Gennaro (Monte) da Prato Favale

difficoltà: E   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Ovest
quota partenza (m): 830
quota vetta/quota massima (m): 1271
dislivello salita totale (m): 500

copertura rete mobile
tim : 60% di copertura

contributors: pulici
ultima revisione: 12/12/17

località partenza: Prato Favale (Marcellina , RM )

cartografia: Carta escursionistica del PNR dei Monti Lucretili 1:25000

accesso:
Statale Tiburtina fino a Tivoli, poi bivio per Palombara Sabina. Pochi km prima si vira a dx per Marcellina. Si attraversa tutto il paese in direzione S.Polo. Nei pressi della c.d. "miniera d'oro" (altoforno di una vecchia cava, ritratto gigantesco di una vecchietta opera dell'architetto Romolo Belvedere del 2016. Il titolo scelto è Miniera D'oro proprio perché si tratta di un volto tratto da una fotografia scattata dallo stesso Belvedere di una donna anziana che lavorava negli anni '80 proprio nella miniera) prendere la curva a gomito a sx in salita (con indicazione di strada senza uscita) e seguirla (tornanti) per 3/4 km fino al termine dell'asfalto.

note tecniche:
Faggeta tra le più suggestive che il sottoscritto, assai scarso alpinista ma discreto appenninista, ricordi di aver mai attraversato.

descrizione itinerario:
Dal termine della strada (830 m), poco sopra Prato Favale, si segue il sentiero che ne rappresenta la logica prosecuzione (n. 303). Superato un piccolo boschetto, si risale qualche metro e si inizia a traversare le belle pietraie in direzione NNO, verso un modesto cucuzzolo (Monte Andrea) che si aggira sulla destra. Si segue sempre l’evidente sentiero che si inoltra nel bosco in un tratto pianeggiante e, pochi metri dopo, si svolta a destra abbandonando la più evidente vallata di fronte a noi (fare attenzione ai segni). Il sentiero si inoltra nella splendida e suggestiva Valle Cavalera caratterizzata dal fondo pietroso e dall’imponenza di alcuni enormi e contorti faggi abbarbicati tra le rocce (in questo tratto i segni non sono più biancorossi ma bolli color rosso scuro). Si risale lungamente la valletta fino a quando, con una leggera deviazione a destra, si superano alcuni spuntoni calcarei su un poco marcato crinale e si scende di qualche metro fino a raggiungere uno spiazzo pianeggiante dal fondo privo di sassi (920 m, mancorrenti di legno). Superato lo spiazzo, si segue il sentiero di sinistra (quello meno evidente che si inerpica tra i massi a destra porta a Campo Campitello e, più oltre, a monte Guardia) che in breve raggiunge il magnifico Pratone nei pressi di un piccolo edificio in rovina (chiesola, 1024 m). I segni tornano biancorossi. SI costeggia una base di muretto di pietre fin quando si interrompe: si piega allora 90°a sinistra lungo l’evidente sentiero (n. 305) che attraversa il Pratone da un capo all’altro (in direzione OSO). Dopo poche decine di metri si abbandona il sentiero girando a destra sul prato in direzione di un vicino gruppo di sassi (occorre fare molta attenzione ai segni) e si prosegue, quindi, verso Ovest con via intuitiva seguendo i radi segni fino al margine del Pratone (file di sassi a delimitare il largo sentiero). Il sentiero ritorna evidente ma stretto,, piega delicatamente a destra, e inizia a risalire una vallecola nel bosco (seguire il ramo di destra quando questa si biforca). Si prosegue lungamente tra boschi e radure fino a quando il sentiero abbandona la vallecola, inizia a salire in modo più deciso e diviene via via meno evidente. Facendo attenzione ai radi segni e resistendo alla tentazione di salire direttamente a destra lungo le innumerevoli tracce si traversa verso O fino ad uscire dal bosco su un ripido pendio pietroso. Da qui, con via evidente si risale in breve a raggiungere la vetta (1271 m) dominata da un grosso blocco di cemento sul quale è una evidente croce. Ottimo panorama dalla vetta (dall'Abruzzo ai Simbruini ai Lepini alle isole Ponziane a Roma al Soratte all'Amiata) anche se deturpato dagli impianti radiofonici di cima Zappi poco sottostante. Le vedute sul sottostante Pratone e sulla Sabina sono, comunque, molto affascinanti. Tempo medio: h 2,30 dalla partenza. Molto interessante anche la vista sulla sottostante torre di Monte Morrone della Croce che può essere raggiunta facilmente tramite questa variante oppure, come meta di un'altra escursione, salendo direttamente da Palombara Sabina per via più ripida e diretta. In discesa è possibile seguire lo stesso itinerario oppure effettuare una piccola e gradevole variante: ritornando sui propri passi, pochi metri sotto la vetta, si abbandona il sentiero dell’andata per seguire quello sulla destra, più evidente (n. 301). Il sentiero dapprima scende per belle pietraie, e quindi segue una bella vallecola ricca di grossi faggi e, in primavera, di belle fioriture. Lo si segue (segni molto radi, traccia non sempre evidente) fin quando proprio sopra una vallata contraddistinta da inaspettate pareti verticali si intercetta (palina) un evidentissimo sentiero che a destra (sempre n. 301) scende nella valle verso il paese di Marcellina. Seguire invece il ramo di sx (n. 301A) che dopo qualche saliscendi nel magnifico bosco risale brevemente fino a raggiungere il Pratone che si attraversa integralmente fino alla chiesola già incontrata all’andata (1024 m). Da qui si ritorna a Prato Favale lungo lo stesso itinerario n. 303 seguito all’andata.