La salita è divisa da 2 grosse cenge che dividono la parete in 3 terzi. Ognuna delle due cenge taglia tutto l'anfiteatro della parete S, raggiungendo la cresta SE, quindi possono essere usate come scappatoia. La prima è molto lunga e sembra avere tratti molto esposti, la seconda invece sembra una scappatoia molto più ragionevole e viene abitualmente percorsa. Una ritirata sulla via sarebbe oltremodo costosa.
I primi due terzi di via sono abbastanza appoggiati con tiri facili, ad eccezione di L4 che ho trovato bello tignosetto. L'ultimo terzo di parete è verticale e impegnativo, seppur ragionevole. Roccia da molto buona a ottima, un granito a grana fine con qualche "bugnun" sparso qua e la, che aiutano i piedi (e a volte smadonnano a proteggere). La via è logica e si segue bene, anche se non ci sono ancoraggi che ne danno la direzione.
Infatti, come in tutta la Norvegia, non ci sono ancoraggi fissi, e c'è pure un bel cartello al parcheggio che intima a non piantare neanche chiodi tradizionali, figuriamoci gli spit! Gli unici spit presenti sono i 5 alla fine di L7, probabilmente usati per allestire un recupero... Lungo la via ho trovato solo un nut incastrato.
Io avevo 7 nut (utili i piccoli), Friends dallo 0.1 al 4, doppiando dallo 0.3 al 3. Mi son trovato bene. Considerando che i tiri sono spesso di 50m e si hanno in media 4 pezzi impegnati alle due soste, non ne rimangono poi molti per il tiro...
Possibile fare acqua da una abbondante fonte ai piedi del lago, alla fine della parte più aerobica dell'avvicinamento.
- L1. Attaccare su facile placca lavorata a sinistra e poi spostarsi a destra in un sistema di diedri. Uscire a sinistra e sostare su una comoda cengia. 5a 50m.
- L2. Facilmente sopra la sosta seguendo i punti deboli. 3/4 60m.
- L3. Seguire diedri e fessure fino al di sotto di un chiaro diedro ad arco che piega a destra. 5a 55m.
- L4. Salire sul pilastro sopra la sosta ed entrare direttamente nel diedro con un breve e facile passo in placca. Seguire l’arco fino a giungere al diedro ad arco superiore. Uscire sulla cengia a 1/3 della parete e sostare su spuntone. Occhio all’elevatissimo tiro corda. I due diedri fanno due C sovrapposte. Non sempre facile da proteggere. 5c 50m.
- L5. Breve traverso di 15m a sinistra e sostare su una piccola clessidra sotto un tettino solcato da un diedro fessura. 3 15m.
- L6. Risalire il bel e facile sistema di diedri. Verso la fine, quando diventano più verticali e la fessura piccola e improteggibile, conviene uscire a dx grazie a una buona presa e rientrare poco più sopra (roccia delicata). Proseguire fino a sostare su spuntone dentro un camino bombato che si chiudere verso l’alto. 5b 50m.
- L7. Scalare faticosamente il camino fino a raggiungere una presa in alto sulla parete di destra che permette finalmente di uscire a sinistra. Da qui seguire un facile diedro sulla verticale. Quando diventa più ripido e scuro uscire sulla destra su terreno più facile. Superare una prima cengia e andare a sostare su una comoda cengia poco più in alto. Due soste a due spit + spit solitario. Gli unici spit presenti su tutta la via. 5b 35m.
- L8. Salire su facili fessure puntando a un tratto di roccia rossa, luogo di un crollo, diverse decine di metri più in alto. Sosta a una comoda cengia 35m 4c.
- L9. Proseguire su facili fessure fino a raggiungere una cengia ai piedi del tratto di roccia rossa crollata. Sostare a sinistra ai piedi di un muro compatto solcato da una fessura di dita obliqua verso sinistra. 4c 35m.
- L10. salire la fessura di dita, con qualche passaggio impegnativo 6a. Alla fine della fessura uscite a sinistra e sostare su ampia cengia. 30m 6a.
- L11. Raggiungere facilmente la cengia che taglia la parete a 2/3, ai piedi dell’ultima porzione di parete più verticale. 4c 30m.
- L12. Dalla cengia si stacca un chiaro pilastro alto una quarantina di metri, con un evidente diedro alla sua sinistra, che forma un arco verso sinistra circa a metà. Attaccare il diedro, prima facile, poi più impegnativo e strapiombante nella parte ad arco. Uscire dallo strapiombo con buone prese e sostare poco sotto la fine del pilastro (occhio al masso staccato) 45m 6a+/6b.
- L13. Attaccare il diedro molto aperto solcato da una bella fessura, non sempre facile da proteggere. Sostare su comoda cengia sotto un chiaro diedro lievemente appoggiato che piega verso destra con piccola fessura. 6a 25m.
- L14. Arrivare facilmente al diedro che si sale con qualche movimento delicato. Ci si protegge soprattutto in una fessura sulla placca destra. Quando questa finisce conviene traversare in placca a destra afferrando buone prese e risalendo una fessura canale. Sosta su piccola cengia ai piedi di larghe fessure da pugno. Alternativamente si può attivare in cima al pilastro, prima di scendere verso destra. 20m 6b ma ben proteggibile.
- L15. seguire le larghe fessure fino in cima al pilastro. Scendere 7/8 m verso dx e continuare ad attraversare fino a raggiungere un canale che sale verso sinistra fuori dall’esposizione. 30m 5b.
Da qui seguire il sentiero nel canale fino in cima, slegati o in conserva. Non c’è esposizione.
DISCESA
Dallo splendido terrazzo al bordo della cima affacciato sull’oceano attraversare tutta la cima della montagna (lunghissima) verso SE. Scendere slegati la cresta SE con qualche salto tra blocchi. Quando si giunge a una sella con terreno ripido ed esposto raggiungere una sosta con catena che permette di guadagnare la cengia sottostante con una calatina di 15m. Seguire la cengia verso SE e passare attraverso uno stretto camino spostandosi verso il versante N. Quindi salire su blocchi e guadagnare la cresta.
Da qui abbiamo proceduto in conserva. Percorrere la cresta prima su fessure e poi su una stretta roccia affilata ed esposta, non più larga di qualche centimetro. Quindi scendere sul versante S con passo esposto e risalire la facile placca inclinata successiva, ancora esposta. Alla fine di questa siete in cima al Halls Fortopp, fine delle difficoltà.
Continuare a scendere in direzione SE su grosse pietre (sentiero non sempre presente) poi il sentiero diventa evidente e svolta verso W, ripassando dove lo si aveva lasciato all’andata.
Impossibile non pensare alle palle d'acciaio che hanno avuto i primi salitori 90 anni fa quando si scalano i tiri della headwall...
- Cartografia:
- Utile mappa strava per individuare il sentiero che porta alla cengia sospesa. Alternativamente outdoor Active o norgeskarte
- Bibliografia:
- Lofoten climbs, rockfax