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23/03/2021 alle 15:06 #838094
Buongiorno, ho scoperto che C.A.I. e Governo ci hanno fatto un altro bel regalo. Infatti è stato pubblicato in G.U. il seguente decreto: https://www.loscarpone.cai.it/in-gazzetta-ufficiale-il-nuovo-testo-sulla-sicurezza-negli-sport-invernali/ Allora, se non ho capito male, anch’io che vado con le ciaspole e solo se il rischio valanghe non è superiore a 2 (due), dovrò forzatamente munirmi di artva, pala e sonda, magari per salire alla Cialma o alla Bossola, spendendo da 200 a 250€ o, in caso di inadempienza, vedermi appioppare una sanzione da 100 a 150 €.
A parte il fatto che si restringono sempre di più le libertà personali, cioè andare in montagna come, dove , quando cazzo mi pare, ma se sono solo, a cosa mi può servire tale armamentario? Oltretutto non comprendo l’enfasi con cui lo stesso C.A.I. annuncia la notizia, quasi fosse una conquista.
Va bene per le attività organizzate dalle Sezioni ma, ripeto, per chi svolge attività individuale o con gli amici?
Sinceramente sono sempre più perplesso.
Saluti.
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23/03/2021 alle 17:54 #873265
Ho letto e riletto il Decreto e mi parrebbe di capire che si riferisca solo alle “aree sciabili attrezzate” tipo Sestriere o similari. In effetti se si legge l’articolo incriminato , il 26, si trovano continui riferimenti a queste aree. Tanto per fare un esempio il comma 3 dice :
3. I gestori espongono quotidianamente i bollettini delle valanghe redatti dai competenti organi dandone massima visibilita’.Speriamo…..
Però in effetti la Cialma ci ricade comunque, essendo una mini area sciabile attrezzata.
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31/03/2021 alle 15:30 #873268
A me risulta che in ambiente innevato sia da anni obbligatorio l’arva, sia che vai a fare scialpinismo, sia che vai a fare cascate, sia che vai a ciaspolare, e a rigore anche se vai a bobbare a 100 metri dal parcheggio di fondovalle. Quindi è una disposizione migliorativa, perché subordina l’obbligo al rischio effettivo.
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31/03/2021 alle 16:53 #873269il.bruno wrote:
A me risulta che in ambiente innevato sia da anni obbligatorio l’arva, sia che vai a fare scialpinismo, sia che vai a fare cascate, sia che vai a ciaspolare, e a rigore anche se vai a bobbare a 100 metri dal parcheggio di fondovalle.Quindi è una disposizione migliorativa, perché subordina l’obbligo al rischio effettivo.
Finora non vi era nessuna regola nazionale certa ed estesa a tutte le montagne.C’era una legge analoga a quest’ultima uscita, però più chiaramente diretta solo alle aree dello sci di pista e similari.
Aveva provato la regione Piemonte anni fa, ma aveva subito sospeso la cosa. Altre Regioni hanno fatto oscure leggi in merito, mai rispettate mi sa.
Che poi l’ARTVA a fare cascate….
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01/04/2021 alle 08:44 #873270
Se è per quello, anche la legge di cui si parla a rigore si riferisce alle aree sciabili protette, quindi ai comprensori sciistici. -
01/04/2021 alle 10:23 #873271
Rileggendo le varie norme vigenti, mi sono accorto che in realtà l’obbligo che segnalavo prima è quello vigente in Lombardia (che è dove vivo): Gli utenti delle superfici innevate diverse dalle aree sciabili attrezzate che praticano sport sulla neve devono rispettare le regole di comportamento di cui al comma 2, in quanto applicabili. Gli sciatori fuori pista, gli escursionisti d’alta quota e gli sci-alpinisti devono inoltre munirsi di appositi attrezzi e sistemi elettronici per consentire un più facile tracciamento e il conseguente intervento di soccorso.In Piemonte c’è una norma diversa.
Mi pare comunque corretto fare una norma uniforme su tutto il territorio nazionale.
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01/04/2021 alle 10:41 #873272il.bruno wrote:
Se è per quello, anche la legge di cui si parla a rigore si riferisce alle aree sciabili protette, quindi ai comprensori sciistici.
Ma infatti ! Secondo me, come ho già scritto all’inizio, il campo di applicazione è limitato alle aree sciabili.
Però come sempre capita in Italia, la legge è scritta malissimo e i profani non riescono a capirne completamente il sigificato.
Sarebbe stato bello che qualcuno più esperto avesse dato qualche parere qui nel forum, è una cosa che interessa praticamente tutti, ma purtroppo questo forum è quasi defunto e nessuno lo legge più.
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01/04/2021 alle 11:31 #873273
Buongiorno a tutti. Quindi, se ho capito bene, le regole previste dalla Legge in oggetto si applicherebbero nelle aree sciabili protette, ovvero agli impianti ed immediate vicinanze.
Se così fosse veramente sarei ancora più perplesso perché, di norma, i comprensori sciistici sono (dovrebbero) essere in zone non soggette al rischio valanghe. Quindi, che me ne faccio dell’armamentario previsto? Se invece andassi, e cito un’escursione che ho fatto con le racchette da neve, al Mont Flassin, ci potrei andare sprovvisto? Mah, continuo a non capire, a parte il fatto che i margini di libertà sono sempre più ristretti e, soprattutto, in Italia si tende a complicare sempre le cose, con una bulimia legislativa forse unica al mondo.
Pazienza.
Saluti.
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01/04/2021 alle 18:35 #873274
Prendila con le pinze ! A me pare di capire così, però sai com’è in Italia. Guarda solo il casino che è venuto fuori per le escursioni in zona arancione. Dopo mesi e mesi penso che nessuno sia ancora tranquillo in merito
Che le norme si applichino alle aree sciabili è la sola cosa abbastanza sicura.
Che poi, diciamocelo. Ve le vedete le forze dell’ordine salire al Flassin per controllare se hai tutto il necessario ?
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02/04/2021 alle 08:42 #873276
Buongiorno Mario e buongiorno a tutti. E’ vero, siamo in Italia, purtroppo, e quasi sempre le norme sono cervellotiche ed incomprensibili. Intanto, come si legge qui su Gulliver, molti effettuano le loro uscite facendo l’avvicinamento in bicicletta “come da DPCM”. Beh, permettetemi di essere, non arrabbiato, però infastidito. Perché se io dovessi partire da Vercelli per andare a fare un’uscita in Val Sesia o nel Biellese, che sono le montagne più vicine, dovrei prima di tutto partire ad un’ora indegna e poi, last but not least, dovrei anche avere un fisico “bestiale” che, purtroppo, non ho. Senza contare la altissima probabilità, durante il tragitto, di essere schiacciato come una rana da qualche veicolo.
Sono infastidito perché secondo me il CAI non ha tutelato in pieno non solo i suoi associati ma neppure tutti gli altri appassionati di montagna che, come me, vivono sprofondati nella pianura. E, credo, siano la stragrande maggioranza! Facendo l’avvicinamento in auto piuttosto che in bicicletta aumenta forse il rischio di contagio? Inoltre con bar e trattorie chiusi non ci sarebbe neppure l’opportunità di fermarsi a bere qualcosa in compagnia con il rischio, in questo casi magari, di contagiarsi con altri avventori.
Però potrei prendere un aereo, e andare invece che alle Canarie sui Pirenei! Siamo alla follia.
E poi perché gli appassionati di bicicletta possono spostarsi di decine, se non centinaia, di chilometri ed io non lo posso fare? Beati loro, però lo trovo semplicemente ingiusto.
Scusate lo sfogo.
Buona Pasqua a tutti.
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