Sass Maor Bettega + Solleder

Sass Maor Bettega + Solleder

Dettagli
Altitudine (m)
1350
Dislivello avvicinamento (m)
1500
Sviluppo arrampicata (m)
2814
Esposizione
Est
Grado massimo
5c

Località di partenza Punti d'appoggio

Note
Via in ambiente severo per la verticalità delle pareti e del terreno circostante. L'esposizione è molto presente. La lunghezza dell'itinerario, la scarsità di chiodatura e la completezza delle variabili ne fa un itinerario di soddisfazione adatto ad alpinisti allenati, con esperienza ed intuito.
Attaccando presto al mattino si può effettuare l'itinerario in 10-13 ore e scendere in 1h30/2h al rifugio del Velo. E' naturalmente possibile spezzare i 2 itinerari ed effettuare la Bettega da valle e la Solleder dal rif. Velo scendendo dal sentiero dei Cacciatori (1h 30 fino all'attacco del canale, 1 h fino all'attacco della Solleder se si scala slegati (passaggi III max IV-).
Descrizione

Parte bassa della Bettega-Gilli-Gorza.
Dal sentiero dei Cacciatori, risalire il canalone di attacco delle placche d’argento finchè muore in un colatoio che scende dalla est del Sass Maor e attaccare proprio dentro di esso. Fare 2/3 della prima lunghezza dentro di esso (in mezzo all’acqua) e poi prendere a SX la sosta (2ch.) vicino all’unica fessurina riconoscibile come tale. Questa è l’indicazione più importante per questo viaggio di 1200 metri su una delle parete più alte delle Dolomiti. Da lì in poi si segue l’intuito e la logica (prendere diedri, camini e fessure quando ci sono) che portano in 13-14 lunghezze tra i 40 e i 60 m. all’attacco della successiva Solleder. In totale abbiamo incontrato una ventina di chiodi su 600-700 metri di sviluppo più quasi sempre almeno un chiodo di sosta. Non abbiamo utilizzato chiodi (non li avevo) e nuts ma friends medi fino al 3. La possibilità di protezione è comunque spesso limitata e bisogna padroneggiare il 5° dolomitico lontano dalle protezioni. I gradi sono mediamente intorno al 4° con passaggi di 5° e qualcuno di 5°+.

Solleder.
Di tutte le cose scritte vorrei essere più preciso nella parte più delicata in modo che altri non sbaglino come abbiamo fatto noi infilandosi in posti poco piacevoli (strapiombi gialli e friabili).
– Dall’ultima sosta della cengia Solleder (ch.+clessidra), si sale verso una rampa ascendente a DX (5- senza possibilità di proteggersi, 35m.) fino ad una buona sosta in un diedro.
– Salire la continuazione del diedro a sx, alzarsi e attraversare all’altezza di 1 ch. a DX (5, difficile) fino alla sosta a DX (10 m.).
– Salire dalla sosta ancora a DX (5) fino ad un terrazzino esposto (15 m.).
– Da qui ignorare la placca ed il chiodo con fettuccia sopra (variante Bettega – Gilli, 3 tiri VI+, duri ed obbligati su roccia bella il primo tiro, su roccia cattiva il secondo e da cui si esce con un diedro duro e superabile solo con friends doppi 2 e 3) ma si scende a DX di 2 metri in piena ed impressionante esposizione e si continua su traverso leggermente ascendente per 25-30 m.
Dalla sosta si sale sul primo diedro sovrastante e da qui si seguono indicazioni scritte da www.ramellasergio.it e dal altri siti.
Le difficoltà non sono elevate ma l’impegno globale è notevole e da non sottovalutare.

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pagnogio
28/08/2012
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