L’inizio della cresta, che parte poco dopo l’arrivo della via ferrata, è segnalato con un grosso ometto. Si può quindi scegliere di accedere alla cresta:
– utilizzando la via ferrata du Jallouvre;
– utilizzando il sentiero di rientro della ferrata;
– salendo una delle vie di arrampicata del Pic (voie des Cristaux ad esempio).
La via è segnalata da bolli rossi (non ci si perde). Si superano diversi risalti alternati a passaggi in placche “cannelées”.
A 3/4 della via ci si ritrova ad un bivio. Qui i bolli rossi indicano il percorso più semplice per raggiungere la cima.
Se si sceglie l’opzione più difficile, anche se non ci sono bolli, l’itinerario è evidente. Si incontra subito un camino protetto da due spit. In seguito ci si mantiene sul versante del col du Rasoir scegliendo i passaggi con roccia migliore.
I due percorsi si ricongiungono poco prima della cima quando la cresta diventa più affilata e pianeggiante. In un paio di punti bisogna disarrampicare alcune asperità. Qui la roccia è ben ammanigliata ma tutt’ intorno c’è una discreta esposizione.
Discesa
La croce di vetta è posizionata su un dosso poco più basso della cima vera e propria (cima che si raggiunge brevemente con percorso elementare).
Dalla croce si scende dapprima su sentiero da non sottovalutare, soprattutto in caso di rocce bagnate. Una cengia (Passage de la Cravatte) permette di traversare la parete nord del pic de Jallouvre per raggiungere il col du Rasoir. Questo tratto conserva fino a stagione avanzata della neve (ramponi e piccozza in caso di…). Il tratto di cresta successivo al Passage della Cravatte è alquanto aereo ed è bene conservare la concentrazione anche nel scendere i primi metri del sentiero che mette in comunicazione i due versanti del colle.
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