Cammino della Storia da Comano

sentiero tipo,n°,segnavia: orme colorate in rosso
difficoltà: T   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Ovest
quota partenza (m): 400
quota vetta/quota massima (m): 940
dislivello salita totale (m): 440

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: apt_terme_comano
ultima revisione: 02/02/15

località partenza: Ponte Arche (Comano Terme , TN )

note tecniche:
Percorso: Ponte Arche/Terme di Comano, Campo Lomaso, Dasindo, Stumiaga, Fiavé, Sito Palafitticolo e torbiera, Favrio, Dasindo, Vigo Lomaso, Poia, Ponte Arche/Terme di Comano

descrizione itinerario:
Itinerario impegnativo che conduce alla scoperta della conca del Lomaso con i suoi castelli e pievi immersi in estesi seminativi dove si coltivano le famose patate. Più su il giro ci porta al Museo delle Palafitte di Fiavé e a visitare il sito palafitticolo e la torbiera di Fiavé, sito di importanza comunitaria e luogo privilegiato per l’osservazione dell’avifauna.
E’ prevista la possibilità di accorciare l’itinerario limitandosi alla visita della conca del Lomaso, tagliando per strade di campagna fra Dasindo e Vigo Lomaso.

Lasciata la macchina nel parcheggio nei pressi del ponte coperto, si prende l’itinerario pedonale che costeggia il duina e porta sulla strada principale. Si prosegue verso destra per imboccare, subito dopo il ponte, la ciclo-pedonale sterrata che sale fra il torrente Duina e il Municipio. Si torna sulla strada provinciale in corrispondenza dell’Albergo Sayonara, dopo aver attraversato la strada si continua a salire verso sinistra in direzione della caserma dei carabinieri e successivamente del campo di calcio proseguendo oltre lo stabile. Poco prima della piazzola posta al termine della strada asfaltata prendere lo sterrato che, a sinistra, sale a congiungersi con la viabilità principale (attenzione!). Subito dopo il tornante si svolta a destra e dopo circa 500 metri di salita, ci si affaccia sulla piana del Lomaso in prossimità del convento francescano. Si prosegue dritti, costeggiando il muro di cinta del convento decorato dalle stazioni della via crucis; la strada asfaltata si snoda lungo il confine fra bosco e seminativi, al margine della vasta piana coltivata del Lomaso, sulla destra, fra gli alberi, si scorge Castel Campo.
Giunti in prossimità della fine della piana, dove i seminativi cominciano a salire e la strada si inoltra nel bosco, si curva a sinistra per una strada asfaltata che in breve porta a Dasindo.
In corrispondenza della prima casa del paese si incrocia una strada asfaltata che, svoltando a sinistra, permette di tagliare la parte alta del tour raggiungendo direttamente Vigo Lomaso dove ci si reimmette sull’anello principale. L’itinerario principale invece prosegue dritto e attraversata la strada (attenzione!) prosegue per la piazza di Dasindo, sulla quale si affaccia la chiesta dedicata alla Madonna Assunta, il cui interno è riccamente affrescato da Simone II Baschenis. Si continua salendo a destra, per svoltare poco dopo a sinistra in corrispondenza di una casa gialla, da qui la strada sale fra campi di mais al paesino di Stumiaga. Attraversata la strada (attenzione!) il percorso si inoltra verso destra, fra le case della frazione, all’incrocio successivo si tiene la sinistra per tornare ad affacciarsi nuovamente sulla viabilità principale nei pressi della chiesa del paese. Dalla chiesa si prosegue prendendo la strada di destra, lastricata in cubetti di porfido, che porta ad un successivo incrocio fra strade di campagna, presso un albero di noce, si sale a sinistra fra campi coltivati fino ad arrivare alle prime case di Fiavé. Ci si dirige verso il centro abitato e la chiesa di San Zeno, di cui si scorge il campanile, per poi voltare a sinistra in direzione della piazza del paese e, proseguendo dritti, del Museo delle Palafitte.
Dal museo si continua lungo la via principale, arrivati ad una cappella adiacente il cimitero si svolta a destra, verso le campagne; al bivio successivo ci si tiene sulla strada di sinistra per inoltrarsi in un’ondulata distesa di prati e seminativi fino a raggiungere la segnaletica che indica la presenza ed il confine della torbiera di Fiavè, importante zona umida tutelata come Sito di Importanza Comunitaria, un tempo sfruttata per l’estrazione di torba. Svoltare a sinistra e seguire la strada sterrata per circa 200 metri, fino all’inizio della passerella di legno che consente di addentrarsi nel cuore della torbiera, fra salici e canneti. A monte dell’imbocco della passerella, una torretta per l’osservazione dell’avifauna offre una vista “dall’alto” della palude. Al termine della passerella si apre lo specchio di acqua libera che ospita i resti del villaggio palafitticolo, che si possono apprezzare al meglio svoltando a destra e costeggiando l’area archeologica per tornare infine sulla strada sterrata nei pressi della ex pescicoltura.
Giunti alla casa nei pressi del sito si prosegue dritti fino ad uscire sulla strada statale, si svolta a sinistra per seguirla fino alla prima curva, dove la si abbandona per una strada secondaria che in leggera discesa e tenendosi sempre sulla destra, conduce all’abitato di Favrio. Si attraversa il paese, dal quale si gode una vista meravigliosa sulle propaggini meridionali del Brenta, arrivati alla fermata dell’autobus si scende per la strada di sinistra che cala rapidamente fra alberi di noce e prati in direzione di Dasindo. Al termine della discesa si giunge ad un incrocio nei pressi del cimitero di Dasindo, si prosegue in leggera discesa lungo la strada che costeggia il campetto da calcio e, tenendo sempre la strada di sinistra, si raggiunge Vigo Lomaso.
Si svolta a destra per attraversare il paese e dirigersi verso la chiesa che sovrasta il paese da un terrazzo prativo: dedicata a San Lorenzo martire, risale al 1206 ed è la più antica pieve trentina seconda soltanto al duomo di Trento.
Lasciata la pieve svoltiamo a sinistra per una strada secondaria che, fra saliscendi, porta a Poia. Arrivati in paese di prosegue per la strada bassa, si attraversa la piazza e subito dopo l’albergo Fiore si svolta a sinistra, attraversando la parte bassa dell’abitato per poi passare fra prati e boschi ed infine arrivare in località Fucine, un tempo “area artigianale” di Ponte Arche, oggi ex mulini e fucine adibiti ad abitazioni private. Usciti sulla strada principale si prende a destra e seguendo il corso del Duina, si attraversa la strada in prossimità del ponte e, scese le scale, si prosegue lungo il percorso pedonale che in breve ci riporta al punto di partenza.