Avic (Monte) da Mont Blanc per il Rifugio Barbustel

difficoltà: F   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1800
quota vetta (m): 3007
dislivello complessivo (m): 1550

copertura rete mobile
tim : 20% di copertura

contributors: melian
ultima revisione: 03/08/16

località partenza: Champorcher (Champorcher , AO )

punti appoggio: Rifugio Barbustel

cartografia: Carta dei sentieri 11 - Valle di Champorcher Parco Mont Avic, L'escursionista editore

accesso:
Da Champorcher seguire le indicazioni per il rifugio Dondena e salire fino al termine del tratto asfaltato (L'ansermet sulla carta); si parcheggia a bordo strada e si individua, sulla destra salendo, la partenza del sentiero 10

note tecniche:
Percorso molto lungo (circa 9.45 A/R).
Gli ultimi 100 m si svolgono in cresta: il percorso è segnato solo da alcuni ometti e va cercato in molti punti.
Può essere utile una corda (passi di II).

descrizione itinerario:
Dal parcheggio ( cartelli indicatori del Parco dell'Avic e per il rifugio Barbustel. Il sentiero sale prima ripido, tra i larici, a 1805 m si lascia un bivio (vicino pascolo e baita) e si prosegue in una bella valletta, uscendo poi sui bei pascoli nei pressi del lago Muffè che si lascia sulla sinistra. Si prosegue su ottima mulattiera, arrivando comodamente al Col du Lac Blanc 2309 m. Si scende quindi in breve al rifugio Barbustel 2200 m.
Dal rifugio Barbustel si percorre il sentiero 102/5C verso il colle Mezove. Si raggiunge il Gran Lago (il bacino naturale più esteso della valle d'Aosta) che si costeggia sul lato sinistro idrografico. Si arriva quindi al casotto della Forestale e poco dopo ad un bivio: si abbandona il 102 e si prende a destra il sentiero numero 6.
il sentiero, ben segnato, sale alla Punta di Mezove con facile percorso di cresta 2845 m e scende fino al lago Gelato 2595 m. Superato il lago, si incontra un altro fabbricato ad uso della forestale e poco oltre un altro bivio: si tiene la sinistra, sentiero 6A verso il colle di Raye Chevrere.
Poco oltre, si vede sulla destra un grosso ometto, alto più di un metro, verso il quale ci si dirige abbandonando i segnavia.
Si percorre in falso piano il pendio dirigendosi verso un evidente conoide posto sotto il marcato intaglio della cresta dell'Avic; diversi ometti consentono di mantenere la direzione migliore, attraversando anche una pietraia.
Raggiunto il conoide, lo si risale per tracce e ometti puntando all'intaglio. Poco prima, le tracce si portano sulla sinistra del canale.
Arrivati all'intaglio, inizia il percorso di cresta. Sono presenti alcuni ometti che consentono di individuare i passaggi migliori, non sempre evidenti.
Alternando tratti di arrampicata (I-II) a tratti dove si cammina, su roccia generalmente buona e con non molta esposizione, spostandosi su entrambi i versanti, si arriva all'anticima dalla quale si vede la Madonnina di vetta, vicinissima.
Si scende leggermente a destra (su un sentiero, non passando su un roccione di collegamento appoggiato sopra l'intaglio) e si risalgono pochi metri di roccette per arrivare alla vetta.
È presente, un paio di metri prima della statua, uno spit per assicurare eventualmente la discesa.

Il ritorno avviene per la medesima via, ripassando quindi dalla Punta Mezove.

Dislivello positivo totale intorno ai 1500 m (A/R).