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23/05/2011 alle 17:59 #835818
Emilio Comici intendeva l’arrampicata anche come una forma d’arte, vedendo in essa non soltanto un’estetica del gesto e del movimento, ma anche un oggetto frutto della “visione” e della creatività dell’apritore. A mio parere, l’alpinismo e l’arrampicata, almeno dal punto di vista eidetico, sono espressione di un sentimento individuale, che per ciascuno potrà identificare in un desiderio di elevazione o, in modo più “laico”, nel “sentimento di una meta” intesa come raggiungimento di una “fine”, sia essa la sommità di un masso, di una parete, di una montagna. Lo scalatore che “vede” e concretizza un passaggio boulder, una linea di arrampicata, o una via attraverso il versante di una montagna, vede in qualche modo un qualcosa che non c’è, o almeno non esiste come fatto compiuto. Gli dà dunque vita e lo materializza secondo la sua personale sensibilità. In tale azione rientrano la scelta dei punti di passaggio dell’itinerario, il tipo di protezione utilizzata, il nome che ad esso sarà attribuito. In pratica l’itinerario creato, è il frutto di una percezione, ossia di un’empatia che ciascuno di noi proietta sull’oggetto estetico, in questo caso la parete, la montagna, il sasso. Il risultato è di fatto un’opera creativa sulla quale abbiamo proiettato sensibilità estetica, etica personale, “visione”. lo stesso nome dato agli itinerari talvolta rispecchia risvolti introspettivi, oppure risponde alla nostra personale fantasia. Fatto ancora più importante e non trascurabile, proprio perchè tali sono le caratteristiche, l’oggetto della creazione risponde a un’azione nella maggior parte dei casi
gratuita !. La via di arrampicata è quindi a tutti gli effetti un’opera d’arte, la cui proprietà intellettuale, artistica e morale è di colui che l’apre e la concepisce. Questo fatto stimola una serie di riflessioni che riguardano legislatori poco accorti, “professionisti”, ma anche tutti noi, riattrezzatori o apritori, sportivi o trad climbers.
In quanto frutto della creatività personale, ciascuno di noi non può essere quindi scavalcato qualora una “messa a norma istituzionale” decidesse d’interessare ciò che già esiste. A livello etico-morale, ciò significherebbe la fine dell’essenza stessa dell’arrampicata-alpinismo che, almeno fino ad ora, è stata una libera espressione dell’essere umano. Voler ridurre un’espressione creativa a uno strumento meramente “sportivo” in cui rientrano logiche di mercato, denaro, divieti e regolamenti, significherebbe negare quel valore ontologico della nostra attività che da sempre supera i confini del semplice sport.
Questo fatto deve però indurre anche tutti noi, accomunati da questi valori e seppur diversificati nelle verie pieghe della pratica, ad alcune profonde riflessioni.
Il restauro di un’opera d’arte altrui, soprattutto se si tratta di “un’artista scomparso”, è spesso fatto giusto e buono per la salvaguardia della “memoria materiale”, ma dovrebbe tener conto del giusto compromesso tecnica-originalità. Il che significa mediare attraverso il buon senso tra la possibilità di bucare la roccia oppure no. E in questo, parlo dei riattrezzatori un pò più vecchi, la colpa ce l’abbiamo un pò tutti. Ma spetta a noi oggi acquisire una sensibilità diversa e fare all’occorrenza qualche passo indietro sulle “nostre azioni”. Se una via anche se in fessura è nata con gli spit, la sua schiodatura andrebbe quindi concordata con l’artista (se vivente) che l’ha creata, il quale ha usato “il tipo di pennello o scalpello e colore” che più rispondeva alla sua sensibilità. Se una o più vie in fessura rappresentano un caso unico per un luogo, lo si può convincere dell’importanza di mantenerle in un certo modo, ma schiodare di libero arbitrio è viceversa atto illecito. Significa intervenire sulla creatività e sui mezzi dell’artista. Liberare con i “propri mezzi” una via, significa interpretarne l’estetica secondo la propria sensibilità (capacità) ed è fatto oltre che lecito anche creativo. Cambiare tracciato a una via, cambiarne il nome, solo per rendere oggetti estetici preesistenti maggiormente estetici, è fatto artisticamente ed eticamente illecito. Se tra “artisti” o “amanti dell’arte” è possibile trovare delle covergenze in quanto animati pur nelle diversità da sensibilità comune, più difficile è il rapporto tra istituzione e artista, in quanto si perde uno dei valori fondamentali che è la gratuità del gesto.
A questo pensino bene coloro che intendono regolamentare l’espressione, impedendo magari all’artista stesso d’intervenire. Si ricordino della proprietà intellettuele, creativa e morale.
Ho aperto questo topic perchè in esso vedo la convergenza di varie tematiche che ultimamente hanno animato il forum e perchè sensibilizza a certe emergenze del momento.
Sarebbe bello che tutti quanti, sportclimbers, tradclimbers, boulderers, alpinisti, dimostrassimo di essere accomunati dallo stesso fuoco, magari contro chi vorrebbe spegnerlo.
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23/05/2011 alle 20:10 #853389
Miiiiiiiiiiiiiiiiiiiii ma stai diventando peggio di Paoloemme!!!! eppoi scusa “eidetico” nell’accezione husserliana o platonica 😮 …. eccheminchia!!!😆 😆 come si diceva na volta … pisa pi curt ca lè mej😆 😆 -
23/05/2011 alle 20:47 #853390ajax wrote:
Emilio Comici intendeva l’arrampicata ………………………….. fuoco, magari contro chi vorrebbe spegnerlo.
Ben detto.

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23/05/2011 alle 21:49 #853391bilalk wrote:
Miiiiiiiiiiiiiiiiiiiii ma stai diventando peggio di Paoloemme!!!! eppoi scusa “eidetico” nell’accezione husserliana o platonica
😮 …. eccheminchia!!!😆 😆 come si diceva na volta … pisa pi curt ca lè mej😆 😆 bravo bilalk, un contributo di classe, ma soprattutto utile
🙄 🙄 -
23/05/2011 alle 21:51 #853392ajax wrote:
bravo bilalk, un contributo di classe, ma soprattutto utile
🙄 🙄 ed è pure un simpaticone ….
🙄 -
24/05/2011 alle 15:28 #853395
cosa sigifica eidetico? -
25/05/2011 alle 06:51 #853398bilalk wrote:
“eidetico” nell’accezione husserliana o platonica?
Anche questo è un problema mica da poco! Si potrebbe dire che…😮 -
25/05/2011 alle 10:00 #853402ajax wrote:
bravo bilalk, un contributo di classe, ma soprattutto utile🙄 🙄
permaloso? scarso senso ironico? paraocchi? astio personale?insomma prova ad allargare i tuoi orizzonti e non rischiare di diventare come diceva qualcuno un “fallito”.
in ciò che ho scritto almeno due contributi ci sono e mi pare anche evidenti (magari non ti piace la forma ma ognuno è libero di esprimersisi come meglio crede) e si potrebbero riassumere così:
1 – nell’intervento che hai fatto manca la capacità di sintesi, lunghezza dell’intervento e occasione di essere letto sono inversamente proporzionali, a meno di essere capaci di scrivere in maniera accattivante e/o coinvolgente (Paoloemme docet).
2 – il linguaggio usato deve essere comprensibile da chiunque, quindi evitare termini eccessivamente ricercati (fare sfoggio delle proprie capacità linguististe in questo forum non ha proprio alcun senso e non porta alcun giovamento a nessuno) e nessuna prosopopea.
in conclusione: sintesi e linguaggio adatto!

con affetto, anche se ultimamente sto spettegolando di te con i miei amici in valle…
😆 😆 😆 -
25/05/2011 alle 12:49 #853405
caro bilalk, come molti altri, forse possiedi il dono di portare il discorso fuori tema a favore della polemica o della presunta ironia. Insisto, non dai e non hai dato nessun contributo sul tema se inizi e continui così. Poi vedi, quando si scherza o si prende per il culo sono in prima fila, ma se si stimola un argomento ci si aspetta qualche intervento pertinente. Nessun astio personale, ci mancherebbe, ma, in quanto a spettegolare, occhio, perché come ben sai ce ne sarebbe per tutti, o mi sbaglio?

Spero che oltre a spettegolare scaliate anche
😆 😆 con affetto, per carità….

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25/05/2011 alle 13:03 #853406
ajax, qual’è la definizione di arte che adotti e sotto la quale fai rientrare questa sorta di ‘estetica della scalata’? -
25/05/2011 alle 13:12 #853407
senza entrare in paradigmi filosofici troppo complessi, intendo l’arte semplicemente come prodotto dello spirito e quindi di un qualsivoglia sentimento -
25/05/2011 alle 13:17 #853408ajax wrote:
senza entrare in paradigmi filosofici troppo complessi, intendo l’arte semplicemente come prodotto dello spirito e quindi di un qualsivoglia sentimento
quindi tutto può essere arte…e la categoria diventa così ampia tanto da accogliere in sé ogni cosa e perdere di conseguenza significato….quindi il tuo discorso lascia un po’ il tempo che trova…
…senza offesa…
ps: negli ultimi 50anni in ambito analitico si è sviluppato un intenso dibattito in merito…ci sono anche interessanti pubblicazioni di sintesi a riguardo…potresti dare una lettura visto che ami voli pindarici, e per farli però ci vanno ali buone!
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25/05/2011 alle 13:22 #853409
suvvia bucaneve! mi pare fin troppo chiaro che non può essere così… se ti capita leggi Mazzotti oppure Dalla Porta Xydias: con le dovute differenziazioni di pensiero, quello è ciò che intendo come arte.
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25/05/2011 alle 13:30 #853410
perché non è così, scusa? -
25/05/2011 alle 14:12 #853411
michelangelo e leonardo da vinci si stanno rivoltando nella tomba….respirate meno bostik,e la magnesite dalle dita dovete soffiarla,non inalarla -
25/05/2011 alle 14:19 #853414gattonero wrote:
michelangelo e leonardo da vinci si stanno rivoltando nella tomba….respirate meno bostik,e la magnesite dalle dita dovete soffiarla,non inalarla
mica solo loro, sai??!!
😆 😆 😆 -
25/05/2011 alle 14:25 #853415
E’ innegabile che fin dalle sue origini, l’alpinismo abbia risposto a un’innato desiderio dell’uomo di elevarsi, o se vuoi a un sentimento. Addirittura l’umanesimo alpino e l’illuminismo hanno celato dietro la scusa scientifica il “sentimento” e, persino Mummery, nella sua devozione alla montagna che gli fu fatale, dimostrò sentimento e ideale.
Non si può in alcun modo definire semplice sport l’alpinismo, certo, lo è anche, ma nessun altro sport ha prodotto in due secoli così tanta arte,letteratura, poesia, pittura. E, questo fatto innegabile, perché secondo te?. Il sentimento, la contemplazione, il rischio (che stimola domande di tipo metafisico, soprattutto per la gratuità dell’azione), producono esternazione che si può esprimere attraverso varie espressioni.
Dunque una via, se risponde all’interiorità dell’individuo, a un sentimento della meta, ed è frutto della sua visione creativa, è una forma d’arte. Nessuno mette in dubbio che un Cozzolino al Mangart, una Comici alla Lavaredo, la Via dell’ideale sulla sud della Marmolada siano opere d’arte. Se una via, anche modesta, risponde però alla creatività dell’apritore e cela magari una visione sentimentale, beh, può essere una forma d’arte eccome.
Potrei tornare indietro alla “filosofia dell’altipiano”, al Nuovo Mattino, alle Antiche Sere…
Ma da sempre vi è chi si batte per sostenere il valore spirituale e idealistico dell’alpinismo, per un sentimento della vetta-meta.
Recentemente per ribadire questo fatto, cioè che l’alpinismo é ben più che uno sport, abbiamo firmato un manifesto a Cortina d’Ampezzo, e questo è un’impegno che va avanti dal lontano 1929, quando lo sport fascista impose all’alpinismo di svestirsi del suo contenuto spirituale-ideale.
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25/05/2011 alle 14:29 #853416gattonero wrote:
michelangelo e leonardo da vinci si stanno rivoltando nella tomba….respirate meno bostik,e la magnesite dalle dita dovete soffiarla,non inalarla
gattonero, e tu occhio a non farti stirare da una macchina


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25/05/2011 alle 14:31 #853417gattonero wrote:
michelangelo e leonardo da vinci si stanno rivoltando nella tomba….respirate meno bostik,e la magnesite dalle dita dovete soffiarla,non inalarla
😆 😆 😆 visto la piega che sta prendendo il discorso e dove ci porta se si parte maluccio?? a questo caro Ajax mi riferivo nelle mie critiche….
quindi provo adesso a sintetizzare e razionalizzare il discorso:
punto 1 – ritenete possibile considerare l’apertura di una nuova via (falesia o montagna) paragonabile ad una opera artistica?
punto 2 – se la risposta al punto 1 è si, visto il vento che tira (vedi Dura lex) come sarebbe meglio comportarsi?
punto 3 – non sarebbe meglio se coloro che frequentano la montagna trovassero un punto di incontro per frenare questa voglia di legiferare che snaturerebbe forse tutto l’ambiente?
spero di aver riassunto in modo sufficiente l’argomento, almeno per quello che ho capito (sono un po’ tonto lo ammetto) nel primo messaggio.
Ajax ci ho azzeccato?
😯 -
25/05/2011 alle 14:35 #853418ajax wrote:
E’ innegabile che fin dalle sue origini, l’alpinismo abbia risposto a un’innato desiderio dell’uomo di elevarsi, o se vuoi a un sentimento.
Addirittura l’umanesimo alpino e l’illuminismo hanno celato dietro la scusa scientifica il “sentimento” e, persino Mummery, nella sua devozione alla montagna che gli fu fatale, dimostrò sentimento e ideale.
Non si può in alcun modo definire semplice sport l’alpinismo, certo, lo è anche, ma nessun altro sport ha prodotto in due secoli così tanta arte,letteratura, poesia, pittura. E, questo fatto innegabile, perché secondo te?. Il sentimento, la contemplazione, il rischio (che stimola domande di tipo metafisico, soprattutto per la gratuità dell’azione), producono esternazione che si può esprimere attraverso varie espressioni.
Dunque una via, se risponde all’interiorità dell’individuo, a un sentimento della meta, ed è frutto della sua visione creativa, è una forma d’arte. Nessuno mette in dubbio che un Cozzolino al Mangart, una Comici alla Lavaredo, la Via dell’ideale sulla sud della Marmolada siano opere d’arte. Se una via, anche modesta, risponde però alla creatività dell’apritore e cela magari una visione sentimentale, beh, può essere una forma d’arte eccome.
Potrei tornare indietro alla “filosofia dell’altipiano”, al Nuovo Mattino, alle Antiche Sere…
Ma da sempre vi è chi si batte per sostenere il valore spirituale e idealistico dell’alpinismo, per un sentimento della vetta-meta.
Recentemente per ribadire questo fatto, cioè che l’alpinismo é ben più che uno sport, abbiamo firmato un manifesto a Cortina d’Ampezzo, e questo è un’impegno che va avanti dal lontano 1929, quando lo sport fascista impose all’alpinismo di svestirsi del suo contenuto spirituale-ideale.
è tutto condivisibile, compreso il tuo primo post….salvo il considerare l’alpinismo una forma d’arte….non è sufficiente una componente creativa e la presenza di ‘sentimento’ per fare qualcosa ‘arte’…è proprio il tuo presupposto superficiale ed errato, in quanto da per scontata una definizione di arte che tale non è…

che poi l’alpinismo, in tutte le sue forme, sia fatto a piedi che in sci che in mtb o che so io implichi un atto creativo, sia qualcosa di più di uno sport, implicando per molti (forse non per le ‘tutine’ tout court) una forte componente spirituale ed emotiva, è fatto innegabile, ed è proprio il valore aggiunto che ha questo ‘sport’ rispetto ad altri..
…ma per favore non c’è bisogno di assimilarlo all’arte per porre l’attenzioone sui ‘rischi’ che si corrono nel modificare o ripristinare una via, un sentiero, ecc.
che il processo creativo sia analogo a quello che porta alcuni artisti (per molti artisti pop o di street art questo non vale ad es.) alla creazione della propria opera (e la beachart ancora?) non vuol dire che si possa ridurre la scalata ad arte, e viceversa…
è un grossolano errore ontologico..

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25/05/2011 alle 14:35 #853419bilalk wrote:
😆 😆 😆 visto la piega che sta prendendo il discorso e dove ci porta se si parte maluccio?? a questo caro Ajax mi riferivo nelle mie critiche….
quindi provo adesso a sintetizzare e razionalizzare il discorso:
punto 1 – ritenete possibile considerare l’apertura di una nuova via (falesia o montagna) paragonabile ad una opera artistica?
punto 2 – se la risposta al punto 1 è si, visto il vento che tira (vedi Dura lex) come sarebbe meglio comportarsi?
punto 3 – non sarebbe meglio se coloro che frequentano la montagna trovassero un punto di incontro per frenare questa voglia di legiferare che snaturerebbe forse tutto l’ambiente?
spero di aver riassunto in modo sufficiente l’argomento, almeno per quello che ho capito (sono un po’ tonto lo ammetto) nel primo messaggio.
Ajax ci ho azzeccato?
😯 ohhh, bravo bilalk ci hai azzeccato in pieno….
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25/05/2011 alle 14:47 #853421ajax wrote:
senza entrare in paradigmi filosofici troppo complessi, intendo l’arte semplicemente come prodotto dello spirito e quindi di un qualsivoglia sentimento

[img]http://www.studiogetto.com/varie/mostra.jpg [/img] 




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25/05/2011 alle 15:04 #853424
grande Caio (artista poliedrico) … mi mancavi …. 😆 😆 😆 😆 , ma se non ci fossimo noi qui alle volte a straparlare un po’… col cavolo che riusciresti a fare vignette!!!😆 😆 a quando la raccolta per il vol2?
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26/05/2011 alle 16:56 #853436
mi sembra sbagliato circoscrivere il concetto di arte.. la si può percepire o meno a seconda della propria sensibilità o cultura in quel determinato ambito. in ambito alpinistico io ce ne vedo parecchia.
il rischio é che se chi avrà il potere di legiferare non avrà cultura e sensibilità alpinistica rischieremo di ritrovarci la gioconda coi baffi, i caravaggio schiariti, il partenone verde pistacchio.
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26/05/2011 alle 17:14 #853440trevor wrote:
mi sembra sbagliato circoscrivere il concetto di arte.. la si può percepire o meno a seconda della propria sensibilità o cultura in quel determinato ambito.
in ambito alpinistico io ce ne vedo parecchia.
il rischio é che se chi avrà il potere di legiferare non avrà cultura e sensibilità alpinistica rischieremo di ritrovarci la gioconda coi baffi, i caravaggio schiariti, il partenone verde pistacchio.
parole sante trevor, il fatto di considerare una via come espressione artistica o creativa forse non sarà sufficiente per preservarne le caratteristiche concepite dall’apritore, ma è una delle poche armi di concetto che abbiamo da mettere sul tavolo di future discussioni, per evitare che chiunque possa mettervi mano. Questo intendevo per proprietà “artistica e intellettuale” e, se ci si pensa bene, questo fatto apre anche a una sensibilità diversa nei riattrezzamenti non necessariamente istituzionali o professionali.
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26/05/2011 alle 21:45 #853443
allora se è arte posso aprire una via al colosseo o spittare al louvre…… -
26/05/2011 alle 22:34 #853444ajax wrote:
parole sante trevor, il fatto di considerare una via come espressione artistica o creativa forse non sarà sufficiente per preservarne le caratteristiche concepite dall’apritore, ma è una delle poche armi di concetto che abbiamo da mettere sul tavolo di future discussioni, per evitare che chiunque possa mettervi mano. Questo intendevo per proprietà “artistica e intellettuale” e, se ci si pensa bene, questo fatto apre anche a una sensibilità diversa nei riattrezzamenti non necessariamente istituzionali o professionali.
L’alpinismo non è solo uno sport, è prima di tutto un sentimento.Non lo so se sia proprio giusto parlare di arte (anche se in certi casi mi è venuto da pensarlo..), ma per un semplice fatto oggettivo: qui l’uomo deve rendersi conto di non aver creato proprio nulla. Tutto era già li, da millenni.
La cosa più affascinante, è il fatto che l’uomo, un uomo, l’abbia vista, ha visto la linea, si è accorto di una cosa che era li, da sempre, ma che incredibilmente sa suscitare in noi il caldo .. sentimento.
Questo vale per i vari stili di scalata, ed è proprio per questo che è giusto fare si che si preservino anche stili come il “trad”, e si porti rispetto all’uomo, quell’uomo, che ha interpretato quella pagina “scritta sulla roccia”.
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27/05/2011 alle 07:10 #853446
… ovvio che se si prende il termine “arte” nella sua accezione piu’ sublime fa sorridere pensare di incolonnare, sotto lo stesso termine, un’opera artistica vera e propria e una linea di scalata. Piu’ verosimilmente io penso che l’arrampicata (con tutte le sue diversita’) sia, da sempre, una forma di libera espressione. Spontanea, multicolore e con mille sfumature. Oggi c’e’ il forte rischio che ci tolgano la tavolozza dei colori e che altri, per noi, decidano quali tonalita’ usare.
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27/05/2011 alle 07:34 #853447caiojet wrote:
… ovvio che se si prende il termine “arte” nella sua accezione piu’ sublime fa sorridere pensare di incolonnare, sotto lo stesso termine, un’opera artistica vera e propria e una linea di scalata. Piu’ verosimilmente io penso che l’arrampicata (con tutte le sue diversita’) sia, da sempre, una forma di libera espressione. Spontanea, multicolore e con mille sfumature.
Oggi c’e’ il forte rischio che ci tolgano la tavolozza dei colori e che altri, per noi, decidano quali tonalita’ usare.
questo mi piace!

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27/05/2011 alle 08:25 #853448
…scusate ma non ce la faccio a tenere a freno i pennarelli… 

[img]http://www.studiogetto.com/varie/scolpita.jpg [/img] 
[img]http://www.studiogetto.com/varie/artisti.jpg [/img] 
[img]http://www.studiogetto.com/varie/fontana.jpg [/img] -
27/05/2011 alle 08:46 #853449
😆 😆 😆 bellissima la seconda!!! -
27/05/2011 alle 09:28 #853450
bravo cajo!
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