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02/03/2010 alle 16:25 #835400
Signori… a tutti noi le debite conclusioni…Legge regionale 18 febbraio 2010, n. 12.
Recupero e valorizzazione del patrimonio escursionistico del Piemonte.[…]
Art. 1.
(Oggetto)
1. La Regione Piemonte, nell’ambito degli indirizzi definiti dalla legislazione
comunitaria e nazionale, in attuazione degli articoli 4, 5, 6, 7, 8 dello Statuto disciplina
e promuove il recupero, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio
escursionistico regionale, anche al fine di sviluppare il turismo sostenibile.
Art. 2.
(Finalità)
1. La Regione si propone in particolare di:
a) programmare e pianificare gli interventi di conservazione e valorizzazione del
patrimonio escursionistico regionale;
[…]
Art. 3.
(Definizioni)
[…]
d) arrampicata su roccia: attività che prevede la scalata di formazioni rocciose
effettuata cercando di ridurre al minimo l’ausilio di mezzi artificiali;
[…]
Art. 6.
(Rete regionale)
1. L’inserimento di nuovi percorsi ovvero di nuovi siti nella rete regionale è subordinato
al parere favorevole della Consulta regionale per il patrimonio escursionistico tenuto
conto della pianificazione in atto.
2. I percorsi escursionistici, le vie ferrate ed i siti di arrampicata ricompresi nella rete
regionale sono considerati di interesse pubblico.
[…]
Art. 10.
(Soggetti competenti ai fini della gestione tecnica dei settori)
1. I soggetti competenti ai fini della gestione tecnica dei settori sono la Regione
Piemonte, per i settori che coincidono in tutto o in parte con proprietà regionali, le
province, le comunità montane, le comunità collinari, le unioni di comuni ed i comuni
per i territori non compresi in una forma associativa, gli enti di gestione delle aree
protette.
[…]
Art. 11.
(Vie ferrate e siti di arrampicata)
1. La progettazione, la realizzazione, la segnaletica e la manutenzione delle vie ferrate e
dei siti di arrampicata sono di competenza dei comuni territorialmente interessati,
sentita la Consulta provinciale.
[…]
Art. 16.
(Divieti)1. È fatto divieto a chiunque di alterare o modificare lo stato di fatto dei percorsiescursionistici, delle vie ferrate e dei siti di arrampicata inseriti nella rete regionale […]
2. Ove le esigenze di modifica di destinazione d’uso sorgano a seguito di interventi
progettati dai comuni, ogni variazione deve essere preventivamente comunicata alla
provincia territorialmente competente, ai fini dell’aggiornamento della rete provinciale.
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02/03/2010 alle 16:36 #846537massimino77 wrote:
Art. 16.
(Divieti)1. È fatto divieto a chiunque di alterare o modificare lo stato di fatto dei percorsiescursionistici, delle vie ferrate e dei siti di arrampicata inseriti nella rete regionale […]
2. Ove le esigenze di modifica di destinazione d’uso sorgano a seguito di interventi
progettati dai comuni, ogni variazione deve essere preventivamente comunicata alla
provincia territorialmente competente, ai fini dell’aggiornamento della rete provinciale.
mi pare ovvio e normale…Se un ente spende soldi per riattrezzare o attrezzare un sito di arrampicata (stile anticaprie o rocca penna in val susa)poi giustamente pretende che il materiale non venga rimosso o danneggiato… mi pare il minimo…
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02/03/2010 alle 17:09 #846538
direi ovvio.. quoto pittolo.. tutto poi dipenderà dall’art. 6 cioè dalla consula he decidere quali siti fanno parte della rete.. quali percorsi e quali siti di arrampicata.. non credo che metteranno molti perchè se poi c’è qualcuno che ha la responsabiltià della manutenzione rischia anche di essere attaccabile per gli eventuali infortuni.. ci sarnno quei luoghi tipo caprie dove è verosimile fare una manutenzione a carico del comune o della regione.. chiaro che a quel punto chi va schiodare a caprie potrebbe rischiare una multa.. e in effetti il ragionamento non fa una grinza.. sempre che il terreno della falesia sia pubblico ( demaniale ) altrimnti credo ( ma correggetemi ) sono cavoli di chi a ha il terreno dove sorge il sito e li la regione non può imporre nulla.. -
02/03/2010 alle 17:15 #846540pastore wrote:
direi ovvio.. quoto pittolo.. tutto poi dipenderà dall’art. 6 cioè dalla consula he decidere quali siti fanno parte della rete.. quali percorsi e quali siti di arrampicata.. non credo che metteranno molti perchè se poi c’è qualcuno che ha la responsabiltià della manutenzione rischia anche di essere attaccabile per gli eventuali infortuni.. ci sarnno quei luoghi tipo caprie dove è verosimile fare una manutenzione a carico del comune o della regione.. chiaro che a quel punto chi va schiodare a caprie potrebbe rischiare una multa.. e in effetti il ragionamento non fa una grinza.. sempre che il terreno della falesia sia pubblico ( demaniale ) altrimnti credo ( ma correggetemi ) sono cavoli di chi a ha il terreno dove sorge il sito e li la regione non può imporre nulla..
Mah… il proprietario del terreno può vietare l’accesso in qualsiasi momento, e pertanto se l’ente interessato vuole investire denaro dovrà esere siglata una convenzione(come già avviene in Francia con la FFME) tra proprietario e il comune(o chi per esso).
In caso di investimenti pubblici ho paura che il rischio sia ben più grave di una multa… non parliamo poi del caso in cui il danneggiamento del materiale causi incidenti…
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03/03/2010 alle 21:13 #846547pittolo wrote:
Sarebbe troppo pretendere che valga il “poi giustamente pretende” se invece di un ente è un privato a mettere il materiale?😮 -
04/03/2010 alle 07:49 #846549giagio wrote:
Sarebbe troppo pretendere che valga il “poi giustamente pretende” se invece di un ente è un privato a mettere il materiale?😮 …Con me sfondi una porta aperta… con altri non so…
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04/03/2010 alle 21:08 #846558
Art. 3. (Definizioni)
[…]
d) arrampicata su roccia: attività che prevede la scalata di formazioni rocciose
effettuata cercando di ridurre al minimo l’ausilio di mezzi artificiali;
[…]
😮 😮 😮 😮 Sarà interessante vedere come il politico, sindaco o ente di turno, interpreterà questo articolo…
Certi amministratori nelle valli non sanno neanche i nomi delle montagne che hanno sulla testa…
Sarà bello inoltre vedere qualche sito di arrampicata “storico” (che magari ho scoperto io) diventare di colpo oggetto delle attenzioni di sindaci, cai, guide alpine ecc…. sarà bello vedere che, nel caos generale in materia di etica regnante del nostro mondo arrampicatorio, qualcuno che non ha mai toccato la roccia decida le future fortune (o sfortune) di un affioramento che fino all’altro ieri riteneva insignificante (in quanto non aveva coscienza di esso quale risorsa turistica).
Già mi vedo spit proliferare sulle fessure che avevo lasciato clean, o spit sparire dove li avevo messi…
Ci saranno siti di serie A e siti di serie B a insindacabile giudizio di “professionisti” o di incompetenti, che magari non interpellerannno neanche gli scalatori locali o gli autori delle vie. Il lungo parto della “nuova consapevolezza etica” che da tempo ci propiniamo su questi forum, sarà talmente lento e travagliato (anche per causa nostra che ci parliamo addosso, ci scanniamo e poco concludiamo..), che ci ritroveremo magari pareti (il cui (ri)attrezzamento non ci ha fatto dormire la notte..) trasformate da altri in rocciodromi a uso e consumo dell’utente plaisir.
L’ennesima legge ci avrà tolto ancora un pò di libertà e per citare Battimelli , un bidello con un grembiule grigio uscirà da dietro la parete agitando un campanaccio e urlando “ragazzi… la ri-creazione è finita!”
🙄 🙄 😮 😮 😥 -
05/03/2010 alle 13:04 #846570ajax wrote:
Art. 3.
(Definizioni)
[…]
d) arrampicata su roccia: attività che prevede la scalata di formazioni rocciose
effettuata cercando di ridurre al minimo l’ausilio di mezzi artificiali;
[…]
😮 😮 😮 😮 Sarà interessante vedere come il politico, sindaco o ente di turno, interpreterà questo articolo…
Certi amministratori nelle valli non sanno neanche i nomi delle montagne che hanno sulla testa…
Sarà bello inoltre vedere qualche sito di arrampicata “storico” (che magari ho scoperto io) diventare di colpo oggetto delle attenzioni di sindaci, cai, guide alpine ecc…. sarà bello vedere che, nel caos generale in materia di etica regnante del nostro mondo arrampicatorio, qualcuno che non ha mai toccato la roccia decida le future fortune (o sfortune) di un affioramento che fino all’altro ieri riteneva insignificante (in quanto non aveva coscienza di esso quale risorsa turistica).
Già mi vedo spit proliferare sulle fessure che avevo lasciato clean, o spit sparire dove li avevo messi…
Ci saranno siti di serie A e siti di serie B a insindacabile giudizio di “professionisti” o di incompetenti, che magari non interpellerannno neanche gli scalatori locali o gli autori delle vie. Il lungo parto della “nuova consapevolezza etica” che da tempo ci propiniamo su questi forum, sarà talmente lento e travagliato (anche per causa nostra che ci parliamo addosso, ci scanniamo e poco concludiamo..), che ci ritroveremo magari pareti (il cui (ri)attrezzamento non ci ha fatto dormire la notte..) trasformate da altri in rocciodromi a uso e consumo dell’utente plaisir.
L’ennesima legge ci avrà tolto ancora un pò di libertà e per citare Battimelli , un bidello con un grembiule grigio uscirà da dietro la parete agitando un campanaccio e urlando “ragazzi… la ri-creazione è finita!”
🙄 🙄 😮 😮 😥 Questo era un nodo che prima o poi doveva venire al pettine… chi si occupa della gestione del materiale in parete?
Bisogna prima di tutto chiarire che in Italia la proprietà o è privata(di singoli, enti, organizzazioni o altro) o è demaniale(perciò pubblica), e la gestione del bene è demandata ai titolari del diritto di proprietà, perciò se una bene(mobile o immobile) è privato se ne occuperà il privato, e se demaniale il compito spetta all’amministrazione oggetto del diritto(comune, provinca regione…)…
le pareti di roccia rientrano in una delle due fattispecie, così come tutte le altre cose…
Perciò se la parete è privata sarà il privato a gestirla(lasciandone libero l’accesso, chiodandola in proprio o chiudendola) e se è demaniale sarà l’ente a occuparsene(con le stesse opzioni riservate ai privati).
L’unica strada da seguire per poter avere voce in capitolo nella ri-attrezzature dei siti di arrampicata è quella (
😮 😮 😮 😥 😥 😥 ) dell’associazionismo…stile FFME francese… oppure in alternativa AGAI, che sono gli unici professionisti riconosciuti in Italia(attualmente)Se un comune decide di riattrezzare una parete… attualmente l’unica cosa che si puo fare è protestare a titolo personale… una volta fatto il lavoro occhio a toccare il materiale… possono essere cazzi amarissimi…
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