Forums › Gulliver › Bar Gulliver › C’è grande confusione sotto il cielo
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27/06/2013 alle 07:02 #836632
da tempo su questo forum non vedo polemiche trad-no trad, bisogna anzi dire che proprio in giro non si legge più niente, sarà finita la moda? Forse no, adesso abbiamo il “green point” (veramente è da un po’); poi c’è il green point con tra parentesi “clean climbing”. Mi chiedevo se nella scalata green point le soste sono a spit o no? poichè questo è un problema; io penso di no e se è no allora il green point non è il trad dove le soste spittate sono invece ammesse 🙄 ; allora il green point è come il rot punkt solo che bisogna proteggersi e farsi le soste. Questo modo di salire si dice anche “british”?🙄 Ricordo un altro colore il “jaune” che i belgi usarono per primi per indicare la libera. Ma che arcobaleno!
🙄 Quale tipo di grado bisogna usare nel green point? Per logica direi la scala inglese che prevede nella difficoltà anche la qualità della protezione o la sua difficoltà nel metterla🙄 .Sono disorientato. E pensare che ai tempi dello spit tutto era più semplice
😆 Questa notte non dormirò
:ugeek: -
27/06/2013 alle 13:43 #862979
ciao giagio. Non è finita nessuna moda, perchè di moda non si tratta. E’ che dopo tante parole bisogna anche scalare (che è meglio che perder tempo in tante discussionI risultate qui parecchio inutili). Ci si è peraltro allontanati dall’argomento solo qui, se te ne ne sei accorto, perchè sulle riviste o in tante altre occasioni se ne è parlato e se ne parla tuttora. SALUTI
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27/06/2013 alle 13:45 #862980
Adesso va di moda lo stile bric-à-brac che è una via di mezzo tra il sun strack e il tira ti. -
27/06/2013 alle 14:19 #862983ajax wrote:
ciao giagio. Non è finita nessuna moda, perchè di moda non si tratta. E’ che dopo tante parole bisogna anche scalare (che è meglio che perder tempo in tante discussionI risultate qui parecchio inutili). Ci si è peraltro allontanati dall’argomento solo qui, se te ne ne sei accorto, perchè sulle riviste o in tante altre occasioni se ne è parlato e se ne parla tuttora.
SALUTI
ti ringrazio per i saluti ma non hai fugato i miei dubbi, anche io ogni tanto scalo😮 oltre a lavorare😮 e non ho altre occasioni, inoltre le riviste specifiche mi annoiano.



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27/06/2013 alle 18:53 #862987
sull’accettazione delle soste a spit si è già ampiamente discusso per il trad climbing. Dunque, anche nel green point possono essere utilizzate. Se vuoi un approccio molto british però, nulla ti vieta di farne a meno. -
27/06/2013 alle 20:12 #862989ajax wrote:
ciao giagio. Non è finita nessuna moda, perchè di moda non si tratta. E’ che dopo tante parole bisogna anche scalare (che è meglio che perder tempo in tante discussionI risultate qui parecchio inutili). Ci si è peraltro allontanati dall’argomento solo qui, se te ne ne sei accorto, perchè sulle riviste o in tante altre occasioni se ne è parlato e se ne parla tuttora.
SALUTI
Mi chiedo perchè se le discussioni qui sono inutili perchè ci vieni?
Forse ti hanno tolto la cattedra di etica della peperonata all’accademia di Carmagnola?
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28/06/2013 alle 11:32 #862997
Nel dire che il Trad è una moda si rischia quasi di commettere un delitto di lesa maesta, o quantomeno, di formulare una specie di bestemmia: quella dei suoi praticanti è quasi una setta con i suoi sacerdoti. Dico che è una setta perchè alcuni se ne ritengono sacerdoti depositari dello spirito della vera scalata. In verità penso che si tratti semplicemente di un gruppo di persone alla ricerca di spazi per esercitare la scalata come più piace a loro, e che in questa ricerca – dovendo confontarsi con abitudini molto diffuse – vie spittate – ha dovuto talvolta alzare un poco la voce, e compiere atti forse riprovevoli ma necessari.
Diciamo che il Trad non è una moda, ma una modalità di arrampicare usuale in altri paesi, ma che Italia ha preso piede da poco tempo.
Il gioco è semplice da spiegare: salire dove si può proteggendosi autonomamente. Dove questo non è possibile o si sceglie un ingaggio molto alto o si scende. Al di la della mitologia che ammanta le menti dei più fanatici, che vedono in questa modalità di salita incarnata la quintessenza dell’alpinimo dei bei tempi andati, il gioco trad è semplice da fare: scegli una linea due gradi sotto il tuo limite e sali sciallo con poco pepe in più, o scegli una linea a tuo limite e metti frend nut e chittemurt ogni metro e così godi come un dio a poco prezzo.
Dico questo non per sminuire l’abilità di chi sale proteggendosi, ma per dare alla cosa quel briciolo di concretezza che non guasta.
Leggo che in giro si cominciano ad attrezzare falesie trad.
Forse è una sensibilità che si è diffusa anche grazie alle inutili discussioni che si sono tenute su forum come questo e altri, e non solo nelle riunioni dei pontefici dell’alpinismo.
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28/06/2013 alle 11:59 #863000alkurtz wrote:
Nel dire che il Trad è una moda si rischia quasi di commettere un delitto di lesa maesta, o quantomeno, di formulare una specie di bestemmia: quella dei suoi praticanti è quasi una setta con i suoi sacerdoti.
Dico che è una setta perchè alcuni se ne ritengono sacerdoti depositari dello spirito della vera scalata. In verità penso che si tratti semplicemente di un gruppo di persone alla ricerca di spazi per esercitare la scalata come più piace a loro, e che in questa ricerca – dovendo confontarsi con abitudini molto diffuse – vie spittate – ha dovuto talvolta alzare un poco la voce, e compiere atti forse riprovevoli ma necessari.Diciamo che il Trad non è una moda, ma una modalità di arrampicare usuale in altri paesi, ma che Italia ha preso piede da poco tempo.
Il gioco è semplice da spiegare: salire dove si può proteggendosi autonomamente. Dove questo non è possibile o si sceglie un ingaggio molto alto o si scende. Al di la della mitologia che ammanta le menti dei più fanatici, che vedono in questa modalità di salita incarnata la quintessenza dell’alpinimo dei bei tempi andati, il gioco trad è semplice da fare: scegli una linea due gradi sotto il tuo limite e sali sciallo con poco pepe in più, o scegli una linea a tuo limite e metti frend nut e chittemurt ogni metro e così godi come un dio a poco prezzo.
Dico questo non per sminuire l’abilità di chi sale proteggendosi, ma per dare alla cosa quel briciolo di concretezza che non guasta.
Leggo che in giro si cominciano ad attrezzare falesie trad.
Forse è una sensibilità che si è diffusa anche grazie alle inutili discussioni che si sono tenute su forum come questo e altri, e non solo nelle riunioni dei pontefici dell’alpinismo.
Forse un pò di umiltà da parte loro sarebbe utile, per poter dialogare senza scannarsi!Partendo dal presupposto….che li voglio vedere arrampicare al loro limite di tenuta e non bestemmiare per un maledetto spit….piantato s’intende!

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28/06/2013 alle 15:08 #863003alkurtz wrote:
Diciamo che il Trad non è una moda, ma una modalità di arrampicare usuale in altri paesi, ma che Italia ha preso piede da poco tempo.Il gioco è semplice da spiegare: salire dove si può proteggendosi autonomamente.
Eh no caro sceicco arabo-americano-belga Al Kurtz la fai troppo facile questo che tu citi era da tempo chiamato “clean climbing”, praticato da sempre in Inghilterra, dove è semplicemente “climbing” ma dove lo mettiamo il
adesso?green point🙄 quale è la novità? Sta semplicemente nel nome? E che dire del “hammerless”? una jungla di definizioni
😮 per la stessa cosa o stili diversi? Mode? Significano tutte molto semplicemente “salire proteggendosi”? E allora autocraticamente chiamiamolo così
😆 😆 E poi vorrei sapere cosa ha di green questo tipo di scalata? Non inquina? E’ ecosostenibile? Quintali di magnesite e CO2 per produrre i friend non inquinano?:ugeek: mmm… forse sono troppo talebano😆 😆 😆 -
28/06/2013 alle 18:16 #863012
Una volta c’era la rotpunkt, poi ho scoperto la pinkpunt. Di recente ho letto un articolo di oviglia che ha salito una via spittata in sbarua proteggendosi e ha detto che è salito in stile greenpoint. Io salgo per lo più in brownpoint, ossia cagandomi in mano: spero che il termine venga utilizzato da molti così creiamo un nuovo stile.
Altro stile è il Milkpoint, detto di chi munge i rinvii.
poi c’è il blocca point che consiste nel fare resting ad ogni spit.
Il discorso generale è questo: come esiste una unità di comparazione per misurare le distanze, tipo 15 cm, 18 cm etc, così esistono tante definizioni quanto sono le capacità di scalare.
Spero di essermi spiegato.
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28/06/2013 alle 22:12 #863016
dopo anni passati a mandare affangalla gente in nome del trad etc etc ultimamente mi sembra diventato un po’ troppo di moda e il trad comincia a starmi sulle balle per atteggiamento trend/mass/culturale fastidiosamente diffuso… (“cioè, tipo! Ma tu scali trad, ci stai dentro!”) la mia nuova battaglia sarà per la diffusione massima del “french free”, stile scoperto di recente. Un’autentica meraviglia. Ho già salito diversi tiri di grado 8, adesso devo cercare il mio primo 9a… il 9c non mi sembra più così lontano (french free, ovviamente).
(credo che la definizione milkpoint sia geniale, anche se all’estero ho scoperto che quando traduco “mungere” non vengo capito se non dopo lunghe spiegazioni)
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28/06/2013 alle 22:13 #863017
… e poi da quando non ci sono più teo e oracolo non ho più un faro nelle mie notti buie e tristi… -
29/06/2013 alle 09:30 #863020
subito a buttarla sul goliardico e pensare che io volevo affrontare il problema in maniera seria, come dire …in “blazer point” 😆 😆 -
01/07/2013 alle 06:48 #863025giagio wrote:
subito a buttarla sul goliardico e pensare che io volevo affrontare il problema in maniera seria, come dire …in “blazer point”
😆 😆 Ci tengo a ribadire che il mio intervento era serissimo.
Forse mancavano le parole etica spirito alpinistico terre alte valorizzazione del territorio sinergia implementazione, però era serissimo
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01/07/2013 alle 16:39 #863029stambecco wrote:
dopo anni passati a mandare affangalla gente in nome del trad etc etc ultimamente mi sembra diventato un po’ troppo di moda e il trad comincia a starmi sulle balle per atteggiamento trend/mass/culturale fastidiosamente diffuso… (“cioè, tipo! Ma tu scali trad, ci stai dentro!”)
la mia nuova battaglia sarà per la diffusione massima del “french free”, stile scoperto di recente. Un’autentica meraviglia. Ho già salito diversi tiri di grado 8, adesso devo cercare il mio primo 9a… il 9c non mi sembra più così lontano (french free, ovviamente).
(credo che la definizione milkpoint sia geniale, anche se all’estero ho scoperto che quando traduco “mungere” non vengo capito se non dopo lunghe spiegazioni)
finalmente un pentito!!!…😯 per “espiare” potresti incastrare qualche ricco friend su rattlle snake…
(nei posti giusti ovviamente
)…
ma….per essere “assolto” dovresti richiodarla con 10 resinati x tiro

recitando il “mea culpa”..e…beccandoti tutte le critiche del caso

cosi potresti vedere l’altra faccia della medaglia.
ma…….. con 10 ave 10 pater e 10 gloria x tiro te la puoi cavare





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01/07/2013 alle 19:56 #863033
Stamby …e che fai ?rispitti cada rese? Pero ‘ anche io mi rotto i ciglioni con sti friendster
12 rinvii leger corda snella imbraco arterix ahhhhh….sali che nemmeno te ne accorgi
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02/07/2013 alle 06:43 #863036
C’è da dire che almeno stambecco non pseudoragiona. -
02/07/2013 alle 07:53 #863037
cadda non la rispitto perché ormai ho i friend e i tiri sono più facili in french free coi friend. Diversamente dovrei chiodare troppo vicino…. -
02/07/2013 alle 18:14 #863043
Spitta adesso a cadarese. Aprofittane adesso che i padroni di casa sono via….. -
03/07/2013 alle 14:48 #863047
e chi sono i padroni di casa? così, per sapere se parliamo delle stesse persone o meno…
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10/07/2013 alle 08:56 #863144stambecco wrote:
e chi sono i padroni di casa?
così, per sapere se parliamo delle stesse persone o meno…
…chi lo sa?
Magari quelli che vogliono le catene in sosta e i nodi preconfezionati?
(risposta silbillina……)

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