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l cammino ha inizio dalla Basilica di San Nicola di Bari, luogo simbolo del pellegrinaggio in Puglia, e attraversa l’antico territorio della Peucezia: dalla lussureggiante foresta di ulivi che caratterizza la piana costiera, alle distese steppiche dell’altopiano murgiano, dalle macchie di bosco fino alle incisioni carsiche (lame e gravine) che costituiscono l’incantevole scenario rupestre in cui sorgono Gravina in Puglia e Matera.
170 km in 7 tappe lungo le quali si scopre il ricchissimo patrimonio culturale apulo e lucano costituito da cattedrali e borghi medievalià
La Via Peuceta è infine un viaggio alla scoperta di chiese rupestri, vestigia greche e romane, masserie storiche.
Percorso segnalato molto bene, nessuna difficoltà oggettiva, sentieri in buone condizioni
Tappa 1 Uscita da Bari è pessima, per quanti vorranno evitare i primi 8 km della periferia di Bari, è possibile raggiungere in treno la città di Modugno e da lì ricollegarsi al percorso principale. Il treno delle Ferrovie Appulo Lucane (consulta gli orari qui: FAL) giunge nel centro città dove è possibile fare una ricca colazione e visitare la chiesa di Santa Maria Assunta. In alternativa è possibile prendere un treno FS da Bari a Modugno (consulta gli orari qui: Trenitalia), ma la stazione è fuori paese.
Tappa 2 Si parte dalla suggestiva cattedrale romanica dedicata a San Michele Arcangelo ed eretta tra la fine dell’XI e l’inizio del XII sul modello della Basilica di San Nicola di Bari. Dopo circa 1 km si penetra nella lussureggiante foresta di ulivi che caratterizza la Terra di Bari; gli ulivi sono il simbolo della Puglia: questi monumenti viventi della civiltà mediterranea, delle cui origini sopravvivono alcuni maestosi testimoni (esemplari millenari), costituiscono un patrimonio culturale inestimabile e un’importantissima risorsa economica. Uliveti, mandorleti e vigneti, tingono le vaste distese della piana nelle quali sorgono antiche masserie, trulli e muretti a secco che testimoniano l’antica vocazione agricola di questo territorio. È questo il paesaggio che accompagna il viandante per i successivi 20 km durante i quali si assiste ad una progressiva salita verso l’altopiano della Murge il cui gradone roccioso si staglia nettamente all’orizzonte negli ultimi chilometri della tappa, che si conclude a nel centro storico di Cassano delle Murge (prima dell’ingresso in paese si consiglia la visita del Santuario di Santa Maria degli Angeli).
Tappa 3 La tappa ha inizio dal centro storico di Cassano delle Murge per poi svolgersi prevalentemente all’interno del Bosco di Mesola: il bosco ha un elevato valore vegetazionale per la presenza di esemplari arborei notevoli come la roverella, il fragno, il leccio, le fustaie di Pino d’Aleppo, e degli arbusti tipici della macchia mediterranea come il lentisco, la ginestra, il cisto marittimo, la quercia spinosa, il corbezzolo, il mirto, il biancospino, il pruno spinoso. Lungo il cammino si susseguono tutti gli scenari tipici del paesaggio murgiano: creste rocciose, cavità carsiche, dolci pendii, doline e lame, campi di grano e brulli pascoli. Un luogo dove l’azione della natura si mescola e convive con quella millenaria dell’uomo che ne ha plasmato e alterato le forme. Si giunge a Santeramo in Colle attraverso la Pineta Galietti che prende il nome dalla masseria settecentesca che sorge al suo interno.
Tappa 4 Si parte dal centro storico di Santeramo in Colle ed attraverso una serie di contrade si penetra lentamente nel cuore dell’Alta Murgia, una delle più importanti aree steppiche d’Italia per la presenza di vari endemismi floristici e di una delle maggiori popolazioni di avifauna delle steppe. Le steppe a graminacee, particolarmente diffusa è una stipa chiamate comunemente “lino delle fate”, arricchite dalla presenza di licheni, muschi e orchidee selvatiche, conferiscono al paesaggio un aspetto quasi lunare. Lungo il cammino, a circa 6 km da Santeramo, si incontra il complesso di Grotta Sant’Angelo (attualmente in fase di ristrutturazione), un luogo di culto micaelico fra i più importanti dell’antica Apulia, secondo solo al grande centro di pellegrinaggio garganico. Dopo un breve tratto percorso lungo l’alveo di una gravinella si risale l’altopiano che, a partire dal sito rupestre di Fornello (nei pressi del quale si cammina lungo l’antica carraia medievale), digrada dolcemente verso la città federiciana di Altamura, punto d’arrivo della tappa.
Tappa 5 Si parte dalla maestosa cattedrale di Santa Maria Assunta costruita nel 1232 per volere di Federico II di Svevia secondo i canoni dell’architettura romanica del tempo e il cui impianto originario ha subito nei secoli importanti modifiche. Si attraversa l’incantevole centro storico di Altamura costituito da un dedalo di stretti vicoli e piccole piazzette denominate “claustri” all’interno del quale si percepisce costantemente il piacevole profumo del pane cotto in antichi forni di pietra: è il famoso pane di Altamura, realizzato con semola di grano duro dell’Alta Murgia, e rinomato fin dal Medioevo. Superata la città, tra la Murgia e la Fossa Bradanica, il paesaggio si estende a perdita d’occhio su vaste distese coltivate a grano e seminativi (lupino, cicerchia, avena). Si giunge a Gravina in Puglia attraverso una piccola macchia di bosco e una strada lastricata che conduce alle porte della città.
Tappa 6 Si parte dalla cattedrale di Santa Maria Assunta, costruita nel 1095 dai Normanni a strapiombo sulla gravina, e ci si lascia la città alle spalle attraversando l’affascinante ponte acquedotto in pietra, risalente al ‘700, che collega scenograficamente le due sponde del burrone, e che permette di raggiungere il pianoro della Madonna della Stella da dove è possibile godere di una notevole vista della città di Gravina in Puglia e del suo habitat rupestre. Una stradina acciottolata conduce alla collina di Botromagno, luogo del primo insediamento antropico, risalente all’età Neolitica, nell’area di Gravina; su questa collina sorse successivamente Sidion, una delle più importanti città della Peucezia, della quale permangono numerose testimonianze archeologiche purtroppo in totale abbandono. La discesa dalla collina di Botromagno offre uno dei panorami più suggestivi dell’Alta Murgia; dopo pochi chilometri inizia una nuova ma lieve salita verso la collina su cui si estende il Bosco Difesa Grande che costituisce uno dei più estesi e ricchi complessi boscati dell’intera Puglia. Il Cammino attraversa interamente il bosco i cui sentieri, che si percorrono per circa 10 km, sfociano infine sulla Fossa Bradanica, un vasto paesaggio di dolci colline caratterizzate da suoli alluvionali profondi e argillosi. Si attraversano le ampie distese intensamente coltivate che si presentano tra maggio e giugno di un giallo splendente, dopodiché ha inizio l’ultima salita verso la collina di Picciano, sulla cui sommità sorge il santuario benedettino che costituisce la meta della tappa.
Tappa 7 Si parte dal santuario benedettino di Picciano da dove ha inizio una lenta discesa verso l’ampia piana tufacea in cui sorge Matera. La straordinaria bellezza e unicità dell’habitat rupestre si svela lentamente agli occhi del viandante: si scoprono pian piano i dirupi e le grotte sulle cui pareti l’uomo ha lasciato le tracce della sua continua presenza dalla preistoria fino ai nostri giorni. Il percorso lambisce la Riserva Naturale di San Giuliano, una delle più importanti zone umide della Basilicata. L’ingresso a Matera avviene dal Rione Casalnuovo da dove si raggiunge direttamente l’incantevole zona dei Sassi. Il Cammino termina alla Cattedrale della Madonna della Bruna.
Per quanti non volessero affrontare la tappa di 30 km vi è la possibile di utilizzare una variante breve di 15 km che attraversa la zona industriale di La Martella e consente di arrivare a Matera in circa 4 ore. La traccia relativa si trova nell’area download generale.
Per maggiori info https://camminomaterano.it/via/1/via-peuceta
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