Via degli Dei da Bologna a Firenze

Via degli Dei da Bologna a Firenze

Dettagli
Dislivello (m)
4600
Quota partenza (m)
90
Quota vetta/quota (m)
1200
Esposizione
Varie
Grado
E
Sentiero tipo, n°, segnavia
Via degli Dei (VD)

Località di partenza Punti d'appoggio
Tanti B&B e alberghi campeggi lungo il percorso

Note
La via degli Dei è un itinerario ormai classico che partendo da Bologna seguendo per lunghi tratti l’antica via Flaminia militare porta fino a Firenze.
Il cammino consiste in 130 km 4600 mt dislivello da fare in 4 5 6 giorni in base all’allenamento
Avvicinamento
Raggiungere in treno la stazione di Bologna
Descrizione

Bologna – Casalecchio di Reno – Sasso Marconi – Badolo
Lunghezza: 21.30 km
Dislivello: +817 m; -515 m
Tempo: 6.50 h 

Dalla stazione FS di Bologna si imbocca Via Indipendenza e si arriva in Piazza Maggiore, vero punto d’inizio (o di arrivo) della Via degli Dei.

Da Piazza Maggiore imbocchiamo Via d’Azeglio, superate la casa di Lucio Dalla e girate poi a destra in Via Farini  e poi a sinistra in Via Collegio di Spagna, da cui proseguiremo sulla sinistra per arrivare a via Saragozza dove incontreremo gli ultimi negozi e bar per acquistare il pranzo al sacco della prima tappa. Arrivati all’arco del Meloncello iniziamo a percorrere il portico più lungo del mondo: quello che porta al Santuario della beata Vergine di San Luca.

Una volta saliti a San Luca e dopo aver chiesto “una grazia” come i veri bolognesi, si deve ridiscendere verso il Comune di Casalecchio di Reno, proseguendo per 550 m sulla strada asfaltata e prendendo sulla destra la Via de’ Brègoli (CAI 112A) che conduce al Parco Talon attraverso un bel bosco alberato. Proprio all’inizio del sentiero, finita la strada sterrata, incontrate un bivio: entrambe le direzioni vanno bene ma il sentiero di destra è più breve e più ripido (meglio evitarlo in caso di pioggia). Arrivati al parco si prosegue costeggiando la riva destra del fiume Reno, la sinistra se venite da Bologna, la destra perché si considera la direzione dell’acqua, dove incontrerete i primi cartelli della Via degli Dei e del sentiero CAI 112. Proseguendo in direzione Sasso Marconi si raggiunge l’Oasi Naturalistica di San Gherardo (con fontanella d’acqua) che nasce dal recupero di una cava nei pressi di Palazzo de’ Rossi ed oggi è un luogo di tutela e di conservazione della flora e della fauna locale. Offre la possibilità di praticare birdwatching, trekking e nordic walking e di approfondire la conoscenza degli aspetti geologici e morfologici del territorio. L’Oasi dispone anche di una “Casa della Natura”: un centro di documentazione e divulgazione scientifica attrezzato con spazi didattici e servizi di accoglienza a scolaresche e gruppi in cui approfondire lo studio delle specie autoctone e degli ambienti naturali delle zone umide. 

Superate l’Oasi Naturalistica di San Gherardo e arrivate alla strada asfaltata. Continuate sempre dritto fino ad arrivare al bivio Sasso/Pontecchio e prendete verso Sasso. Risalite per Via Vizzano e arrivando alle “Ganzole” (CAI VD) si può raggiungere Sasso Marconi o proseguire per Badolo.

Arrivati ai Prati di Mugnano ci si dirige all’interno del Parco, si supera il parcheggio e si arriva alla “Piazza” dove si prosegue seguendo il sentiero CAI 122 VD che svolta secco a sinistra poco prima del quadrivio de la Commenda (se arrivate lì tornate indietro di 50 metri).

Proseguite poi su via delle Orchidee, svoltando a destra sulla Provinciale di Badolo arriverete al Giardino Botanico Nova Arbora, proseguendo lungo la strada asfaltata tenendo la sinistra raggiungerete via delle Valli.

 

Badolo – Brento – Monzuno – Madonna dei Fornelli
Lunghezza: 28 km
Dislivello: +1460 m; -1038 m
Tempo: 9.50 h 

Proseguendo il sentiero si arriva a Brento e si costeggia il Centro Tutela e Ricerca di Fauna Esotica e Selvatica di Monte Adone. Si gira secchi a destra e si segue la strada che porta poi alla cima di Monte Adone (seguire il sentiero CAI 110 Monte Adone), per evitarla in caso di forti piogge o di stanchezza proseguite per il sentiero diretto per Brento. Siamo nel cuore del Contrafforte Pliocenico e alla Croce di Monte Adone (che in realtà sono 2!) prendetevi del tempo per godervi il silenzio e il bellissimo panorama.

 Scendendo verso Brento, si arriva all’abitato con il centro sportivo (con servizi, bar e una trattoria) dove vi potete riposare prima del lungo tratto che collega Brento a Monterumici e poi Monzuno. Il percorso prevedeva un lungo tratto asfaltato che, nel 2021, è stato sostituito grazie all’impegno del Comune di Monzuno e dei volontari CAI, troverete quindi le nuove indicazioni per allontanarvi dalla strada e percorrerlo in natura. Per chi fosse stanco, però, lungo la strada principale, in località Bivio Furcolo, c’è la possibilità di prendere l’autobus di linea fino a Monzuno.

Arrivati a Monzuno (rifocillatevi e riposatevi, può anche essere un’ottima alternativa come punto tappa se la percorrete in 6 giorni), da Piazza XXIV Maggio proseguite su strada asfaltata in direzione Madonna dei Fornelli, superate il bivio per Loiano e andate verso i campi sportivi dove, svoltando a destra, imboccherete una larga carrareccia in salita. Dopo circa 20 minuti si raggiunge la località “Campagne” dove è segnalato il percorso CAI 019 – VD.

Si attraversa (sentiero CAI n.° 19) un cancelletto in un bel bosco di castagni fino ad arrivare al ripetitore Telecom già individuato il giorno precedente da Monte Adone. Da qui si segue la strada sterrata fino alle case di Le Croci. Breve salita fino al Monte Galletto e poi su sterrata si giunge a Madonna dei Fornelli (3 ore circa da Monzuno).

 

Madonna dei Fornelli – Passo della Futa – Monte di Fò
Lunghezza: 17.25 km
Dislivello: +783 m; -753 m
Tempo: 5.50 h 

Da Madonna di Fornelli proseguite verso Pian di Balestra lungo il sentiero n. 019.

Superato il quadrivio di Pian di Balestra seguite la segnaletica Via degli Dei – Futa e Strada Romana, superate un piccolo cancello di legno sulla sinistra e addentratevi nel bosco.

Dopo pochi metri potrete già ammirare dei tratti di Flaminia Militare, l’antico percorso romano datato 187 a.C. che vi accompagnerà in diversi punti di questa tappa.  

Proseguendo sul sentiero si arriva ad un cancello facilmente identificabile da un disegno e una scritta in rosso che recita “Chiudere il cancello grazie”, oltrepassato il quale si apre un ampio spazio: un grande campo con una casa in sasso sulla destra (Località “I Capannoni”). Proseguite percorrendo il viale sterrato e dopo la curva vedrete un albero con indicazioni del percorso. Continuando a camminare incontrerete un bivio a cui bisogna girare a destra. Questo punto del tragitto non è ben segnalato, seguite però la strada come consigliato e dopo qualche metro vedrete il cartello CAI n°019 sulla destra.

Il sentiero prosegue fino ad arrivare alla Piana degli Ossi, dove si possono ammirare i resti di 6 antiche fornaci datati presumibilmente II secolo a.C.. Superato questo punto proseguite verso il Passeggere dove incontrerete un incrocio con indicazioni su cartelli in legno a cui bisogna girare a sinistra. Continuate il percorso e al bivio successivo girate a destra; dopo pochi metri si incontra un laghetto artificiale che dovrete costeggiare fino a che non termina la recinzione. Il sentiero prosegue verso sinistra e in salita fino a che non si esce dal bosco e non si incontrano due piane: una più piccola sulla destra e sempre dritto una più ampia denominata “radura delle Banditacce”.

Andate avanti verso sud seguendo il sentiero in leggera salita fino ad arrivare alla cima delle “Banditacce” punto di massima quota di tutto il percorso (circa 1200 m). Dopo alcuni metri raggiungerete anche il “Poggiaccio” che determina la metà del tragitto, ovvero l’approssimativa equidistanza tra Bologna e Firenze. Il sentiero poi scende leggermente sulla sinistra e lì potrete ammirare numerosi reperti dell’antica strada romana, ben conservata e facilmente identificabile grazie alla presenza di numerose insegne. Continuate a camminare e arriverete alle falde di Poggio Castelluccio: per chi vuole c’è la possibilità di fare una piccola deviazione a destra in salita e raggiungere la cima dove sono state rinvenute testimonianze di un antichissimo Castelliere Ligure (si presume V-III sec a.C.). Proseguendo invece per il sentiero si incontrano nuovamente tratti di Flaminia Militare, di cui uno ben conservato e protetto da una sorta di recinto di legno. Continuate il percorso seguendo la segnaletica e scendete a destra fino a raggiungere l’inizio di un bosco di conifere. Andate avanti in linea retta seguendo sempre le indicazioni per la Futa fino ad arrivare dopo poco alla strada asfaltata che da Pian del Voglio porta al Passo della Futa, SS 65. Seguite la strada asfaltata fino a raggiunge l’ampio parcheggio e l’ingresso del Cimitero Germanico tra i più grandi in Italia.

 

Passo della Futa/Monte di Fò – Sant’Agata – San Piero a Sieve
Lunghezza: 21.08 km
Dislivello: +641 m; -1197 m
Tempo: 6.30 h 

Se avete alloggiato alla Futa proseguite dritto lasciandovi la cabina dell’Enel sulla destra, se invece avete pernottato a Monte di Fo/Santa Lucia continuate sulla strada asfaltata fino a che non incontrerete sulla destra una sbarra bianca e blu: superatela ed entrate nel bosco seguendo le indicazioni GEA, arrivando in località Apparita. Proseguendo si raggiunge un bivio ben segnalato, prendete il sentiero CAI n°00 che porta a Monte Gazzaro.

Continuate sul sentiero e salite lungo il crinale della collina fino a raggiungere sulla vetta (che non è proprio la vetta!) la Croce di Monte Gazzaro (1125m) [NB: al momento la croce è caduta e deve ancora essere ripristinata]. Il sentiero che porta sulla cima della collina è sconsigliato in caso di maltempo e non percorribile in mountain-bike; in questi due casi al bivio scendete prendendo la strada a destra. Vicino alla croce di M. Gazzaro c’è una piccola struttura in pietra, appeso al muro c’è un contenitore in metallo che contiene il “libro vetta”, il quaderno dove chi vuole può scrivere i propri pensieri. Proseguite lungo il crinale e scendete: in questo punto dovete fare molta attenzione perché lo spazio dove camminare è stretto e il terreno può essere a tratti molto scivoloso.

Andate sempre dritto fino ad arrivare ad un grande spiazzo: questo è il Passo dell’Osteria Bruciata. Qui un tempo sorgeva una locanda rinomata per i suoi piatti di carne “umana” cucinati dal proprietario dopo aver derubato ed ucciso i suoi ospiti. Le indicazioni qui sono molto chiare: seguite dunque il sentiero per Sant’Agata sul sentiero CAI n°46. Continuando a camminare si scende fino ad arrivare ad una vecchia casa semidiroccata: “Riarsiccio”, da qui andate avanti fino ad arrivare ad un bivio sulla destra. Qui ci sono due cartelli: se si gira a sinistra si prende il sentiero CAI n°46b verso Sant’Agata, se si gira a destra si continua a camminare sul sentiero iniziale n°46 verso Sant’Agata-San Piero a Sieve. Voi dovete seguire il secondo cartello e girare quindi a destra. Il sentiero prosegue fino ad arrivare ad una strada sterrata che porta poi sulla strada asfaltata. Se si gira a sinistra si può andare a visitare Sant’Agata del Mugello, borgo fuori dal tempo che merita una sosta sia per rifocillarsi sia per una visita alla Pieve, chiesa affascinante e molto antica, e ai suoi musei.

Se invece si vuole raggiungere San Piero a Sieve, consigliamo di prendere la sterrata a destra parallela alla Strada Statale in direzione Gabbiano e segnata come CAI n°46. Proseguendo dritto la strada diventa asfaltata e si arriva a S. Piero a Sieve.

Durante quest’ultimo tratto si può effettuare una deviazione per visitare il Convento di Bosco ai Frati, dove si trova un meraviglioso Cristo ligneo di Donatello.

 

San Piero a Sieve – Bivigliano – Vetta Le Croci
Lunghezza: 18 km
Dislivello: +750 m; -430 m
Tempo: 6 h 

Ripartendo dal centro storico di San Piero a Sieve, si segue la strada asfaltata con indicazioni per la Fortezza Medicea. Una volta saliti prendete la strada bianca a destra e continuate a camminare seguendo la segnaletica CAI Bo-Fi. Dopo poco avrete la possibilità di fare una piccola deviazione a andare a vedere la Fortezza Medicea di San Martino (chiusa però al pubblico). La fortificazione occupa un intero colle: domina l’abitato di San Piero a Sieve e gran parte del Mugello. La sua costruzione fu fortemente voluta da Cosimo I de’ Medici per porre un baluardo a difesa dei possedimenti della famiglia e dello Stato Fiorentino oltre che per soddisfare le pressanti richieste delle popolazioni locali, stanche dei continui saccheggi perpetuate ai loro danni da eserciti e bande provenienti dal nord. E’ considerata una delle più estese fortificazioni italiane di tutti i tempi. 

Continuando a camminare arriverete ad una strada asfaltata. Prendetela, girate a destra, proseguite pochi metri, attraversate la strada e prendete lo sterrato sulla sinistra che indica “Trebbio, Cadenzano”. Proseguite sul sentiero fino ad arrivare a un grande bivio: qui prendete la strada sulla sinistra in salita. Continuate a camminare sulla Via degli Dei e incontrerete sulla vostra destra un tabernacolo del 1664. Proseguite sulla strada che sale leggermente e godetevi la veduta del bellissimo panorama attorno a voi dove si vedono anche distese di alberi di ulivo. Andate avanti fino ad arrivare alla località Trebbio. Fate una piccola deviazione e andate a vedere da vicino il Castello del Trebbio.   

Andate avanti e seguite le indicazioni CAI 17 Bo-Fi Bivigliano. La strada continua e si snoda nel bellissimo panorama del Mugello dove potrete sempre vedere ulivi, borghi e tabernacoli. Proseguite dritti fino ad arrivare alla strada statale per Firenze. Girate a sinistra per Tagliaferro, scendete fino ad incontrare nuovamente i segnali CAI per Bivigliano sul muretto che circonda una grande casa rossa. Proseguite e superate un cancello che vi porta sulla strada bianca. Dopo poco le indicazioni dicono di girare a sinistra lasciando così alle spalle la strada sterrata e proseguendo nel bosco. Il sentiero sale e arriva a un bivio: CAI 00 e CAI 00-60: seguite il primo girando a destra e proseguite sulla strada bianca. Arrivati ad un piccolo spiazzo con il nome di “Camporomano” il sentiero riprende a destra nel bosco. Continuate sul tracciato fino a che non arriverete ad una strada asfaltata e in lontananza, sulla vostra destra, potrete ammirare la Badia del Buonsollazzo. Proseguite sulla strada asfaltata fino a che non incontrerete il cartello per Monte Senario sulla vostra sinistra. Il sentiero prosegue in salita fino ad incrociare un cancello che dà su una strada asfaltata: è la strada che arriva al Convento di Monte Senario. Dopo una sosta nel punto di ristoro dei frati, prendete la strada sterrata che costeggia il Convento sulla destra, scendete lungo il viale alberato e prendete il sentiero che scende nel bosco alla vostra sinistra e che alla fine arriva in una strada asfaltata. Proseguite sulla strada fino a che il sentiero riprende a Vetta le Croci dopo circa mezz’ora nel verde e alla vostra sinistra. Quest’ultimo tratto che porta ad Olmo è completamente aperto in una distesa di campi con panorami mozzafiato. Se guardate bene in lontananza infatti potrete già ammirare da lontano sia Fiesole che Firenze.

 

Vetta Le Croci – Fiesole – Firenze
Lunghezza: 18 km
Dislivello: +250 m; -645 m
Tempo: 4 h 

Se avete pernottato a Olmo, risalite a Vetta le croci e imboccate il sentiero seguendo le indicazioni per l’Alberaccio. Attraversata la strada asfaltata continuate sul sentiero CAI n.° 2 che prosegue in salita verso Poggio Pratone da dove è possibile godere di un bellissimo panorama verso Firenze. Dal Pratone si scende su strada sterrata fino a Monte Fanna. La strada diventa poi asfaltata, una volta attraversata la frazione di Borgunto, e si giunge in breve in piazza Mino a Fiesole.

VARIANTE: Una bella alternativa può essere il Sentiero di Stilicone che nasce da un gruppo di volontari che hanno ripercorso un evento storico: nell’anno 405 d.C. gli Ostrogoti al comando del Re Radagasio invasero l’Italia da Nord e dilagarono con saccheggi e devastazioni. Le avanguardie raggiunsero in nove mesi Firenze mettendola sotto assedio mentre il grosso degli Ostrogoti con donne e bambini si adagiò sulle colline fiesolane, ricche di sorgenti di acqua, in attesa di attraversare l’Arno. Il generale romano Stilicone, con pochi uomini ma con sagace tattica, suddivise l’esercito in due unità e, sfruttando la forma a conca della valle del Mugnone, sferrò l’attacco sconfiggendo gli Ostrogoti a Mons Regis, poi divenuto Montereggi. Si narra che il toponimo Vetta Le Croci sopra l’Olmo richiami le numerose sepolture che seguirono alla battaglia.

Per arrivare in Piazza della Signoria avete a questo punto 3 possibilità:

  • 1) prendere in PIazza Mino di Fiesole l’autobus n.° 7 con destinazione Piazza San Marco o restare sul bus fino alla stazione di Firenze
  • 2) prendere la panoramica fino alle scuole medie e percorrere il sentiero CAI n.° 7 che sale a Monte Ceceri e da qui scendere alle cave di Maiano, salire verso Settignano e scendere direttamente a piedi passando per Coverciano (tracciato della carta escursionistica)
  • 3) scendere verso Firenze lungo l’asfaltata ma panoramica Via Vecchia Fiesolana 
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gulliver
11/09/2021
3 mesi fa

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