Bussaia (Monte) da Vernante, con discesa diretta

difficoltà: BC+ / EC   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
quota partenza (m): 800
quota vetta/quota massima (m): 2451
dislivello salita totale (m): 1800
disl. da portare (m): 900

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: cuccimaira
ultima revisione: 01/11/16

località partenza: Vernante (Vernante , CN )

cartografia: Valle Vermenagna Fraternali Editore

note tecniche:
Giro ad anello altamente impegnativo, un vero esempio di cicloalpinismo in alcuni tratti più alpinismo che ciclo...
Solo per amanti del genere e per chi è fissato a voler scendere a tutti i costi dalle cime dei monti. Il portage è consistente, più di metà gita, ma l'ambiente e i panorami compensano anche le difficoltà nella discesa.
Dalla località La Maddalena sono possibili diverse varianti di discesa.

descrizione itinerario:
Partendo da Vernante, si risale la Valle Grande fino a Palanfrè su asfalto, poi si continua su sterrata fino a poco prima del gias Garbella (segnavia gta) quota 1580 circa, dove si prende il sentiero per il Colle della Garbella che si percorre praticamente tutto in portage.
Raggiunta la cresta spartiacque della Costa di Pianard alla quota 2203 si pedala agevolmente sulla stessa fino al Colle della Garbella 2173m e anche un poco oltre, poi ci si ricarica la bici e si raggiunge il bel panettone del Monte Pianard 2306m famosa gita scialpinistica.
Breve discesa al colletto successivo e un ultima rampa di 150 m su bel sentierino decisamente sostenuto ci porta in vetta alla Rocca d'Orel 2439m. La fatica non è ancora terminata, una lunga panoramica cresta percorribile per lo più a piedi ci separa dalla meta finale, il Monte Bussaia 2451m ben visibile dalla pianura cuneese con la sua ardita mole rocciosa piramidale.
Panorama e senso di isolamento garantiti!
La discesa in bici dalla vetta è decisamente impegnativa e con elevata esposizione, diciamo pure francamente che non è il terreno ideale per una bici ma alla fine regala grandi soddifazioni e scorre abbastanza velocemente se si ha la fortuna di imbroccare sempre la via migliore.
Si tratta di una parete esposta a nord-est composta da ripidi prati e brevi creste rocciose e in essa è presente una traccia di salita ormai purtroppo poco visibile per la scarsissima frequentazione, tale traccia è sicuramente meglio visibile dal basso salendo verso la cima per cui chi l'avesse già percorsa almeno una volta sarebbe sicuramente avvantaggiato.
Dalla cima si ritorna indietro sul crinale per una trentina di metri poi si scende sull'evidente crestone erboso sulla sinistra che alla fine risulta il tratto più bello della prima parte di discesa, è molto ripido ma si riesce a percorrerlo in sella e la difficoltà maggiore è un pò il senso di vuoto che si prova se ci si guarda attorno.
Raggiunta una marcata sella rocciosa si nota molto bene sulla sinistra una traccia di sentiero che più in basso attraversa sulla sua sommità una piccola pietraia (tratto pietroso e ripido, meglio a piedi)raggiunta la pietraia bisogna cercare di restare sempre su questa traccia (siamo circa a quota 2250) che scende sempre con pendenza costante tagliando in diagonale tutto il pendio/vallone fino a raggiungere un colletto (quota 2150, ometto) dopo il quale si scende un breve tratto roccioso e poi la traccia continua sempre scendendo in diagonale attraversando un altro crestone erboso e puntando all'ormai evidente sella erbosa della Maddalena 1970m.
Da qui si può scendere sulla destra lungo il sentiero L26 all'inizio poco evidente, per sicurezza ricordarsi di attraversare appena possibile in sinistra orografica, fino a raggiungere la famosa Via dei teit che riporta con lungo percorso a Vernante sempre su sentiero.
Oppure dall'insellatura della Maddalena si può continuare sul crestone salendo leggermente in mezzo ad arbusti di ontani e rododendri e, senza raggiungere la sommità sulla sinistra lato Roaschia si imbocca l'evidente ripida traccia che in breve conduce al colletto sotto il Monte Sapè, da qui prendere la traccia verso destra (lato Val Grande) che in piano porta a un secondo colletto sulla Costa del Sapè da cui scende un magnifico sentierino che in picchiata e tutto in sella consente di arrivare ai Tetti Cersé 1400m.
Anche questa variante è consigliata a chi la ha già percorsa in salita perchè pur essendo molto più evidente della precedente potrebbe risultare di difficile interpretazione specie con vegetazione rigogliosa.
Dai tetti cersè si può scegliere se tornare a Vernante scendendo sul sentiero sottostante (viola)che porta ai Tetti Culetta sulla via dei teit oppure fare il giro un pò più largo e scendere dai Tetti Marghe, Tromba e Bas nel Vallone Secco.

altre annotazioni:
Nella parte bassa dello scosceso versante nord-est della Rocca d'Orel (Vallone Pioccia) era presente un piccolo ghiacciaio perenne alimentato dalle frequenti valanghe che riforniva di ghiaccio a inizio secolo scorso molte abitazioni e strutture della Valle e della zona di Cuneo.