9.6Km
La seconda parte cambia radicalmente tono: il terreno diventa più aspro e selvaggio, con tratti ripidi e qualche passaggio che richiede attenzione.
Ancora un posto lontano dal turismo di massa.
Poiché nella classe EE si trova di tutto dal sentiero semplicemente lungo e faticoso alla via alpinistica facile, ecco alcune indicazioni di questo bello e spettacolare percorso:
1) il traverso da forcella Spe verso il bivacco si svolge su labile sentiero esposto (anche se su pendenze non vertiginose). Per il tipo di terreno è soggetto ad erosione ed in alcuni punti è franato in parte o quasi del tutto ma è comunque praticabile con cautela e passo fermo. Immagino che la condizione vari molto in base alle precipitazioni ed ai passaggi.
2) La normale non è mai esposta e le difficoltà sono limitate al I+, tuttavia la pendenza è importante anche nei tratti erbosi, superiore al 45% in media. La roccia è sporca e, a tratti, friabile. Bolli ed ometti non sono sempre rintracciabili ma il percorso è comunque abbastanza evidente.
ATTENZIONE: fino a quota 1160 (la Faghera) la strada è asfaltata ma in pessimo stato con buche profonde 20 e più centimetri, fate attenzione o ci lasciate qualche pezzo della macchina. Più in alto la strada diventa sterrata: data la pendenza ed il tipo di fondo con sassi NON avventurarsi senza una 4x4.
Dal parcheggio prendere il sentiero 343, in realtà è una ampia strada sterrata, che porta, in moderata salita, fino al rifugio Tita Barba. Il posto è incantevole. Imboccare (cartello) il sentiero 350 verso forcella Spe. Percorrere circa 3 km in saliscendi, in un bel bosco al cospetto degli Spalti di Toro, fino alla base del ghiaione che scende dalla forcella. Con breve salita si giunge alla forcella Spe q.2049 (2h circa a passo turistico).
Si imbocca il sentiero 352 che attraversa in piano un versante in ghiaione fine fino ad un colletto da cui si scende al Bivacco Gervasutti (10min.) posizionato in una conca erbosa. Alle spalle del bivacco, dove permane il cartello del Sentiero Alpinistico Arturo Marini (ormai dismesso da molti anni) si punta dritti verso N ad un ripido canale che porta alla forcella Santa Maria.
Il percorso inizia attraverso alcuni prati intervallati da massi, quindi si rimonta un ghiaione che più in alto viene diviso in due da uno sperone roccioso. Si imbocca il ramo di destra, seguendo i rari ometti di pietra, fino a raggiungere una piccola forcella dove inizia la via normale.
Da questo intaglio ci si sposta a destra per superare una serie di roccette di I/I+ grado, guidati da ometti e scoloriti bolli rossi. Guadagnato un prato ghiaioso pensile, si traversa prima a DX e poi verso SX e si superano gli ultimi risalti rocciosi (sempre I/I+) che conducono alla comoda vetta con croce e libro di vetta. Panorama spettacolare. 1h e 40 dal bivacco.
Per il rientro si segue a ritroso la stessa via di salita. Volendo, nella stagione giusta, ci si può buttare giù dalla forcella S. Maria per il ghiaione che scende verso NO e bypassare il giro per il bivacco e la forcella.
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