Stellina (Rifugio) alla Punta Caroleida Novalesa

Stellina (Rifugio) alla Punta Caroleida Novalesa

Dettagli
Dislivello (m)
1782
Quota partenza (m)
828
Quota vetta/quota (m)
2610
Esposizione
Sud-Ovest
Grado
E

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio Stellina 0122-653333 Comune, oppure 3487932330 Rifugio - Ristorante della Posta, Via Maestra

Avvicinamento
Si risale la bassa Val di Susa (autostrada To-Bardonecchia uscita Susa Est, oppure statali 24 del Monginevro o 25 del Moncenisio); si attraversa l’abitato di Susa continuando lungo la statale 25 sino al bivio per Novalesa e Venaus. Si prosegue in Valcenischia sino a Novalesa e si entra nel paese percorrendo la Via Maestra (senso unico) sino all’incrocio con Via St. Antonio, posto prima di una piccola bealera si volta a destra (sull’angolo della prima casa a destra, cartello indicatore “Rif. Stellina 4h50”). La partenza del sentiero in Via St. Antonio non ha parcheggi pubblici. Occorre telefonare preventivamente al Ristorante della Posta di Novalesa (tel. 0122-653245) al fine di avere il permesso di lasciare l’auto nel parcheggio dell’hotel “La chiocciola” in Via St. Antonio, oppure seguire indicazioni che saranno fornite. Altrimenti, prima di entrare nel centro di Novalesa, girare a sinistra verso il Colle del Moncenisio (circonvallazione) e lasciare l’auto in un parcheggio posto fuori dal paese e percorrere a ritroso a piedi il tratto fino alla Via St. Antonio.
Note
Dislivello notevole ma l’itinerario proposto è di gran lunga più breve e diretto di quello solitamente consigliato che risale i lunghi e noiosi tornanti iniziali della pista forestale Prapiano. Questo si svolge prevalentemente su sentieri e mulattiere che tagliano quasi sempre i tornanti della strada. Alcuni tratti, nella stagione estiva possono essere ingombri dalla vegetazione, anche a causa della poca frequentazione e manutenzione. Un tratto fuori dal bosco intorno ai 1600 m, prima di raggiungere l’Alpe Prapiano, consiste nella faticosa risalita di un breve tratto di ripido prato senza sentiero. In caso di nebbia è meglio seguire la strada ed effettuare i tagli su sentieri segnalati da paline per il Rif. Stellina.

Il Rifugio Stellina si trova a 2610 metri slm ed è stato costruito dai volontari di Novalesa su di un costone panoramico in ambiente ancora selvaggio, da dove il panorama domina tutta la Valcenischia. Ancora più spettacolare è godersi il tramonto sul Moncenisio mentre alle spalle troneggia la mole del Rocciamelone, la Punta Tour, il Mont Lamet ed il fondovalle si trasforma in una fantastica ragnatela di luci. Dotato di 25 posti letto, cucina e servizi, lo Stellina è tappa ideale per un'ascensione al Rocciamelone, raggiungibile attraverso Punta Marmottere (3384 m) oppure da Passo Novalesa (3238 m). Questi sentieri sono segnalati da omini in pietra e da opportuni segni indicatori sui massi. Il rifugio non è raggiungibile nel periodo invernale per pericolo caduta valanghe, ma diventa un'ottima gita escursionistica nel periodo primaverile fino all'autunno inoltrato. Il rifugio è aperto tutto l'anno, custodito da metà luglio a fine agosto e in alcuni fine settimana. Energia tramite sistema fotovoltaico, acqua di cisterna non potabile e riscaldamento con stufe.
Descrizione

Si percorre interamente Via St. Antonio verso l’uscita del paese, dove la strada diventa erbosa ed infine sentiero che, attraversato il ruscello, piega a destra e comincia a salire lungamente lungo la bastionata boscosa.
Si sbuca sul tornante della pista forestale in prossimità di una baita con su scritto “La Mojun de parein steu”.
Svoltato il tornante ben presto si stacca un sentiero sulla destra (palina Rif. Stellina) e si prosegue fino a sbucare nuovamente sulla pista forestale più a monte.
Si attraversa sul lato opposto per reperire una labile traccia senza paline che sale verso destra per poi diventare più evidente e, costeggiando un ruscello sulla destra idrografica, si raggiunge la borgata Planet 1400 m (fontana).
Si prosegue sulla stradina dal fondo erboso chiusa da catene che si scavalcano, fino ad immettersi nuovamente sulla pista forestale, risalendola per circa 200 metri, fino a reperire un sentiero che si stacca sulla destra senza paline indicatrici.
Si risale questo sentiero fino ad uscire dal bosco (1600 m.ca), dove pare che si perda nella vegetazione.
Si risale il ripidissimo prato sulla sua destra idrografica del ruscello dove ben presto la pendenza si attenua e si sbuca sul prato dove a sinistra si trova una baita diroccata (1700 m ca).
Sulla destra nel centro del vallone è evidente l’Alpe Prapiano (1799 m) dove termina la pista forestale e si continua su sentiero fino al Rifugio.
Senza necessariamente raggiungere l’alpeggio, si punta un po’ più a sinistra dello stesso, per reperire più a monte l’evidente sentiero che con un diagonale verso O-NO, si porta verso una gola poco marcata, dove attraversa un ruscello.
Dopo numerose svolte si giunge ad un bivio e si prosegue a sinistra (paline indicatrici) e, compiendo una mezzacosta si raggiunge l’Alpe Carolei (2100 m).
Lasciato l’alpeggio a sinistra, si prosegue sull’evidente sentiero che con lunghi diagonali e svolte sui ripidi pendii esposti a sud, raggiunge lo spalto dove è situato il Rifugio Stellina.
Senza necessariamente percorrere il sentiero con i suoi ampi diagonali, dall’Alpe Carolei è possibile salire il filo della dorsale in direzione del rifugio, fino circa 150 metri di dislivello dallo stesso e recuperare il sentiero nella parte terminale, dove il terreno diventa più ripido.

Discesa dallo stesso itinerario

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Storico:
Il nome Stellina è per ricordare l'omonima divisione partigiana che, guidata dal comandante Giulio Bolaffi (Aldo Laghi), su questi monti si distinse per la lotta per i diritti di libertà giustizia e democrazia.
Cartografia:
Fraternali 1:25000 n.3 Val di Susa Val Cenischia Rocciamelone Val Chisone
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