Il permesso costa 100$ per i turisti stranieri e consente la manutenzione e conservazione di questo importantissimo parco nazionale dove vivono le ultime popolazioni di gorilla di montagna.
Il permesso va fatto online sul sito del rwandan development board.
Assieme al permesso vengono assegnate una guida e alcuni militari per la scorta.
NOTA BENE: è vivamente consigliato di avere la propria auto. Potete affittarla a Kigali a 25$ al giorno per evitare disguidi con autobus e quant’altro. Questo perchè il briefing viene fatto alle 7am a Kinigi alla sede del parco e le guide, che sono sprovviste di auto per regolamento del parco, si aspettano che voi abbiate il vostro mezzo per potervi recare al trail head che si trova dall’altra parte del parco.
C’è possibilità di affittare macchina con autista lì a Musanze anche all’ultimo minuto, i rwandesi trovano sempre una soluzione, ma a costi molto più elevati.
Il sentiero, al netto della presenza di guida e portatori, è evidente. Vi è la possibilità di affittare un portatore a 5000rwf.
La guida stabilisce un tempo “cancello” di circa 4 ore prima di ordinare il dietro front.
Noi fortunatamente siamo stati ben sotto quindi non saprei dire se siano così fiscali però, essendo la gita obbligatoriamente in giornata senza bivacco, richiede un buon allenamento e una certa esperienza.
Come dicevo il sentiero è evidentissimo e va dritto per dritto. Impossibile perdersi.
Inizialmente si risalgono delle zone agricole per circa 150m D+. Lì si incontrano i militari.
Si percorre una ripida e lunga foresta con vegetazione di ogni tipo fino a oltre 3000mslm.
Lì, a fine foresta, circa a metà percorso, la vostra guida probabilmente vi abbandonerà come successo a noi ma vi lascerà in compagnia di uno dei militari con fucile.
Da qui comincia l’ambiente più simile alle nostre alpi di media quota. Ovvero molto erboso anche se con una terra molto polverosa nella stagione secca che diventa un fango possibilmente rallentante nella stagione delle piogge.
Il sentiero rimane ripido e non molla quasi mai.
Ad un certo punto si scorge l’anticima e si perviene ad una cresta semi rocciosa. Superata l’anticima si intravvede il plateau sommitale.
Eccovi dopo non molto sulla vetta che rimane completamente erbosa con il laghetto a ricordare il cratere di questo che è un vulcano dormiente da molto tempo.
Ancora qualche bassa pianta grassa e simil rododendri caratterizzano questa parte sommitale.
Discesa per la via di salita.
Il nome significa "la guida" in kinyarwanda, probabilmente perchè la sua vista da lunga distanza, forniva un prezioso punto di riferimento ai viaggiatori.
Ignoti i primi salitori.