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14/04/2012 alle 14:04 #836152
Mi sembra più appropriato spostare qui la discussione! riporto qui di seguito il post di Ajax, non so come “quotarlo” per cui copio e incollo
guarda stambecco, ti aggiorno su alcune questioni tanto per fare chiarezza e non portare troppo OT la discussione.
Alla riunione cui ho partecipato in regione tempo fa, con AGAI, FASI e CAI si sono evidenziate le potenziali caratteristiche di queste falesie certificate. E ti dico che in quella sede non era rappresentata la massa dei praticanti dei chiodatori o apritori qualsivoglia, che a mio parere è la componenete che meriterebbe maggior voce. In ogni caso, abbiamo scelto di andare all’invito come federazioni – associazioni, perchè era meglio esserci che non esserci. La fantomatica falesia certificata deve essere innanzi tutto su terreno di proprietà comunale, a pochi metri dalla strada e senza alcun tipo di ostacolo naturale che implichi un avvicinamento complicato (max 3-5 min); priva di ogni posibile rischio oggettivo,
chiodata a prova di bomba e certificata da personale abilitato in quel genere di lavori(1). Alla fine, sono quasi due anni che aspettiamo la bozza di regolamento ma il tutto è fermo, forse perchè ci si è resi conto che i siti sono limitatissimi e le responsabilità, in primis dei comuni, enormi(2). Non corrono alcun rischio, per quanto riguarda questo tipo d’iniziativa il 90 % dei siti d’arrampicata esistenti, soggetti magari invece come ho detto all’iniziativa locale di qualche amministratore locale. Ma è li che tutti noi, “local”, dobbiamo far sentire il nostro peso se è possibile. Guanto alle diatribe FASI – Guide è allo studio la figura del maestro di arrampicata, la cui formazione spetterà ad entrambi(3). Questo fatto, sull’esempio della FFME dovrebbe risolvere in futuro la questione cui ti riferivi. le domande/obiezioni le faccio povocatoriamente ma non troppo, non prenderla sul personale!
(1) già qui apriamo la “polemica”, cosa vuol dire chiodata a prova di bomba? Chi è il personale “abilitato”? Le guide, gli ingegneri, bisogna fare un patentino?
LA cosa mi fa paura, e come ho già accennato da un’altra parte, l’unica cosa per chi vuole concentrarsi SOLO sull’aspetto sportivo è scalare in moulinette e a questo punto senza spit, rompono solo le scatole e in ogni caso, anche nelle palestre indoor c’è pericolo, quando vai da primo! Ovvero, certificare una falesia mi sembra pressoché impossibile e imbocca una strada che da da magiare solo agli avvocati (non sarai mica avvocato?!?)
(2) la mia paura proprio per questo è che se un comune non può certificare la sua falesia, per es Traversella (che non so se è su terreno pubblico o privato, ma è solo per tirare in ballo Caio
) potrebbe decidere che il rischio è alto e di chiuderla a priori!
(3)
http://www.youtube.com/watch?v=wlQRqjNdKwg min 2.40 circa e la risposta è al min 2.50 (ma riguardatelo tutto perché è un capolavoro, OT)la mia esperienza con questioni analoghe è stata negativissima, e come un valido avvocato mi ha suggerito, in Italia è molto meglio che la CONSUETUDINE determini una norma, piuttosto che un ignorante legiferi in materia (perché poi è così, non credere che prendano gogna e manolo per fare una legge sulla sicurezza: nella pratica la farà un portaborse di Cota sulle indicazioni di una commissione ministeriale di catanzaro, per dire), andando a creare solo casini e vincoli. L’esempio classico è quello della 363 sulla sicurezza in montagna, che ha creato solo casini per lo scialpinismo e il fuoripista, andando a mettere in merda sciatori e multanti, gli uni che facevano cose che potevano essere illegali, gli altri perché facevano abusi di ufficio, non entro nello specifico, ma è un ginepraio dal quale l’unico vero sconfitto è lo sport!
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16/04/2012 alle 06:34 #857823
Non ho seguito l’altro topic, per cui rispondo a questo post…. Come direbbe qualcuno “la domanda, nasce spontanea”: E noi scalatori, tutti noi fruitori di falesie, che ruolo abbiamo e cosa possiamo fare per non far finire la questione “in vacca”??? Verremo chiamati in causa per dire la nostra??
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16/04/2012 alle 16:07 #857845Liviell wrote:
Non ho seguito l’altro topic, per cui rispondo a questo post….
Come direbbe qualcuno “la domanda, nasce spontanea”: E noi scalatori, tutti noi fruitori di falesie, che ruolo abbiamo e cosa possiamo fare per non far finire la questione “in vacca”??? Verremo chiamati in causa per dire la nostra??
… quel che penso di questa vaccata l’ho gia’ scritto piu’ volte, e il mio pensiero e’ suffragato dalle tante esperienze negative verificate ogni volta che qualche burocrate, due politici e uno scribacchino si mettono insieme per legiferare su questioni di cui non conoscono affatto TUTTE le sfumature.
A me verrebbe solo da pensare ad una cospiqua raccolta di firme da consegnare a chi di dovere….
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19/04/2012 alle 10:10 #857883
dove devo firmare..
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