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    • #837570
    • #869653

      Il punto più alto mai toccato dal “fu” niusgrup, il glorioso antenato di tutti i forum, blog ecc ecc…..

      Se non ricordo male l’ultimo grado del ravanage includeva come definizione anche “si vede distintamente l’auto, peccato che ci sia in mezzo un vallone scosceso profondo 700 metri di dislivello”…. a me una volta è capitato :D :D :D :D

    • #870901

      Il punto più alto mai toccato dal “fu” niusgrup, il glorioso antenato di tutti i forum, blog ecc ecc…..

      Se non ricordo male l’ultimo grado del ravanage includeva come definizione anche “si vede distintamente l’auto, peccato che ci sia in mezzo un vallone scosceso profondo 700 metri di dislivello”…. a me una volta è capitato :D :D :D :D

    • #870902

      :D :D ebbravo Mario davvero carina …anche niusgrup non e’ male :D :D

    • #869654

      :D :D ebbravo Mario davvero carina …anche niusgrup non e’ male :D :D

    • #870903

      Bell’articolo !

      Non so com’è ma il ravanàge un pochino m’intrippa !!! :D

      g

    • #869655

      Bell’articolo !

      Non so com’è ma il ravanàge un pochino m’intrippa !!! :D

      g

    • #869656

      Fantastico, ho letto tutto l’articolo; propongo una petizione per farlo entrare a pieno titolo come attributo aggiuntivo alla scala di difficoltà Escursionistica o Alpinistica da usare nelle relazioni, tipo: Diff.AD+ REC (Abbastanza Difficile con Ranavage Cazzuto);

      Tra l’altro riporto un episodio di ravanage nel quale (chiaramente) ho coinvolto mia moglie con l’obiettivo di raggiungere il Biv.E.Sella di Macugnaga partendo ad un’orario totalmente improbabile, arrivando al 60% già con l’imbrunire su un ripidissimo pendio coperto di erba olina senza il benché minimo segno né di ometti né di segni, e tanto meno di traccia… risultato siamo scesi con le frontali alle 20.40 eravamo a Pecetto, una fame dell’accidente, quella volta un male della miseria al menisco e per finire mia moglie che mi insultava aggiungendo un sibillino «l’avevo detto che era troppo tardi partire a quell’ora…» nonché quelli del posto dove che ci siamo fermati a mangiare che si domandavano chi erano quei due che scendevano a quell’ora…

    • #870904

      Fantastico, ho letto tutto l’articolo; propongo una petizione per farlo entrare a pieno titolo come attributo aggiuntivo alla scala di difficoltà Escursionistica o Alpinistica da usare nelle relazioni, tipo: Diff.AD+ REC (Abbastanza Difficile con Ranavage Cazzuto);

      Tra l’altro riporto un episodio di ravanage nel quale (chiaramente) ho coinvolto mia moglie con l’obiettivo di raggiungere il Biv.E.Sella di Macugnaga partendo ad un’orario totalmente improbabile, arrivando al 60% già con l’imbrunire su un ripidissimo pendio coperto di erba olina senza il benché minimo segno né di ometti né di segni, e tanto meno di traccia… risultato siamo scesi con le frontali alle 20.40 eravamo a Pecetto, una fame dell’accidente, quella volta un male della miseria al menisco e per finire mia moglie che mi insultava aggiungendo un sibillino «l’avevo detto che era troppo tardi partire a quell’ora…» nonché quelli del posto dove che ci siamo fermati a mangiare che si domandavano chi erano quei due che scendevano a quell’ora…

    • #869657

      Vi sono alcuni gulliveriani che sono maestri nella disciplina!

    • #870905

      Vi sono alcuni gulliveriani che sono maestri nella disciplina!

    • #869658

      Fantastico !

      Non proprio un docente ma un ottimo studente fuoricorso della materia, lo sono.

      1975 cima Bausetti “aspetta, che devo mettere la punta dello sci sul ramo prima che tu tolga la coda dei tuoi”

      1982 Besimauda parte medio bassa di Costa Raviola, più volte lanciati gli sci per riuscire a passare in mezzo alla boschina cuccata per scelta sbagliata

      1998 Roccio russo nel bosco de l’Alevè, con pochissima neve, brutta, marcia. Se non è un 5 è un 4 molto superiore

      200.. Monte Camoscere nel canale sbagliato, sprofondando fino alla cintola con il compagno che dice “sembra di essere Hermann Buhl

      200.. Tète de Siguret con tutta la parte bassa quasi senza neve, un incubo

      E ….

      E altre più “serie” con l’incombere della notte o il bivacco, per fortuna sempre finite bene !

      Passando gli anni, purtroppo si frequenta un po’ di meno il corso !

    • #870906

      Fantastico !

      Non proprio un docente ma un ottimo studente fuoricorso della materia, lo sono.

      1975 cima Bausetti “aspetta, che devo mettere la punta dello sci sul ramo prima che tu tolga la coda dei tuoi”

      1982 Besimauda parte medio bassa di Costa Raviola, più volte lanciati gli sci per riuscire a passare in mezzo alla boschina cuccata per scelta sbagliata

      1998 Roccio russo nel bosco de l’Alevè, con pochissima neve, brutta, marcia. Se non è un 5 è un 4 molto superiore

      200.. Monte Camoscere nel canale sbagliato, sprofondando fino alla cintola con il compagno che dice “sembra di essere Hermann Buhl

      200.. Tète de Siguret con tutta la parte bassa quasi senza neve, un incubo

      E ….

      E altre più “serie” con l’incombere della notte o il bivacco, per fortuna sempre finite bene !

      Passando gli anni, purtroppo si frequenta un po’ di meno il corso !

    • #869659

      Teddy wrote:

      Vi sono alcuni gulliveriani che sono maestri nella disciplina!

      Durante la discesa dalla tua via Valtorrese abbiamo anche coniato un nuovo termine:

      LA pietraia l’abbiamo gradata PD = Pietraia Didattica … 😆

    • #870907

      Teddy wrote:

      Vi sono alcuni gulliveriani che sono maestri nella disciplina!

      Durante la discesa dalla tua via Valtorrese abbiamo anche coniato un nuovo termine:

      LA pietraia l’abbiamo gradata PD = Pietraia Didattica … 😆

    • #869660

      …ultima esperienza di ravanage medio-facile è stata al ritorno del Biv.Gervasutti…dove, (chiaramente sempre io) confidente nel fatto di trovare energia elettrica al bivacco abbiamo portato le zuppe disidratate, risultato il giorno dopo al ritorno ci siamo cibati io e quella povera donna che mi segue di mia moglie ci siamo divisi un panino secco e 3 fette di crudo per pranzo e una mezza borraccia di acqua…quando decisi (nella zona dei torrenti) di tagliare dritto (visto che si vedeva la macchina…) siamo finiti nei rovi più estremi perdendo totalmente la traccia, in preda ormai al delirio più totale ed esasperazione siamo sbucati 3-4km più lontano dalla macchina con la gente che si domandava «ma questi!?» per finire poi in altrettanto improbabile baretto che ci ha dato un monte-bianco (il dolce) dozzinalissimo ma pagato tipo ristorante stellato come extra al menù degustazione.

    • #870908

      …ultima esperienza di ravanage medio-facile è stata al ritorno del Biv.Gervasutti…dove, (chiaramente sempre io) confidente nel fatto di trovare energia elettrica al bivacco abbiamo portato le zuppe disidratate, risultato il giorno dopo al ritorno ci siamo cibati io e quella povera donna che mi segue di mia moglie ci siamo divisi un panino secco e 3 fette di crudo per pranzo e una mezza borraccia di acqua…quando decisi (nella zona dei torrenti) di tagliare dritto (visto che si vedeva la macchina…) siamo finiti nei rovi più estremi perdendo totalmente la traccia, in preda ormai al delirio più totale ed esasperazione siamo sbucati 3-4km più lontano dalla macchina con la gente che si domandava «ma questi!?» per finire poi in altrettanto improbabile baretto che ci ha dato un monte-bianco (il dolce) dozzinalissimo ma pagato tipo ristorante stellato come extra al menù degustazione.

    • #869661

      Sappiate che il principe, il re, l’imperatore del ravanage è Blin1950, perchè lui queste cose non solo non cerca di evitarle, ma va proprio cercarle con assoluta premeditazione.

      Chi ha seguito i suoi itinerari ne sa qualcosa….

      Io sono andato con lui alcune volte e sono esperienze che non dimenticherò mai. Ne cito una (non a caso) : Punta Arbella da Vasario. provare per credere !

      Devo ammettere però che in queste gite, quando si riesce a ritrovare l’auto, si prova una soddisfazione maggiore che arrivare in cima a un 4000 .

    • #870909

      Sappiate che il principe, il re, l’imperatore del ravanage è Blin1950, perchè lui queste cose non solo non cerca di evitarle, ma va proprio cercarle con assoluta premeditazione.

      Chi ha seguito i suoi itinerari ne sa qualcosa….

      Io sono andato con lui alcune volte e sono esperienze che non dimenticherò mai. Ne cito una (non a caso) : Punta Arbella da Vasario. provare per credere !

      Devo ammettere però che in queste gite, quando si riesce a ritrovare l’auto, si prova una soddisfazione maggiore che arrivare in cima a un 4000 .

    • #869662

      Il pendio che porta da Codemo all’alpe Marmo è abbastanza ripido ma non come il canale della Custreta nella sua parte finale … per non parlare di quelli della Caramia che dall’Arbella si vedono proprio belli come il sole … ;)

      Sono andato parecchie volte sul versante ovest dell’arbella alla ricerca della grotta finchè l’ho trovata :

      http://www.gulliver.it/itinerario/64544/

    • #870910

      Il pendio che porta da Codemo all’alpe Marmo è abbastanza ripido ma non come il canale della Custreta nella sua parte finale … per non parlare di quelli della Caramia che dall’Arbella si vedono proprio belli come il sole … ;)

      Sono andato parecchie volte sul versante ovest dell’arbella alla ricerca della grotta finchè l’ho trovata :

      http://www.gulliver.it/itinerario/64544/

    • #869682

      Io credo di poter ambire a una medaglia, specialità “mugaie”…

      Vi racconto la migliore.

      Zona rifugio Padova, partiamo pieni di entusiasmo per andare a fare una via il cui attacco “si trova poco prima di giungere alla forcella, in corrispondenza di un’evidente colata nera sulla parete”.

      Ce ne sono almeno 12, di colate nere…

      Dovrebbe esserci un ometto, che non vediamo. Arriviamo alla forcella: forse siamo andati troppo avanti, torniamo sui nostri passi e sicuramente vedremo l’ometto.

      Nulla.

      Primo tentativo su pietraia varia, in direzione di una colata a caso. Annaspaggio, quasi suicidio su zoccolo semi-marcio…non è qui.

      Torniamo indietro un altro pezzetto.

      “Guarda, un varco fra i mughi! Allora l’attacco è sicuramente qui!”.

      Primo attraversamento di mugaia; non va male, il neofita (io) ignora la perfidia dei mughi, che si aprono, ti fanno passare…e creano la barriera impenetrabile solo al ritorno!

      Secondo tentativo con pietraia. Il nulla sopra di noi.

      Cielo impertubabilmente sereno, caldo incredibile (sarà mezzogiorno), i mughi che fanno ombra solo alle formiche, il riflesso di tutto quel calcare bianco che crea un effetto forno statico…sembra di essere nella valle della Morte!

      Altro ravanaggio di medio impegno; ne ho piene le scatole, decdiamo di tornare al rifugio: tanto, per fare la via è tardi.

      Ecco.

      La mugaia.

      Impenetrabile.

      Sembrano esserci dei passaggi, ma sono solo trappole per incauti.

      Una lotta estenuante: io, i bastoncini a mo’ di machete, i rami contorti impossibili, gli stessi simpatici rami che stanno a 15-20 cm da terra e si piegano beffardi ogni volta appoggio un piede…

      Da fuori il socio (lui sì, ha trovato il varco spazio-mugaia) ride; poi ha un barlume di coscienza, e mi guida a voce, modello nave nelle nebbie.

      Sente me imprecare in lingue sconosciute e vede la mugaia agitarsi come se fosse viva.

      Un inferno.

      Seguo la voce per uscire dal labirinto.

      Ne esco…non so, un’ora dopo? Per fare sì e no 50 metri.

      La tentazione di sbranare sul posto l’ideatore della “scampagnata” è forte…(peraltro lui è piegato in due dal ridere, io sono un campionario di lividi&graffi).

      L’ultimo, per ora, ago di mugo è emerso due giorni fa dallo zaino.

      Poi ho visto le foto e il filmato che mi aveva fatto. 😆

    • #870911

      Io credo di poter ambire a una medaglia, specialità “mugaie”…

      Vi racconto la migliore.

      Zona rifugio Padova, partiamo pieni di entusiasmo per andare a fare una via il cui attacco “si trova poco prima di giungere alla forcella, in corrispondenza di un’evidente colata nera sulla parete”.

      Ce ne sono almeno 12, di colate nere…

      Dovrebbe esserci un ometto, che non vediamo. Arriviamo alla forcella: forse siamo andati troppo avanti, torniamo sui nostri passi e sicuramente vedremo l’ometto.

      Nulla.

      Primo tentativo su pietraia varia, in direzione di una colata a caso. Annaspaggio, quasi suicidio su zoccolo semi-marcio…non è qui.

      Torniamo indietro un altro pezzetto.

      “Guarda, un varco fra i mughi! Allora l’attacco è sicuramente qui!”.

      Primo attraversamento di mugaia; non va male, il neofita (io) ignora la perfidia dei mughi, che si aprono, ti fanno passare…e creano la barriera impenetrabile solo al ritorno!

      Secondo tentativo con pietraia. Il nulla sopra di noi.

      Cielo impertubabilmente sereno, caldo incredibile (sarà mezzogiorno), i mughi che fanno ombra solo alle formiche, il riflesso di tutto quel calcare bianco che crea un effetto forno statico…sembra di essere nella valle della Morte!

      Altro ravanaggio di medio impegno; ne ho piene le scatole, decdiamo di tornare al rifugio: tanto, per fare la via è tardi.

      Ecco.

      La mugaia.

      Impenetrabile.

      Sembrano esserci dei passaggi, ma sono solo trappole per incauti.

      Una lotta estenuante: io, i bastoncini a mo’ di machete, i rami contorti impossibili, gli stessi simpatici rami che stanno a 15-20 cm da terra e si piegano beffardi ogni volta appoggio un piede…

      Da fuori il socio (lui sì, ha trovato il varco spazio-mugaia) ride; poi ha un barlume di coscienza, e mi guida a voce, modello nave nelle nebbie.

      Sente me imprecare in lingue sconosciute e vede la mugaia agitarsi come se fosse viva.

      Un inferno.

      Seguo la voce per uscire dal labirinto.

      Ne esco…non so, un’ora dopo? Per fare sì e no 50 metri.

      La tentazione di sbranare sul posto l’ideatore della “scampagnata” è forte…(peraltro lui è piegato in due dal ridere, io sono un campionario di lividi&graffi).

      L’ultimo, per ora, ago di mugo è emerso due giorni fa dallo zaino.

      Poi ho visto le foto e il filmato che mi aveva fatto. 😆

    • #870912

      La foto “Come far piangere un uomo: infognamento notturno in boscaglia di ontani” l’ho fatta io e fa piacere trovarla in rete, soprattutto in una pagina cosi’ divertente.

      In realta’ lo scatto non e’ notturno, anzi, in pieno giorno, probabilmente il gioco di ombre e di luce puo’ dare quella impressione. Il soggetto fotografato e’ mio fratello, al rientro da una scialpinistica della nostra zona, Cima Bonze (sopra Scalaro).

      Io, che l’ho fotografato, ero nella sua stessa situazione

      :D :D

    • #869683

      La foto “Come far piangere un uomo: infognamento notturno in boscaglia di ontani” l’ho fatta io e fa piacere trovarla in rete, soprattutto in una pagina cosi’ divertente.

      In realta’ lo scatto non e’ notturno, anzi, in pieno giorno, probabilmente il gioco di ombre e di luce puo’ dare quella impressione. Il soggetto fotografato e’ mio fratello, al rientro da una scialpinistica della nostra zona, Cima Bonze (sopra Scalaro).

      Io, che l’ho fotografato, ero nella sua stessa situazione

      :D :D

    • #870913

      Mugaie!? Tsk, questa estate solo a sentir parlare di mugaie mi vien male…con mia moglie (al seguito come al solito) che dopo 20′ comincia a lanciarmi improperi di ogni genere, e mi molla come gesto di stizza parte dell’attrezzatura…durante un’interminabile vagabondare per la mitica Città dei Sassi; fantastica zona per falesie in un panorama unico del Sasso Lungo, Sasso Piatto e Cinque Dita (se qualcuno conosce la zona sa di che parlo) [img]http://www.suedtirol.info/website/var/tmp/image-thumbnails/110000/114171/thumb__header-half/naturonda-wanderung-naturonda-durch-die-steinerne-stadt–2394384144.jpeg[/img], ma senza la mappa diventa un labirinto mortale fatto di mugaie carnivore, a fortuna dopo un vagabondare di 50′ e passa e con minaccie del tipo «senti, sono le 13:20 mi fermo qua e mangio…» sono riuscito a negoziare un’altro 10′ e con fortuna ho trovato il settore che ci interessava…che chiaramente era dall’altra parte di dove avevo lasciato l’auto…ad ogni modo consiglio a tutti di andare alla Città dei Sassi e spararsi dei fantastici canederli al rifugio a Sud dei settori.

    • #869684

      Mugaie!? Tsk, questa estate solo a sentir parlare di mugaie mi vien male…con mia moglie (al seguito come al solito) che dopo 20′ comincia a lanciarmi improperi di ogni genere, e mi molla come gesto di stizza parte dell’attrezzatura…durante un’interminabile vagabondare per la mitica Città dei Sassi; fantastica zona per falesie in un panorama unico del Sasso Lungo, Sasso Piatto e Cinque Dita (se qualcuno conosce la zona sa di che parlo) [img]http://www.suedtirol.info/website/var/tmp/image-thumbnails/110000/114171/thumb__header-half/naturonda-wanderung-naturonda-durch-die-steinerne-stadt–2394384144.jpeg[/img], ma senza la mappa diventa un labirinto mortale fatto di mugaie carnivore, a fortuna dopo un vagabondare di 50′ e passa e con minaccie del tipo «senti, sono le 13:20 mi fermo qua e mangio…» sono riuscito a negoziare un’altro 10′ e con fortuna ho trovato il settore che ci interessava…che chiaramente era dall’altra parte di dove avevo lasciato l’auto…ad ogni modo consiglio a tutti di andare alla Città dei Sassi e spararsi dei fantastici canederli al rifugio a Sud dei settori.

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