1.5Km
L’itinerario si svolge interamente su terreno d’alta montagna, con trasformazione delle condizioni molto rapide a seconda della qualità e quantità del innevamento. In caso di neve non ben assestata può essere molto pericoloso.
Il tratto esposto alla caduta di valanghe (poco oltre l’Alpe Merendiù) è frequente sede di distacchi.
Anche l’attraversamento del grande nevaio può essere pericoloso.
Nel tratto finale, in direzione della depressione fra la Becca del Vlou e il Monte Voghel, il percorso con gli sci scivola fino al cul Chasten 2549 m superando in tal caso un tratto finale con nuova pendenza.
Il superamento della cornice che difende la cresta ovest può presentare serie difficoltà.
Piccozza e ramponi per la salita alla vetta, può essere utile la corda.
Attenzione ai divieti di accesso per la strada sterrata (in buono stato) che porta al vallone di Chasten. Presente comunque sbarra a quota 1120 m circa.
Da Tollegnaz si prende la mulattiera estiva che si inoltra nel vallone di Chasten attraversando il torrente su un antico ponte di pietra. Dopo un tratto di bosco si raggiungono gli alpeggi di Ciavanisse 1403 e successivamente si varca di nuovo il torrente su un ponte di legno per poi salire rapidamente sino all’Alpe Grun 1500 m e all’Alpe Seuc 1564 m al culmine di un dosso, dove generalmente si incontra la neve. Si prosegue a mezzacosta per bosco rado e attraversato un torrentello su di un ponte si raggiunge l’Alpe Pra Baluard 1712 m (2 ore). Piegando in direzione sud est si supera a zig-zag un ripido salto coperto da cespugli al di sopra del quale, lasciando a destra il sentiero estivo, si prosegue per pendii aperti alternanti rampe e ripiani fino a raggiungere l’Alpe Merendiù alta 2184 m, posta in una piccola conca. Puntando verso la Becca del Vlou si supera una prima balza; indi si traversa verso destra e per pendii ripidi si raggiunge il grande nevaio perenne alla base della parete nord della Becca Torchė. (Attenzione a una grande valanga che può scendere da un canalone della parete nord-ovest della Becca del Vlou!). Con percorso meno ripido si contorna il nevaio con salita in diagonale da est verso ovest per superare successivamente un tratto ripido che porta sulla destra ad un colletto posto ad ovest della parete, alla base dell’inclinato pendio che immette sulla cresta fra la Becca Mortens e la Becca Torchė, difesa da una imponente cornice. Ci si porta alquanto verso la Becca Mortens con percorso in diagonale per poter superare a piedi la cornice ove questa presenta minori difese e raggiungere la cresta poco al di sopra della depressione quotata 2700 fra la Becca del Vlou e la Becca Mortens.
Si segue ora la cresta in direzione della Becca Torché con percorso abbastanza ripido. La vetta della Torché con neve ben assestata può essere raggiunta con gli sci ai piedi: in caso contrario si può risalire un breve canalino che immette sulla cresta finale e da questa salire facilmente alla vetta.
Discesa: per l’itinerario di salita.
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