5.6Km
Dal parcheggio incamminarsi lungo il sentiero che parte nel bosco, alla sx orografica della vallata.
Fino ai Corni Rossi non esiste traccia ufficiale (quindi no cartelli e segnavia CAI), ma si percorre un sentiero comunque ben visibile fino alla chiesetta di S. Bartolomeo. Seguire dapprima la traccia nel bosco; dopo poche decine di metri svoltare a sx a un tornante e dopo altre poche centinaia di m svoltare a sx salendo ripidi (non traversare verso dx; segni rossi su albero).
Proseguire fino a incontrare il cartello che indica la Chiesetta di S. Bartolomeo, notevole punto panoramico sulla bassa Valtrompia (raggiungibile molto più comodamente dall’abitato di Magno) e che ci fa salire nuovamente a sx.
Da qui in poi la traccia si snoda lungo la cresta. Dapprima larga ed erbosa, passando in mezzo a capanni di caccia e successivamente su roccette ripide ed esposte (che iniziano a ca 900 m di quota).
Attenzione a seguire i bolli rossi e a mantenersi sul filo di cresta, sebbene il sentiero tenda in più di un occasione a deviare verso destra (anche noi in un punto abbiamo sbagliato).
La parte sulle roccette è molto divertente, facile e panoramica (roccia calcarea ricca di appoggi). L’ultimo pezzo, poco prima dei Corni Rossi, percorre un pendio erboso molto ripido, in cui la flebile traccia tende a perdersi nell’erba. Questo è probabilmente il punto più pericoloso dell’intera gita: la presenza di brutto tempo, nebbia o semplicemente dell’erba bagnata sarebbero davvero delle criticità non indifferenti. Una volta sbucati sui Corni Rossi (q. 1250) ci si trova nella conca del Lividino (bellissima!) su sentieri CAI ben segnati e le possibilità per la cima sono innumerevoli. Qui verrà descritta la traccia svolta, ma si rimanda alle numerose relazioni presenti in rete per altre concatenazioni.
Proseguire lungo il sentiero passando per la Malga Lividino e raggiungere poi l’omonimo passo; da li rimontare al passo dei Sabbioni (q. 1400 ca). Non seguire la strada sterrata che va verso sinistra, ma proseguire dritti salendo lungo il crinale erboso (ripido) puntando al ripetitore (q. 1700 ca). Anche qui non esiste segnavia ufficiale, ma seguire la traccia nell’erba (fare moltissima attenzione in caso di nebbia!). Raggiunto il ripetitore traversare con leggeri saliscendi verso la Malga Stalletti Alti, passando per il cosiddetto “Casì delle sciure”, teatro di una tetra leggenda locale.
Raggiunti gli stalletti alti (q. 1780 ca) salire lungo il famoso “ratù” che con ripido pendio porta al monumento al Redentore (q. 1949).
Da qui ci sono due possibilità per raggiungere il punto di partenza:
- Scendere in Croce di Marone, lungo la comoda e frequentatissima strada cementata e poi percorrere tutta la Val d’Inzino, solcata dal torrente Re.
- Scendere direttamente al luogo di partenza percorrendo la Val della Lana (bellissima, ma discesa a tratti non banale). Noi abbiamo scelto questa.
Entrambi i sentieri sono ben segnati.
Puntare alle antenne visibili dal monumento al Redentore e pochi metri prima girare a sinistra e scendere nel vallone. Seguire i segnavia, che ad un certo punto scenderanno molto ripidi nella vallata erbosa sotto la cosiddetta Corna Tiragna (attenzione a non scivolare). Raggiungere la Malga Costarica, recentemente ristrutturata e proseguire dritti in discesa imboccando la bucolica Val della Lana. Qui il sentiero in discesa molla leggermente la pendenza, prima dell’ultimo ripido tratto che ci porta alla congiunzione con il sentiero che scende dalla croce di Marone (q. 600 ca). Proseguire la discesa, passando per la Madonnina dei 7 Re e attraversando numerose volte il ruscello, prima di giungere in uno slargo dove il sentiero finisce (parcheggio e ristorante).
Il punto di partenza si trova ca 500 m di sviluppo più in basso (strada asfaltata).
Non sottovalutare la salita dalla Chiesetta S. Bartolomeo fino ai Corni Rossi: siamo su un sentiero poco conosciuto (ad es, non tracciato dal CAI, ma da qualche volenteroso), ripido e a tratti esposto. Da un certo punto in poi è da considerarsi impossibile il rientro in discesa, a meno di grande impegno. Oltre a ciò, si suggerisce di evitarlo se brutto tempo (pioggia, erba bagnata o nebbia), ma anche nelle torride giornate estive. Oltre all’assoluta mancanza di acqua (cosa peraltro comune a tutta la giornata), si suppone che l’ultimo pendio erboso possa in stagione essere ben popolato di vipere.
Lo stesso dicasi per il tratto superiore; non siamo in presenza di percorso esposto, ma con la nebbia in questa zona è sempre facilissimo perdersi (il Gölem è un bel panettone ampio).
Escursione bellissima, che tocca panorami poco conosciuti o noti solo agli abitanti del luogo. Raggiunti i Corni Rossi poi si aprono innumerevoli possibilità di concatenamento di ogni dislivello e lunghezza. L’impegno fisico descritto è abbastanza elevato, ma in un giorno solo è possibile concatenare con grande soddisfazione panorami diversi fra loro e di rara bellezza.
Dislivello Garmin, con tutti i saliscendi, ca 1720 m in 20,4 km.
Nelle vicinanze Mappa
Itinerari
Guglielmo (Monte) da Gardone Val Trompia per la Punta Almana, anello
1.7Km
Almana (Punta) da Gardone
Almana (Punta) da Portole, anello
6.2Km
Madonna della Ceriola (Santuario) da Sulzano, cima di Montisola
9.6Km
Guglielmo (Monte) da Zone, anello
9.9Km
Palo (Monte) e Corna di Savallo da Lodrino, anello
10.6Km
Trentapassi (Corna) da Marone per Punta Cunicolo e Monte Vignole
11.2Km
Trentapassi (Corna) da Vello, anello
12.5Km
Muffetto (Monte) da Plan di Monte Campione, anello
13.9Km
Trentapassi (Corna) da Toline
14.2Km
Servizi
5.6Km