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09/03/2016 alle 18:14 #837484
In Patagonia lo scalatore David Bacci ripete dopo 40 anni la via dei ragni sulla est del Fitz Roy. E’ arrivato fin lì usando solo abbigliamento outdoor senza PFC. Non c’è bisogno di queste sostanze pericolose per raggiungere le vette più impegnative! Detox Outdoor! Vedi qui: http://detox-outdoor.org/it-IT/http://detox-outdoor.org/it-IT/” class=”bbcode_url”> -
10/03/2016 alle 08:42 #869192
Scusa dal sito che hai citato. “I PFC non sono noti per generare problemi di salute se al contatto con la pelle e non esistono, fino ad ora, prove dirette legate ai rischi per la salute generate dall indossare abiti contenenti PFC.”
Se parliamo di sostanze sicuramente cancerogene una è l’alcool. Lo vogliamo mettere al bando?
Dal sito dell’airc
“Lo IARC, che si occupa anche della valutazione degli effetti degli agenti chimici e fisici sul rischio di cancro, ha infatti classificato l’alcol come agente cancerogeno fin dal 1988. L’alcol è stato inserito nel gruppo 1, vale a dire quello in cui sono comprese le sostanze per cui esistono sufficienti prove scientifiche della loro capacità di influenzare l’insorgenza dei tumori. Da allora sempre più ricerche hanno chiarito il legame tra alcol e numerose forme tumorali: quello della bocca, della faringe, dell’esofago, della laringe, del seno, del colon, del fegato, del pancreas.”
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11/03/2016 alle 17:11 #869196
citazione per citazione: “Ricerche recenti hanno dimostrato che alcuni PFC possono avere effetti negativi sul sistema riproduttivo e ormonale e favorire l’insorgenza di tumori.
Il PFOA (un PFC a catena lunga) è considerato un potenziale cancerogeno per l’uomo; test di laboratorio hanno evidenziato che questo composto può causare l’insorgenza di tumori al fegato, pancreas, ai testicoli e alle ghiandole mammarie. Altri PFC a catena lunga come il PFOS sono noti per causare il cancro al fegato e alla tiroide nei ratti Alcuni PFC possono causare altre patologie negli animali, come ad esempio problemi al fegato e ai reni o problemi riproduttivi. L’emivita (il tempo necessario ad espellere metà della concentrazione di questa sostanza dal nostro organismo) per alcuni PFC è molto lunga: per il PFOA sono necessari più di 4 anni, per il PFOS più di 8.”
Per il resto fai un po’ come vuoi

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24/06/2016 alle 14:43 #869395
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25/06/2016 alle 12:19 #869397
grazie per la segnalazione, credo se ne debba tener conto, ma come fare a sapere se un indumento contiene PFC? i produttori sono obbligati a dichiararlo? se si come? lo trovo segnalato nella targhetta dell’indumento? qualche indicazione in merito sarebbe per me molto utile.

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27/06/2016 alle 08:53 #869399
Ricorda sempre che il diavolo… veste Prada 😆 😆 -
16/11/2016 alle 08:41 #869646radik wrote:
citazione per citazione:
“Ricerche recenti hanno dimostrato che alcuni PFC possono avere effetti negativi sul sistema riproduttivo e ormonale e favorire l’insorgenza di tumori.
Il PFOA (un PFC a catena lunga) è considerato un potenziale cancerogeno per l’uomo; test di laboratorio hanno evidenziato che questo composto può causare l’insorgenza di tumori al fegato, pancreas, ai testicoli e alle ghiandole mammarie. Altri PFC a catena lunga come il PFOS sono noti per causare il cancro al fegato e alla tiroide nei ratti Alcuni PFC possono causare altre patologie negli animali, come ad esempio problemi al fegato e ai reni o problemi riproduttivi. L’emivita (il tempo necessario ad espellere metà della concentrazione di questa sostanza dal nostro organismo) per alcuni PFC è molto lunga: per il PFOA sono necessari più di 4 anni, per il PFOS più di 8.”
Per il resto fai un po’ come vuoi

Suppongo che dette sostanze siano cancerogene se ingerite. L’assorbimento tramite la pelle per un contatto così lieve e da una fonte compatta (il filato) che rilascia pochissime molecole libere sia insignificante.
Preoccupati piuttosto di quello che mangi (OGM, pesticidi, grassi idrogenati, conservanti etc).
Chiedo scusa se ho segnalato il messaggio, volevo citare e ho clickato per errore l’icona sbagliata.
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16/11/2016 alle 11:21 #869647
anche io penso che il problema dovuto al contatto con l’indumento non sia cosi’ grave forse e’ durante la produzione degli oggetti o il loro smaltimento che ci puo’ essere pericolo sia per chi lavora, sia per l’ ambiente
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25/09/2017 alle 08:38 #870448
beh certamente se uno non si mette proprio a leccare la giacca a vento il rischio è forsebasso, ma le campagne contro quelle sostanze sono soprattutto per gli abitanti che bevono le acque inquinate da decenni. http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/pfas_veneto_governo_ministero_salute-3255074.html ” class=”bbcode_url”> http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/pfas_veneto_governo_ministero_salute-3255074.html :ugeek: anche Zaia se n’è accorto😮
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