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    • #834850

      ;) un consiglio ai ciaspolatori x quanto concerne la battitura di una traccia (sia di salita che di discesa).

      Si sa’ i ciaspolatori non hanno grandi esperienze di escursionismo invernale,basta vedere come la maggior parte di loro tracciano i percorsi su di una strada forestale, con traccia anziche battuta su di un lato della strada esattamente al centro,cosi in caso di rigelo questa strada in discesa diventa oltreche’ insciabile anche pericolosa per le gambe di molti sci alpinisti esursionisti,cari ciaspolatori,vi costa tanto usare un po’ di buon senso e tracciare le vostre piste ai lati delle strade forestali!!!

      Auguro a tutti tante belle escursioni (con sci con ciaspole)portando con se o coltivando una buone dose di cultura del saper muoversi in ambiente montano innevato 😆

    • #838931

      Caro Fra73

      Non mi sembra che i ciaspolatori non abbiano esperienza di escursionismo invernale,poichè l’uso delle racchette si fà proprio in inverno e non a luglio!

      Sicuramente avrai incontrato dei ciaspolatori che avranno fatto una traccia di salita in mezzo ad una strada,e questo ammetto che è poco logico,per quanto riguarda la discesa chi usa le ciaspole,dove può,taglia giù dritto e difficilmente ripercorre la traccia di salita.

      Mi è capitato spesso di notare,e credo sarà successo anche a te,che spesso gli scialpinisti nelle loro serpentine in discesa tagliano la traccia di salita ;)

      Purtroppo c’è chi ancora considera i ciaspolatori poco degni di frequentare i percorsi prevalentemente scialpinistici,inoltre per quanto riguarda il buon senso credo lo si debba usare tutti e sempre ed in qualsiasi luogo che sia montagna oppure no.

      Ciao e buone gite

    • #838935

      Ciao FRA73 come al solito si ritorna all’eterna rivalita’ tra scialpinisti e ciaspolatori(io sono della seconda categoria),ma io credo che le persone con il buon senso ci sono da una parte e dall’altra ,come pure gli idioti.Pero’ non direi che i ciaspolatori hanno poca esperienza ,soltanto vivono la montagna in un’altro modo.Se ci incontriamo durante qualche gita ne riparliamo ,ciao e buone sciate.

    • #838941

      fra73 wrote:

      ;)

      Si sa’ i ciaspolatori non hanno grandi esperienze di escursionismo invernale, 😆

      CAZZATA DEL SECOLO

    • #838942

      a parte la risposta precedente 👿 , credo che ci siano scialpinisti esperti e non esperti, come ci sono ciaspolatori esperti e non.

      Si continua a considerare le due attività (io preferirei chiamare passioni) non alla pari e questo mi da’ un po’ fastidio, perchè finora non ho visto nessun cartello “riservato agli scialpinisti”.

      Condivido che ci vada del buon senso, però non criminalizziamo quelli che di esperienza non ne hanno o non pensano anche a chi deve passare con gli sci.

      Ho già sentito troppe volte dire “quelli con le ciaspole devono farsi una propria traccia”. Condivisibile, però allora anche ogni scialpinista perchè non si batte una propria traccia e sfrutta quelle già esistenti?

      Credo ci voglia un po’ di flessibilità da parte di tutti, e se proprio uno ama i binari per gli sci esistono sempre le piste da fondo (è una battuta)

      ps. si è capito che sono ciaspolaro? :mrgreen: 😈

    • #838945

      io sono uno scialpinista, ma stavolta hanno ragione i ciaspolatori: sono due attività parallele e non in concorrenza e c’è spazio per tutti (anche per i ciaspolari in salita e tavolari in discesa e io ci aggiungo anche i fondisti). E’ semplicemente questione di esperienza e di buon senso: d’altronde quante volte si vedono delle tracce fatte in salita con gli sci che non hanno una logica? In ogni caso ci si muove in uno spazio aperto e libero (salvo passaggi obbligati), quindi se le tracce che ci sono non ci vanno bene, basta batterci la nostra traccia, e se l’area è troppo frequentata basta scegliere percorsi meno gettonati…

      Per quanto riguarda le strade e le piste forestali, quella di battere le tracce ai lati secondo me è una buona norma per tutti, anche per gli sci alpinisti, perché con il rigelo notturno anche le rotaie possono diventare pericolose quasi quanto le buche delle ciastre…

      buone ravanate a tutti nella bellezza della montagna invernale….

    • #838948

      Da snowboad ciaspolaro, nella gran parte di condizioni di neve la traccia delle ciaspole, non è così terribile e fastidiosa come si vuol far sembrare, spesso ho trovato skialp che utilizzavano la mia traccia delle ciaspole, durante alcune gite c’è addirittura chi fa commenti di pessimo gusto quando viene passato da ciaspolari, sul discorso di passare im mezzo alle strade pienamente daccordo, ma e’ un problema non dei ciaspolari ma di tutti, alla fine uno ci si deve adattare e se proprio vuloe trovare un ambiente incontaminato, BASTA CERCARLO!!!l’ambiente su cui si praticano queste magnifiche attività non è di nessuno e non esiste qualcuno più degno e altri meno a frequentarlo, l’importante è che venga rispettato e lasciato intatto….se proprio si deve parlare di qualcosa di fatidioso parliamo delle motoslitte e dell’eliski…buone curve a tutti e buone passeggiate

    • #838957

      Al dibattito porto il mio modesto pensiero.

      Da montanaro di origini ricordo che da ragazzino le ciaspole le usavo per dare una mano ai boscaioli a battere le piste per gli slittoni.

      Erano pesanti con struttura in legno (due mezzelune unite da quattro traverse con due cinghie in cuoio incrociate; ne conservo ancora alcune).

      Da militare ho usato qualche volta quelle canadesi (credo si chiamino cosi) fatte a forma di grosso fagiolo con perimetro in unico pezzo di legno sottile curvato a caldo ed intreccio interno in cordicella.

      Poi sempre sci e pelli.

      Per fare compagnia ad un amico cliente per raggiungere il suo chalet isolato ho usato recentemente per una volta quelle attuali ultramoderne, equilibrate, con ramponi ed altre varie regolazioni.

      In salita andava ancora, ma in discesa ….. non mi sono proprio divertito!

      Prima di provarle avevo una mezza intenzione di comprarne un paio; dopo l’esperienza penso che non lo farò più; non me ne vogliate ma sciare è un’altra cosa.

      Per quanto riguarda le tracce (sia di scialpinisti che ciaspolatori), a volte si nota poca esperienza e logica nella traccia già fatta; spesso si ritraccia poichè ci sono i munta e cala o impennate esasperate (che senso ha muoversi in questo modo), anzichè livellette con pendenza costante e regolare.

      Prioritariamente comunque (anche se hanno neve bellissima) evito da tempo gli itinerari troppo frequentati e pubblicizzati a favore di quelli sconosciuti (il bello stà proprio nella ricerca e nell’intuizione; apprezzo l’impegno degli amici del ripido che continuano in questo senso) e di quelli un tantino impegnativi dove automaticamente e drasticamente si riducono le presenze e di conseguenza anche i problemi di cofrequentazione.

      Comunque …. fate tutto quello che vi diverte, vivetelo in amicizia e soppportatevi con umiltà; un tempo erano mosche bianche i frequerntatori della neve ora sono in tanti (c’è chi dice, troppi); per fortuna gli spazi aperti nell’ambiente che ci circonda sono ancora in buona parte liberi, disponibili ed alla portata di chi anche con fatica intende usufruirne, purchè lo faccia sempre nel comune e reciproco rispetto.

    • #838963

      La realtà degli esseri umani non cambia in relazione a cosa hanno attaccato ai piedi. Per cui esistono persone che hanno esperienza di montagna invernale e si sanno muovere bene in quell’ambiente e persone che ne sono prive. Io possiedo entrambe gli strumenti, prediligo gli sci per una questione di mero divertimento.

      Il pregiudizio nei confronti dei ciaspolatori nasce da un fatto innegabile: nei confronti dello scialpinismo esiste una coscienza collettiva più o meno motivata nei confronti della pericolosità della suddetta attività, per cui spesso i neofiti sono prudenti e cauti. Per andare con le ciaspole invece basta andare da deca e comperare gli strumenti magari in saldo; e spesso nella coscienza collettiva c’è l’insensato pregiudizio che andare con le ciaspole sia meno pericoloso che con gli sci. Per cui tra i ciaspolatori si trovano persone effettivamente in gamba, capaci e coscienti e persone totalmente improvvisate che non hanno la più pallida idea di quello che stanno facendo. Più che il problema di ” mi rovinano la traccia” (del resto la montagna è di tutti) mi preoccupa MOLTO DI PIU’ la questione sicurezza.

      buone tracce

    • #838972

      “Più che il problema di ” mi rovinano la traccia” (del resto la montagna è di tutti) mi preoccupa MOLTO DI PIU’ la questione sicurezza.”

      Dandrago hai perfettamente ragione!

      Io sono ciaspolatore convinto,ma raramente vedo gente con le racchette che indossa l’ARVA,ricordiamoci sempre che sono soldi

      ben spesi ,sopratutto in ciò che ci può salvare la vita,anche perchè quando vien giù la valanga chi coio coio ,scialpinisti e ciaspolatori.

      Ciao

    • #839026

      sicuramente il problema non è dell’atrezzo ma della testa di chi lo usa.

      per tanti anni si era in pochi a fare montagna invernale, raramente si trovavano tracce ma se ci si trovava ci si salutava.

      adesso anche in montagna questo si è perso, tutti di corsa.

      meglio andare in pochi poco frequentati, normalmente questo spirito è rimasto

    • #839053

      …purtroppo confermo che il povero Pierriccardo e’ mancato salendo ed ancora con le ciaspole ai piedi…

      Io sono -anche- scialpinista, ma oggi ho ciaspolato, e con gli ski-alpers che ho incontrato su per andare al Soglio (pochi pochi, e’ vero), abbiamo convissuto “pacificamente”…Io ho seguito la traccia di tre aki.alpers, e due skialpers mi hanno seguito sulla stessa! Meglio di cosi’ ! :P

    • #839061

      il richiamo al povero Pierriccardo è più che mai opportuno, in questa giornata in cui purtroppo si contano di nuovo i caduti. Ha ragione dandrago a porre il problema sicurezza davanti a tutto il resto, anche se il topic si era aperto parlando di tracce…

      Sul discorso ARVA sono d’accordo fino ad un certo punto con Renato: certo che sono soldi ben spesi, che lo dovrebbero avere tutti, ma la sicurezza non significa avere l’ARVA acceso. Significa partire consapevoli di cosa si sta facendo, imparare a a conoscere la neve, seguire l’evoluzione meteo degli ultimi giorni, avere il coraggio di tornare indietro quando anche solo abbiamo un minimo dubbio ci assale…Anzi ho come l’impressione che paradossalmente l’ARVA da un falso senso di sicurezza. Magari certi traversi si fanno un po’ più a cuor leggero pensando “tanto abbiamo ARVA pala e sonda” (anche se NON DOVREBBE SUCCEDERE è successo anche a me, e non è escluso che possa ancora succedere; bisognerebbe sempre saper rinunciare, se non siamo più che sicuri). Bisogna entrare nell’ottica che l’ARVA non dev’essere usato, perché uscire vivi da una valanga significa comunque avere un gran culo….

      counsevaou

      :P :P :P

    • #839063

      Hai ragione Touplan,ho forse ridotto il discorso sicurezza al solo uso dell’arva mentre bisognerebbe sempre tener conto di tutto quanto hai riportato in merito alle condizioni del manto nevoso.

      Il mio intervento era più che altro per segnalare che spesso i ciaspolatori sono sprovvisti di questo importante dispositivo,e l’arva non deve assolutamente essere il mezzo per dire “vado sicuro tanto se succede qualcosa mi trovano”,anche perche sì ti trovano,ma magari è tardi!

      Esistono inoltre parecchi siti dove registrandosi si possono ottenere delle news-letter nivometereologiche,come già segnalato in un altro post.

      Ho comunque notato che nonostante la gran quantità di neve caduta in questi giorni,in molti non hanno saputo rinunciare alla gita,ad esempio in VDA l’indice di pericolo era 3 e 4 e persino in una gita sicura (ma esiste veramente?)come la Pointe de la Pierre sono stati visti (non solo sentiti)assestamenti e crepe nel manto,tutto questo dovrebbe farci riflettere,aspettare qualche giorno non ha mai ucciso nessuno,anzi……..

      Buone gite a tutti

    • #839065

      Aggiungo solo un estratto di un articolo di oggi sul sito montagna.tv

      “Un’altra slavina si è abbattuta appena al di là del confine Italiano, sempre in Svizzera. Nella zona del Diavolezza, sopra Pontresina, un fronte di neve ha investito un escursionista in ciaspole. L’uomo ha riportato delle ferite ma fortunatamente è stato salvato: tutto grazie all’Arva che indossava, e che ha permesso ai tecnici di rintracciarlo, sotto la neve, in

      brevissimo tempo. “

      Ciao

    • #839141

      Scusate se mi intrometto, ho letto tutto quello scritto fin’ora da voi e condivido gran parte delle cose dette, salvo domandare che qui si parla di Arva come strumento di sicurezza, ma pur avendolo, spesso la gente non riesce ad adoperarlo, perchè non hanno fatto un corso e nei momenti di panico, non si ricordano come fare etc. Secondo me bisognerebbe sempre provare ad utilizzarlo, per spolverare i movimenti essenziali per una buona ricerca. Io non sono molto esperto di neve, ho fatto dei corsi e vado in luoghi abbastanza sicuri, ma come dice giustamente qualcuno chi può dirlo che sia così sicuro? Noto comunque un sovraffollamento di persone rispetto ad una volta e soprattutto una mancanza di esperienza e cultura nella discoplina che si sta svolgendo sia per le ciaspole che per lo sci alpinismo, sia per l’alpinismo invernale e compagnia cantante…sono comunque cambiate le condizioni climatiche in montagna, non si può prendere troppo alla leggera, l’imprudenza non costituisce solo un pericolo per se stessi, ma spesso anche per gli altri, traversi impossibili fatti per inesperienza o menefreghismo e vaghe voglie di essere immortali hanno portato a delle tragedie assurde ed evitabilissime. Una corretta educazione montana, farebbe si che ci rispettasse di più, la traccia sul lato è soltanto la punta dell’iceberg, ognuno di noi dovrebbe provare ad essere un po’ più attento alle esigenze non degli altri…ma della montagna intesa come natura…saluti

    • #839143

      A volte il destino è beffardo. Ad esempio nell’ultima valanga in valsesia sono stati coinvolti due superesperti di neve e valanghe ….

    • #839152

      rampiupoc wrote:

      Scusate se mi intrometto, ho letto tutto quello scritto fin’ora da voi e condivido gran parte delle cose dette, salvo domandare che qui si parla di Arva come strumento di sicurezza, ma pur avendolo, spesso la gente non riesce ad adoperarlo, perchè non hanno fatto un corso e nei momenti di panico, non si ricordano come fare etc. Secondo me bisognerebbe sempre provare ad utilizzarlo, per spolverare i movimenti essenziali per una buona ricerca. Io non sono molto esperto di neve, ho fatto dei corsi e vado in luoghi abbastanza sicuri, ma come dice giustamente qualcuno chi può dirlo che sia così sicuro? Noto comunque un sovraffollamento di persone rispetto ad una volta e soprattutto una mancanza di esperienza e cultura nella discoplina che si sta svolgendo sia per le ciaspole che per lo sci alpinismo, sia per l’alpinismo invernale e compagnia cantante…sono comunque cambiate le condizioni climatiche in montagna, non si può prendere troppo alla leggera, l’imprudenza non costituisce solo un pericolo per se stessi, ma spesso anche per gli altri, traversi impossibili fatti per inesperienza o menefreghismo e vaghe voglie di essere immortali hanno portato a delle tragedie assurde ed evitabilissime. Una corretta educazione montana, farebbe si che ci rispettasse di più, la traccia sul lato è soltanto la punta dell’iceberg, ognuno di noi dovrebbe provare ad essere un po’ più attento alle esigenze non degli altri…ma della montagna intesa come natura…saluti

      Condivido,in effetti c’è molta più gente che si approccia alla montagna in tutte le discipline ed il tutto va regolamentato nel rispetto degli altri , della montagna e di noi stessi.

      Non dobbiamo aspettarci di trovare un codice scritto,ma il tutto va sempre fatto usando il buon senso,diamo per scontato che sia tutto facile,ma non è così.

      Ecco perchè questo post stà diventando utile,attraverso delle risposte pacate e sensate e con l’aiuto di tutti ognuno di noi può trovare degli spunti di riflessione per migliorare,mentre sono veramente fuori luogo e del tutto inutili le risposte maleducate che alcuni personaggi (in virtù di cosa poi)danno in merito a delle domande lecite inserite su altri post.

    • #839169

      rampiupoc wrote:

      Scusate se mi intrometto, ho letto tutto quello scritto fin’ora da voi e condivido gran parte delle cose dette, salvo domandare che qui si parla di Arva come strumento di sicurezza, ma pur avendolo, spesso la gente non riesce ad adoperarlo, perchè non hanno fatto un corso e nei momenti di panico, non si ricordano come fare etc. Secondo me bisognerebbe sempre provare ad utilizzarlo, per spolverare i movimenti essenziali per una buona ricerca. Io non sono molto esperto di neve, ho fatto dei corsi e vado in luoghi abbastanza sicuri, ma come dice giustamente qualcuno chi può dirlo che sia così sicuro? Noto comunque un sovraffollamento di persone rispetto ad una volta e soprattutto una mancanza di esperienza e cultura nella discoplina che si sta svolgendo sia per le ciaspole che per lo sci alpinismo, sia per l’alpinismo invernale e compagnia cantante…sono comunque cambiate le condizioni climatiche in montagna, non si può prendere troppo alla leggera, l’imprudenza non costituisce solo un pericolo per se stessi, ma spesso anche per gli altri, traversi impossibili fatti per inesperienza o menefreghismo e vaghe voglie di essere immortali hanno portato a delle tragedie assurde ed evitabilissime. Una corretta educazione montana, farebbe si che ci rispettasse di più, la traccia sul lato è soltanto la punta dell’iceberg, ognuno di noi dovrebbe provare ad essere un po’ più attento alle esigenze non degli altri…ma della montagna intesa come natura…saluti


      Questo argomento e quello di touplan non fanno una grinza ma ….

      si, c’è un ma

      Sono argomenti sistematicamente utilizzati come scusa da molti conoscenti (con cui NON vado in montagna) per risparmiarsi gli euri e peso di arva pala e sonda. Sono pertanto delle motivazioni molto pericolose e da trattare con le pinze.

      A mio avviso in PRIMO luogo arva pala e sonda vanno portati per le seguenti attività in montagna senza se, senza ma,senza forse: sci alpinismo, fuoripista dagli impianti (ok, il bordopista ..) analoga attività con snowboard o simili, ciaspole anche in itinerari apparentemente facili, di quelli che fanno “solo cose semplici mica come voi”(un buon modo di morire da ingenui), motoslitta, CASCATE DI GHIACCIO e correlati nel 95% dei casi, alpinismo invernale in genere, itinerari estivi che comportino condizioni invernali.L’arva è anche una questione di rispetto nel confronto del mondo. Se proprio uno vuole fare il c…ne e andarsele a cercare, almeno renda la vita facile ai soccorritori. Passare una settimana a sondare la neve magari col maltempo non piace a nessuno.

      Poi è chiaro che tutto ciò è un’opportunità in più. Non risolve completamente il problema sicurezza. In primisi bisogna usare il cervello, poi, comperati questi strumenti bisogna imparare ad usarli.

      Voglio comunque sottolineare un’ampia casistica di persone dalle notevoli capacità alpinistiche ed esperienza che sono finiti sotto. Ne abbiamo esempi tristi (pierriccardo) e meno tristi recenti. Non avere anche in questi casi una possibilità in più è veramente sciocco.

      E devo dire che che conosco molte persone che, privi totalmente di esperienza di montagna in inverno (ma magari che di estate) si sono presi le ciaspe e via, sono andarti. E alla mia osservazione sull’assenza di arva e pala, mi hanno detto ” ma no, daii, mica facciamo le cose che fai te, noi facciamo cose semplici. Poi magari te li ritrovi a salire su …. lasciamo stare va

      Siamo in attesa che l’airbag si diffonda …..

    • #839170

      Perfettamente d’accordo con te, caro dandrago.

      Il mio era un discorso paradossale, quando dico “entrare nell’ottica che l’ARVA non dev’essere usato” significa semplicemente ragionare come se non ce l’avessi, perché appunto uscire vivi da una valanga è comunque un miracolo, però secondo me ARVA pala e sonda vanno sempre portati, anche solo se vai a risalire il bordo pista con le pelli a impianti chiusi, perché per quanto uno sia esperto la montagna innevata è talmente imprevedibile che l’imprevisto può succedere ovunque.

      Una decina di giorni fa sono andato al Moncrons (gita invernale “tranquilla”). Stavo battendo la traccia lungo le piste (chiuse e non battute) del Genevris, poi ho osservato il pendio per capire dove attraversare verso il Moncrons; ad un certo punto alzando gli occhi ho visto che dove 5 minuti prima c’era un bel manto livellato, è venuta giù una bella slavinetta a lastroni poco coerenti che se ti prende sotto ti può fare del male, ed a maggior ragione se non hai l’ARVA. Ho pubblicato la foto, e si vede che siamo nel bosco (al limite, ma ancora nel bosco) e le pendenze non sono certo proibitive. Certo, di li’ non sarei salito, visto le condizioni di innevamento, di vento che c’era stato e di temperature in rialzo, ed in salita è più facile osservare le condizioni del pendio, ma scendendo probabilmente non ci avrei fatto caso: la cosa dopo, con i piedi sotto il tavolo ed una buona birra davanti agli occhi mi ha fatto riflettere!

    • #839174

      Io non ho detto e non mi sognerei mai di dire che quest’attrezzatura non serve, anzi, se è stata inventata un motivo c’è. Arva pala e sonda le ho comprate anch’io e la spesa è abbastanza sostenuta, ma per la propria sicurezza sono soldi ben spesi, solo che bisognerebbe avere le conoscenze e la tecnica per poterli utilizzare al meglio, non averceli soltanto senza saper come utilizzarli e in molti casi invece è successo, converrai con me spero, che con la mancata conoscenza sia come non averli, ai soccorritori invece saranno utilissimi per l’individuazione, ma come tu ben sai basta davvero poco tempo per lasciarci le piume sotto una valanga. E’ come andare in moto, casco ben allacciato, fari accesi anche di giorno e prudenza sempre, preferisco un eccesso di prudenza che un “figurati se viene giù qualcosa da li, siamo sempre passati di qua, non si è mai staccato nulla”…il rispetto di cui parlavo riguardava anche i soccorritori o meglio nei riguardi dei soccorritori, perchè come hai detto giustamente tu, non è sempre piacevole intervenire per le belinate di persone che se le vanno a cercare causa imprudenza o mencanza di esperienza. Detto questo ognuno si assuma sempre le proprie responsabilità e sesi nutre il minimo dubbio, sarebbe meglio essere capaci a rinunciare…buone gite comunque

      Salut

    • #839213

      Ospite, o meglio olaf (credo) wrote:


      Allora te lo dico qui,anche se sono completamente OT….penso che l’arva non serva assolutamente a salvare la vita,ma soltanto a cercare i morti, perchè ,e ne parlavo stasera con un abituè di 8000,la maggior parte delle persone che muore sotto una slavina ci rimane per la botta più che per soffocamento.Stasera leggo su montagna.tv”un altra slavina killer”….mentre il titolo più giusto forse sarebbe stato “altri due idioti sotto per un distacco da loro provocato”no? Il ragionamento è lo stesso che si fa per gli air bag o le cinture quando sei in auto,oppure e questo è più simile per chi annega in mare quando c’è burrasca, oppure con mare calmo ma fa il bagno senza saper nuotare.Io l’arva non l’ho mai usata,se non in gara perchè mi ci obbligano,per scaricarsi le responsabilità ovvio.Tra l’altro faccio 70-80 uscite all anno e per la maggior parte da solo,cosa ne farei dell’arva?In dieci anni non ho mai visto un distacco,prob è una questione di fortuna o forse chi mi ha istruito(mai pensato di frequentare cai o robe del genere)a volte anche con un pò di “grinta”,l’ha fatto nel modo giusto.Salut.

      Ho riportato qui la tua risposta, magari tu non volevi (non crucifiggermi!) per continuare la discussione. In parte hai ragione, è + o – quello che ho detto io dicendo che bisogna ragionare come se l’ARVA non ce l’avessi, ma:

      1. non è vero che solo gli idioti finiscono sotto le valanghe, o se preferisci può succedere anche alla persona più esperta, responsabile e prudente di questo mondo di sbagliare valutazione (e magari per una volta di comportarsi da idiota): i due della Valsesia che son rimasti sotto e si sono salvati non mi risulta che fossero degli sprovveduti, così come certamente non lo era Pierriccardo.

      2. io faccio molte meno uscite di te, ma qualche volta anch’io vado da solo, e l’ARVA lo porto comunque; a parte il fatto che nel tragitto puoi incontrare altri gruppi, e poi forse val la pena pensare un po’ anche agli altri: magari tu sei esperto e non vai a cercarti rogne, ma se in zona c’è qualche “idiota” che le rogne invece se le cerca potresti anche risultare utile, anche da solo…

    • #839216

      L’arva bisogna averla nella testa.

      Secondo voi questi dove ce l’hanno?

      http://geo.hmg.inpg.fr/caplain/aviation/jpegs/071216/L/0081.jpg

    • #839218

      mountain wrote:

      L’arva bisogna averla nella testa.

      Secondo voi questi dove ce l’hanno?

      http://geo.hmg.inpg.fr/caplain/aviation/jpegs/071216/L/0081.jpg


      …..ben sintetizzato….la foto è molto bella potrebbero usarla come “ricurdin”

    • #839222

      Ospite, o meglio olaf (credo) ha scritto:Allora te lo dico qui,anche se sono completamente OT….penso che l’arva non serva assolutamente a salvare la vita,ma soltanto a cercare i morti, perchè ,e ne parlavo stasera con un abituè di 8000,la maggior parte delle persone che muore sotto una slavina ci rimane per la botta più che per soffocamento.Stasera leggo su montagna.tv”un altra slavina killer”….mentre il titolo più giusto forse sarebbe stato “altri due idioti sotto per un distacco da loro provocato”no? Il ragionamento è lo stesso che si fa per gli air bag o le cinture quando sei in auto,oppure e questo è più simile per chi annega in mare quando c’è burrasca, oppure con mare calmo ma fa il bagno senza saper nuotare.Io l’arva non l’ho mai usata,se non in gara perchè mi ci obbligano,per scaricarsi le responsabilità ovvio.Tra l’altro faccio 70-80 uscite all anno e per la maggior parte da solo,cosa ne farei dell’arva?In dieci anni non ho mai visto un distacco,prob è una questione di fortuna o forse chi mi ha istruito(mai pensato di frequentare cai o robe del genere)a volte anche con un pò di “grinta”,l’ha fatto nel modo giusto.Salut.

      Ciao Olaf

      Grazie per aver risposto all’invito

      L’arva è vero non serve in assoluto a salvare una vita,ma è una possibilità in più(quindi meglio non scartarla a priori)e potrebbe essere d’aiuto a noi stessi oppure ad altri.

      Hai sicuramente una notevole esperienza(visto il numero d’uscite che fai)e probabilmente avrai avuto fortuna(magari senza neanche saperlo)però non dobbiamo arrivare al punto che qualcuno ci obblighi a fare qualcosa che ha a che fare con la nostra sicurezza (vedi cinture di sicurezza in auto),ma come hanno scritto altri l’arva oltre che ad indossarlo bisogna averlo nella testa.

      Un esempio,oggi ero a punta dell’Aquila,ovviamente tanta gente (scialpinisti e ciaspolatori)ma a parte il sottoscritto e pochi altri,nessuno aveva pala e arva.

      E’ vero parliamo di una gita tranquilla e,se uno non se li va a cercare,apparentemente senza problemi,però è una questione di mentalità portare una pala (magari brutta da vedere)e un arva.

      In ogni caso sempre usare la testa!

      Ciao e buone gite

    • #839223

      non avevo visto che c’era il discorso iniziato qui….cmq puoi portarti tutto quello che vuoi dietro,io la pala x esmpio non la tolgo mai dallo zaino,ma è un pò come andare a 180 nella nebbia perchè tanto l’auto ha gli airbag…..ciao.

    • #839710
    • #839716

      elenapollo wrote:

      …tanto per avere un opinione in più….

      http://www.newsland.it/nr/browse/it.sport.montagna/19537.html

      montel = generale Gigi Telmon

      http://www.itsportmontagna.it/personali/personale.asp?id=337

      l’articolo è interessante, e dimostra che in caso di condizioni di pericolo, che si indossino sci o racchette, il pericolo rimane sempre alto.

      Mi fa però ridere, leggendo tra i vari commenti, quelli che cercano di dimostrare con formule matematiche che la racchetta sollecita di più dello sci o viceversa..

      Se uno è nelle condizioni di fare questi calcoli, deve cambiare sport… (prima di finire sotto qualche valanga)

    • #840177

      Il mio pensiero: spesso ciaspola chiunque…per il fatto che ciaspolare sembra facile esattamente come camminare. In alcuni casi chi ciaspola ha poca esperienza di montagna e quindi mette a rischio la propria e altrui sicurezza. Pochissimi usano l’Arva..pochissimi si pongono il problema se le condizioni meteo, neve,etc.. siano ideali oppure no…pochissimi si preoccupano di chi sta sotto..Così come alcuni escursionisti non si preoccupano di far scivolare una pietruzza giù da un sentiero tanto si ferma sotto…sì, sulle mie orecchie visto che sotto magari sto passando io….

    • #840180

      Ospite wrote:

      Il mio pensiero: spesso ciaspola chiunque…per il fatto che ciaspolare sembra facile esattamente come camminare. In alcuni casi chi ciaspola ha poca esperienza di montagna e quindi mette a rischio la propria e altrui sicurezza. Pochissimi usano l’Arva..pochissimi si pongono il problema se le condizioni meteo, neve,etc.. siano ideali oppure no…pochissimi si preoccupano di chi sta sotto..Così come alcuni escursionisti non si preoccupano di far scivolare una pietruzza giù da un sentiero tanto si ferma sotto…sì, sulle mie orecchie visto che sotto magari sto passando io….

      penso la tua ipocrisa e superficialità non meriti nemmeno risposta

      ps. stai a casa che è meglio, non andare in giro, magari un meteorite ti potrebbe piovere in testa

    • #840188

      Sono scialpinista e devo dire che le tracce dei ciaspolatori (che ho incrociato raramente perchè non faccio scialpinismo sulle strade forestali!!)

      non mi hanno mai dato fastidio, ne in salita, ne in discesa.

      Forse qualche sciatore dovrebbe valutare oggettivamente le proprie condizioni fisiche e/o limiti tecnici…….

      Ciaspolatori, fate la vostra traccia sereni e buone gite!

    • #840189

      a.ortalda wrote:

      Sono scialpinista e devo dire che le tracce dei ciaspolatori (che ho incrociato raramente perchè non faccio scialpinismo sulle strade forestali!!)

      non mi hanno mai dato fastidio, ne in salita, ne in discesa.

      Forse qualche sciatore dovrebbe valutare oggettivamente le proprie condizioni fisiche e/o limiti tecnici…….

      Ciaspolatori, fate la vostra traccia sereni e buone gite!

      esatto, condivido pienamente… e mi sembrava che in questo topic si fosse arrivati ad un punto di equilibrio (non per tutti evidentemente).

      Sempre rispondendo all’ospite precedente, forse lui ama andare per piste battute dalle ciaspole, basterebbe cercare itinerari adatti allo scialpinismo e non avrebbe di questi crucci.. e poi mi sembra che il numero di scialpinisti superi di gran lunga quelli dei racchettari (almeno, questa è la mia esperienza dopo 60-70 gite con racchette…)

      Andrea

    • #840192

      x CHIARIRE UNA VOLTA X TUTTE!!!!nulla contro i ciaspolatori,solo che molti(e tra questi anche sci alpinisti sci escursionisti) HANNO pocA CULTURA ED ESPERIENZA Di ESCURSIONISMO INVERNALE(pensare che i corsi non mancano!!!) infatti basta vedere come sono battuti certi itinerari di salita(e non tocco argomento arva autosoccorso altrimenti mi dilungherei un po’ troppo) il punto e che molti di loro progrediscono in ambiente invernale come se progredissero in un normale sentiero IN STAGIONE ESTIVA…..(a buon intenditore…..)

      Vorrei far notare che che sui percorsi che qualcuno reputa da ciaspolatori,da anni e anni(ma forse alcuni non cosi tanto navigati!!!)si cimentano in tranquille e bellissime gite gli sci escursionisti,anche chiamati sci fondo escursionisti(x chi vuolere delucidazioni consultare i manuali del CAI o simili sul fondo escursionismo su attrezzatura e altro)quindi il problema NON E’ IL MI ROVINA LA TRACCIA bensi CERCARE DI ESEGUIRE UNA BUONA TRACCIA senza sbattersene troppo del prossimo,signori cosi come ce’ uno stile nel sciare permettetemi di dire che anche per tracciare ci va’ un po di stile e UN PO’ DI BUON SENSO!!!!CIAO E BUONE GITE

      P.S. x ANDREA 81 il tuo modo di scrivere e di fare polemiche gratuite non mi sembrano proprio in linea con lo spirito gulliveriano non sarebbe meglio abbassare un po i toni e scrivere qualcosa di piu’ sensato,un saluto!!! ;)

    • #840196

      fra73 wrote:

      x CHIARIRE UNA VOLTA X TUTTE!!!!nulla contro i ciaspolatori,solo che molti(e tra questi anche sci alpinisti sci escursionisti) HANNO pocA CULTURA ED ESPERIENZA Di ESCURSIONISMO INVERNALE(pensare che i corsi non mancano!!!) infatti basta vedere come sono battuti certi itinerari di salita(e non tocco argomento arva autosoccorso altrimenti mi dilungherei un po’ troppo) il punto e che molti di loro progrediscono in ambiente invernale come se progredissero in un normale sentiero IN STAGIONE ESTIVA…..(a buon intenditore…..)

      Vorrei far notare che che sui percorsi che qualcuno reputa da ciaspolatori,da anni e anni(ma forse alcuni non cosi tanto navigati!!!)si cimentano in tranquille e bellissime gite gli sci escursionisti,anche chiamati sci fondo escursionisti(x chi vuolere delucidazioni consultare i manuali del CAI o simili sul fondo escursionismo su attrezzatura e altro)quindi il problema NON E’ IL MI ROVINA LA TRACCIA bensi CERCARE DI ESEGUIRE UNA BUONA TRACCIA senza sbattersene troppo del prossimo,signori cosi come ce’ uno stile nel sciare permettetemi di dire che anche per tracciare ci va’ un po di stile e UN PO’ DI BUON SENSO!!!!CIAO E BUONE GITE

      P.S. x ANDREA 81 il tuo modo di scrivere e di fare polemiche gratuite non mi sembrano proprio in linea con lo spirito gulliveriano non sarebbe meglio abbassare un po i toni e scrivere qualcosa di piu’ sensato,un saluto!!! ;)

      a parte il fatto che tu non sei obbligato a seguire una traccia esistente, se la ritieni scellerata…

      il punto è come dici tu, che sia tra escursionisti, che tra ciaspolatori, che tra scialpinisti credo che la percentuale di quelli che hanno POCA CULTURA ED ESPERIENZA Di ESCURSIONISMO INVERNALE sia la stessa.

      E’ fastidioso invece sentirsi dire che per principio chi usa le ciaspole non sa andare in montagna o non è prudente e mette in pericolo gli altri.

      Parlando ad esempio di incidenti, o di valanghe causate dall’uomo, mi pare che siano molto maggiori quelle causate da chi pratica sci, piuttosto che racchette. E questo perchè con le racchette non si va dappertutto, danno dei limiti alla tipologia di gita.

      Come dice a.ortalda: “Sono scialpinista e devo dire che le tracce dei ciaspolatori (che ho incrociato raramente perchè non faccio scialpinismo sulle strade forestali!!) non mi hanno mai dato fastidio, ne in salita, ne in discesa.

      Se poi il mio tono non ti piace ce ne faremo tutti quanti una ragione, evidentemente non ho lo spirito gulliveriano ( :?: ), spirito che non aveva neppure l’intervento che ha provocato la mia polemica (che quindi non era gratuita, ma provocata)

      Andrea

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