Il dislivello positivo è poco (750 m) mentre in discesa sono circa 1450 m d- ma la lunghezza è considerevole (circa 18 km per cui occorre una giornata piena per l'escursione).
Si cammina sempre su ottimi sentieri su di un terreno vulcanico dai tantissimi colori passando vicino (o sulle punte con piccole deviazioni evidenti) a una serie infinita di coni vulcanici.
Siamo nella zona vulcanica più attiva dell'isola, in questa zona il 19 settembre 2021 il neonato vulcano Tajogaite iniziava un eruzione durata ben 86 giorni destinata a sconvolgere la morfologia dell'isola con ben tre colate laviche che raggiungevano l'Oceano travolgendo centinaia di case nel loro tragitto ed andando infine ad incrementare le dimensiono dell'isola stessa.
Necessaria seconda auto presso il punto di arrivo a Fuencaliente o più comodamente si consiglia uno dei vari taxi che da Fuencaliente portano al punto di partenza in modo da concludere il giro senza avere impegni orari da rispettare.
Dal park nei pressi del rifugio e area visite (vale la pena fermarsi per vedere il breve filmato che raccolta l’eruzione del Tajogaite del 2021) si comincia a camminare su ottimo sentiero nella fitta e fresca pineta che caratterizza il luogo.
Ben presto si comincia ad uscire dal fitto bosco per trovarsi a camminare su un terreno tipicamente vulcanico dove poche specie vegetali hanno saputo adattarsi e prosperare.
Continuando in salita il sentiero che procede sempre in direzione sud esce sulla dorsale principale dell’isola caratterizzato da un continuo susseguirsi di crateri e caldere alcune particolarmente larghe e profonde.
Tra i più spettacolari all’inizio troviamo l’Hoyo Negro, qui il sentiero passa sul bordo della caldera.
Il Pico Nambroque merita una deviazione in quanto regala un panorama notevole sull’isola, sull’oceano e spesso sul tappeto di nuvole che si ammassano sul mare quale effetto del costante spirare dei venti Alisei.
Nei pressi del pico del Cabrito si comincia a perdere quota, ma il paesaggio vulcanico diventa ancora più spettacolare.
Altra breve devizione consigliata è quella a raggiungere il cratere del Volcan de Martin (eruzione del 1646) dove i colori del terreno raggiungono la massima spettacolarità con tonalità sempre differenti che vanno dal rosso al nero.
Qui il terreno diventa anche decisamente più sabbioso regalando una veloce discesa sulla linea di massima pendenza.
Con vista ravvicinata sull’oceano ci si avvicina a poco a poco al punto di arrivo.
I pini canari incredibilmente verdi prosperano in un terreno decisamente arido e sfavorevole.
L’arrivo è tra le case di Fuencaliente (Los Canarios) piccolo ma grazioso centro abitato con alcuni bar.
- Cartografia:
- Consigliata mappa dell'intera isola in scala 1:80.000 che tuttavia rende abbastanza l'idea