Gran Sasso, Paretone – Diretta Alessandri

Gran Sasso, Paretone – Diretta Alessandri

Dettagli
Dislivello (m)
500
Quota partenza (m)
1450
Quota vetta/quota (m)
2903
Esposizione
Nord-Est
Grado
ED-

Località di partenza Punti d'appoggio

Note
Una serie di friends dai micro al 3BD, chiodi e martello, una scelta di nut (facoltativi).
Itinerario da intraprendere solo con una buona dose di allenamento e di abitudine a questo ambiente.
Munirsi di relazione, quella della guida di versante sud è poco precisa e molto sommaria, noi abbiamo pensato di scriverne una per i futuri ripetitori.
Avvicinamento lungo, laborioso e pericoloso.
Roccia da discreta a marcia, sempre moltissima attenzione su tutti i tiri.
Discesa lungo la ferrata Ricci che riporta comodamente al rifugio Franchetti.
Avvicinamento
Raggiunto il rifugio Franchetti, si continua per la ferrata Ricci che termina sulla vetta Orientale del Corno Grande. Poco prima della cima, all’altezza di un pianoro roccioso dal quale si vedono i pilastri del paretone, sulla sx inizia il ripido canale Jannetta: cercare il punto più debole per entrare nel grande conoide e raggiungere delle terrazze erbose (buon posto da bivacco).
Il canale è ampio, si inizia a scendere lungo pendii detritici stando piuttosto sulla sx (qui, come in tutte le altre indicazioni, il senso è faccia a valle) e puntando ad un colatoio nero dove si scende con facile disarrampicata un diedro-camino di pochi metri, intercettando su una cengia la prima sosta di calata sulla dx (chiodo+nut). Con 60mt di doppia si evita un tratto più verticale e si arriva all’altezza di una piccola cengia detritica sulla sx, percorrerla e scendendo ancora qualche mt si trova sulla sx la seconda sosta (due chiodi). 30mt giusti di doppia depositano sotto ad un tetto dal quale inizia la parte di canale più delicata: scendere obliquando a dx cercando il facile, fino a raggiungere le placche ricoperte dai detriti della grande frana del 2006. Il terreno è delicatissimo, ma continuando nella discesa verso dx si trova un chiodo con moschettone verde che permette con circa 15-20mt di doppia di raggiungere uno spit con anello: dal chiodo non continuare a seguire la linea più logica di discesa (verso dx faccia a valle), ma puntare al centro del canale e con un po' di fortuna si trova il fix all’altezza di un muro di roccia compatta. Da qui con 60mt di calata si raggiunge il grosso nevaio presente nella strozzatura del canale, lo si supera e si risale la parete verso l’evidente cengia obliqua sulla quale si trova uno spit in corrispondenza della partenza della via (evidente diedro ombroso).
Da qui doppia possibilità per L1: attaccare la via dal diedro (III), oppure continuare in diagonale sulla cengia (altri 2 spit), aggirare lo spigolo e per terreno ripido misto erba-roccia, raggiungere un comodo spit dal quale con un tiro di circa 50mt (III) si raggiunge la sosta del tiro del diedro e ci si ricongiunge all’itinerario.
Circa 2h dalla cima del canale all’attacco della via.
Descrizione

Relazione dettagliata copiata dal sito sassbaloss, integrata in diversi punti con alcune nostre indicazioni e varianti di itinerario che abbiamo seguito:

L2: Tiro chiave della via. Salire la fessura con passi strapiombanti ed abbandonarla per obliquare in placca verso sinistra in direzione di un diedrino (friend rosso incastrato). Raggiunta la terrazza erbosa aggirare il salto di roccia spostandosi prima a sinistra e poi tornando a destra sino alla sosta (2 chiodi+cordone) sotto un evidente tetto triangolare. 45 Mt., V+, VI, III, 2 clessidre con cordone, 4 chiodi, 1 sosta intermedia (2 chiodi).

L3: Seguire la fessura passando a destra del tetto e obliquare successivamente a destra fino a due grossi  massi. Salire sopra i massi e superare il breve muretto per poi spostarsi leggermente a sinistra dove si trova la sosta (2 chiodi+cordone). 40 Mt., V+, 3 chiodi.

L4: La parete sovrastante è caratterizzata da due grossi pilastri di roccia gialla e friabile. Nel centro passa un diedro di roccia grigia. Dalla sosta spostarsi a sinistra imboccando questo diedro (attenzione alla roccia). Dopo un po’ di metri è necessario spostarsi a sinistra su roccia migliore e proseguire sempre nel diedro sino un terrazzino. Spostarsi leggermente a destra sotto la verticale di una fessura dove si sosta (2 chiodi).
40 Mt., IV+, IV, 2 clessidre con cordone, 1 chiodo.

L5: Per fessura leggermente strapiombante (lasciato un chiodo al termine), poi obliquare decisamente a sinistra su rampa esposta sino alla base di una placchetta dove si sosta (2 fix con cordone rosso). Non farsi ingannare dopo la fessura a proseguire dritti puntando ad un cordino rosso. 45 Mt., V+, IV.

L6: Superare la facile placchetta e poi per canale detritico raggiungere una fessura alla base della quale si sosta (2 fix da collegare). 30 Mt., IV+.

L7: Salire la fessura e poi spostarsi a sinistra proseguendo su rocce facili fino alla sosta (2 chiodi da collegare). 35Mt., V, III+.

L8: Salire il diedrino-fessura soprastante, spostarsi leggermente a sx e continuare su roccia più delicata fino ad un piccolo terrazzino dove si sosta (1 chiodo da integrare con microfriend). 35Mt., IV+.

L9: Proseguire verticalmente su roccia delicata che diventa man mano più facile, raggiungendo la grande terrazza detritica. Sosta su spuntone (verificarne la tenuta) in corrispondenza di una fessura diagonale verso dx. 35Mt., IV+, III.

L10: Seguire la fessura per i primi 7-8mt, poi abbandonarla e traversare in placca a dx, rientrando successivamente in un piccolo canaletto di roccia delicata. Continuare sempre in diagonale a dx, puntando la base di un diedro-canale dove si sosta (2 chiodi). 50Mt., V, III+

L11: ATTENZIONE. Tiro con roccia molto delicata e con il secondo di cordata esposto all’eventuale caduta di sassi! Salire sopra la sosta leggermente a sx per poi rientrare a dx verso la zona di A0. I 4 chiodi e i cordoni presenti in questo tratto sono da verificare e tirare con molta delicatezza. Continuare nel diedro superando un tratto strapiombante (1 chiodo + ottimo 2BD), prestando sempre molta attenzione alla roccia, che si fa man mano più rotta nonostante le difficoltà diminuiscano. Uscire su comoda cengia detritica (pietre instabili pericolose per il secondo che sale!!) dove si sosta su friends (qualche mt più in alto) o su chiodi (da attrezzare). 45Mt., VI/A0, V+.

L12: Continuare ancora nel diedro-canale superando un tratto più verticale. Quando la roccia peggiora obliquare decisamente a dx su facili placchette; sosta su due chiodi non facili da trovare, indicativamente a dx di una paretina di roccia gialla marcia. 50Mt., IV+, III.

L13: Traversare a sx su una rampetta e portarsi su un primo filo di spigolo. Da qui scendere qualche mt, attraversare un canaletto di roccia pessima e risalire dall’altra parte per portarsi su un altro filo di spigolo. Ora continuare dritti per facili roccette instabili e sostare a piacere su friends o spuntone in corrispondenza di una zona ghiaiosa. 50Mt., III.

Continuare su percorso non obbligato per altri 70-80mt (III), raggiungendo l’ultimo tratto di cresta che si percorre in direzione ovest con qualche passaggio di III fino ad intercettare il sentiero della ferrata Ricci.

Volendo, in pochi minuti si sale e si raggiunge la vetta Orientale del Corno Grande.

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fede94
06/08/2021
2 mesi fa
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