Cucco (Monte) Parete Ovest della Meteora

difficoltà: 6a / 5b obbl
esposizione arrampicata: Ovest
sviluppo arrampicata (m): 75

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: Rello
ultima revisione: 22/05/18

località partenza: Campeggio di Monte Cucco (Orco Feglino , SV )

accesso:
Dall’ultima piazzola carrabile sopra il campeggio di Monte Cucco, si prende il sentiero in leggera discesa nel bosco, che punta verso l’estremità meridionale della falesia. Dopo aver superato i settori “Anfiteatro” e il c.d. “Campanile di Monte Cucco”, il sentiero inizia a risalire, giungendo ad affacciarsi sulla valletta laterale che separa Monte Cucco da Bric Spaventaggi. Qui il sentiero cambia direzione e prosegue in piano verso la parte alta della valletta; dopo poche decine di metri – dove inizia una fascia di bosco maggiormente smacchiato – si esce dal sentiero, per risalire il pendio a monte (ometto; 15 minuti circa dal posteggio) verso l’isolata rupe che fa da angolo alla bastionata di Monte Cucco.
In particolare, occorre raggiungere la radice dello spigolo di roccia che separata il versante Sud della rupe, caratterizzato da un’erosione di roccia rossa (che ben si scorge dal fondovalle quando si sale verso Cà d’Alice e le falesie di Bric Grigio) dalla sua più ampia parete Ovest, cinta in basso da una terrazza boscosa (che meglio si scorge, invece, dal casello di Orco Feglino o dalle falesie di Bric del Frate).
Dopo aver preso un po’ di quota nel bosco, s’inizia quindi a traversare per tracce in direzione opposta al sentiero, ben al di sotto di un primo affioramento di roccia. Raggiunto un secondo affioramento, si risale per vago canale (ometto) lasciando a dx un grottino con simpatica “sala da pranzo”, per andare a intercettare una cengetta che consente di accedere all’estremità della terrazza boscosa, dove lo spigolo è ben evidente e forma un’ostica prua (corda fissa con sosta della via “Spigolo della Meteora”). Si traversa quindi sotto una specie di zoccolo aggettante, tagliato al centro da una fessura chiodata (dove attacca la via “Gabi”) per raggiungere la parte più alta della terrazza, oltre il margine opposto dello zoccolo, dove la parete si stacca con maggiore continuità.

note tecniche:
Combinazione di due brevi vie attrezzate con chiodi da fessura e ancoraggi naturali, che percorre una struttura appartata e sconosciuta alle guide e alle mappe, qui battezzata “Meteora di Monte Cucco”.
In ogni caso, come già nel caso dello Spigolo e della via “Gabi” (v. itinerario n. 68604) non si tratta di vie nuove, perché abbiamo trovato alcuni vecchi chiodi molto ben messi.
A parte questo, però, occorre considerare che il sito era completamente abbandonato, forse anche a causa della qualità non è eccelsa della roccia (a tratti friabile e gessosa). Si raccomanda quindi massima attenzione nel verificare sempre tutto ciò che si tira…
Tutte le soste sono state attrezzate per eventuali calate con spit-roc e corde statiche.

descrizione itinerario:
Oltre il margine dello zoccolo, dove la parete si stacca con maggiore continuità, la sommità della struttura è difesa da un panciuto strapiombo. Dove la parete è più compatta e levigata, sale un’unica linea di vecchi fix, che vince lo strapiombo al centro, con percorso “a goccia d’acqua”. Peraltro, raggiunta la cengetta dove inizia la linea di fix (L1) è possibile raggiungere la sommità della parete aggirando il panciuto strapiombo verso sx (L2) o verso dx (L3) per linee di relativa debolezza, che seguono fessure e diedri, e che si prestano alla posa di protezioni più tradizionali.

L1 (15m.)
Si attacca un bel muretto subito a dx di una specie di “tana di volpe” (V; 2 ch.). Aggirati un paio di alberelli verso sx, la roccia si appoggia in direzione di una cengetta sotto una più compatta fascia di rocce (III+; 1 cl. con cordone; sosta su 1 spit e 1 ch. collegati con cordone.

L2 (30m.) (ramo di sx)
Si vince il muro a sx della sosta, in direzione di un alberello proteso nel vuoto (VI o V+/A0; passo chiave; 3 ch.). Ristabiliti su gradino, si punta al margine dx di un blocco staccato, che poi si segue fino alla sommità (IV; 1 ch.; eventuale sosta intermedia su 1 spit e 1 vecchio ch. collegati con cordone). Di qui una fessura obliqua verso sx conduce sotto un ostico muretto (V+ o A0; 3 ch.). Dal soprastante terrazzino, si guadagna una cengetta, ritornando verso dx, in direzione di un canalino obliquo ingombro di blocchi (III+; alberelli per cordini). Evitando di stuzzicare i blocchi all’interno del canalino, si esce in maniera più diretta verso sx, inerpicandosi all’interno di una secca strozzatura (V+; 1 ch. sulla faccia sx; sosta in uscita verso dx, su 1 spit collegato con 1 cl. e maillon di calata).

L3 (30m.) (ramo di dx)
Dalla sosta della L1, guardando verso dx, si scorge la fila di fix che percorre la parete “a goccia d’acqua”; all’estremità della cengetta, però, la parete forma un diedro, che offre un’arrampicata più “classica” (V; 3 ch. e 1 cl. con cordino in uscita). Dal diedro si esce verso dx, salendo poi in obliquo per balze di roccia un po’ erbose ma maggiormente abbattute, fino ad un terrazzino (III; eventuale sosta intermedia su 1 spit e 1 ch. collegati con cordone). Da qui, per belle placche a sbalzo, si ritorna verso sx, guadagnando la base di un secondo diedro, dal quale si esce su un bel balconcino incassato, a poca distanza dal bosco sommitale (IV; 1 cl. con cordino e 2 ch.; sosta su 1 spit collegato con 1 cl. e maillon di calata).