Sentinella di Sea Rododendrix

Sentinella di Sea Rododendrix

Dettagli
Altitudine (m)
1450
Dislivello avvicinamento (m)
240
Sviluppo arrampicata (m)
110
Esposizione
Sud-Ovest
Grado massimo
5c
Difficoltà obbligatoria
5c

Località di partenza Punti d'appoggio
Albergo Savoia Forno Alpi Graie

Avvicinamento
da Forno Alpi Graie proseguire parcheggiando al fondo della sterrata prima del ponte di legno da cui parte la strada percorribile a piedi che sale al Santuario.
Raggiungere l'edificio religioso (richiudere il cancello), salire la scalinata di fianco alla torre; uscire dal recinto (richiudere il cancello) e non seguire gli ometti e i bollini rossi che salgono verso il vallone di Leitosa, ma seguire la traccia a sinistra che in breve raggiunge la vasca dell'acqua posta al margine del canalone solcato da un impluvio.
Superare l'impluvio e alzarsi al meglio sulla ripida sponda opposta, guadagnando un boschetto di betulle. Salire nel boschetto mantenendosi di preferenza sul costone destro (vaga traccia e qualche ometto), fino a quando non si giunge nei pressi di un grosso masso ricoperto di muschio, margine inferiore della pietraia. Inalzarsi tra blocchi (ometti) e approdare sulla pietraia che si segue direttamente fin contro la base della Sentinella di Sea (ometti).
Andare tutto a sinistra fino a reperire il diedro di attacco con spit m8 di "Quando cala la sera" (ore 0,50). Attaccare qualche metro a destra di questo su facili rocce.
Descrizione

Salire uno speroncino, poi un vago diedro uscendo su rocce accatastate 4b. Percorrere il terrazzino inclinato ricoperto di rododendri fino alla base del saltino successivo. Per rocce un pò lichenate e muretti non difficili 4c, portarsi su una cengia di rododendri successiva, dove un’impennata si fa più evidente. Attaccare dei diedri a soffietto dove la roccia appare più bella e superare divertenti fessure (1 passo di 5c), guadagnando la sommità del salto. Qui ci si trova alla base di una parete più compatta e difficile, che costituisce l’uscita di “Cocktail d’energia” con la quale è possibile uscire fino in punta alla cuspide (chiodi poco sicuri e spit vecchi; 5c e un breve passo di 6a di placca).

Discesa: se non si sale la cuspide per un sistema di cengie a destra si torna alla base della torre abbastanza agevolmente (un pò di attenzione; doppie dalle piante possibili).
Se si esce sulla cuspide, traversare dalla sosta finale a destra oltre lo spigolo esposto del dente sommitale (5c e nessun chiodo per 4 metri). Scendere su un ballatoio inclinato e disarrampicare fino all’intaglio dietro la cuspide (III°) dove vi è la sosta su clessidre di “Isola delle cento città”. Da questa via con tre doppie è possibile scendere alla base della Torre. Oppure, fare dalla sosta su clessidre una breve doppia fino alla rampa sottostante e poi dirigersi verso sud e verso il canalone con ontani, che si raggiunge zigzagando un pò a fatica tra gradoni e cengie con rododendri.

Materiale: in posto non c’è nulla. Utile qualche friend e un gioco di nut.

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Storico:
Questa facile possibilità tradizionale, fu aperta nel 1989 da Paolo demartini e Marco Moreschi, che sfruttarono il settore più debole del lato sinistro della torre. Nel settembre del 1990, M.Blatto, S.Verga e F. Fantuzzo, percorrevano lo stesso itinerario credendolo nuovo e lo battezzavano "Mi rodo-dendro".
Si trattava invece, salvo qualche breve variante, della prima ripetizione.
Cartografia:
Valli di Lanzo - Fraternali editori
Bibliografia:
Vallone di Sea un mondo di pietra - M. Blatto
block65
07.01.2013
8 anni fa

Condizioni

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