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    • #836952
    • #866415
      ptbello
      Amministratore del forum

        Questa volta sono coinvolti due persone, che oltre ad essere miei amici, erano particolarmente vicine a gulliver e in particolare Daniele, per noi gulliveriani danivottero, di cui non avremo più modo di leggere le belle relazioni delle sue gite e delle sue scoperte.

        Un attimo di silenzio ed un abbraccio a tutti coloro cui Daniele non potrà più trasmettere quell’entusiasmo per le cose che amava.

        alberto

      • #866417

        Non ci sono “ parole giuste” per parlare di un amico che muore in montagna.

        E a tutti noi pare ancora incredibile che sia successo.

        Fabrizio è stato travolto da una valanga nel canale della Lourousa in Val Gesso. Con lui è morto un altro ragazzo, Daniele, e sono rimasti feriti altri scialpinisti.

        Ogni parola può risultare stonata ma a volte lo è anche il silenzio.

        Fabrizio amava la sua Val di Susa e in particolare Chiomonte, il paese delle sue radici, e Caprie dove viveva da alcuni anni; a volte parlava un dialetto , per noi incomprensibile, con cui riusciva, per le affinità con l’Occitano, a dialogare in giro per le vallate alpine.

        Era fortemente coinvolto sia nello scialpinismo sia nella mountain bike; non era sprovveduto anzi ci dava sicurezza negli itinerari più difficili.

        Ed abbiamo condiviso, in questi anni, la montagna e altri momenti con i nostri figli.

        Era, e lo leggevi sulla sua maglietta da mountain bike, un valsusino NO TAV .

        Era uno di noi: importante per tutti quelli che lo hanno conosciuto, insostituibile per i suoi cari e per chi lo ha amato.

        Ai familiari e agli amici di Daniele la nostra totale vicinanza.

        Giovanni

      • #866418

        R.I.P……………

      • #866421

        quando muore un amico non ci sono parole ma solo emozioni

        ma chi ha avuto la fortuna di essere solo spettatore ha il dovere morale di imparare

        perchè in tutto quello che facciamo esiste un limite oltre il quale non si può mai andare

        R.I.P.

      • #866423

        Sono morti degli amici dei conoscenti in montagna in questi giorni. Fabrizio ci ero giusto andato insieme dieci giorni fa ad un canale a punta venezia ed ero contento di aver scovato un nuovo amico che abitava vicino a me con cui condividere le gite in sci e non solo. Non ho avuto tempo di conoscerlo di più. Vorrei che almeno qui non si usasse il momento della morte per dare lezioni o fare del moralismo. Nessuno lo fa quando qualcuno muore per un incidente in macchina, andare in montagna è altrettanto importante nella vita di ciascuno di noi quanto andare al lavoro o in vacanza, uscire la sera o fare la spesa. Tutti sappiamo che ci sono dei limiti e tutti possiamo imparare ma nessuno fa moralismi sugli incidenti in tangenziale a meno che non siano le stragi del sabato sera. Impariamo anche noi a considerare la morte come parte della vita. L’assenza di qualcuno ha bisogno di comprensione, di abbracci di silenzio e di sguardi, di poter continuare a vivere senza un pezzo di relazioni di vita di ricordi di cose che si volevano fare vivere insieme. La morte non ha bisogno di lezioncine. a meno che qualcuno in fondo non pensi che rischiare di morire per fare un cosa che ti piace e non un dovere come andare al lavoro sia in fondo meno giustificabile. A meno che qualcuno in fondo non pensi che potevi evitare che dovevi restare a casa. In realtà in molti casi sappiamo benissimo che sarebbe potuto capitare la stessa cosa a noi. Io al lourousa con fabrizio, con chiara con daniele e gli altri ci sarei andato solo che domenica lavoravo e anzi a saperlo mi dispiaceva pure che ci andassero senza di me, perchè le condizioni erano buone e sarebbe stata un bella gita come quella di settimana scorsa. La morte ci insegna solo a viverci insieme e a ricordarcelo per poter vivere meglio.. Riconoscere il nostro limite ci insegna a ricordare che la vita va usata bene a stare bene cono noi stessi e con gli altri, a non distruggere noi stessi e il mondo. E quando arriva prima di quello che ci aspettavamo, bisogna occuparsi di chi resta, che ha bisogno di coccole e di comprensione non di morale. Ha bisogno di ascolto e di aiuto. Spero che il nostro forum cosi come è stato purtroppo anche altre volte sappia essere quella grande comunità che è stato capace di essere anche in passato. Un abbraccio a chiunque conoscesse chi anche solo di nome le persone che non ci sono più.

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