Gulliver: un intreccio tra vita e montagne
Gulliver nasce e resiste per una combinazione di eventi che si intrecciano inestricabilmente con la mia vita: non è possibile raccontare questo progetto senza narrare l’influenza che la montagna ha avuto sulle mie scelte.
Dopo una gioventù da studente, a vent’anni ho lasciato l’università per la montagna, coinvolto nella gestione del Rifugio Torino sul Monte Bianco. Sono stati dieci anni intensi, prima come rifugista e poi come Guida Alpina, finché non ho sentito il bisogno di chiudere quel “karma” sospeso: sono tornato a Ivrea, ho terminato gli studi e sono entrato in Olivetti, accettando il trasferimento nella Silicon Valley.
Era il 1993: nel cuore dell’esplosione del WEB, venni folgorato dalla filosofia della rete. Tornato in Italia, l’Olivetti non ritenne però strategiche le conoscenze che avevo acquisito. Mi ritrovavo con una visione futurista, il desiderio di vivere vicino alle mie Alpi e un’intuizione nata osservando i colleghi californiani: se loro usavano le email per radunare i surfisti in base al vento, io potevo usare il tempo reale di Internet per seguire il rapido ciclo di trasformazione della neve e del ghiaccio.

Quella fu la scintilla: nell’ottobre 1996 nacque Gulliver.
Inizialmente eravamo una manciata di “olivettiani” e universitari delle facoltà di Fisica a Trento e a Roma ad usare quella “strana cosa”, ma decisi di dimettermi per scommettere tutto su Internet e montagna. Fu un periodo di semina difficile: le aziende non capivano il potenziale del web e gli editori ne avevano paura. L’unica porta che si aprì fu quella della Grivel a Courmayeur, dove realizzammo uno dei primi siti web di un marchio sportivo. In Grivel rimasi cinque anni creativi, tra lo sviluppo e la commercializzazione di attrezzature e l’invenzione della Coppa del Mondo di arrampicata su ghiaccio, finché quella storia finì, improvvisamente.
Gulliver, nel frattempo, era sopravvissuto quasi in autonomia su un server, adottato da una comunità che lo aveva trasformato in uno strumento indispensabile. Grazie all’incontro con un ricercatore curioso, Gulliver divenne il fulcro di progetti sulla sicurezza con l’Istituto Nazionale della Montagna e poi con la Protezione Civile.
Ho continuato a percorrere le strade dei monti, aiutando a dare forma a progetti fatti di energia, ghiaccio e roccia come Blue Ice, insieme ai compagni incontrati in parete. Ma Gulliver è rimasto lì: una creatura capace di vivere ormai di vita propria.
Gulliver è ormai una community adulta, eppure ai miei occhi rimane un laboratorio instancabile, una lente attraverso la quale guardare una montagna che cambia volto e pelle. Dietro le quinte c’è un lavoro di regia complesso per garantire la qualità dell’informazione, supportato dal lavoro silenzioso di Alberto (abo), Andrea (andrea81) e Marco (m.gulliver) .
Dalle poche decine di utenti iniziali, siamo arrivati a migliaia di visitatori (oltre 700.000 nell’agosto 2025): un fiume di persone che ogni giorno continua a condividere gite, itinerari e la propria passione.
alberto giolitti – [email protected]
