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    • #835650

      Chi sa dirmi come e’ finita la storia dell’Arva e compagnia bella…hanno messo le multe o ancora no? Premesso che io ancora non ho comprato nulla e che la voglia di acquistare tali materiali e’ quasi a zero,,,,chi mi da un consiglio su cosa cercare Grazie a tutti….

    • #851055

      Ciao

      La regolamentazione è entrata in vigore ma le modalità di applicazione effettiva non sono chiare.

      Ma indipendentemente dalla burocrazia , a mio modesto parere, fai un grave errore a considerare il kit un insieme inutile.

      Non sò che idea hai di questi oggetti ma in caso di necessità possono salvare la vita a te e ai tuoi compagni di gita.

      Perdonami se mi sono permesso di darti un consiglio ed inoltre non voglio insegnare niente a nessuno ma ripeto fai un grave errore a pensarla così.

    • #851056

      ciaoooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!

      se sei nipote di mubarak, o sei molto amico di qualcuno che sta lassù non farti problemi. pensa a tutto papi!

      E se no quando capita un rastrellamento scappi!

      Io gli attrezzi ce li ho, ma sono pentito di averli comprati, mi divertirebbe di più fuggire!

      Buona giornata con tanta neve a tutti!

    • #851064

      ah!………………. se proprio va male io mi sono trovato un’amico che fa alla perfezione l’imitazione del Cavaliere,in caso di necessità, con una telefonata si possono risolvere tante cose.

      Ma non ditelo in giro che se no se lo fanno tutti poi non la bevono più!

    • #851067

      Sono veramente impressionato… cioè c’ è qualcuno che aspetta una legge per comprare-usare arva pala sonda…??

      la vostra vita vale piu’ di una multa!!!!!

    • #851073

      Nessuno di noi parte al mattino pensando di dover mai utilizzare questo kit…solo che purtroppo non capita sempre agli altri, il negoziante dove ho acquistato l’arva…mi ha fatto una battuta riferendosi alla mia domanda sui seppellimenti multpli, se rimanete sotto in quattro…..forse quel giorno ….era meglio stare a casa!!!!!!!!

    • #851077

      Forse non mi sono spegato,,io non sono contrario a nessuno di questi oggetti,,ma penso che e’ da considerare anche i luoghi dove si va a fare le escursioni….Io uso solo le racchette,che gia’ limitano di molto le gite rispetto agli sci.alpinisti,,secondo,molto spesso vado solo.quindi noe che servirebbe molto avere Arva e compagnia con me,,,,solamente per trovarmi in caso di incedente,….Terzo e forse piu’ importante io penso che e’ inutile comprare tutto sto armamentario,metterlo nello zaino e non saperlo usare….Troppo facile mettere leggi e sanzioni solo per costringere le persone a comprare ,,,,chi sarebbe veramente in grado di usare tale attrezzatura dopo essere scampato ad un incidente,magari preso dall’agitazione..non era meglio organizzare dei corsi di addestramento invece di vendere oggetti che non si sanno usare…Comunque alla fine mi adeguero’ ,,,,comprando anche io tali oggetti,senza averli mai provati,,,magari per fare escursioni su strade innevate o simili….ciao a tutti

      Comunque invece di tanta ironia avrei preferito qualche consiglio su cosa acquistare…grazie lo stesso

    • #851078

      Ciao

      Anche se fai solo gite con le racchette da neve “il pericolo” è sempre dietro l’angolo.

      Per quanta riguarda i costi del kit (venduto anche completo ossia artva, pala e sonda) quello base parte da 200, 250 euro; quelli base essendo semplici nelle funzioni vanno bene di ogni marca.

      Puoi anche valutare qualcosa di usato .

      Per imparare ad usarlo se non hai amici competenti che te lo possano insegnare puoi rivolgerti alle tante sezioni del cai che organizzano corsi di tutti i tipi a prezzi contenuti oppure alle guide alpine ma con costi più alti.

      Infine un ultimo consiglio: se compri il kit e poi non impari ad usarlo è inutile portarlo durante la gita per cui……..impara ad usarlo non è complicato !!

      BUONE GITE

    • #851080

      Il tutto era nato dalla legge regionale 26 gennaio 2009 n° 2

      Art. 30.(Sci fuori pista)

      2. I soggetti che praticano lo sci alpinismo, lo sci fuori pista e le attività escursionistiche, in ambienti innevati, anche mediante le racchette da neve, al di fuori dell’area sciabile e dei percorsi individuati e segnalati dai Comuni, sono tenuti a munirsi di appositi sistemi elettronici di segnalazione e ricerca, pala e sonda da neve per garantire un idoneo intervento di soccorso.

      Da quel che ho visto in un rapido controllo tutto pare ancora fermo all’ultima modifica apportata dalla Legge regionale n. 30 del 4 dicembre 2009 ” Assestamento al bilancio di previsione per l’anno finanziario 2009 e disposizioni di natura finanziaria” (B.U. 07 Dicembre 2009, n. 48)

      Art. 29

      (Modifiche alla legge regionale 26 gennaio 2009, n. 2)

      3.Dopo il comma 2 dell’articolo 49 della l.r. 2/2009 sono inseriti i seguenti:

      2 ter. Le disposizioni di cui all’articolo 30, comma 2 e di cui all’articolo 35, comma 2, lettera i) si applicano a decorrere dalla pubblicazione della deliberazione della Giunta regionale di cui all’articolo 30, comma 2 bis e comunque dopo il 31 dicembre 2010.

      E comunque, a costo di venir lapidato, concordo con quanto detto da Massimo66.

      Spesso siamo solo in due.

      In queste condizioni l’Arva aumenta la sicurezza penso dello 0,001%.

      E ho visto non da molto un’esercitazione di ricerca con Arva in cui quello che insegnava dopo mezz’ora non aveva ancora localizzato l’Arva sepolto(tempo di sopravvivenza sotto una valanga 15-20 minuti max se non ricordo male). Per dire che il suo uso è piuttosto complicato e penso siano pochissimi, ma proprio pochissimi che lo sanno usare a dovere e con la necessaria velocità, specie in condizioni di emergenza e di forte stress.

      Non parliamo poi della sonda. La ricerca con sonda mica può essere effettuata da una o due persone sole. Le probabilità di trovare il sepolto in questo caso penso siano nulle o quasi.

      E non è che si possa andare in giro sempre in venti o trenta.

      Meglio scegliere itinerari supersicuri o piuttosto rinunciare se le condizioni non sono buone.

      Adesso scagliate pure le pietre.

    • #851082

      Concordo in pieno…….poi alla fine vedro’ il da farsi,ma per come vado e dove vado io,,e’ praticamente inutile caricarsi tutta sta roba Un ciao a tutti e buone gite..

    • #851087

      massimo66 wrote:

      Concordo in pieno…….poi alla fine vedro’ il da farsi,ma per come vado e dove vado io,,e’ praticamente inutile caricarsi tutta sta roba Un ciao a tutti e buone gite..


      dal punto di vista “regole” si conferma che siamo il paese di pulcinella…

      gli ultimi “gossip” dicono che poichè anche un altro pezzo della legge regionale (quello relativo alla definizione di “aree sciabili”) è di là da venire.. probabilmente ci sarà un altro anno di “deroga”.. :(

      detto questo proverei una volta tanto a non fare il solito “italiano” e ricordare che:

      a) i cimiteri sono pieni di gente che in macchina non indossava le cinture “tanto a me non sevono e poi danno fastidio”

      b) usare l’arva (anzi l’ARTVA) non è semplicissimo ma non è più difficile che imparare a guidare un’auto quindi chiunque (non pigro) se riesce ad arrivare nel luogo dove calzare ciaspole o sci può imparare….

      c) certo l’arva non sostituisce il buon senso ma non esiste NESSUN LUOGO INNEVATO (salvo forse il monferrato a natale) 😆 dove si possa dire “tanto dove vado io…”

    • #851089

      E bene ricordate a tutti che indipendentemente da come la pensiate, da quanti siete e dal fatto che abbiate o no l’ARTVA il Soccorso Alpino verrà comunque a tirarvi fuori, vivi o morti, e che nel fare ciò avere addosso l’ARTVA, comporta x gli uomini del soccorso tempi più veloci e minor rischio nell’esposizione ai pericoli.

      Quindi oltre a ringraziare il Soccorso rendiamo la loro attività meno pericolosa, con senso di responsabilità da parte nostra.

    • #851091

      Io mi sono preso l’ impegno ogni tanto a fine gite, se la temperatura lo consente ;) di nascondere l’ arva e fare una ricerca

      così come ogni tanto montare la pala e aprire la sonda.

      Spero di non usarle mai , ma le porto sempre con me qualsiasi escursione faccio, fosse anche per aiutare qualche persona in difficoltà.

      A i corsi del mitico Cai Coazze mi hanno insegnato così, e io continuo su questa strada, legge o non legge.

      Ps: In ogni caso arva , la pala, la sonda sono tre attrezzi che formano un trittico indissolubile, basta che ne manchi uno

      e le ricerche potrebbero essere vane.

      FABIO… dai che la neve arriva e ci divertiremo :D

    • #851093

      tutto bello, ma continuo a dire che se si è solo in due come spesso succede, avere o non avere l’arva è del tutto ininfluente sulla sicurezza

      e tenuto conto del tempo di sopravvivenza di cui parlavo, mi dite come fa il citato soccorso alpino ad intervenire e trovare la persona in 15-20 minuti, anche se per un colpo di fortuna massimo il telefonino prende, cosa che in montagna capita solo nei dintorni di sestriere e zone simili?

      diciamo che l’attrezzatura è di conforto morale…..

      e itinerari sicuri ce ne sono, almeno per chi non cerca cose eccelse, ma semplicemente una bella escursione sulla neve

      ad esempio: Sourela, Cotolivier, Cialma…

      lì i pericoli sono proprio ridotti al minimo

    • #851095

      Poi fate come volete.

      Ma secondo me non esisto percorsi sicuri al 100%.

      Secondo le probabilità di successo che io possa intervenire ad aiutare il compagno sommerso , se sono solo

      ovviamente sono più basse di un intera squadra , ma in ogni caso avendo il trio arva-sonda-pala, mi metto nelle condizioni di massima predisposizione di successo.

      sarebbe spiacevole vedere il travolto , capire dove è sommerso, e poi non poter intervenire se non affannosamente scavando con le mani… e se non lo vedo?

      In ogni caso prima di comprare l’ ultima giacca della Montura o lo scarpone stra figo Della garmont.

      Io comprerei il set, imparerei bene ad usarlo facendo i corsi al CAI e un po di esercizio , in ogni caso sono attrezzi che durano tutta la vita… e che la possano salvare

      Saluti ;)

      FABIO

    • #851096

      Tutti gli anni la stessa storia,artva sì artva no,pala forse,sonda chi se ne frega.

      Più volte ho espresso il mio pensiero a favore del kit e lo riassumo:

      1)non deve sempre esserci una legge a farci capire le cose,ci si deve arrivare con il ns senso di responsabilità

      2)il kit non assicura assolutamente di cavarcela sempre,ma almeno ci da una possibilità

      3)i soccorritori vanno rispettati per ciò che fanno,a volte estraggono i vivi e quando,purtroppo,tirano fuori i morti non lo devono fare in 4 gg rischiando a loro volta

      4)anche se si va da soli è bene essere atrezzati,si può essere d’aiuto per altri e si può essere aiutati se in zona ci sono altre persone

      5)i percorsi sicuri non esistono,basta vedere dove sono cadute le valanghe del 2009

      6)se interessati ci sono parecchie possibilità per imparare ad usare il kit,corsi,giornate formative,fai da te ecc,basta avere voglia

      7)non riconduciamo sempre tutto al costo (è vero costa caro il kit),ma chi fa 20/30 gite con racchette o scialp. all’anno se lo ripaga tranquillamente in sicurezza.

      Tanto non cambierà niente chi è responsabile avrà il kit e chi non lo è continuerà a fregarsene di se stesso e degli altri e la prossima stagione saremo qui a rifare la stessa discussione.

      Renato

    • #851098

      ho provato a dare un’occhiata ai dati del CNSAS

      vi sono le statischiche delle valanghe 2008 e 2009 in cui sono stati fatti interventi

      che alla fine non sono poi molte, 41 in due anni in tutto l’arco alpino

      le statistiche sono un po’ oscure, piene di sigle come al solito

      ma comunque se ne ricava che le persone ritrovate in tutto sono 71 di cui:

      26 liberati scl (non so cosa vuol dire, immaginerei liberati con i propri mezzi)

      23 ritrovati per mezzo di vista e udito

      16 ritrovati a mezzo sondaggio

      3 per mezzo di cani da valanga

      3 per mezzo di arva

      a parte che i dati non quadrano molto con gli altri riportati nella stessa tabella, la ripartizione dei ritrovamenti è però abbastanza significativa

      l’arva è uno dei sistemi meno utili, si direbbe

    • #851099

      Non era mia intenzione provocare tutto sto casino,in fondo io avevo chiesto soltanto cosa diceva la normativa e un consiglio per gli acquisti….poi ognuno e’ libero di pensarla come crede…ciao

    • #851100

      dimenticavo

      di quei tre interventi le statistiche non dicono se li hanno ritrovati vivi…

    • #851101

      mario-mont wrote:

      ho provato a dare un’occhiata ai dati del CNSAS

      vi sono le statischiche delle valanghe 2008 e 2009 in cui sono stati fatti interventi

      che alla fine non sono poi molte, 41 in due anni in tutto l’arco alpino

      le statistiche sono un po’ oscure, piene di sigle come al solito

      ma comunque se ne ricava che le persone ritrovate in tutto sono 71 di cui:

      26 liberati scl (non so cosa vuol dire, immaginerei liberati con i propri mezzi)

      23 ritrovati per mezzo di vista e udito

      16 ritrovati a mezzo sondaggio

      3 per mezzo di cani da valanga

      3 per mezzo di arva

      a parte che i dati non quadrano molto con gli altri riportati nella stessa tabella, la ripartizione dei ritrovamenti è però abbastanza significativa

      l’arva è uno dei sistemi meno utili, si direbbe

      Caro Mario

      Abbiamo già capito da che parte stai,non serve esporre tabelle!

      Magari i 3 salvati con Artva se non lo avevano passavano dall’altra parte della classifica

      Ripeto,ognuno………libero di scegliere,però,permettimi la battuta,così non ti rispecchi molto nell’uomo CAI che dici di essere.

      Ciao

    • #851102

      massimo66 wrote:

      Non era mia intenzione provocare tutto sto casino,in fondo io avevo chiesto soltanto cosa diceva la normativa e un consiglio per gli acquisti….poi ognuno e’ libero di pensarla come crede…ciao

      Non hai provocato nessun casino,anzi più se ne parla e meglio è!

      Comunque per tornare alla tua richiesta ecco un link che avevo già segnalato nelle vecchie discussioni dove trovi le prove comparative dei vari modelli di Artva

      http://www.geocities.com/Colosseum/Fiel … ativa.html

      Ciao

    • #851103

      Massimo66 il link che ho precedentemente postato non è più attivo,ne segnalo un altro molto interessante

      http://www.scialp.it/valanghe/scienza/scienza.htm

      Ciao

    • #851104

      La raccomandazione a comprare l’ARVA, imparare ad usarlo e portarselo dietro va bene, la necessita’ di una legge e’ una cosa ridicola, nessuno deve essere obbligato ad andare in montagna portando per legge nello zaino attrezzature che poi non e’ neanche capace ad utilizzare (nel 90% dei casi).

      Una legge del genere, peraltro non in vigore per problemi tecnici (ridicolo) e comunque aggirabile, difficile da fare rispettare, forse anche legalmente impugnabile non la dovevano fare e spiace che molti la abbiano difesa…

      Ci sono principi di liberta’ che andrebbero sostenuti, si comincia a fare leggi repressive con le migliori intenzioni (la sicurezza), alla fine si vieta tutto e non siamo piu’ liberi di fare niente (senza per il nostro bene naturalmente, perche’ la classe politica che fa certe leggi legifera sempre per il nostro bene, anche se noi non siamo d’accordo).

    • #851105

      mistermarco wrote:

      La raccomandazione a comprare l’ARVA, imparare ad usarlo e portarselo dietro va bene, la necessita’ di una legge e’ una cosa ridicola, nessuno deve essere obbligato ad andare in montagna portando per legge nello zaino attrezzature che poi non e’ neanche capace ad utilizzare (nel 90% dei casi).

      Una legge del genere, peraltro non in vigore per problemi tecnici (ridicolo) e comunque aggirabile, difficile da fare rispettare, forse anche legalmente impugnabile non la dovevano fare e spiace che molti la abbiano difesa…

      Ci sono principi di liberta’ che andrebbero sostenuti, si comincia a fare leggi repressive con le migliori intenzioni (la sicurezza), alla fine si vieta tutto e non siamo piu’ liberi di fare niente (senza per il nostro bene naturalmente, perche’ la classe politica che fa certe leggi legifera sempre per il nostro bene, anche se noi non siamo d’accordo).

      Sta storia della legge che restringe la libertà mi fa veramente ridere,ma tu ti senti meno libero se indossi le cinture in auto,se rispetti la segnaletica stradale ecc,eppure te lo hanno imposto perchè altrimenti era il caos ognuno faceva quello che gli pareva.

      Basta nascondersi dietro queste stupidaggini!

      Certo che la montagna è libertà,ma è anche rispetto per se stessi e per gli altri.

    • #851106

      Spiegami Renato,

      perche’ solo la regione piemonte ha emanato una legge simile?

      Le altre regioni alpine italiane, francesi, svizzere, austriache, tedesche, slovene, non ci hanno neanche pensato.

      Forse perche’ i tuoi solerti amministratori regionali sono piu’ responsabili e sensibili al bene comune (leggi sicurezza) di tutti i loro colleghi?

      Tutti stupidi tranne quelli piemontesi? Va fammi il piacere, e’ che altrove pensano a cose piu’ serie e non legiferano in temi che farebbero bene a lasciare alla libera scelta individuale…

      E tu ti senti tanto tutelato solo perche’ un burocrate ottuso e repressivo ha deciso a nome di TUTTI che quelli che vanno in montagna devono munirsi di apparecchiature costose e putroppo spesso inutili, anche se vanno a fare una passeggiata nei boschi, altrimenti sono multe salate e denunce?

      Forse sarebbe bene di smetterla di fare i talebani della legge, non e’ che solo perche’ sta scritto sulla gazzetta ufficiale dobbiamo convincerci che va bene, le leggi stupide si contestano e ne si chiede la modifica.

      E la sicurezza vera la si fa con la prevenzione, l’istruzione, la divulgazione e magari, perche’ no, cominciando a fare pagare le spese del soccorso agli imprudenti che si cacciano nei guai (come fanno in Svizzera) invece di addebitare le spese al contribuente….

    • #851109

      renato63 wrote:

      Sta storia della legge che restringe la libertà mi fa veramente ridere,ma tu ti senti meno libero se indossi le cinture in auto,se rispetti la segnaletica stradale ecc,eppure te lo hanno imposto perchè altrimenti era il caos ognuno faceva quello che gli pareva.

      Basta nascondersi dietro queste stupidaggini!

      Certo che la montagna è libertà,ma è anche rispetto per se stessi e per gli altri.


      e no, attenzione!!

      qui si prescinde dal discorso artva e andiamo OT, ma si tocca una non irrilevante questione di principio.

      Tu evochi regole che, volenti o nolenti, devono esserci e vanno rispettate perchè garantiscono la convivenza civile, il rapporto dell’individuo con gli altri nella quotidianità.

      Un certo tipo di montagna (non i circhi pistaioli, ovvio) può rappresentare un’altra dimensione, quella della libertà, della fuga dai vincoli, dalle costrizioni, anche dalle relazioni sociali. A volte ci si va in solitudine proprio per esaltare questi aspetti, le uniche regole sono quelle dettate dal fiato e dalle ineludibili leggi della natura. Per me è così, per molti è così, non mi sembra un elemento nuovo.

      Sono dunque contrario in linea di principio a leggi che mi impongano come e quando devo andare in montagna, come mi devo vestire o attrezzare. Se in nome della sicurezza (in montagna) si ritiene plausibile l’intervento del legislatore potremmo attenderci ben altro.

      Ricordo che qualche politico illuminato ha già auspicato l’obbligo di un patentino per poter andare in montagna. In nome della sicurezza, perchè non imporre allora la frequentazione di corsi CAI o il ricorso necessario alla guida alpina? Oppure vietare itinerari al di sopra di un dato grado di difficoltà, vietare le gite skialp quando il rischio valanghe è superiore a 3, le gite solitarie e…vai con la fantasia.

      Ovvio, non temo sul serio questi sviluppi, non perchè manchino menti geniali per concepirli, quanto per l’impossibilità di garantire la concreta applicazione della norma. Anche sul pala, artva, sonda, a ben vedere…

      A scanso di equivoci, dichiaro di possedere il kit in questione.

      Ma perchè la legge? peraltro lacunosa e di difficile applicazione (intere compagnie di carabinieri sguinzagliate fin nelle valli più remote?…)

      Perchè non formazione, incontri nelle scuole, spot televisivi durante la stagione, buoni sconto per studenti? Certo, sono costi.

      politicamente è più conveniente pubbllicare 2 righe sul Bollettino Ufficiale, che non avranno forse alcuna concreta applicazione ma serviranno per poter pubblicamente dichiarare di aver fatto grandi cose per la sicurezza di chi va in montagna.

      p.s. il rispetto per me stesso lo coltivo come mi pare, a prescindere e a dispetto delle leggi!

    • #851110

      mistermarco wrote:

      Spiegami Renato,

      perche’ solo la regione piemonte ha emanato una legge simile?

      Le altre regioni alpine italiane, francesi, svizzere, austriache, tedesche, slovene, non ci hanno neanche pensato.

      Forse perche’ i tuoi solerti amministratori regionali sono piu’ responsabili e sensibili al bene comune (leggi sicurezza) di tutti i loro colleghi?

      Tutti stupidi tranne quelli piemontesi? Va fammi il piacere, e’ che altrove pensano a cose piu’ serie e non legiferano in temi che farebbero bene a lasciare alla libera scelta individuale…

      E tu ti senti tanto tutelato solo perche’ un burocrate ottuso e repressivo ha deciso a nome di TUTTI che quelli che vanno in montagna devono munirsi di apparecchiature costose e putroppo spesso inutili, anche se vanno a fare una passeggiata nei boschi, altrimenti sono multe salate e denunce?

      Forse sarebbe bene di smetterla di fare i talebani della legge, non e’ che solo perche’ sta scritto sulla gazzetta ufficiale dobbiamo convincerci che va bene, le leggi stupide si contestano e ne si chiede la modifica.

      E la sicurezza vera la si fa con la prevenzione, l’istruzione, la divulgazione e magari, perche’ no, cominciando a fare pagare le spese del soccorso agli imprudenti che si cacciano nei guai (come fanno in Svizzera) invece di addebitare le spese al contribuente….

      Il tirare in ballo la legge era ovviamente una provocazione perchè spesso ci si nasconde dietro a questa scusa e si attribuisce alla legge la privazione della libertà,ripeto mi sembra infantile!

      Non mi sento assolutamente un talebano della legge,magari i veri talebani sono coloro che le leggi non le rispettano,quindi vacci piano con i giudizi,poi se tu vuoi andare in montagna,a funghi,al supermercato come caspita ti pare fallo pure,non sono certo io che ti devo insegnare qualcosa,qui si sta solo discutendo su un preciso argomento e ognuno esprime la propria opinione in merito.

      Io non aspetto che una legge mi dica cosa devo fare ma cerco di usare il cervello,preciso che il kit lo posseggo da una decina d’anni,quindi in tempi non sospetti!

      Poi come ho già detto ognuno faccia come gli pare

      Renato

    • #851111

      zion wrote:


      e no, attenzione!!

      qui si prescinde dal discorso artva e andiamo OT, ma si tocca una non irrilevante questione di principio.

      Tu evochi regole che, volenti o nolenti, devono esserci e vanno rispettate perchè garantiscono la convivenza civile, il rapporto dell’individuo con gli altri nella quotidianità.

      Un certo tipo di montagna (non i circhi pistaioli, ovvio) può rappresentare un’altra dimensione, quella della libertà, della fuga dai vincoli, dalle costrizioni, anche dalle relazioni sociali. A volte ci si va in solitudine proprio per esaltare questi aspetti, le uniche regole sono quelle dettate dal fiato e dalle ineludibili leggi della natura. Per me è così, per molti è così, non mi sembra un elemento nuovo.

      Sono dunque contrario in linea di principio a leggi che mi impongano come e quando devo andare in montagna, come mi devo vestire o attrezzare. Se in nome della sicurezza (in montagna) si ritiene plausibile l’intervento del legislatore potremmo attenderci ben altro.

      Ricordo che qualche politico illuminato ha già auspicato l’obbligo di un patentino per poter andare in montagna. In nome della sicurezza, perchè non imporre allora la frequentazione di corsi CAI o il ricorso necessario alla guida alpina? Oppure vietare itinerari al di sopra di un dato grado di difficoltà, vietare le gite skialp quando il rischio valanghe è superiore a 3, le gite solitarie e…vai con la fantasia.

      Ovvio, non temo sul serio questi sviluppi, non perchè manchino menti geniali per concepirli, quanto per l’impossibilità di garantire la concreta applicazione della norma. Anche sul pala, artva, sonda, a ben vedere…

      A scanso di equivoci, dichiaro di possedere il kit in questione.

      Ma perchè la legge? peraltro lacunosa e di difficile applicazione (intere compagnie di carabinieri sguinzagliate fin nelle valli più remote?…)

      Perchè non formazione, incontri nelle scuole, spot televisivi durante la stagione, buoni sconto per studenti? Certo, sono costi.

      politicamente è più conveniente pubbllicare 2 righe sul Bollettino Ufficiale, che non avranno forse alcuna concreta applicazione ma serviranno per poter pubblicamente dichiarare di aver fatto grandi cose per la sicurezza di chi va in montagna.

      p.s. il rispetto per me stesso lo coltivo come mi pare, a prescindere e a dispetto delle leggi!

      Sono d’accordo con te su quanto scrivi nella prima parte,però “il rapporto dell’individuo con gli altri”riguarda anche la sicurezza e come dici tu, anche io coltivo il rispetto per me stesso però non si può non tener conto degli altri(leggi soccorritori),per il resto vale quanto ho già scritto nella precedente risposta.

      Ciao

    • #851115

      ..mah…!

      d’accordo che i prezzi di questi gingilli tecnologici sono roba da furto legalizzato….per carità! sono fatti di 4 cosette che non giustificano il prezzo così alto….però…. mica tutti obbligati a comprare il modello più costoso! 8-)

      e cmq…. tanto per….

      chi non ha il kit….mi fa una cortesia? facciamo un bel post, e mettete lì dove andate in gita! che così, chi vuole gira al largo! che se non avere il kit non è ancora soggetto a multe…il mancato soccorso si! 🙄

    • #851117

      elenapollo wrote:


      e cmq…. tanto per….

      chi non ha il kit….mi fa una cortesia? facciamo un bel post, e mettete lì dove andate in gita! che così, chi vuole gira al largo! che se non avere il kit non è ancora soggetto a multe…il mancato soccorso si! 🙄

      ci mancava la cazzata conclusiva…

    • #851119

      elenapollo wrote:


      e cmq…. tanto per….

      chi non ha il kit….mi fa una cortesia? facciamo un bel post, e mettete lì dove andate in gita! che così, chi vuole gira al largo! che se non avere il kit non è ancora soggetto a multe…il mancato soccorso si! 🙄

      ci mancava la cazzata conclusiva…

      il dibattito secondo me va posto in un’altra ottica… Massimo era partito con una domanda, probabilmente esposta in un modo tale da scatenare un po’ di sana polemica.

      da un lato la discussione sul senso di legiferare per regolamentare l’attività in montagna fuori pista, e gli interventi di Renato li valuto come “provocatoriamente estremisti”,

      dall’altro lato c’è il nocciolo della questione, ovvero capire e riflettere SE e a COSA serve avere o meno l’Artva.

      Io personalmente lo uso da un paio di anni, di pari passo con l’aumentare il numero e livello delle mie gite. I numeri e le statistiche sono utili ma sono da prendere con le molle.. perchè se fosse anche vero che l’Artva serve a salvare solo una persona nel corso di una stagione, si parla sempre di una vita… e se dovessi trovarmi nelle condizioni di dover cercare qualcuno, non credo mi perdonerei di non avere il kit con me (che poi non so se avrei la lucidità e capacità di usarlo sotto pressione, questo è un altro discorso).

      Se invece fossi io il malcapitato…so benissimo che le probabilità di sopravvivenza sono poche, ma almeno faciliterei il compito a chi mi cerca e soprattutto eviterei, indossando l’arva, di esporli a rischi inutili per troppo tempo.

    • #851122

      renato63 wrote:

      anche io coltivo il rispetto per me stesso però non si può non tener conto degli altri(leggi soccorritori),per il resto vale quanto ho già scritto nella precedente risposta.


      in effetti, il rispetto per i soccorritori è forse la motivazione meno contestabile fra quelle addotte pro-kit.

      Tuttavia non si può neppure battere troppo questo tasto (cui si ricorre sempre in extremis, allorché le altre argomentazioni vengono controdedotte in modo disarmante), perchè allora si potrebbe provocatoriamente rilanciare suggerendo di evitare a priori le situazioni di pericolo, magari vietando la montagna tout court. (avere l’artva e poi muoversi con rischio 4/5..non sarebbe meglio stare a casa!? – se l’artva riduce il tempo di esposizione del soccorritore perchè non azzerarlo del tutto, evitando di farsi soccorrere?).

      Dopodichè, perdonami un pelo di cinismo, pur nella massima gratitudine e considerazione per i membri del soccorso ed i loro encomiabili interventi, io in montagna ci andrei cmq, anche senza garanzie riguardo ad un eventuale intervento, che non ho mai preteso (come del resto fanno coloro che si avventurano su certe montagne del mondo). In altri termini, nel vivere la propria vita ed esprimere la propria personalità non ci si può certo far condizionare, in nome del generico rispetto, dall’apparato che una società evoluta pone in essere per la tutela dei suoi membri. Se guido nella nebbia e mi schianto, esponendo pertanto chi interviene a soccorrermi al rischio di operare su una strada con assenza di visibilità, devo colpevolizzarmi per il fatto di non avere rinunciato a guidare con la nebbia?

      Quella del soccorritore, d’altra parte, è un’attività altruistica e gratuita in senso lato, merita rispetto ma non lo pretende. E non discrimina: si soccorre volentieri un coglione che si è messo nei guai, nonostante sia un coglione, per pura deontologia.

      Insomma, la leva argomentativa del rispetto pare un po’ forzata. Mi stupisce che nessuno, in un accesso retorico, abbia ancora accennato al rispetto dovuto per mogli, figli, genitori anziani: soggetti tutti che trarrebbero grave nocumento dall’eventuale dipartita dello sconsiderato skialper, evitabile grazie all’artva.

      Concludo lo sproloquio ribadendo il succo del mio intervento: non sono contrario o scettico rispetto all’uso del kit in questione. Sono contrario agli interventi normativi in materia di pratica dell’alpinismo (con o senza sci); ritengo che, almeno in questo ambito, debba sussistere uno spazio di libertà per la coscienza individuale, eventualmente stimolata con formazione, informazione, appelli, ma non coartata da norme giuridiche.

    • #851125

      Andrea81 wrote:

      ci mancava la cazzata conclusiva…

      l’umorismo l’hai perso col tempo? ovvero più invecchiamo e più non si sa sdrammatizzare?!?!? andiamo va’! 🙄

    • #851129

      zion wrote:


      in effetti, il rispetto per i soccorritori è forse la motivazione meno contestabile fra quelle addotte pro-kit.

      Tuttavia non si può neppure battere troppo questo tasto (cui si ricorre sempre in extremis, allorché le altre argomentazioni vengono controdedotte in modo disarmante), perchè allora si potrebbe provocatoriamente rilanciare suggerendo di evitare a priori le situazioni di pericolo, magari vietando la montagna tout court. (avere l’artva e poi muoversi con rischio 4/5..non sarebbe meglio stare a casa!? – se l’artva riduce il tempo di esposizione del soccorritore perchè non azzerarlo del tutto, evitando di farsi soccorrere?).

      Dopodichè, perdonami un pelo di cinismo, pur nella massima gratitudine e considerazione per i membri del soccorso ed i loro encomiabili interventi, io in montagna ci andrei cmq, anche senza garanzie riguardo ad un eventuale intervento, che non ho mai preteso (come del resto fanno coloro che si avventurano su certe montagne del mondo). In altri termini, nel vivere la propria vita ed esprimere la propria personalità non ci si può certo far condizionare, in nome del generico rispetto, dall’apparato che una società evoluta pone in essere per la tutela dei suoi membri. Se guido nella nebbia e mi schianto, esponendo pertanto chi interviene a soccorrermi al rischio di operare su una strada con assenza di visibilità, devo colpevolizzarmi per il fatto di non avere rinunciato a guidare con la nebbia?

      Quella del soccorritore, d’altra parte, è un’attività altruistica e gratuita in senso lato, merita rispetto ma non lo pretende. E non discrimina: si soccorre volentieri un coglione che si è messo nei guai, nonostante sia un coglione, per pura deontologia.

      Insomma, la leva argomentativa del rispetto pare un po’ forzata. Mi stupisce che nessuno, in un accesso retorico, abbia ancora accennato al rispetto dovuto per mogli, figli, genitori anziani: soggetti tutti che trarrebbero grave nocumento dall’eventuale dipartita dello sconsiderato skialper, evitabile grazie all’artva.

      Concludo lo sproloquio ribadendo il succo del mio intervento: non sono contrario o scettico rispetto all’uso del kit in questione. Sono contrario agli interventi normativi in materia di pratica dell’alpinismo (con o senza sci); ritengo che, almeno in questo ambito, debba sussistere uno spazio di libertà per la coscienza individuale, eventualmente stimolata con formazione, informazione, appelli, ma non coartata da norme giuridiche.

      Condivido il tuo intervento ma,come ho sempre sostenuto nei precedenti interventi(anche quelli vecchi di mesi),avere l’artva non significa fare tutto quello che ci pare,è evidente che se vado a fare una gita con pericolo4/5 sono un pirla e non serve avere il kit ma solo tanto culo.

      Concordo che non si debba arrivare ad una legge per sensibilizzare le persone ad avere il kit,però quello che mi da fastidio e faccio fatica ad accettare è sentire dire che se c’è una legge/norma bisogna subito trovare il sistema per aggirarla e ci si ribella nel nome della violazione di libertà personale.

      Non è che voglio battere a tutti i costi il tasto dei soccorritori,ma è quello più strettamente legato all’argomento e quindi il riferimento ne è una diretta conseguenza,detto questo mi piacerebbe vedere più gente munita di kit(preciso di non avere nessun interesse commerciale in merito prima che qualcuno si scateni)ma sopratutto di avere l’artva acceso,sì perchè succede anche di trovarne molti indossati e spenti (già verificato più volte di persona).

      Ciao

    • #851130

      Un tempo fa usavo il Pieps 1 (artva) e aumentava l’intensità del suono avvicinandosi al sepolto; ora uso un Mammut Barryvox elettronico e oltre che al suono indica con frecce e distanze il luogo del sepolto. In buona sostanza non è difficile ad imparare, basta essere almeno in due con due apparecchi. Certo, andando da soli non è che serva molto tutta l’attrezzatura. Come detto bene da chi mi ha preceduto, anche io sono dell’avviso di andare in posti sicuri e, aggiungo, mai dopo una nevicata abbondante e temperatura mite. L’elettronico l’ho pagato un po caro ma non ricordo esattamente quanto.

      Buona montagna a tutti.

    • #851133

      Mah! Io pratico la professione di guida alpina e di soccorritore professionista in Valle d’Aosta e la mia esperienza mi dice che l’arva, la pala e la sonda sono strumenti che devono essere utilizzati per la stragrande maggioranza delle uscite su terreno innevato, non solo nello scialpinismo ma in tutte le attività a ‘rischio’ valanga. Ho scritto ‘stragrande maggioranza’ e non ‘totalità’ per sottolineare che l’esperienza e la conoscenza di un determinato luogo potrebbero garantire comunque la sicurezza; questa capacità di discernere però, è sicuramente riservata ad una percentuale ormai bassa della ‘popolazione’ della montagna invernale che spazia dall’alpinista professionista al turista domenicale. Da qui è comprensibile ed auspicabile un intervento del legislatore per stabilire delle linee guida che appunto guidino/obblighino l’utente ad attuare una serie di comportamenti che garantiscano, suo malgrado, la sicurezza personale e una semplificazione della gestione del soccorso quando si rende necessario.

      Sicuramente in parallelo va affrontata una campagna di sensibilizzazione, informazione ed istruzione in merito al famigerato kit. Nella nostra realtà regionale facciamo questo tipo di interventi ormai da due decenni, nelle scuole di tutti gli ordini a partire dalla prima elementare, ed i risultati sono positivi ed incoraggianti.

      In ogni caso imparare le nozioni base per l’utilizzo corretto dell’attrezzatura non richiede certo abilità specifiche, e tenete conto che chi ha la possibilità di aquistare uno degli ultimi apparecchi digitali non ha che da seguire le istruzioni che l’apparecchiatura gli fornisce; l’importante è esercitarsi il più spesso possibile simulando situazioni reali nel mezzo delle vostre gite e non solo nel campetto fuoricasa!

      Ragazzi l’ARVA-PALA-SONDA in inverno sono l’assicurazione sulla vita!

    • #851139

      non sono d’accordo con minox riguardo alla necessità di legiferare in materia.

      io mi porto dietro ormai da 5 o 6 anni arva e pala, non tengo la giacca montura e della sonda non so proprio che farmene.

      Se il legislatore voleva fare qualcosa poteva fare un po’ di formazione. quando ero ragazzo ci facevano una testa così per la pericolosisssima vipera, comportamenti da seguire ……………….. quante palle!

      Magari potrebbero dedicare qualche ora dell’insegnamento scolastico, magari assieme alla geografia, qualche pagina……………. per il piemonte neh! che noi siamo un po’ più avanti degli altri.

      Secondo le statistiche credo sia molto più pericoloso andare a passeggio nei boschi quando ci sono cacciatori in circolazione, per il diletto di proprio pochi appassionati, ma il legislatore ha pensato anche a loro: non in modo repressivo.

      Io frequento le vallate cuneesi, si possono fare gite anche con pericolo sostenuto senza essere incoscienti e senza rischiare nulla. è molto probabile che non ne valga la pena per la quantità e qualità della neve. l’esperienza è utile almeno quanto l’arva per non ficcarsi in certe situazioni.

    • #851140

      renato63 wrote:

      da quotare in toto!

    • #851141

      elenapollo wrote:

      da quotare in toto!

      [/quote]

      è chiaro che ci si riferisce alla specifica legge di cui si tratta, e rispetto la tua opinione.

      Spero però per te/voi che non riteniate l’assunto generalizzabile alla totalità delle leggi/norme, ovvero che esse siano sempre buone e giuste a prescindere e immuni da critiche. Perchè, leggendo queste righe, mi sono venute a mente le leggi sulla discriminazione razziale, quelle ad personam e varie altre ;)

      quella sull’arva è fumo innocuo (che al momento neppure fuma..), altre sono incendi devastanti….

    • #851142

      zion wrote:


      è chiaro che ci si riferisce alla specifica legge di cui si tratta, e rispetto la tua opinione.

      Spero però per te/voi che non riteniate l’assunto generalizzabile alla totalità delle leggi/norme, ovvero che esse siano sempre buone e giuste a prescindere e immuni da critiche. Perchè, leggendo queste righe, mi sono venute a mente le leggi sulla discriminazione razziale, quelle ad personam e varie altre ;)

      quella sull’arva è fumo innocuo (che al momento neppure fuma..), altre sono incendi devastanti….

      [modo provocatorio on]

      dillo ai parenti di quei poveretti del soccorso morti per salvare altri….vedasi gli incidenti dello scorso anno…. 🙄

      [modo provocatorio off]

      diciamo che trovo assurdo dover fare una legge per “obbligare” la gente a usare il buon senso… il kit dovrebbe servire nel malaugurato caso che un pericolo oggettivo, ma sfortunato, sia accaduto al di fuori di quella che è la valutazione della gita…. se si applica il buon munter, o cmq, si leggono i bollettini, si usa un po’ le buone “celluline grigie” (poirot docet 😆 ), nel scegliere la gita, come ha detto qualcuno, di sicuro non si va su un pendio sopra i 28° dopo che ha buttato giù 2 mt di neve…ecco…forse non avremmo dei legiferatori che non capiscono nulla di montagna, su questo siamo d’accordo, ma visto che pare il buon senso non sia più in auge….ecco che per, brutto a dirsi, ma è così, limitare i danni….zac! una leggina! che pare che il tipico italiota capisce solo tramite leggine…. 🙄

      a chi interessa….il buon generale telmon, anni fa ci fece un bel corso di nivologia, valanghe, ricerche artva (al bondone abbiamo fatto la prova pratica)….fu messo sul sito del newsgroup di it.sport.montagna….. il sito al momento è off 🙄 ma si può leggere anche da qui

      http://www.caicaserta.it/servizi/nivologia.htm

      vedi mai che sia utile…. 🙄

    • #851143

      elenapollo wrote:


      dillo ai parenti di quei poveretti del soccorso morti per salvare altri….vedasi gli incidenti dello scorso anno…. 🙄


      ammesso di poter provare la correlazione diretta fra la tragedia e la supposta mancanza dell’artva sul corpo del sepolto (ovvero che la presenza dell’artva avrebbe scongiurato ulteriori valanghe o che queste si sarebbero manifestate soltanto dopo il recupero, in quel delta temporale che differenzia i recuperi con e senza artva), potrebbe essere interessante rilevare che l’evento, se occorso durante la vigenza della legge, proverebbe l’inefficacia della legge in sè (ma forse non era in Piemonte..oppure accaduto dopo la sospensione dell’articolo de quo..non ricordo…e allora non posso cavillare :? ).

      abbandono la tenzone per stanchezza e per la difficoltà nell’esporre il mio pensiero, che non nega l’opportunità di dotarsi del kit, ma asserisce l’inopportunità di principio e l’inefficacia pratica dell’intervento legislativo.

      Cheppoi, io, in realtà, da buon cittadino ottempero con scrupolo, usando il kit con gli sci ma non con le ciaspole, perchè se il legislatore non ha esteso l’obbligo a chi ne fa uso significa che con le ciastre non si corrono rischi e allora vado sicuro ;)

    • #851144

      Spero però per te/voi che non riteniate l’assunto generalizzabile alla totalità delle leggi/norme

      Certo che nò,io mi riferivo alla legge specifica

    • #851145

      Cheppoi, io, in realtà, da buon cittadino ottempero con scrupolo, usando il kit con gli sci ma non con le ciaspole, perchè se il legislatore non ha esteso l’obbligo a chi ne fa uso significa che con le ciastre non si corrono rischi e allora vado sicuro

      Assolutamente no,io vado solo con le ciaspole ed è vero,purtroppo, che solo 2 o 3 ciaspolatori (forse)su 10 hanno il kit

    • #851150

      renato63 wrote:

      Cheppoi, io, in realtà, da buon cittadino ottempero con scrupolo, usando il kit con gli sci ma non con le ciaspole, perchè se il legislatore non ha esteso l’obbligo a chi ne fa uso significa che con le ciastre non si corrono rischi e allora vado sicuro

      Assolutamente no,io vado solo con le ciaspole ed è vero,purtroppo, che solo 2 o 3 ciaspolatori (forse)su 10 hanno il kit

      c’è da dire anche che su 10 ciaspolatori, 2 o 3 fanno un certo tipo di gita, equiparabile allo scialpinismo, e gli altri 7 magari fanno le gite banali, e magari fanno 3 gite l’anno in posti banali (che poi il banale è molto relativo, in base all’innevamento e altri mille fattori).. però a questi 7 mi sento di giustificare il loro non avere il kit, (giustificare non significa essere totalmente d’accordo).

      Io stesso se vado alla Punta dell’Aquila lascio tranquillamente Arva a casa…. sarà incoerenza….

    • #851153

      Andrea81 wrote:

      sarà incoerenza….

      a proposito di coerenza/incoerenza…

      http://www.gulliver.it/index.php?modulo=itinerari&template=dettaglio&id_gita=139

      mi raccomando! ;)

      anche a altapressione apposito post in giro per la rete….sai…la coerenza…se no…. 😆

    • #851161

      elenapollo wrote:

      a proposito di coerenza/incoerenza…

      http://www.gulliver.it/index.php?modulo=itinerari&template=dettaglio&id_gita=139

      mi raccomando! ;)

      anche a altapressione apposito post in giro per la rete….sai…la coerenza…se no…. 😆

      tu si che sai “svaccare” una discussione…. se poi vogliamo aprire un’altra discussione sui mille modi che i ciaspolari hanno per rovinare l’esistenza agli scialpinisti… basta dirlo ;) (con senso dell’umorismo naturalmente)

    • #851180

      Andrea81 wrote:

      tu si che sai “svaccare” una discussione…. se poi vogliamo aprire un’altra discussione sui mille modi che i ciaspolari hanno per rovinare l’esistenza agli scialpinisti… basta dirlo ;) (con senso dell’umorismo naturalmente)

      no, no! se non fai i post come hai fatto a me…potrei pensare chissà che! e montarmi la testa…. e tu non saresti coerente col tuo pensiero e sul modo di agire che hai avuto fin qui e nel passato….. sarà che le brutte frequentazioni….. 🙄

    • #851181

      elenapollo wrote:


      no, no! se non fai i post come hai fatto a me…potrei pensare chissà che! e montarmi la testa…. e tu non saresti coerente col tuo pensiero e sul modo di agire che hai avuto fin qui e nel passato….. 🙄

      hai fatto bene a segnalarmelo (sai non riesco a leggere tutte le gite, ma tu non scrivi più e allora ti rimane tempo per la lettura)…ho addirittura aperto una nuova discussione a proposito, anzi aspetto il tuo intervento!

      elenapollo wrote:

      sarà che le brutte frequentazioni….. 🙄

      ognuno ha le frequentazioni che si merita.. :ugeek:

    • #851186

      Andrea81 wrote:


      ognuno ha le frequentazioni che si merita.. :ugeek:

      infatti! i risultati si vedono! 😈

    • #851187

      elenapollo wrote:


      infatti! i risultati si vedono! 😈

      quoto! (non solo riferito a me stesso…) 😈 😈

    • #851191

      http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/article.php?storyid=2338

      Su dai! Anche per altapressione e per ogni singolo scialp che scrive qualcosa tipo questo

      http://www.gulliver.it/index.php?modulo=itinerari&template=dettaglio&id_gita=139

      Spero che i ciaspolari ed i camminatori…imparini che la traccia fatta dagli scialpinisti è fatta per salire con gli sci e non per essere triturata….!!

      Si tratta sopratutto di riguardo verso gli altri..(che il piu sovente delle volte hanno aperto la traccia)

      Un post a tutti gli scialp indisciplinati su altri forum al di fuori di questo….sennò poi tutti chissà che pensano!!!! Minimo che non sei coerente…. passa il tempo e peggioriamo, neh? 🙄

      Ti ho detto…. Certe frequentazioni ti han fatto molto male e queste ne sono la prove! 😈

    • #851192

      elenapollo wrote:

      http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/article.php?storyid=2338

      Su dai! Anche per altapressione e per ogni singolo scialp che scrive qualcosa tipo questo

      http://www.gulliver.it/index.php?modulo=itinerari&template=dettaglio&id_gita=139

      Spero che i ciaspolari ed i camminatori…imparini che la traccia fatta dagli scialpinisti è fatta per salire con gli sci e non per essere triturata….!!

      Si tratta sopratutto di riguardo verso gli altri..(che il piu sovente delle volte hanno aperto la traccia)

      Un post a tutti gli scialp indisciplinati su altri forum al di fuori di questo….sennò poi tutti chissà che pensano!!!! Minimo che non sei coerente…. passa il tempo e peggioriamo, neh? 🙄

      Ti ho detto…. Certe frequentazioni ti han fatto molto male e queste ne sono la prove! 😈

      come già ti dissi, non credo agli altri che leggono questa discussione (utile tra l’altro) interessino molto le nostre beghe… se ti va di proseguire si può fare qui…

      http://www.gulliver.it/phpBB3/viewtopic.php?f=9&t=1352” class=”bbcode_url”>http://www.gulliver.it/phpBB3/viewtopic.php?f=9&t=1352

      è vero, passando il tempo si invecchia e si peggiora, come dici te…chi mentalmente…chi fisicamente… ;)

    • #851449

      ops sbagliato forum, scusate

    • #851531

      Ma abbiamo propro bisogno che qualcuno che legiferi per noi? non siamo più capaci a “leggere” la neve e fermarci in tempo?Non siamo più capaci andare in montagna senza avere qualche burocrate che ti dica cosa devi o non devi fare? Non ho nulla contro l’arva l’importante che non sia un’obbligo. Comunque il mio parere del tutto personale secondo me tutto il kit di soppravivenza serve solo a far soldi. Ho alle spalle una vita di sci-alpinismo,sono anche stato travolto da alcune valanghe fortunatamente sono sempre rimasto a galla,ma vi assicuro che se si sta sotto,l’arva serve solo per recuperare la salma un pò prima,perchè se la valanga è di neve farinosa, la neve entra in bocca e soffoca prima ancora che il malapitato si fermi, se è di neve marcia o primaverile, stritola all’istante,ma…queste cose non le dicono,meglio vendere e fare multe. Quindi non ubbidiamo supinamente al primo venditore di sogni che promette la sicurezza per il nostro bene! Ma ubbidiamo al nostro istinto,alla nostra esperinza e sopratutto ubbidiamo anche al buon senso,non tagliare un pendio sospetto, tanto ho l’arva!questo,LA VALANGA NON LO SA’!

    • #851534

      Bravo Jacolus,,quoto in pieno quello che hai scritto,,il buon senso prima di tutto…speriamo che c’e’ l’hanno anche le guardie forestali ..ahahahahah :D :D :D :D

    • #851537

      massimo66 wrote:

      Bravo Jacolus,,quoto in pieno quello che hai scritto,,il buon senso prima di tutto…speriamo che c’e’ l’hanno anche le guardie forestali ..ahahahahah :D :D :D :D


      certo che tu ….se ti destreggi con la neve come con l’italiano……..e poi ..c’e’ poco da ridere……

    • #851539

      minoso wrote:


      certo che tu ….se ti destreggi con la neve come con l’italiano……..e poi ..c’e’ poco da ridere……


      Quoto in pieno.

      Anch’ io in linea di massima sono contrario alla regolamentazione selvaggia e soffocante, però… se l’ artva mi dà anche solo una possibilità in più di salvare la pelle, mia o di qualcun altro, preferisco usarlo, come ho sempre fatto. E’ vero che la valanga non sa che tu hai l’ artva, ma è anche vero che non sa che tu hai il buon senso.

    • #851544

      jacolus wrote:

      Ma abbiamo propro bisogno che qualcuno che legiferi per noi? non siamo più capaci a “leggere” la neve e fermarci in tempo?Non siamo più capaci andare in montagna senza avere qualche burocrate che ti dica cosa devi o non devi fare? Non ho nulla contro l’arva l’importante che non sia un’obbligo. Comunque il mio parere del tutto personale secondo me tutto il kit di soppravivenza serve solo a far soldi. Ho alle spalle una vita di sci-alpinismo,sono anche stato travolto da alcune valanghe fortunatamente sono sempre rimasto a galla,ma vi assicuro che se si sta sotto,l’arva serve solo per recuperare la salma un pò prima,perchè se la valanga è di neve farinosa, la neve entra in bocca e soffoca prima ancora che il malapitato si fermi, se è di neve marcia o primaverile, stritola all’istante,ma…queste cose non le dicono,meglio vendere e fare multe. Quindi non ubbidiamo supinamente al primo venditore di sogni che promette la sicurezza per il nostro bene! Ma ubbidiamo al nostro istinto,alla nostra esperinza e sopratutto ubbidiamo anche al buon senso,non tagliare un pendio sospetto, tanto ho l’arva!questo,LA VALANGA NON LO SA’!

      Se questo pensiero assieme alla ‘soddisfazione’ di avere risparmiato i 200€ del ‘kit’ ti fanno sentire tranquillo fai pure, ma esponilo come un dogma e non dargli valenza di insegnamento solo perchè supportato da qualche tua ‘esperienza’ fortunata!!

      Credo che le statistiche riportate più volte da uffici competenti quali l’AINEVA o l’SLF di Davos ed altri abbiano un ‘peso’ superiore a qualsiasi esperienza personale; queste statistiche, appunto, senza ombra di dubbio, certificano l’ASSOLUTA utilità del kit da autosoccorso, documentandone attraverso i numeri la percentuale di vite salvate.

      Chiaramente ognuno di noi, ad oggi, è ancora libero di non considerarlo parte integrante dell’attrezzatura invernale (il kit), ma io spero che autonomamente o a seguito di un intervento legislativo ci si senta in obbligo di averlo e di saperlo utilizzare sempre!!

      ciao a tutti

      e buone gite

    • #851545

      e aggiungo che anche trovare la salma molto velocemente

      può essere un grado di sicurezza in più per i soccorritori …. a meno che non si lasci esplicitamente scritto di non volere i soccorsi e la salma verrà recuperata in estate :(

    • #851546

      parlapà wrote:

      e aggiungo che anche trovare la salma molto velocemente

      può essere un grado di sicurezza in più per i soccorritori …. :(


      già detto da kowalski a pag.2 (2° post)

      il dibattito artva sì/no, coatto/discrezionale ricorre stagionalmente, con le medesime argomentazioni.

      Almeno nel corso del dibattito stagionale bisognerebbe aver la pazienza di leggere i post precedenti, per evitare di rimestare all’infinito le stesse cose. Altrimenti poi facciamo i copia-incolla delle repliche……

    • #851548

      Non apevo che ci fossero anche professoroni della lingua italiana a darmi lezioni sul forum,,comunque ringrazio Minoso per il suo intervento utile e tempestivo,,,Per scrivere ste c….potevi anche passare il tempo a fare qualche cosa d’altro….E io che avevo aperto questo argomento chiedendo una semplice informazione,,,,siamo finiti a lezione ……Va be..Buone gite a tutti e io rimango del mio parere..Ciao e qui chiudo la discussione.

    • #851556

      risposta a sergio minoggio

      non per rinfocolare la polemica, ma guarda che sui siti di aineva e slf non è che ci sia un’eclatante evidenza che senza l’arva sei perso

      a parte che l’unica cosa non d’antan a questo riguardo sui due siti risale comunque al 1999 (vedere al link http://www.slf.ch/praevention/lawinenunfaelle/aktuelle_unfaelle/unfallstatistik-en.pdf )

      qui l’arva pare abbastanza efficiente, ma al pari di altre modalità di salvataggio, non certo più utile

      e comunque sono statistiche su numeri piccoli e quindi non sicurissime

      l’unico dato un po’ attendibile e attuale, anche se pure questo su numeri piccoli, penso sia ancora quello che riportavo nel mio post precedente del 23 novembre:

      ho provato a dare un’occhiata ai dati del CNSAS

      vi sono le statistiche delle valanghe 2008 e 2009 in cui sono stati fatti interventi

      che alla fine non sono poi molte, 41 in due anni in tutto l’arco alpino

      le statistiche sono un po’ oscure, piene di sigle come al solito

      ma comunque se ne ricava che le persone ritrovate in tutto sono 71 di cui:

      26 liberati scl (non so cosa vuol dire, immaginerei liberati con i propri mezzi)

      23 ritrovati per mezzo di vista e udito

      16 ritrovati a mezzo sondaggio

      3 per mezzo di cani da valanga

      3 per mezzo di arva

      ……

      se qualcuno ha dati migliori….

    • #851559

      mario-mont wrote:

      risposta a sergio minoggio

      non per rinfocolare la polemica, ma guarda che sui siti di aineva e slf non è che ci sia un’eclatante evidenza che senza l’arva sei perso

      a parte che l’unica cosa non d’antan a questo riguardo sui due siti risale comunque al 1999 (vedere al link http://www.slf.ch/praevention/lawinenunfaelle/aktuelle_unfaelle/unfallstatistik-en.pdf )

      qui l’arva pare abbastanza efficiente, ma al pari di altre modalità di salvataggio, non certo più utile

      e comunque sono statistiche su numeri piccoli e quindi non sicurissime

      l’unico dato un po’ attendibile e attuale, anche se pure questo su numeri piccoli, penso sia ancora quello che riportavo nel mio post precedente del 23 novembre:

      ho provato a dare un’occhiata ai dati del CNSAS

      vi sono le statistiche delle valanghe 2008 e 2009 in cui sono stati fatti interventi

      che alla fine non sono poi molte, 41 in due anni in tutto l’arco alpino

      le statistiche sono un po’ oscure, piene di sigle come al solito

      ma comunque se ne ricava che le persone ritrovate in tutto sono 71 di cui:

      26 liberati scl (non so cosa vuol dire, immaginerei liberati con i propri mezzi)

      23 ritrovati per mezzo di vista e udito

      16 ritrovati a mezzo sondaggio

      3 per mezzo di cani da valanga

      3 per mezzo di arva

      ……

      se qualcuno ha dati migliori….

      Trovo incredibile che si possa ancora avere un minimo dubbio sull’utilità di PALA-ARVA-SONDA!!!!!!

      allora vi fornisco una nuova fonte di ‘convincimento’! (è in francese e per chi non lo saprà leggere, ci sono i grafici, sicuramente sufficienti ad aprirvi per bene gli occhi e spero anche la mente!)

      http://www.slf.ch/praevention/lawinenunfaelle/unfallstatistik/af_2008_12_03.pdf” class=”bbcode_url”>http://www.slf.ch/praevention/lawinenunfaelle/unfallstatistik/af_2008_12_03.pdf

      http://www.slf.ch/praevention/lawinenunfaelle/unfallstatistik/index_FR” class=”bbcode_url”>http://www.slf.ch/praevention/lawinenunfaelle/unfallstatistik/index_FR

    • #851560

      Al di là di ogni convinzione sull’utilità di APS (per me indispensabili, quanto meno gli AP), l’argomento che dovrebbe mettere tutti d’accordo (anche i pitocchi) è quello di non aggiungere rischio a tragedia e agevolare quanto meno il compito dei soccorritori. Vero che è stato detto già più volte, ma se fosse recepito non ci sarebbero più discussioni.

      Spero che scherzasse chi argomentava circa la possibilità di rifiutare il soccorso.

      E’ ovviamente un’impossibilità legale-organizzativa-giuridica.

      Il soccorso partirà sempre e se necessario, come è capitato più volte, opererà in condizioni di pericolo per giorni a cercare un travolto senza artva quando avrebbe potuto togliersela in pochi minuti, magari da bordo dell’elicottero, limitando l’esposizione al rischio.

      Quindi, se non altro per non far rischiare gli altri, e per un doveroso rispetto verso chi ci mette la pelle per tentare di salvare la nostra, almeno l’artva và messo.

      Legge o non legge.

      E chi ha un po’ di testa dovrebbe fare costante opera di propaganda e convinzione, superando le resistenze di chi magari se lo porta nello zaino e non lo indossa, di chi non lo compra perchè costa, di chi non lo mette perchè stringe, perchè tiene caldo, perchè poi tanto lo levo, perchè gli dà fastidio essere obbligato, perchè ama fare il bastiancontrario o di chi, dulcis in fundo, non lo mette perchè “tanto la gita è sicura…“.

    • #851561

      tsygs1 wrote:

      Al di là di ogni convinzione sull’utilità di APS (per me indispensabili, quanto meno gli AP), l’argomento che dovrebbe mettere tutti d’accordo (anche i pitocchi) è quello di non aggiungere rischio a tragedia e agevolare quanto meno il compito dei soccorritori. Vero che è stato detto già più volte, ma se fosse recepito non ci sarebbero più discussioni.

      Spero che scherzasse chi argomentava circa la possibilità di rifiutare il soccorso.

      E’ ovviamente un’impossibilità legale-organizzativa-giuridica.

      Il soccorso partirà sempre e se necessario, come è capitato più volte, opererà in condizioni di pericolo per giorni a cercare un travolto senza artva quando avrebbe potuto togliersela in pochi minuti, magari da bordo dell’elicottero, limitando l’esposizione al rischio.

      Quindi, se non altro per non far rischiare gli altri, e per un doveroso rispetto verso chi ci mette la pelle per tentare di salvare la nostra, almeno l’artva và messo.

      Legge o non legge.

      E chi ha un po’ di testa dovrebbe fare costante opera di propaganda e convinzione, superando le resistenze di chi magari se lo porta nello zaino e non lo indossa, di chi non lo compra perchè costa, di chi non lo mette perchè stringe, perchè tiene caldo, perchè poi tanto lo levo, perchè gli dà fastidio essere obbligato, perchè ama fare il bastiancontrario o di chi, dulcis in fundo, non lo mette perchè “tanto la gita è sicura…“.

      Semplicemente da quotare!

    • #851566

      tsygs1 wrote:

      Spero che scherzasse chi argomentava circa la possibilità di rifiutare il soccorso.

      certamente…

      era una provocazione

      e sono completamente d’accordo su tutto il resto

    • #851567

      tsygs1 wrote:

      Al di là di ogni convinzione sull’utilità di APS (per me indispensabili, quanto meno gli AP), l’argomento che dovrebbe mettere tutti d’accordo (anche i pitocchi) è quello di non aggiungere rischio a tragedia e agevolare quanto meno il compito dei soccorritori. Vero che è stato detto già più volte, ma se fosse recepito non ci sarebbero più discussioni.

      Spero che scherzasse chi argomentava circa la possibilità di rifiutare il soccorso.

      E’ ovviamente un’impossibilità legale-organizzativa-giuridica.

      Il soccorso partirà sempre e se necessario, come è capitato più volte, opererà in condizioni di pericolo per giorni a cercare un travolto senza artva quando avrebbe potuto togliersela in pochi minuti, magari da bordo dell’elicottero, limitando l’esposizione al rischio.

      Quindi, se non altro per non far rischiare gli altri, e per un doveroso rispetto verso chi ci mette la pelle per tentare di salvare la nostra, almeno l’artva và messo.

      Legge o non legge.

      E chi ha un po’ di testa dovrebbe fare costante opera di propaganda e convinzione, superando le resistenze di chi magari se lo porta nello zaino e non lo indossa, di chi non lo compra perchè costa, di chi non lo mette perchè stringe, perchè tiene caldo, perchè poi tanto lo levo, perchè gli dà fastidio essere obbligato, perchè ama fare il bastiancontrario o di chi, dulcis in fundo, non lo mette perchè “tanto la gita è sicura…“.

      D’ accordissimo su tutto.

      Continuo a chiedermi come si possa ancora, per risparmiare, rinunciare (e autoconvincersi che non serve) ad un ausilio tecnico che sicuramente non ti garantisce di salvare la pelle, ma qualche percentuale in più te la dà. E sinceramente (non conosco cifre sicure) io anche solo ad un 5-10% di possibilità in più si salvarmi non ci sputo sopra.

      D’ altronde c’ è gente che per risparmiare pochi soldi per un tubetto nuovo di colla si rovina la gita (e magari la rovina ai compagni) perché le pelli si staccano…e lo scrive pure su Gulliver 😮 😮 😮

    • #851578

      Bhe! dopo tutti queste oppinioni a confronto se deve essere ARVA ,ARVA sia! ma non per legge!ma per libera scelta. Però aggiungerei nel kit di sicurezza anche ramponi e picozza…nel caso si trovasse neve dura e ghiacciata come in questi giorni…servono molto ma molto più dell’ARVA a salvarti la pelle,uno scivolone di qualche centinaio di metri per un pendio anche moderato e sempre possibile… per esempio io in qualsiasi gita un paio d ramponi li ho sempre in fondo allo zaino non si sa mai…come potete vedere,anch’io non voglio rischiare, prendo sempre le mie precauzioni per la mia sicurezza,quindi ognuno prenda le sue,ma senza imporle! BUONE FESTE A TUTTI CON ARVA O SENZA ARVA!

    • #851579

      Sono molto sorpreso nel leggere alcuni dei suddetti commenti…… mi sembra di capire che attribuite alla vostra vita un valore inferiore a 250€…….poi non è così difficile imparare ad usare detti strumenti……fate dei corsi….fatevelo spiegare da amici……ma quando c’è di mezzo la vita io farei dei salti mortali……

      Premesso che non ho aspettato la legge per comperarmi questi strumenti che mi possono salvare la vita…..ho comperato negli anni ’80 il PIEPS ed ora ho l’ARVA…..

      Prima di tutto bisogna utilizzare la testa…….saper dire di no anche se si è quasi arrivati……quello che non si fa oggi si può fare domani, ecc.ecc.

      Purtroppo però ci sono dei pericoli oggettivi…….e se la tecnologia ci mette a disposizione degli strumenti che ci possono dare una mano a proteggersi anche da questi, perché dire di no?

      Ovviamente speriamo di non averne mai bisogno.

    • #851585

      Avevo detto che non scrivevo piu’ nulla su questo argomento,,,ma proprio non ci riesco..Primo..Io non ne faccio una questione di denaro,non sono i 250 euro che mi fermano dal comprare detti oggetti,,Secondo.posso anche essere daccordo che sono utili e in caso di incidente possono salvare la vita a qualcuno.Io ne faccio una questione di leggi,,e mai possibile che deve esserci qualcuno che sicuramente non capisce nulla di montagne che decide che obbligatoriamente io devo andare in giro con Artva ,pala e sonda? Oggi sono salito sulla punta Sarsassi,in valle Maira ,circa 15 cm di neve gelata,,sinceramnte che cosa ne faccio di tutte ste cose?..Un ultima cosa,,a tutti quelli che si sentono sconvolti se io la penso in modo diverso da loro…ma vogliamo guardare nelle nostre citta’ cosa succede? Anche li ci sono leggi,ma le cinture non le mette nessuno,tutti col cellulare in mano e potrei andare avanti….bosognerebbe guaradre anche un po’ piu’ vicino al nostro naso…Al professore di italiano…sicuramente avro’ fatto degli errori grammaticali,,ma spero che il concetto sia chiaro.Ciao a tutti e buone gite.

    • #851589

      ma vogliamo guardare nelle nostre citta’ cosa succede? Anche li ci sono leggi,ma le cinture non le mette nessuno,tutti col cellulare in mano e potrei andare avanti….

      Infatti se li beccano li multano(e fanno bene!)

    • #851591

      massimo66 wrote:

      Avevo detto che non scrivevo piu’ nulla su questo argomento,,,ma proprio non ci riesco..Primo..Io non ne faccio una questione di denaro,non sono i 250 euro che mi fermano dal comprare detti oggetti,,Secondo.posso anche essere daccordo che sono utili e in caso di incidente possono salvare la vita a qualcuno.Io ne faccio una questione di leggi,,e mai possibile che deve esserci qualcuno che sicuramente non capisce nulla di montagne che decide che obbligatoriamente io devo andare in giro con Artva ,pala e sonda? Oggi sono salito sulla punta Sarsassi,in valle Maira ,circa 15 cm di neve gelata,,sinceramnte che cosa ne faccio di tutte ste cose?..Un ultima cosa,,a tutti quelli che si sentono sconvolti se io la penso in modo diverso da loro…ma vogliamo guardare nelle nostre citta’ cosa succede? Anche li ci sono leggi,ma le cinture non le mette nessuno,tutti col cellulare in mano e potrei andare avanti….bosognerebbe guaradre anche un po’ piu’ vicino al nostro naso…Al professore di italiano…sicuramente avro’ fatto degli errori grammaticali,,ma spero che il concetto sia chiaro.Ciao a tutti e buone gite.


      Sono in tantissimi a pensarla come te, ma non fanno rumore.

      Tanti si stanno abituando al regime attuale e magari gli piace. Magari piacciono anche tutte le balle e cazzate sparate in perfetto italiano da chi ci governa.

      BUONA NEVE A TUTTI!!!!!!!!!!!!!!!!

    • #851854
    • #851860

      massimo66 wrote:

      Chi sa dirmi come e’ finita la storia dell’Arva e compagnia bella…hanno messo le multe o ancora no? Premesso che io ancora non ho comprato nulla e che la voglia di acquistare tali materiali e’ quasi a zero,,,,chi mi da un consiglio su cosa cercare Grazie a tutti….


      da ieri,martedi’ 11 gennaio la legge non è entrata in vigore,quindi non c’è nessun obbligo di acquisto.sono del parere che chiunque pratichi questi sport dovrebbe essere attrezzato con arva pala e sonda,ma quanti sono quelli che effettivamente sono in grado di utilizzare questi salvavita???

    • #851865

      troch wrote:

      da ieri,martedi’ 11 gennaio la legge non è entrata in vigore,quindi non c’è nessun obbligo di acquisto.sono del parere che chiunque pratichi questi sport dovrebbe essere attrezzato con arva pala e sonda,ma quanti sono quelli che effettivamente sono in grado di utilizzare questi salvavita???

      sai qualcosa di più preciso?

      tutta la legge, compresa la parte relativa alle motoslitte? gulp….avrei portato obbligatoriamente arva palasonda e quant’altro, pur di avere la parte sulle motoslitte approvata!!!!!!!

    • #851866

      annagarelli wrote:


      sai qualcosa di più preciso?

      tutta la legge, compresa la parte relativa alle motoslitte? gulp….avrei portato obbligatoriamente arva palasonda e quant’altro, pur di avere la parte sulle motoslitte approvata!!!!!!!

      non è stato attuato, che io sappia, solo l’articolo relativo all’escursionimo invernale. Il resto della complessa legge, che tocca la gestione (e finanziamento, vero obiettivo della legge regionale) dei comprensori sciistici, così come i bikepark, il cicloescursionismo, le motislitte, ecc., resta valido, e sono in via di definizione i vari regolamenti attuativi (ad esempio quello sul cicloescursionimo è in via di stesura).

      Ergo il divieto per le motoslitte dovrebbe essere in vigore. Ora però non ho il testo sotto mano per verificare se fossero già state predisposte sanzioni, organi competenti per il controllo,, ecc.

    • #851868

      Su lafiocavenmola

      http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/article.php?storyid=4325

      ho rintracciato un thread dove se ne parla, e rimanda a questo sito

      http://www.cainoviligure.it/documenti/deliberaartva2011.pdf

      dove c’e’ l’estratto della delibera incriminata.

    • #851870

      tsygs1 wrote:

      Su lafiocavenmola

      http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/article.php?storyid=4325

      ho rintracciato un thread dove se ne parla, e rimanda a questo sito

      http://www.cainoviligure.it/documenti/deliberaartva2011.pdf

      dove c’e’ l’estratto della delibera incriminata.

      già linkato tre posts fa.. ;-)

    • #851871

      @annagarelli:

      ho reperito la delibera del settembre scorso che attua l’articolo della legge regionale sulle motoslitte http://www.regione.piemonte.it/turismo/evidenza/dwd/atti_ind.pdf” class=”bbcode_url”>http://www.regione.piemonte.it/turismo/evidenza/dwd/atti_ind.pdf

      che possono solo circolare su percorsi stabiliti dai Comuni, che devono essere comunicatio e censiti dalla Regione, pena sanzioni pecuniare e fermo amministrativo del mezzo.

      Nella delibera comunque c’è scritto tutto.

    • #851879

      Salve.Per me l’aver pala arva e sonda,è oltre che indispensabile,anche utile…Quando si va in montagna d’inverno,occorre essere muniti di questi semplici attrezzi.L’averli nello zaino e l’arva sul torace,non vuol dire che se capita qualcosa,siamo salvi,ma è un elemento di sicurezza in più che la tecnologia odierna ci propone.Noi facciamo sci-alpinismo,ma da quando la mia compagna si è aggregata(e viene con le ciaspole),l’ho preso anche per lei,anche se i percorsi sono normalmente sicuri e super-percorsi.In più,ogni tanto facciamo dei test che dimostrano come 15 minuti passano molto in fretta!!!Quindi è bene avere questi “aggeggi” e saperli anche usare,altrimenti è inutile.Pensate alla valanga a Courmayer dell’altro giorno dove è morto un russo:ebbene,i suoi compagni l’hanno trovato molto velocemente,grazie all’arva,purtroppo lui era morto per le lesioni,ma questa è un’altra faccenda.Pensiamo anche alla piccola valanga che ha sfiorato un pistaiolo a Cervinia poichi giorni fa:questo significa che la sicurezza non esiste al 100%,quindi è bene essere prudenti.Inoltre,mi viene da dire: e se per caso sto facendo una gita iper sicura ed assisto ad un evento che coinvolge della gente,che faccio se non ho i mezzi giusti e per sfiga il cellulare non prende?Corro a valle a cercare aiuti?Mando segnali di fumo?Grido?No,certamente,uno cerca di intervenire a favore degli sventurati(che possono anche essere compagni di gita=nessuna distinzione).Se non ho la pala come scavo,a mani nude o con le moffole?Ecco che questi sono solo piccoli pensieri di uno che va in montagna da parecchio(ma che non vuole certamente anteporsi a nessuno),e che dovrebbero far riflettere.Purtroppo devo dissentire chi dice”pala arva e sonda non servono per dove vado io”.Allora uno che va in bicicletta al parco pubblico NON deve indossare il casco,tanto “è sicuro”….Ecco secondo me il pericolo cè anche nelle cose quotidiane che tutti noi sbrighiamo,figuriamoci quando uno va a fare una gita per spassarsela ed è rilassato.Buona montagna a tutti.

    • #851880

      mangiasalite wrote:

      Salve.Per me l’aver pala arva e sonda,è oltre che indispensabile,anche utile…Quando si va in montagna d’inverno,occorre essere muniti di questi semplici attrezzi.L’averli nello zaino e l’arva sul torace,non vuol dire che se capita qualcosa,siamo salvi,ma è un elemento di sicurezza in più che la tecnologia odierna ci propone.Noi facciamo sci-alpinismo,ma da quando la mia compagna si è aggregata(e viene con le ciaspole),l’ho preso anche per lei,anche se i percorsi sono normalmente sicuri e super-percorsi.In più,ogni tanto facciamo dei test che dimostrano come 15 minuti passano molto in fretta!!!Quindi è bene avere questi “aggeggi” e saperli anche usare,altrimenti è inutile.Pensate alla valanga a Courmayer dell’altro giorno dove è morto un russo:ebbene,i suoi compagni l’hanno trovato molto velocemente,grazie all’arva,purtroppo lui era morto per le lesioni,ma questa è un’altra faccenda.Pensiamo anche alla piccola valanga che ha sfiorato un pistaiolo a Cervinia poichi giorni fa:questo significa che la sicurezza non esiste al 100%,quindi è bene essere prudenti.Inoltre,mi viene da dire: e se per caso sto facendo una gita iper sicura ed assisto ad un evento che coinvolge della gente,che faccio se non ho i mezzi giusti e per sfiga il cellulare non prende?Corro a valle a cercare aiuti?Mando segnali di fumo?Grido?No,certamente,uno cerca di intervenire a favore degli sventurati(che possono anche essere compagni di gita=nessuna distinzione).Se non ho la pala come scavo,a mani nude o con le moffole?Ecco che questi sono solo piccoli pensieri di uno che va in montagna da parecchio(ma che non vuole certamente anteporsi a nessuno),e che dovrebbero far riflettere.Purtroppo devo dissentire chi dice”pala arva e sonda non servono per dove vado io”.Allora uno che va in bicicletta al parco pubblico NON deve indossare il casco,tanto “è sicuro”….Ecco secondo me il pericolo cè anche nelle cose quotidiane che tutti noi sbrighiamo,figuriamoci quando uno va a fare una gita per spassarsela ed è rilassato.Buona montagna a tutti.

      Come non quotare ed approvare…

    • #851882

      Per quanto anch’ io sia un sostenitore della necessita` di avere Pala, Sonda ed Artva ed ovviamente di saperli usare, vi informo che la Regione Piemonte ha deliberato che rende NON OBBLIGATORIO l’uso dell’artva su tutto il territorio regionale.

      A breve la Regione invierà agli enti preposti per il controllo (comuni,forestale,finanza,carabinieri,ecc..) una circolare per illustrare la delibera, che il CAI Piemonte inviera’ prontamente alle sezioni.

      Quindi piu’ nessuna multa come a me sembra giusto, ma ciononostante sono dell’ idea che per lo scialpinismo e per le ciaspole sia indispensabile avere l’ attrezzatura sopra citata ed imparare ad usarla. Ne va della propria vita!

      fonte informazione Gino Geninatti (presidente CAI Piemonte)

    • #852250

      rfausone wrote:

      Per quanto anch’ io sia un sostenitore della necessita` di avere Pala, Sonda ed Artva ed ovviamente di saperli usare, vi informo che la Regione Piemonte ha deliberato che rende NON OBBLIGATORIO l’uso dell’artva su tutto il territorio regionale.

      A breve la Regione invierà agli enti preposti per il controllo (comuni,forestale,finanza,carabinieri,ecc..) una circolare per illustrare la delibera, che il CAI Piemonte inviera’ prontamente alle sezioni.

      Quindi piu’ nessuna multa come a me sembra giusto, ma ciononostante sono dell’ idea che per lo scialpinismo e per le ciaspole sia indispensabile avere l’ attrezzatura sopra citata ed imparare ad usarla. Ne va della propria vita!

      fonte informazione Gino Geninatti (presidente CAI Piemonte)


      Capisco che il CAI debba rispondere così, non sono uno stupido sono vicino ai sessanta, amo e rispetto la montagna; ma la storia dell’arva NON mi convince. Quando ho fatto il corso CAI (anni fa) gli istruttori anno fatto la prova di ricerca Arva e, pur sapendo dove più o meno poteva essere nascosto e in condizioni ottime cioè quelle che non ci sono mai dopo una valanga, ci hanno messo una mezz’ora buona per trovarlo; quindi nonostante il personale esperto l’Arva era già morto.

      Il funzionamento dell’Arva è molto macchinoso e antiquato la tecnologia è ancora quella di 20 – 25 anni fa (quando non esistevano ancora i telefoni cellulari e GPS era una parola sconosciuta, non vorrei che fosse solo un alibi quello di dire che è necessario.

    • #852252

      Tonyfix wrote:


      Capisco che il CAI debba rispondere così, non sono uno stupido sono vicino ai sessanta, amo e rispetto la montagna; ma la storia dell’arva NON mi convince. Quando ho fatto il corso CAI (anni fa) gli istruttori anno fatto la prova di ricerca Arva e, pur sapendo dove più o meno poteva essere nascosto e in condizioni ottime cioè quelle che non ci sono mai dopo una valanga, ci hanno messo una mezz’ora buona per trovarlo; quindi nonostante il personale esperto l’Arva era già morto.

      Il funzionamento dell’Arva è molto macchinoso e antiquato la tecnologia è ancora quella di 20 – 25 anni fa (quando non esistevano ancora i telefoni cellulari e GPS era una parola sconosciuta, non vorrei che fosse solo un alibi quello di dire che è necessario.

      ??????????????

      Hai provato i nuovi digitali??????

      per metterci mezz’ora devi essere cieco, sordo e anche un po’ impedito…

      Li provi un paio di volte e sono a prova di stupido….

    • #852253

      ??????????????

      Hai provato i nuovi digitali??????

      per metterci mezz’ora devi essere cieco, sordo e anche un po’ impedito…

      Li provi un paio di volte e sono a prova di stupido….[/quote]

      Grazie del consiglio, ma il termine “impedito” lo giro agli istruttori CAI,

    • #852256

      …è oramai statisticamente provato e riprovato che il possesso e il corretto utilizzo degli strumenti di sicurezza incrementa in maniera esponenziale le possibilità di soccorso in caso di incidente…

      …in piu la tecnologia odierna fa passi da gigante migliorando gli attrezzi gia esistenti e apportando novità sicuramente utili (vd avalung e abs)…

      …probabilmente il problema dei giorni nostri è che per stabilire se una cosa è pericolosa o meno, necessaria o inutile, ricorriamo sempre meno all istinto di sopravvivenza ma abbiamo sempre piu bisogno di una legge…

      …”la legge è un riferimento per l’uomo intelligente, una regola per quello stupido”… non mi ricordo di chi fosse uesta citazione ma penso calzi abbastanza a pennello…

    • #852258

      Tonyfix wrote:

      ??????????????

      Hai provato i nuovi digitali??????

      per metterci mezz’ora devi essere cieco, sordo e anche un po’ impedito…

      Li provi un paio di volte e sono a prova di stupido….

      Grazie del consiglio, ma il termine “impedito” lo giro agli istruttori CAI,[/quote]

      se ci metti mezz’ora a trovare un “valangato” con i nuovi arva non ci sono scuse, o non sei capace ad usarlo, e allora è meglio che ti eserciti, o sei cieco, sordo e impedito, e allora non so cosa dire…

      Il distintivo da istruttore in se non significa nulla, ci sono istruttori buoni, meno buoni e impediti.

      Io ho iniziato ad andare in montagna quando ci trascinavamo dietro un cordino rosso con delle placchette metalliche con su una frecciolina che indicava la direzione e i metri di distanza dal capo e si sperava che in caso di valanga un pezzetto rimanesse visibile :? :?

      Non sono uno scialpinista, ma quando vado a fare cascate l’arva lo porto SEMPRE e almeno un paio di volte nell’arco della stagione mi esercito con gli amici a fare delle ricerche, e ti garantisco che i tempi di ritrovamento sono mooooooooolto sotto la mezz’ora… poi tra il trovare l’arva nascosto a trovare il tuo socio sotto la neve la differenza è notevole, io (per fortuna…) non ho mai avuto l’occasione di sperimentare la cosa, ma spero “nel caso” di riuscire a fare le cose come si deve…

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