- Accesso stradale
- La strada per Rodoretto è a tratti un po' stretta; in borgata Ciai pochi ma comodi posti auto nei pressi della fontana.
Abbiamo seguito la salita descritta da Mario-mont: ripida ma tranquilla, a parte un po’ di attraversamenti del cavo da bestiame. Molti colchici nel bosco. Dopo Chandermant le tacche biancorosse scompaiono ma la traccia resta visibile; all’incrocio con il sentiero 231 non ci sono indicazioni e la traccia è nascosta dall’erba.
Al magnifico ripiano ad ovest del Fetulà fare attenzione alle false tracce verso i ripidi prati (c’era una fascina di rami a sbarrarne una, ma non l’abbiamo notata…): bisogna proprio tenersi a destra, verso i larici ed i rododendri, dove si trovano dei poco visibili bolli violetti sui sassi ed un paio di bastoni nell’erba. In discesa si vede tutto molto meglio.
Il crinale è magnifico, con panorami vastissimi; ci siamo fermati al rilievo m 2240 che precede il Clot ma la vista è sempre ottima. Uno stormo di coturnici si è involato al nostro arrivo, mentre in alto girava un rapace che abbiamo identificato come un grifone.
In discesa abbiamo proseguito sul 231 sino al Colle di Serrevecchio e poi a Serrevecchio e Bounous, non fidandoci del ramo ovest del Viol.
Un giro molto suggestivo, da fare con buona visibilità, che meriterebbe un po’ di manutenzione.