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    • #838151

      Sabato 10 al monte Alpet (era stata la mia prima scialpinistica 47 anni fa), saliamo sul pendio a dx della seggiovia. Arrivati in cima resto sconvolto a vedere un tapis roulant con tanto di struttura in cemento, sarà lungo 30 m, dislivello un metro e mezzo. Commento con i compagni che siamo rincoglioniti, che magari è stato fatto con soldi da bandi Europei per imprescindibile necessità di valorizzazione del luogo, di impareggiabile divertimento di bambini che avranno poi un alto concetto della montagna e della salvaguardia dell’ambiente, ecc. Già mi pare tutto l’impianto sciistico abbia ben poco senso, ma la ciliegina del tapis non è sulla torta, ma su qualcosa di …fumante.

    • #873552

      mah… riflettevo domenica tornando da una gitarella con le ciaspole… pensavo di scrivere poi di non scrivere per non sembrare polemico su argomenti triti e ritriti…

      purtroppo la ciliegina a cui ti riferisci fa storcere il naso a noi “anziani” della montagna: a quelli che prima di partire guardavano le previsioni, guardavano la cartina, preparavano lo zaino con cura, salutavano chi incontravano sul percorso, scambiavano due battute, partivano presto, cercavano di riconoscere la neve, si guardavano intorno….

      e invece dobbiamo riconoscere che non è più cosi

      Domenica ho incontrato ancora qualcuno “vecchio stampo”, ma la maggioranza erano “new generation” e sono rimasto molto deluso dal modo che hanno di vivere la montagna;

      per fortuna non ho trovato il tapis roulant, ma in compenso ho trovato la stradina (assolutamente vietata) che era stata percorsa da fantomatiche vetture (per andare dove? solo per provare quanto andasse bene il 4×4) con relativi solchi gelati che l’hanno resa quasi impraticabile con le racchette (immaginarsi la discesa con la sci); ho trovato le recinzioni dei pascoli ancora tirate (pericolosissime se vengono coperte dalla neve); ho notato nuove paline e altre installazioni (del tutto inutili se ci sono le vecchie) e anche qualche stalla nuova vicino alla vecchia ormai cadente e abbandonata… 😥 😥

      e quindi la mia prossima destinazione sarà un posto più remoto e meno frequentato, sperando di vivere ancora la montagna passata ben sapendo che è sempre più difficile

    • #873554

      Quoto in pieno quanto hai detto. Ma mi sa che bisogna rassegnarci.

      Anche se alla fine sono talmente pochi i giovani in montagna, a parte nelle solite mete “alla moda”. Abbiamo ancora ampi spazi per la montagna che piace a noi.

    • #873561

      paolofissore51 wrote:


      Arrivati in cima resto sconvolto a vedere un tapis roulant con tanto di struttura in cemento, sarà lungo 30 m, dislivello un metro e mezzo.

      Sarà uno degli ennesimi regali alla montagna( e magari al portafoglio loro e di qualche vorace costruttore) degli amministratori locali, poi li chiamano Eco-mostri…mah

      Aquila, Alpe Bianca, Viola S. Gree, colle del Lys, Boulard e decine di altri. Poi abbandonano tutto in loco cemento,ferri, vetro, amianto. Spesso diventano cacatoi per escursionisti incontinenti 😆

      Che mondo…

      Meritiamo di estinguerci per non continuare a fare danni 🙄

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