5.2Km
1° giorno
Salita al Rifugio Collon passando dal sentiero alto, che si imbocca dopo poche centinaia di metri dalla sterrata lungo il lago. Si trova neve dai 2200 m in su, ma il sentiero è ottimo da percorrere a piedi. Successivamente neve molle fino al rifugio.
Con buone condizioni conviene fare un giro sulla destra e raggiungere il rifugio da quel lato; altrimenti, come abbiamo fatto noi a causa della neve molle, si affrontano circa 150 m D+ di portage su roccette e zolle erbose: più faticoso, ma più rapido in caso di nebbia.
2° giorno
Discesa di circa 50 metri per raggiungere la traccia che porta rapidamente al Col Collon; da lì si gira a sinistra per raggiungere prima il Col de l’Évêque e poi la Becca d’Oren, con pendii via via più ripidi, oppure fermarsi alla sua anticima a quota 3470 m, raggiungibile comodamente con gli sci.
La discesa iniziale può essere effettuata sul bel pendio ripido esposto a est, per poi proseguire lungo tutto il vallone di Arolla passando sotto il Bin dei Bouquetins. Verso quota 2600 m, in corrispondenza di grossi blocchi di roccia sul ghiacciaio, conviene tenersi sulla destra orografica e lasciare il ghiacciaio intorno ai 2500 m.
Attenzione: già in stagione inoltrata può essere difficile trovare i punti adatti per guadare un paio di torrenti glaciali. Cambiato assetto, si risale un valloncello esposto a sud, spesso con poca neve; raggiunto il dosso superiore verso quota 2600 m, si intercetta una traccia ben visibile che, con un ripido diagonale ascendente da destra verso sinistra, taglia pendii erbosi ripidi e conduce all’Alpe Bertol, all’imbocco del vallone. Questo breve tratto è preferibile che sia libero da neve, vista la pendenza e l’esposizione.
Dall’alpeggio si risale tutto il vallone esposto a ovest fino al deposito sci, poco sotto il colle da cui partono le due ripide scale che permettono di raggiungere il rifugio.
Scale: consigliabile, vista l’esposizione, avere uno spezzone di cordino e un moschettone per assicurarsi. Al mattino il numero elevato di persone che escono contemporaneamente al buio può creare code in questo tratto: conviene calcolare bene i tempi e scaglionare le partenze dal rifugio in base alle destinazioni.
Gestione del rifugio un po’ discutibile e piuttosto cara rispetto al servizio di cena e colazione. Diciamo che si paga soprattutto la vista meravigliosa al tramonto e all’alba.
3° giorno
Dalla base delle scale si risale al colletto (circa 30 m) e poi, con un lungo traverso discendente, si attraversa una conca, si aggira uno sperone e si raggiunge, intorno a quota 3200 m, la traccia di salita per la Tête Blanche.
Dalla vetta noi siamo scesi verso il Col de la Tête Blanche ed evitando un lungo crepaccio sulla sinistra (non scendere subito a destra dalla vetta), con un traverso veloce siamo arrivati al Col de Valpelline.
Da qui è possibile:
- risalire verso la Tête de Valpelline e poi scendere direttamente al Col de la Divisione, valutando bene il percorso dall’alto;
- oppure scendere lungo la traccia dell’Haute Route verso il Col du Mont Brulé e, appena possibile verso quota 3400 m, “tagliare” verso il Col de la Division.
La scelta dipende molto dalle condizioni. Nel secondo caso attenzione ai grandi crepacci orientati nel senso di marcia. Per maggiore sicurezza si può scendere un po’ di più, ma poi bisogna risalire circa un centinaio di metri.
Dal colle reperire la prima catena leggermente sulla sinistra e seguire inizialmente un canalino, poi brevemente verso destra e infine traversare verso sinistra senza più catene. Anche in questo caso è preferibile che il tratto sia libero da neve: esposizione sud, terreno molto infido e con qualche rischio di slavine.
Si rimettono gli sci circa 100 m più in basso e da lì si segue il ripido pendio-canale sulla destra, vicino alle rocce, con pendenza costante tra i 30° e i 40°, fino a spostarsi verso sinistra e raggiungere, spesso tra prati e pietraie, in pochi minuti il Rifugio Aosta.
A seconda della stagione e dell’innevamento residuo, dal rifugio si scende traversando verso il lato destro orografico e mantenendosi sempre su quel lato si percorre il lungo vallone fino a quota 2200 m, dove di solito termina la neve.
Il tratto successivo si percorre a piedi sul sentiero che passa vicino alle ultime anse del torrente prima che questo entri in una breve gola. Da quel punto il sentiero risale per una decina di metri e poi procede a mezza costa su ripidi pendii esposti a sud-est, normalmente senza neve. Successivamente si ridiscende verso il torrente per un ultimo tratto che riporta a Prarayer.
- Cartografia:
- Consigliabile carta nazionale svizzera arolla
Nelle vicinanze Mappa
Itinerari
Collon (Col) dalla Diga di Place Moulin per il Rifugio Nacamuli
Collon, Eveque, Blanchen est (Colli) dalla Diga di Place Moulin, giro della Gran Becca Blanchen
50m
Aosta (Rifugio) dalla Diga di Place Moulin
Pigne d’Arolla dalla Diga di Place Moulin, traversata a Ollomont per i rifugi des Vignettes, Chanrion, Nacamuli (4 gg)
Division (Col de la) dalla Diga di Place Moulin, giro per Col du Mont Brulè e Col Collon
Creton (Mont Blanc du) dalla Diga di Place Moulin
50m
Vannetta (Becca) dalla Diga di Place Moulin
50m
Pigne d’Arolla dalla Diga di Place Moulin per il Rifugio Nacamuli
50m
Budden (Colle) dalla Diga di Place Moulin
50m
Chateau des Dames dalla Diga di Place Moulin
50m