Il giro è molto vario: un tuffo nella storia della 2^ guerra mondiale e del D-Day, ma anche e soprattutto un viaggio lungo coste selvagge pochissimo abitate, lunghe spiagge di sabbia e alte scogliere, campagne coltivate, pascoli e boschi, passando per castelli e piccoli paesi che hanno mantenuto una forte identità in armonia con l'ambiente e la natura.
Il terreno del giro è vario, mai difficile, le salite sono spesso brevi strappi talvolta duri, si pedala su belle ciclabili a fondo naturale, su stradine asfaltate, su sterrati, sentieri costieri, il traffico a parte pochi km intorno alle principali città è sostanzialmente assente.
Altro punto di attenzione è la completa mancanza di punti acqua sul perocorso per cui occorre fare buona scorta o appoggiarsi a bar e locali che non sempre abbondano lungo la strada.
Altro consiglio è quello di non allungare troppo le tappe, ci sono davvero molte cose da visitare un po ovunque che però richiedono tempo.
Stagione consigliata indubbiamente l'estate quando il tempo in genere è clemente (ma decisamente variabile e qualche volta ventoso), ma mai troppo caldo e le ore di luce sono tantissime.
Si parte da Bayeux km zero presso la bella chiesa di Notre Dame. Si scende subito al mare per una bella ciclabile dedicata arrivando a Port-en-Bessin con il suo piccolo porto.
Si sale decisi per un breve tratto trovandosi a pedalare su di un altipiano pianeggiante a pochi passi dal mare lungo l’Eurovelo 4 qui a fondo naturale.
Una breve discesa su sentiero ci porta alla spiaggia di Omaha tristemente nota per le vicende della guerra e dello sbarco in Normandia.
Si pedala lungo la lunga spiaggia arrivando poi a Pointe du Hoc altro sito di guerra teatro di un’aspra battaglia.
Si punta quindi all’interno per strade di campagna talvolta sterrate fino ad arrivare ad Isigny passando per una grande industria lattiero casearia dove si possono gustare ottimi gelati.
Si torna a pedalare sulla EV4 per arrivare a Carentan Les Marais lungo l’omonimo canale.
Da Carentan il percorso prosegue per bellissimi sterrati nei campi aperti di una suggestiva zona umida abitata da tantissimi cavalli arrivando poi alla baia des Veys dove una piccola deviazione a piedi permette di arrivare in una zona dove è facile avvistare le foche.
Pochi km e si arriva nell’altra nota spiaggia dello sbarco quella di Utah anche qui con memoriali e musei che ne dettagliano la storia.
Una lunga deviazione verso l’interno ci porta a Saint-Mére-l’Eglise anch’essa nota località della guerra con il povero paracadutista rimasto impigliato sul tetto della chiesa.
Si ritorna poi sulla costa per tornare a pedalare lungo la splendida spiaggia di Quineville per arrivare poi a Saint-Vaast-la-Hougue dove è assolutamente consigliato visitare il suo forte anche facendo il giro a piedi di tutto il complesso.
Da qui pedalando un po lungo la costa un po nel primo entraterra si arriva al piccolo paese di Barfleur (uno dei borghi più belli di Francia) con il suo porticciolo.
Il tratto successivo ci porta a pedalare lungo la costa qui particolarmente swlvaggia e disabitata fino all’imponente faro di Gatteville.
Da qui si punta decisamente verso l’interno seguendo poi per un tratto il piccolo fiume Saire, quindi si arriva al suggestivo castello dei Ravalet (da visitare anche il suo grande e splendido parco) ormai alle porte di Cherbourg (la località più grande e vivace di tutto il giro).
Da Cherbourg si continua a pedalare lungo la costa costeggiando il grande porto Militare e arrivando a Querqueville.
Si arriva così a Lendemar dove inizia un tratto di costa caratterizzato da notevoli scogliere e pareti che scendono a picco sull’oceano, poi di nuovo si pedala nell’interno passando per il bel Manoir du Tourp, poi di nuovo lungo la costa arrivando così al delizioso e piccolo Port Racine.
Passando per Auderville una breve e assolutamente consogliata deviazione porta al Cap de la Hague con il faro di Gury costruito su uno scoglio in mezzo al mare.
Qui la costa si fa ancora più selvaggia e le salite pur brevi sono numerose e a vokte con pendenze impegnative.
Altra deviziazione da non perdere è quella per il Nez de Jobourg con grandi panorami sulle alte scogliere.
Verso Vauville e Biville la vista si apre su una bella zona umida riserva naturale e su un complesso di dune di notevoli dimensioni.
Da queste parti il percorso coateggia queste dune e per un breve tratto ci si trova costretti a spingere la bici nella sabbia.
Si passa per il capo di Flamanville passando per lunghissime spiagge di sabbia arrivando infine al bel paese di Barneville, quindi a Portbail dove si abbandona definitivamente il mare.
La veloroute 331 ricavata da un ex ferrovia ci porta a pedalare lungo l’interno con percorso bello e scorrevole fino al paese di Saint-Sauveur-Lendelin dove la si abbandona a favore di strade locali a bassissimo traffico.
Dopo lungo tratto ci si innesta sulla EV4 che lungo la Vire ci porta nella bella cittadina di Saint-Lô.
Si pedala ancora in aperta campagna tornando così a Belley, non prima di aver visitato il bel castello di Balleroy.