Ribon (Pointe du) da Bessans per la Valle du Ribon

difficoltà: F   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1750
quota vetta (m): 3529
dislivello complessivo (m): 1900

copertura rete mobile
vodafone : 20% di copertura

contributors: Andrea81
ultima revisione: 15/08/12

località partenza: Bessans (Bessans , 73 )

cartografia: IGC 1:50000 n.1 Valli di Lanzo e Moncenisio

note tecniche:
Il dislivello tiene conto di alcuni brevi, ma frequenti saliscendi sulla morena del ghiacciaio del Rocciamelone.
A inizio stagione occorrono piccozza e ramponi, altrimenti la gita è classificabile EE/F.
Non ci sono punti d'appoggio, per cui la gita è lunghissima, per l'avvicinamento della valle du Ribon è vivamente consigliata la mountain bike (a parte i primi 2 km il resto è molto facile e scorrevole).
Volendo è possibile bivaccare al termine del vallone, oppure a circa 2800 m su un ripiano dove vi sono 2-3 piazzole per la tenda (no acqua), oppure trovando posto sulla morena.
Gita sconsigliata dopo recenti piogge, con ghiaccio, o con rischio nebbia.

descrizione itinerario:
Poco prima di raggiungere Bessans, si trova il parcheggio della Valle du ribon (indicazioni), dove si lascia l'auto in quanto la strada sterrata è vietata al transito. Si segue la strada, che dopo i primi 2 km di forte pendenza, si mantiene molto dolce nel cuore del Vallon du Ribon, fino alle Baite dell'Arcelle, dove la strada termina (9 km da Bessans). Per chi volesse compiere l'avvicinamento in mountain bike, è consigliabile continuare ancora per 1-2 km in falsopiano lungo il bel sentiero nei prati, che occasionalmente costringe a scendere di sella.
Si continua sull'evidente sentiero sulla sinistra del fiume (è l'unico sentiero nella vallata), che al termine del pianoro, piega a sinistra e inizia a salire più deciso lungo una dorsale morenica. Si guadagna rapidamente dislivello, per raggiungere una zona franosa e detritica (attenzione alla possibilità di caduta pietre dal pendio sovrastante). Si attraversa il ruscello verso destra, e si seguono le recenti (anno 2012) tacche di vernice arancione, sovrapposte ad altre più vecchie di colore giallo. Oltrapassato il torrente, inizia un tratto non esposto ma piuttosto aereo, nel quale bisogna prestare attenzione per il terreno sporco di detrito. Si percorre una cengia, e poi si inizia a salire molto ripidamente per roccette e balze erbose, per circa 100 m di dislivello. Sono presenti due corde in altrettanti punti delicati (canalini) ma risultano inutilizzabili perchè decisamente molli, comunque la roccia è ricca di appigli e non c'è troppa esposizione. Superato questo tratto il terreno diventa più facile e meno ripido, seguendo i bolli e gli ometti si inizia a percorrere la lunga morena, appare finalmente il ghiacciaio del Rocciamelone.
Continuando a seguire le tacche arancioni, ci si mantiene alti sugli spalti morenici di rocce montonate alternate a pietraie ben camminabili, e si passa sotto la Pointe du Ribon sul suo versante sud, molto ripido. Si prosegue sulla morena finchè le tacche portano a mettere piede sul ghiacciaio (che comunque è evitabile continuando sui dossi morenici). Lo si risale pressochè in piano rimanendo sul margine sinistro, in direzione del Colle della Resta. Prima di raggiungerlo si piega a sinistra direzione nord, passando sotto il versante ovest della punta delle Cavalle (è anche possibile salire a questa percorrendo una traccia di sentiero che percorre il crestone, e poi proseguire comodamente verso la Pointe du Ribon), raggiungendo pendii e terrazzamenti rocciosi ricoperti di detriti e di pietrame nei pressi della selle du Ribon. Senza pervenire a quest’ultima e senza percorso obbligatorio ci si porta verso il soprastante versante sud ovest superandolo senza difficoltà; è possibile raggiungere subito il crestone detritico, oppure salire il pendio sud-ovest, superando un tratto ripido, per poi proseguire su terreno faticoso ma molto ampio fino all'anticima. Per arrivare alla cima, occorre scendere all'intaglio sottostante disarrampicando una paretina di 10 m con passi di I/II (non troppo esposti) e quindi risalire i 10 m opposti con facili passi di I su roccette sporche di detriti, fino al grosso ometto della cima.

Discesa a ritroso sul percorso di salita, volendo è possibile scendere più direttamente per il pendio detritico sud, che evita di ritornare sul ghiacciaio, ma occorre una buona visibilità e valutazione del percorso, inoltre il terreno è davvero instabile e richiede cautela.