2.9Km
La salita può essere intrapresa qualora le condizioni meteo o del terreno per le alte cime non consentano piani più ambiziosi.
Prestare attenzione nell'attraversamento del ghiacciaio, particolarmente tribolato.
L'arrampicata, mai troppo difficile e facilitata dalla superba qualità della roccia, permette una progressione rilassata e un ampo panorama circolare sulla cresta principale: Mont Gruetta, Aig des Leschaux, Aig de Talefre, Aig. Savoie, Punte Isabella, Aig. de Triolet e Aig. Rouges de Triolet.
La cima non ha nome sulle cartine e sulle guide.
Il nome proposto prende ispirazione da quello della "Bouteille de Plampincieux" - posta nei pressi del Rifugio Boccalatte e che divide i ghiacciai di Plampincieux e delle Gran Jorasses-, per la forma che ricorda vagamente una bottiglia posta in posizione verticale.
Dal rifugio Dalmazzi prendere il sentiero pianeggiante che taglia il pendio erboso-terroso e successivamente sale tra sassi e ruscelli fino a raggiungere la morena laterale sinistra (orografica) del Ghiacciaio del Triolet. Risalirla interamente. Dove termina continuare a costeggiare la seraccata del ghiacciaio, superando un pendio morenico e un successivo avvallamento nevoso, dal quale si esce in alto a sinistra per sbucare sulla pianeggiante distesa superiore del ghiacciaio del Triolet (1-1.30h dal rifugio). Attraversarlo verso SW, costeggiando la seraccata sulla sinistra (senso di marcia), badando ai numerosi crepacci che ostacolano la progressione. Usciti dalla zona più rotta del ghiacciaio, puntare alla depressione rocciosa che separa la punta della La Bouteille de Triolet dalla punta minore, più a sinistra(direzione di marcia).
Costeggiando le pareti della sopracitata punta minore, su neve o ghiaccio, si perviene sotto la verticale della depressione (1.30h, dipendente dalle condizioni del ghiacciaio). Per un sistema di camini e diedri portarsi (60m, arrampicata interessante) alla cresta spartiacque. Seguire la cresta fedelmente sul filo incontrando, sempre roccia ottima, passaggi anche aerei ma mai difficili. Per un ultimo tratto più ripido, sempre sul filo, si perviene in vetta (1h), costituita da una ampia calotta nevosa sostenuta da alte pareti sui due versanti che separano in 2 rami il ghiacciaio del Triolet.
Discesa lungo la via di salita.
- Cartografia:
- IGC Tavoletta Monte Bianco
- Bibliografia:
- nessuna
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