Forums › Gulliver › Bar Gulliver › Radagast e l’immortalità di gregge
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17/03/2021 alle 12:34 #838093
leggevo ieri questo articolo https://www.ilfoglio.it/societa/2021/03/17/news/impossibile-elisir-2038119/ ” class=”bbcode_url”> https://www.ilfoglio.it/societa/2021/03/17/news/impossibile-elisir-2038119/ il cui sottotitolo è
Volevamo una vita spericolata e invece eccoci a pretendere l’immortalità di gregge.l’articolo è riportato sotto e mi è tornato in mente questo post di Radagast
https://www.gulliver.it/il-forum/?buone_gite=dmlld3RvcGljLnBocD9mPTgmdD02NTMz ” class=”bbcode_url”> https://www.gulliver.it/il-forum/?buone_gite=dmlld3RvcGljLnBocD9mPTgmdD02NTMz dal titolo
“Dove siete popolo delle libertà”combinazione giusto di un anno fa.
Il post scatenò una delle ultime discussioni interessanti, poi prese il sopravvento il partito del dott. Trombon de Sfaculis kaput mentula, e fu sera e fu mattino e tutti muti a dar ragione al peppione moralista e con un rapporto educazione/cultura pari a zero [saluti al pittore di peti]
Scorrete e leggetene tutti.
La famigerata vita normale, quella che da più di un anno è stata sospesa e alla quale tutti diciamo di voler tornare, significa bar, ristoranti, cinema e teatri aperti, libertà di assembramento e circolazione a ogni ora del giorno e delle notte, nessun obbligo di mascherina, e poi a un certo punto – chi per una ragione chi per un’altra, chi prima chi dopo, talvolta all’improvviso – morire. Morire è normale: può essere spiacevole, triste, talvolta persino tragico, ma sicuramente non è una devianza o un’aberrazione, o comunque non più delle infradito da uomo. Ricominciare a vivere significa ricominciare a considerare la morte non come uno scandalo inaccettabile (“ah signora mia, con tutti questi morti in giro dove andremo a finire!”) ma come un’eventualità possibile, se non probabile – come è sempre stato, del resto.
Fino a poco tempo fa cantavamo a squarciagola di volere una vita spericolata, piena di guai, che se ne frega di tutto sì; e adesso ci facciamo spaventare da un paio di trombi, altro che Steve McQueen. Intendiamoci, sono per il principio di precauzione (sostengo da sempre che gli aerei non dovrebbero decollare così eviterebbero di precipitare); ma dovremmo decidere quali rischi siamo disposti a correre, altrimenti in linea precauzionale non dovremmo nemmeno più uscire di casa. Ops, ho sbagliato esempio. Quello che intendo è che la morte, la “reazione avversa” per antonomasia, è l’effetto collaterale o indesiderato di qualunque cosa, non solo di qualsiasi farmaco o vaccino, persino del profitterol; se non siamo minimamente disposti a rischiare la morte, se non siamo serenamente rassegnati ad accettare la morte come un’eventualità concreta nell’ordine delle cose, il problema siamo noi e non le cause del nostro decesso.
A che gioco stiamo giocando? Davvero l’utopia a cui la nostra società si sta immolando è quella di un mondo asettico e sicurissimo, dove nessuno ti tocca, nessuno si ammala, e addirittura nessuno tira più le cuoia? Siamo davvero disposti a rinunciare a tutto pur di continuare solo e soltanto a respirare, e ad avere un cuore che batta per riflesso involontario senza nessunissima altra ragione per farlo? Perché se la risposta è sì, allora qui il problema di AstraZeneca non è se il vaccino funzioni oppure no, se sia pericoloso oppure no; qui il problema è il vaccino in sé, che risolverà anche il problema del Covid, ma non ci garantisce la vita eterna. Qui tocca buttare tutto, non solo AstraZeneca ma anche Pfizer, Moderna, piano vaccinale, tocca fermare i nastri trasportatori di Johnson&Johnson; qui è tutto da rifare! Il coronavirus era solo un pretesto; il vero bersaglio qui è la morte! Viviamo in una società ben peggiore di quella consumistica, dove dopo esser nati, l’aver prodotto e l’aver consumato era ancora previsto il crepare; adesso invece il mondo che abitiamo sembra avere come unico imperativo la vita umana, nel senso biologico e meccanico del termine; quali siano poi le prospettive o se questa vita valga la pena di esser vissuta è un problema che nessuno vuole nemmeno più porsi, tantomeno affrontare concretamente. Questa non è una dittatura sanitaria (magari: qui c’è un grande bisogni di Tso, per tutti!); questo è uno stato confusionale. E adesso il popolo, dopo tanto rivendicare, chiede l’elisir di lunga vita. Non ci accontenteremo delle brioche; vogliamo l’immortalità di gregge.
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17/03/2021 alle 13:18 #873253
caro al io ti rispondo in modo un po’ sbrigativo, ma penso che illustri abbastanza ciò che penso
se qualcuno mi passasse il covid perchè non ha fatto granchè attenzione e perchè vuole godersi la sua libertà rischiando, mi girerebbero abbastanza
👿 io direi di vivere spericolati solo per quanto riguarda noi stessi, senza coinvolgere altri, che magari non sono così interessati all’ avventura ospedaliera
salute e saluti
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18/03/2021 alle 08:19 #873254
Buongiorno Anna e buongiorno a tutti. Personalmente ritengo che semplicemente vivere, e neppure spericolatamente, senza coinvolgere altri sia praticamente impossibile. Adesso ci preoccupiamo che qualcuno “infetto” possa contagiarci e mandarci all’Ospedale, però tutte le attività umane coinvolgono altre persone e sono potenzialmente pericolose per gli altri. In auto, al lavoro, in bicicletta, a piedi se attraverso la strada senza guardare e rovino al vita a quel poveretto che stava passando in auto! In montagna se muovo un sasso o sbaglio a fare sicura. Al lavoro con comportamenti magari distratti. E si potrebbe continuare.
Allora, come scritto nel post di Ragadast, dovremmo vivere (?) in un mondo asettico e ipersicuro, senza uscire mai dal nostro guscio rimanendo in casa. E se poi dalla nostra casa cadesse una tegola, o un vaso dal balcone, e uccidesse il disgraziato che invece aveva deciso di vivere normalmente? E se venisse un terremoto e ci seppellisse sotto le macerie?
Chi nasce muore! Come, quando e perché non è dato sapere.
Io vorrei, anzi pretendo, poter “vivere” pienamente questa mio transito terreno e perciò ritengo intollerabile questa limitazione alla mia libertà personale.
Saluti.
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18/03/2021 alle 12:13 #873255
gianmario hai ragione a dire che spesso, involontariamente o no, ci possiamo fare del male
è anche per questo che, vivendo in una società, è necessario stabilire delle regole, cosa che porta a vivere sempre lì, tra la costrizione e la libertà;
ammesso ciò, senza esagerare avendo sempre un minimo di riguardo, ma mantenendo una certa libertà penso che si possa vivere abbastanza bene;
parlando per me stessa, io comunque dico che vivo meglio in una società rispettosa a 360 ° e che quindi richiede, per il bene di tutti, un certo impegno da parte di tutti;
sempre a proposito di libertà, tanto dipende dalla quantità di individui che interagiscono e dalle situazioni in cui si trovano…
esempio, se uno è da solo in un deserto può gridare a squarciagola, se invece dorme in camera con qualcuno è meglio di no

e per finire, le regole in molti casi servono a far sì che non vinca la legge del più forte, del più grossolano, del più violento e a far sì che chi vuole vivere in pace, senza per forza essere un leone, lo possa fare senza dover sempre andare in giro con le mutande di latta
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18/03/2021 alle 13:13 #873256
ultima versione 
gianmario
hai ragione a dire che spesso, involontariamente o no, ci possiamo fare del male
è anche per questo che, vivendo in una società, è necessario stabilire delle regole, cosa che porta a vivere sempre lì, tra la costrizione e la libertà;
ammesso ciò, senza esagerare ma avendo sempre un minimo di riguardo nei confronti del prossimo, penso che si possa vivere abbastanza bene riuscendo a mantenere comunque una certa libertà;
parlando per me stessa, io, in tutti i casi, dico che vivo meglio in una società rispettosa a 360 ° e che quindi richiede, per il bene di tutti, un certo impegno da parte di tutti;
sempre a proposito di libertà, tanto dipende dalla quantità di individui che interagiscono e dalle situazioni in cui si trovano…
esempio, se uno è da solo in un deserto può gridare a squarciagola, se invece dorme in camera con qualcuno è meglio di no

e per finire, le regole in molti casi servono a far sì che non vinca la legge del più forte, del più grossolano, del più violento e a far sì che chi vuole vivere in pace, senza per forza essere un leone, lo possa fare senza dover sempre andare in giro con le mutande di latta
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18/03/2021 alle 18:29 #873257
La libertà. Quella personale.
Non quella dei popoli.
Quella proprio mia: aho, ma chevvuoi, questa è la mia libbertà.
Scusa.
Senza rispetto delle regole non ce libertà. Senza rispetto degli altri ce un generico farsi i fatti propri, non c’è libertà.
Ho visto molte gite in val d’Aosta di gente che abita in Piemonte.
Sono uomini liberi quelli che hanno violato le regole?
No.
Io non li giudico.
Ognuno in fondo fa i conti con la propria coscienza.
L’importante è non nascondere il cazzonostrismo con libertà
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20/03/2021 alle 19:34 #873260Quote:
Ognuno in fondo fa i conti con la propria coscienza.
L’importante è non nascondere il cazzonostrismo con libertà
esatto !

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23/03/2021 alle 22:28 #873266
Dal momento in cui si nasce, si corre costantemente il rischio di morire. Anche nel migliore dei casi mi restano da vivere molti meno giorni di quelli vissuti sinora.
È nella coscienza di questo che posso godere di momenti meravigliosi.
Difenderò i miei giorni sino alla fine.
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27/04/2021 alle 11:52 #873299
cazzo si è cancellato tutto il commento, si vede che era una boiata pazzesca. scusate il silenzio ma era zona rossa ed al bar non ci poteo venire se non per asporto. ma popeantonio e tutti i suoi follower da ottobre 2020 saranno andati in montagna, sfidando il coviddi, i dpcm, l’etica dell’egoismo e soprattutto sfidando il rispetto per gli altri?
questa è la domanda fondamentale da cui partire.
6 rincretiniti ( kurtz, diabolico, ttttt, stricignolo ed altri che non perdono tempo come noi in chiacchere inutili ) hanno avuto il potere di risvegliare la disobbedienza alpinistica del gregge ? di coloro che sfidavano e hanno sfidato la morte propria e dei compagni per andare in montagna nella seconda e terza ondata? magari di nascosto?
serve a continuare ad indicare le stelle se la massa immortale di pecore guarda il dito?
grazie alkurtz che rispolveri domande filosofiche basilari alla soglia di un ritorno di pseudo libertà temporanea. grazie che spieghi con parole migliori e più semplici il mio delirio iniziale.
l’era della tecnica e della scienza è al suo massimo splendore. e tutti si dimenticano che tecnica e scienza sono frutto di errori e di premonizioni più magiche che scientifiche. siamo e restiamo dei disadattati, dei jolly, dei buffoni di corte… parole al vento… le nostre.
ti aspetto in baita per na bevuta di pinot
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