Contrafforti sinistra idrografica alta Val Rienza Spitagoras

difficoltà: 6a
esposizione arrampicata: Nord-Ovest
quota base arrampicata (m): 1800
sviluppo arrampicata (m): 500
dislivello avvicinamento (m): 400

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: quelo64
ultima revisione: 14/05/09

località partenza: Parcheggio Lago di Landro (Dobbiaco , BZ )

bibliografia: R. Iacopelli, Dolomiti e dintorni, Cierre Edizioni, 2000

note tecniche:
Questo itinerario moderno, aperto nel 1997, ha subito richiamato l'attenzione di numerosi ripetitori per le caratteristiche dichiarate dai primi salitori: difficoltà contenute, roccia sempre molto solida ed attrezzatura a spit. In realtà la via è tutt'altro che rilassante. Le difficoltà riportate nelle pubblicazioni sono sottostimate e l'attrezzatura è veramente parca sui tiri più facili (1-2 spit su 40 metri), dove si può integrare con friend e dadi piccoli e medi ma non più di tanto. Nonostante la quota modesta, è una salita alpinistica da consigliare a chi ha l'abitudine alla ricerca dell'itinerario e non si spaventa ad arrampicare lontano dalle protezioni.

descrizione itinerario:
Accesso: dal parcheggio presso il Lago di Landro, si prende il sentiero ben segnato che si inoltra nell'alta Val Rienza e conduce al Rifugio Locatelli alle Tre Cime. Dopo circa 50 minuti-1 ora di cammino si giunge sotto la parete, ben visibile sulla destra (sinistra idrografica) della valle. Questa è caratterizzata nella parte alta da uno spigolo strapiombante che si spegne in un marcato diedro la cui faccia sinistra è nera e quella destra gialla.
Si guada il torrente e salendo per mughi e ghiaie in breve si è all'attacco, alcune decine di metri a sinistra del diedro suddetto.
Primi tre spit visibili lungo una fessura nerastra dall'aspetto bonario che si rivela invece piuttosto ostica.
Relazione: L'itinerario segue dapprima una serie di fessure e diedri sulla placca nerastra che costituisce la faccia destra del gran diedro giallo-nero, poi affronta un pilastro sporgente, obliquando quindi a destra per prendere lo spigolo della parte alta, che si segue fino a sbucare sul plateau sommitale, al cospetto delle pareti settentrionali delle Tre Cime di Lavaredo.
Il primo tiro lungo la fessura, valutato di V+ ma in realtà un buon 6a (30 metri con 4 spit), è il più difficile della via ma è abbastanza protetto. Seguono tre tiri più facili ma piuttosto lunghi (45-50 m) e meno protetti, che conducono su un pilastrino.
on altri due tiri verticali su rocce nere (90 m totali, V+) si raggiunge la vetta di un marcato pilastro un poco staccato, da cui con due tiri obliqui a destra (80 m totali, V) ci si porta sullo spigolo, sotto una fascia strapiombante. Una lunghezza impegnativa sulla destra dello spigolo (40 m, V+, 2 protezioni dichiarate) porta ad un terrazzo, da cui si supera un ultimo risalto per un caminetto (V-), sbucando su rocce abbattute con mughi.
Per queste (circa 100 m facili) al plateau sommitale. In tutto sono 10 tiri di corda lunghi più i 100 m finali di roccette. Circa 5 ore dalla base.
Discesa: per tracce si attraversa il plateau, raggiungendo verso sinistra (est) una malga (posto di ristoro). Da qui, un sentiero inizialmente poco visibile e poi abbastanza ripido riporta rapidamente in valle, circa 15 minuti a monte dell'attacco della via. In totale sono necessarie quasi due ore dall'uscita per tornare al Lago di Landro.