Note
Storico
Purtroppo la parete fa parte di un terreno privato, che è stato recintato poco dopo l’apertura delle vie. Pubblichiamo le relazioni per puro amore di cronaca e a futura memoria...
Roccia: buona, ma é necessario prestare attenzione ad alcuni blocchi nel camino.
Lasciati qualche chiodo, ma occorre integrare con Friend
Il Cantone della Fata è la formazione rocciosa ben visibile dalla fondovalle del Biferno appena prima di Castropignano provendo da Termoli. Essendo cresciuta a Castropignano, aprire una via su queste pareti era uno sfizio che Ale voleva togliersi dai tempi dell’infanzia, per cui poco importa se la lunghezza delle vie è forse più da falesia che da itinerario alpinistico. La roccia è un calcare grigio e rosso simile a quello del Cantone di Oratino, molto tagliente sul grigio. I nomi sono un omaggio a Loredana Bertè e ai King Crimson. Relazione dei primi salitori – difficoltà ancora da precisare.
Avvicinamento
Roccia: buona, ma é necessario prestare attenzione ad alcuni blocchi nel camino.
Lasciati qualche chiodo, ma occorre integrare con Friend
Il Cantone della Fata è la formazione rocciosa ben visibile dalla fondovalle del Biferno appena prima di Castropignano provendo da Termoli. Essendo cresciuta a Castropignano, aprire una via su queste pareti era uno sfizio che Ale voleva togliersi dai tempi dell’infanzia, per cui poco importa se la lunghezza delle vie è forse più da falesia che da itinerario alpinistico. La roccia è un calcare grigio e rosso simile a quello del Cantone di Oratino, molto tagliente sul grigio. I nomi sono un omaggio a Loredana Bertè e ai King Crimson. Relazione dei primi salitori – difficoltà ancora da precisare.
Raggiungendo Castropignano dalla fondovalle del Biferno, in corrispondenza del monumento ai caduti girare a destra (indicazioni per Mura megalitiche). Lasciata sulla sinistra la strada per il cimitero, si svolta alla successiva a sinistra (medesime indicazioni) e si parcheggia al primo spiazzo sulla destra, dove parte una strada sterrata nel bosco.
Imboccare la sterrata in questione e seguire le indicazioni per le mura megalitiche; pochi metri prima di raggiungerle, a una radura con ometto, addentrarsi nel bosco per scendere brevemente sul versante est e poco dopo tagliare orizzontalmente a sinistra in direzione delle pareti rosse e gialle del Cantone della fata (NB: non quelle del suo avancorpo sud). Costeggiare le pareti fino all’attacco, riconoscibile in foto. In alternativa, specie nei periodi in cui la vegetazione è più folta e le pareti non visibili, seguire traccia GPS
Descrizione
Imboccare la sterrata in questione e seguire le indicazioni per le mura megalitiche; pochi metri prima di raggiungerle, a una radura con ometto, addentrarsi nel bosco per scendere brevemente sul versante est e poco dopo tagliare orizzontalmente a sinistra in direzione delle pareti rosse e gialle del Cantone della fata (NB: non quelle del suo avancorpo sud). Costeggiare le pareti fino all’attacco, riconoscibile in foto. In alternativa, specie nei periodi in cui la vegetazione è più folta e le pareti non visibili, seguire traccia GPS
Stella di Carta
- Difficoltà: IV, p. V+
- Sviluppo: ca. 30 m
- L1: Si sale un camino/fessura rosso (IV, p. V+) fino al suo termine, da qui si imbocca la grande cengia a destra (II, 1 ch.) e si sosta su spuntone (IV, p. V+, 18/20 m circa).
- L2: Proseguire pochi metri lungo la cengia, giunti a una grossa clessidra puntare alla piccola paretina grigia sulla sinistra e salirla fino in cima, dove si sosta su un albero (II, IV, p. IV+, 10 m). (Dalla clessidra si può anche uscire a piedi proseguendo a destra su cengia e roccette I).
Epitaph
- Difficoltà: V+, pp. VII-
- Sviluppo: ca. 30 m
- L1: Si sale il camino/fessura rosso (IV+, p. V+); lo si lascia per una rampa obliqua a sinistra; si allestisce la sosta con due o tre friend in un’ottima fessura circa un metro a destra di un caratteristico pilastrino appuntito e staccato (IV+, p. V+, 20 m circa).
- L2: Si attacca il leggero strapiombo soprastante nel punto più debole (VII-, un chiodo, un nut incastrato), si prosegue dritto su ottima roccia grigia, ripida ma ben proteggibile, e poi in un canalisno con vegetazione e qualche sasso smosso fino a sostare su un albero (V+, p. VII-, 1 ch., 1 nut incastrato, 10m circa).
Discesa: Scendere a piedi seguendo i bolli rossi fino alla radura.
Alessia (“Leo”) Acquistapace, Antonio (“Sacchetto”) Patullo - Gennaio 2024