Forums › Gulliver › Bar Gulliver › Buoni propositi per il 2012
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23/12/2011 alle 10:41 #836037
Non sono le tavole di ajax, ma solo quello che mi piacerebbe… Buone feste a tutti.
1) Si cerchi di principio di non basare il rapporto tra alpinista e montagna sull’artificio, intervenendo pesantemente con e accomodamenti a favore del primo. Si persegua la filosofia che è lo scalatore a doversi adattare all’oggettività della montagna, e non la soggettività a dettare le regole. I rifugisti, le guide alpine, il Cai, le associazioni, i gruppi d’èlite e i professionisti della montagna in genere, colgano il grande valore didattico che il rischio e l’incognita possono esercitare sulla maturazione del neofita, se ne facciano promotori, perorando una filosofia della rinuncia. Avremo meno scalatori che affrontano vie “difficili”, ma più alpinisti che affrontano le vie che realmente “sanno fare”. Alla fine il bilancio, se è questo che interessa, sarà comunque in pareggio.
2) Si limiti il più possibile l’utilizzo di corde fisse e l’attrezzamento di facilitazione sulle vie d’accesso solamente dove strettamente necessario, per esempio in caso di sopraggiunta modifica morfologica del terreno per cause naturali o, al limite, lungo itinerari di elevatissima frequentazione. Si dovrà trattare di un’eccezione, non di una regola.
3) I rifugi continuino a rispondere alle caratteristiche storiche e di necessità per cui sono stati inventati, offrendo riparo e ristoro in modo sobrio e dignitoso, senza trasformarsi in alberghi od altro, come spesso accade oggi e come qualcuno prospetta. Si investano invece delle risorse per la salvaguardia e la conservazione dei numerosi ed importanti bivacchi alpini che versano in stato di grave abbandono.
4) Non si dimentichino le battaglie contro l’eliski, le motoslitte i quad e i mezzi fuoristrada, spesso assai più importanti e d’immediata necessità rispetto a quelle etico-filosofiche che concernono la scalata.
5) Per quanto riguarda quest’ultima, vi sia reciproco rispetto tra i diversi modi d’intenderla ciascuno con la propria storia, dignità ed etica.
6) Uno scalatore trad non è migliore di uno scalatore sportivo e viceversa: sono semplicemente diversi come lo sono un centometrista e un maratoneta.
7) Si riconsideri, in siti di particolare valenza storica, la possibilità di riportare ad una situazione più conforme all’origine alcuni itinerari che si prestano ad essere percorsi con attrezzatura tradizionale (chiodi) e protezioni amovibili. Questo senza aprire una lotta senza quartiere ai riattrezzamenti del passato e senza dimenticare che, molto spesso, senza gli spit, alcuni settori sarebbero stati condannati all’oblio. Bisogna essere consci del fatto che, l’odierno fenomeno “trad” ha molte anime, una di queste è senza dubbio l’eccesso che in molte occasioni si è fatto dello spit, ma un’altra deriva dal fascino che le mode d’oltreoceano hanno sempre esercitato sulla nostra cultura pronta ad assorbire qualunque cosa.
I riattrezzatori non sono dunque dei vandali, ma degli appassionati che spesso hanno speso tempo e risorse personali perché innamorati di un luogo, della sua “anima” e della sua storia. Hanno agito ieri secondo la sensibilità che ritenevano giusta e non li si può condannare oggi senza condizioni. Siano essi i primi a relazionarsi con il nuovo tempo e a prendere nel caso delle decisioni coraggiose se lo ritengono.9) Alla luce di quanto detto, schiodare in modo anonimo o senza riunire le eventuali “parti in causa” sia da tutti da considerarsi profondamente sbagliato, perchè contribuisce a creare faziosità e non a normalizzare il corso della storia in atto. Il tavolo di confronto deve essere diretto, magari pubblico, ed il forum, sebbene strumento d’opinione utilissimo, non rappresenta la sede decisionale idonea.
10) Le guide alpine sappiano altresì rispettare il lavoro originale degli apritori (e anche quello dei riattrezzatori) che dovranno essere chiamati in causa qualora si decida di mettere mano a una parete. L’autorità non la fa la patacca, ma la storia.
11) Fermo restando che chi scopre un terreno di gioco ne sarà moralmente e anche materialmente il creatore, sappia egli riconoscere la particolare vocazione del settore.
Sarebbe bene, visto che oggi la scalata tradi – zionale ha un suo perché, che chi mette mano a una parete, se la metta anche sulla “coscienza”.
12) Infine, pur nel fascino satirico, ironico ed irriverente, il forum del 2012 sappia superare più che può le antipatie personali e le posizioni preconcette, favorendo un dialogo costruttivo, civile e d’arricchimento, tra le diverse anime che lo seguono. La finiremo forse di sentire che i milanesi sono spacconi e i piemontesi “sabaudi”. Neanche esistessero solo queste due categorie! Avremo solo “scalatori”, sci alpinisti, ciaspolatori, corridori e quant’altro.
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23/12/2011 alle 15:02 #856452
:ugeek: Le hai avute sul Monte Sinai? -
23/12/2011 alle 16:25 #856453rasputin wrote:
:ugeek: Le hai avute sul Monte Sinai?No, in cima alla Bessanese; dopo aver schiodato lo spigolo Murari. Un fascio di luce ha illuminato la vetta e ha mi ha indicato la via, non la via normale s’intenda…

Buon Natale

p.s. stasera vieni al Tazzoli, c’è la supermarathon dell’espiazione
300 movimenti!
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23/12/2011 alle 18:06 #856457ajax wrote:
Non sono le tavole di ajax, ma solo quello che mi piacerebbe…
Buone feste a tutti.
1) Si cerchi di principio di non basare il rapporto tra alpinista e montagna sull’artificio, intervenendo pesantemente con e accomodamenti a favore del primo. Si persegua la filosofia che è lo scalatore a doversi adattare all’oggettività della montagna, e non la soggettività a dettare le regole. I rifugisti, le guide alpine, il Cai, le associazioni, i gruppi d’èlite e i professionisti della montagna in genere, colgano il grande valore didattico che il rischio e l’incognita possono esercitare sulla maturazione del neofita, se ne facciano promotori, perorando una filosofia della rinuncia. Avremo meno scalatori che affrontano vie “difficili”, ma più alpinisti che affrontano le vie che realmente “sanno fare”. Alla fine il bilancio, se è questo che interessa, sarà comunque in pareggio.
2) Si limiti il più possibile l’utilizzo di corde fisse e l’attrezzamento di facilitazione sulle vie d’accesso solamente dove strettamente necessario, per esempio in caso di sopraggiunta modifica morfologica del terreno per cause naturali o, al limite, lungo itinerari di elevatissima frequentazione. Si dovrà trattare di un’eccezione, non di una regola.
3) I rifugi continuino a rispondere alle caratteristiche storiche e di necessità per cui sono stati inventati, offrendo riparo e ristoro in modo sobrio e dignitoso, senza trasformarsi in alberghi od altro, come spesso accade oggi e come qualcuno prospetta. Si investano invece delle risorse per la salvaguardia e la conservazione dei numerosi ed importanti bivacchi alpini che versano in stato di grave abbandono.
4) Non si dimentichino le battaglie contro l’eliski, le motoslitte i quad e i mezzi fuoristrada, spesso assai più importanti e d’immediata necessità rispetto a quelle etico-filosofiche che concernono la scalata.
5) Per quanto riguarda quest’ultima, vi sia reciproco rispetto tra i diversi modi d’intenderla ciascuno con la propria storia, dignità ed etica.
6) Uno scalatore trad non è migliore di uno scalatore sportivo e viceversa: sono semplicemente diversi come lo sono un centometrista e un maratoneta.
7) Si riconsideri, in siti di particolare valenza storica, la possibilità di riportare ad una situazione più conforme all’origine alcuni itinerari che si prestano ad essere percorsi con attrezzatura tradizionale (chiodi) e protezioni amovibili. Questo senza aprire una lotta senza quartiere ai riattrezzamenti del passato e senza dimenticare che, molto spesso, senza gli spit, alcuni settori sarebbero stati condannati all’oblio. Bisogna essere consci del fatto che, l’odierno fenomeno “trad” ha molte anime, una di queste è senza dubbio l’eccesso che in molte occasioni si è fatto dello spit, ma un’altra deriva dal fascino che le mode d’oltreoceano hanno sempre esercitato sulla nostra cultura pronta ad assorbire qualunque cosa.
I riattrezzatori non sono dunque dei vandali, ma degli appassionati che spesso hanno speso tempo e risorse personali perché innamorati di un luogo, della sua “anima” e della sua storia. Hanno agito ieri secondo la sensibilità che ritenevano giusta e non li si può condannare oggi senza condizioni. Siano essi i primi a relazionarsi con il nuovo tempo e a prendere nel caso delle decisioni coraggiose se lo ritengono.9) Alla luce di quantoeventuali “parti in causa” sia da tutti da considerarsi profondamente sbagliato, perchè contribuisce a creare faziosità e non a normalizzare il corso della storia in atto. Il tavolo di confronto deve essere diretto, magari pubblico, ed il forum, sebbene strumento d’opinione utilissimo, non rappresenta la sede decisionale idonea.
10) Le guide alpine sappiano altresì rispettare il lavoro originale degli apritori (e anche quello dei riattrezzatori) che dovranno essere chiamati in causa qualora si decida di mettere mano a una parete. L’autorità non la fa la patacca, ma la storia.
11) Fermo restando che chi scopre un terreno di gioco ne sarà moralmente e anche materialmente il creatore, sappia egli riconoscere la particolare vocazione del settore.
Sarebbe bene, visto che oggi la scalata tradi – zionale ha un suo perché, che chi mette mano a una parete, se la metta anche sulla “coscienza”.
12) Infine, pur nel fascino satirico, ironico ed irriverente, il forum del 2012 sappia superare più che può le antipatie personali e le posizioni preconcette, favorendo un dialogo costruttivo, civile e d’arricchimento, tra le diverse anime che lo seguono. La finiremo forse di sentire che i milanesi sono spacconi e i piemontesi “sabaudi”. Neanche esistessero solo queste due categorie! Avremo solo “scalatori”, sci alpinisti, ciaspolatori, corridori e quant’altro.
a parte il fatto che hai sforato sui comandamenti….😮 😮 personalmente resto del parere che ….quei
milanesi ,sono spacconi…..tu poi dai torto
,e…ragione …a tutti!!!!
mah!!!!!!!
non siamo ancora pronti per la “democrazia”
😯 😯 
buone cose a tutti! “!…..
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23/12/2011 alle 19:29 #856459
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