Buet (Mont) da Sixt per i Beaux Prés

tipo itinerario: pendii ampi
difficoltà: OS / D   [scala difficoltà]
esposizione preval. in discesa: Sud-Ovest
quota partenza (m): 920
quota vetta/quota massima (m): 3069
dislivello totale (m): 2200

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: dani
ultima revisione: 26/04/06

località partenza: Salvagny (Sixt-Fer-à-Cheval , 74 )

punti appoggio: Refuge des Fonds, chiuso nel corso della stagione scialpinisitca

cartografia: Carte de Randonnée 1:50.000:A1 Pys du Mont Blanc Rando Edition

bibliografia: Francois Labande: Ski de Randonnée Haute Savoie Mont Blanc, Edizioni Olizane, Ginevra

note tecniche:
L' itinerario descritto si svolge nella Vallée du Giffre, di non immediato accesso da Chamonix. Si tratta tuttavia di un valido percorso alternatvo a quello più classico da Vallorcine, in ambiente selvaggioe solitario.

Periodo : gennaio-maggio. Conviene evitare il periodo delle grandi valanghe vale a dire le prime settimane di aprile. In primavera conviene aspettare che la strada che conduce a Font sia sgombra di neve, questo dovrebbe associarsi a migliori condizioni a livello del Ravin des Chaux.

Accesso stradale: da Chamonix seguire l’ Autoroute Blanche fino a Cluses. Da qui seguire le indicazioni per Taninges, Samöens ed infine Sixt-Fer à Cheval. Da Ginevra direttamente a St Jeoire e quindi a Taninges. Da Sixt-Fer à Cheval girare a destra e salire a Salvagny (87 km da Chamonix, 55 da Ginevra). Al termine dell’ abitato di Salvagny prendere una strada che sale alla partenza della carrareccia che conduce agli chalets di Fonds (2.5 km da Sixt).

Difficoltà: itinerario complesso ed impegnativo, definito da Labande nella sua guida come “grande course complète et exposée”, difficoltà D, S4 con pendii fino a 42°. In salita può non esser facile reperire il percorso migliore per superare i Ravin des Chaux.

descrizione itinerario:
Salita:
Parcheggiata l’ auto poco oltre il termine della strada asfaltata, si continua a piedi sulla strada sterrata fino a Fonds. In inverno possono essere presenti conoidi di valanga di difficile superamento (utili piccozza e ramponi). Attraversato l’ abitato si prosegue per il sentiero che conduce al rifugio di Anterne. Superato un ponte in cemento (Pont des Mitaines) si prosegue lungo il sentiero fino al primo tornante sulla destra. A questo punto si ha completa visione del Ravin des Chaux che sulla sua sinistra presenta tre speroni, di cui il primo più marcato. Si abbandona quindi il sentiero e con un traverso a sinistra si guadagna il fondo del Ravin des Chaux.
Labande nella sua guida consiglia di risalire il fondo del Ravin des Chaux fino ad un canale che consente di guadagnare il filo dello sperone mediano. Per esperienza personale noi consigliamo invece di proseguire sul fondo del Ravin des Chaux fino a raggiungere un canale di un centinaio di metri che consente di guadagnare un colletto a monte di un gendarme roccioso sullo sperone più occidentale dei tre. Dal colletto proseguire sul filo dello sperone fino a raggiungere gli ampi e dolci pendii dei Beaux Prés. Traversarli verso sinistra passando sotto il Col des Cahux e raggiungere un canale, diviso in due da alcuni affioramenti rocciosi, che consente di superare i ripidi pendii del Grenier de Villy. Costeggiando la cresta del Grenier de Villy (un tratto in leggera di discesa per evitare affioramenti rocciosi) si perviene al colletto subito a monte di questo ed a valle della cima del Buet che si raggiunge facilmente per cresta.

Discesa:
Per l’ itinerario di salita. Dai Beaux Prés può essere conveniente scendere lungo il canale sulla destra (faccia a valle) dello sperone seguito in salita. Quando il canale si restringe si raggiunge facilmente il colletto a monte dell’ evidente gendarme roccioso dove ci si congiunge con l’ itinerario di salita. Il canale offre una pendenza non eccessiva ed uniforme, eccetto due brevi sezioni, a differenza dello sperone percorso in salita la cui parte superiore, ripida, può essere pericolosa in caso di neve abbondante.