Bianca (sì, cari puristi, anche lì abbiamo cambiato il nome) e che si divertono in sicurezza pur non essendoci neppure lì “imbarazzanti mitragliate” di spit, chiedete a loro se avrebbero preferito le vecchie vie a chiodi marci che abbiamo trovato.
Le polemiche stucchevoli non meritano neppure di essere mandate avanti, quando chi le monta lo fa non per sostenere il proprio sport, ma per nullificare il lavoro altrui.
Spettacolare Pope, sfondi una porta che non c’è. Trovo che percorrere vie con chiodatura mortale e/o chiodi marci più che da duri, sia da dementi (o perlomeno da duri di testa). In parete si va per divertirsi, se uno ha altre necessità allora perchè non fare il salto e salire come Alex Honnold così almeno un certo tipo di sensazioni sono garantite!
Poi, personalmente, credo che il successo di una via si misuri in nro di ripetizioni e, guarda caso, le vie con chiodatura mortale non sono molto ripetute..
Mi fermo qui e colgo l’occasione per ringraziare Claudio Pajola e company per il grande lavoro fatto su “Edipo..” (messo con i puntini così accontentiamo tutti) e, nei tratti rettificati con gli spit, 1° tiro, 2°, parte del 4° e soprattutto il 5° tiro credo che nemmeno Gian Piero Motti (nonostante le sue straordinarie capacità) li avrebbe saliti con le scarpe da ginnastica..
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25/10/2017 alle 08:03 #870608
caro Maurizio, mi dispiace contraddirti ma l’importanza, la bellezza, l’arditezza, il valore di una via non si misura in termini commerciali dal numero di ripetizioni, non è mica una saponetta da supermercato che più ne vendi e più ne metti nello scaffale! I valori sono morali, storici, tradizionali, non conta il pulito o lo sporco; dove siamo, sul palchetto di una balera? L’abbandono di questi valori è molto grave ma soprattutto lo è il poco rispetto per ciò che è stato fatto in passato; con i vostri metodi da rullo compressore pensate di ritagliarvi un posto nella storia? Si quella dei distruttori! Ma siete ridicoli quando presumete che Motti non sarebbe passato in scarpe da ginnastica, e chi ve lo ha detto? Lui evocato da un medium? 🙄 🙄 -
25/10/2017 alle 15:54 #870611
Caro Perunda, rasserenati: il fuoco a Caprie ha agito da rullo compressore/distruttore infinitamente più di quanto abbiano fatto i nostri 4 spit.
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