Tre Sorelle da San Vito di Cadore

L'itinerario

difficoltà: F+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 1685
quota vetta (m): 3005
dislivello complessivo (m): 1400

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: annibale
ultima revisione: 30/08/11

punti appoggio: Rif. Scottèr;Rif. San Marco

cartografia: Carta Tabacco

bibliografia: Beltrame: Sorapis e Marmarole Occidentali

note tecniche:
Formate da tre Cime con minime differenze di quota tra esse,giacciono al centro della dorsale del Sorapìs.
Precipitano con imponenti pareti di oltre 600 m. verso N-E,mentre il versante S-E scende ad enormi gradoni sulla val di San Vito.Sono vette meritevoli,ma recondite,frequentate pochissimo poiché queste cime sono oscurate dalle vicine e molto più famose Pònta del Sorapìss e Croda Martora,che oltre ad essere le vette più alte del gruppo,richiedono un minor tempo di percorrenza.
Le Tre Sorelle infatti,pur offrendo scenari giganteschi ed appaganti,si trovano in un luogo alquanto recondito e separato dal resto del gruppo da un lungo attraversamento.

descrizione itinerario:
Itinerario:
Da San Vito si risale la pista sterrata di servizio agli impianti di risalita (divieto tre le ore 7,30 e le 18) fino al Rif. Scottèr-Palatini m.1580.
Si continua ancora lungo la sterrata con due lunghi tornanti (piccolo parcheggio a q.1685).
Si attraversano le ghiaie di un canale discendente dall’estrema sx della Cima Bel Prà.
Il sentiero si inoltra in un’incantevole pineta e raggiunge il Rif. San Marco alla quota 1883 m.
Si abbandona il rifugio in direzione N-E e si risale il pendio tra i pini raggiungendo il crinale del Giou Scuro che delimita l’omonimo canale discendente dalla forcella.
Il sentiero risale a tornanti fino a raggiungere la Forcella Grande m.2255.
Già da Forc. Grande, guardando l’enorme versante S del gruppo del Sorapiss, si nota l’inizio della cengia che si dovrà percorrere,situata sulla destra della colata di ghiaia rossastra che scende da Forc. della Caccia Grande, ed è lì che bisogna puntare.

Si abbandona la forcella e ci si sposta sul suo limite N-O.
Si imbocca il sentiero che taglia pianeggiante per circa 1 Km.il versante ghiaioso discendente dalla cresta che unisce la Punta Taiola a quella dei Ross fino al Fond de Ruseco,ovvero fino all’ingresso del grande catino ghiaioso a cui fanno da anfiteatro la Croda Martora e la Punta del Sorapis (c. 2515 m.).
Dal sentiero di attacco alla normale del Sorapiss ci si porta verso il lato più orientale della conca dove origina un'evidente larga banca ghiaiosa ed erbosa che si prolunga verso destra oltre il ripido canalone rossastro calante da Forc. Caccia Grande.
Si seguono pertanto le indicazioni per il Biv. Minanzio scendendo un po’.
Si abbandonano le tracce di sentiero ,che continuano a scendere,per attraversare in quota le ghiaie verso la sunnominata prima evidente cengia sotto le pareti della Caccia Grande.

Si percorre la banca in orizzontale evitando di alzarsi troppo in alto: oltrepassato il canalone che scende dalla Forc. della Caccia Grande (c.2490 m.) si imbocca sull'altro versante una cengetta ascendente un pò esposta (qualche metro di 1°).
La banca riprende, larghissima e scoscesa: occorre salirla obliquamente per innalzarsi fino ai piedi delle verticali pareti della Prima Sorella (c.2640 m.).
Si costeggia alla fine un gigantesco appicco giallo che sovrasta in modo imponente la cengia, e si guadagna la base dell’anfiteatro roccioso, solcato da tre canali.
Il punto di attacco si trova sul canale centrale che ,originatosi dalla forcella che separa la prima dalla seconda sorella,precipita con un salto sulla cengia (c.2700 m.).
Si attaccano le frastagliate rocce sulla sx del salto (1°) per alzarsi una ventina di metri e poi entrare nel canale.
Lo si risale tutto sulle rocce di dx senza via obbligata (passaggi di 1°) fino alla forcella (c.2910 m.).
Circa 10-20 m. più in basso della forcella,sul versante di salita,si segue una facile cengia aggirando uno spigolo.
Si sale un po’ (passaggi di 1°) e si continua traversando nella stessa direzione su di un’altra cengetta superiore fino ad un canale che la interrompe,sopra un salto roccioso di un paio di metri con una sottostante lingua terrosa (c.2920 m.).
Si risalgono le facili rocce (1°,roccia buona) sulla dx del canale fin poco sotto la forcellina da cui prende origine detto canale.
Si traversa facilmente il canale e si continua a salire per buone rocce di 1°-2° inclinando a sx fino a raggiungere la cresta (2950 m.).
Si percorre la facile cresta raggiungendo agevolmente la vetta (Prima Sorella 3005 m.).