Forums › Gulliver › I problemi › UN ALTRO GRAVE INCIDENTE CON L’ELISKI
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27/03/2015 alle 11:59 #837249
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27/03/2015 alle 14:29 #868121
Oggi ero in zona(cima Bosco)e c’era gran via vai di elicotteri,prima per portare su “skialp” poi…………………….solo per portarli giù Forte vento,cime fumanti ovunque e neve non ancora assestata,direi tutti gli ingredienti per fare Eliski,sarebbe forse ora che gli enti preposti e le località dove questa disciplina è permessa,si fermassero a riflettere………..
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27/03/2015 alle 18:08 #868123
l’articolo, menziona il canalone terrenere , discendente dalla cima Dormillouse, qualcuno sa spiegare esattamente su che versante sciavano ? -
27/03/2015 alle 19:19 #868125
nell’ultimo video si vede dove è scesa la valanga
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27/03/2015 alle 20:11 #868126
Da questa foto si vede l’area di distacco, fronto di 250 m, ed è scesa per 450 m -
28/03/2015 alle 15:04 #868128
Giusto per la cronaca in questi giorni il rischio è molto alto, mi chiedo per quale folle motivo abbiano deciso di rischiare così tanto. A vedere le foto della valanga il pendio era ben ripido e quindi oggettivamente a rischio! Posso capire i turisti, magari non esperti di neve né informati, ma come è possibile che tra staff e guide nessuno abbia detto nulla?
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29/03/2015 alle 16:18 #868129
Al di là delle giuste considerazioni in negativo sull’eliski, trovo più corretto ricordare Luca Prochet, guida alpina, maestro di sci e soccorritore. Ebbi la fortuna di averlo come formatore al corso per tecnici del CNSAS nel ’93 e di “volare” con lui nelle operazioni di elisoccorso durante l’alluvione del 1994. Serbo il ricordo di una persona umile, estremamente preparata su tutti i tipi di terreno e soprattutto un ottimo sciatore, prudente ed esperto. Una grave perdita per il soccorso alpino. Una prece e condoglianze ai famigliari.
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29/03/2015 alle 21:32 #868132
Condivido pienamente il post di ajax e aggiungo: sono molti i precedenti di morti sotto le valanghe di persone esperte e il motivo, a mio modesto parere, dopo aver approfondito l’argomento valanghe più volte, in vari corsi, essendo troppi gli elementi che influiscono sulla probabilità di una valanga per cui esperto o no se voi essere sicuro vai a sciare, come facevamo noi, solo in primavera e quando le valanghe sono già scese. Però qualche volta (poche) abbiamo rischiato anche noi e alla Rocca d’Abisso siamo stati investiti da una piccola valanga causata dai primi che hanno tagliato il pendio canale ma ce la siamo cavata con la perdita di qualche sci, bastoncini e occhiali, anche se la nevicata non era stata eccezionale, mentre un’altra volta con un metro abbondante di polvere al Piz Palù (incoscienti ) è stata una sciata favolosa e un’esperienza irripetibile. -
30/03/2015 alle 05:27 #868133
a dire il vero si faceva riferimento alla poca opportunità dell’ eliski… -
30/03/2015 alle 07:51 #868134
No, non è proprio corretto. Il titolo del post è un altro incidentecon l’eliski. L’eliski va assolutamente messo al bando per una questione etica ed ecologica ma le cause degli incidenti sono mediamente la frequentazione della montagna invernale per la sacrosanta passione individuale. Basta scorrere la sezione gite per vedere quanta gente ieri (me compreso) è uscita con situazioni di rischio anche 3. Siccome qualche intervento assumeva toni vagamente colpevolisti ho trovato giusto in una tragedia del genere spendere due parole per Luca. Tutto qui. -
30/03/2015 alle 10:35 #868135ajax wrote:
Al di là delle giuste considerazioni in negativo sull’eliski, trovo più corretto ricordare Luca Prochet, guida alpina, maestro di sci e soccorritore. Ebbi la fortuna di averlo come formatore al corso per tecnici del CNSAS nel ’93 e di “volare” con lui nelle operazioni di elisoccorso durante l’alluvione del 1994. Serbo il ricordo di una persona umile, estremamente preparata su tutti i tipi di terreno e soprattutto un ottimo sciatore, prudente ed esperto. Una grave perdita per il soccorso alpino.
Una prece e condoglianze ai famigliari.
Condivido interamente (“quoto”, mi pare di aver capito che si dice in queste circostanze…) lo scritto di “ajax”…
Non partecipo a questo “forum” con interventi scritti, ma solo con la lettura, a volte…
Questa dolorosa e dura circostanza però “mi chiama”…
Non voglio intervenire sull’argomento dell’eliski in generale, ma solo per ricordare le vittime… Luca Prochet in particolare, che anch’io ho avuto l’opportunità di conoscere…
Riporto e condivido interamente quanto scritto sul giornale online “Valsusa oggi”, riassume bene la sua “figura”…
“Era apprezzato in tutto il Piemonte per le sue qualità professionali ed
umane,una delle guide alpine più capaci. Un vero maestro della montagna, a cui ha dedicato tutta la vita”… Nella sua attività professionale di direttore di vari corsi del CNSAS, ha formato numerosi (penso) tecnici di elisoccorso…, e ha partecipato a numerosi interventi… Ha soccorso e “salvato” numerose persone, anche il sottoscritto…, ed è per questo che -con dolore e commozione- mi permetto di aggiungere questo ricordo e questi pensieri…
Il 23 maggio 2015 -quasi 5 anni fa-, anch’io in val di Susa (con un’altro “gulliveriano” fortunatamente e “provvidenzialmente” non coinvolto direttamente dalla valanga), quella domenica… Penso che il mio “viaggio” con la valanga sia stato “corrispondente al suo” come sviluppo, dislivello, politraumi conseguenti, ecc…, anzi forse superiore…
Quella circostanza/”esperienza” la ricordo perfettamente, ovviamente… Al termine di quel “viaggio”, dopo un momento -non troppo lungo-, ero cosciente e oggettivamente convinto/sicuro di morire, lì… Invece, “dal cielo” (con l’elisoccorso…) è arrivato proprio Luca e colleghi che mi hanno soccorso, liberato, salvato… In quella circostanza sono stato “plurigraziato”… Con l’equipaggio di quel giorno c’era anche GianCarlo C., che avendo concluso il corso formativo di elisoccorso, diretto proprio da Luca, lo seguiva nel periodo di affiancamento previsto al termine… Questa circostanza si rivelò determinante, da solo non sarebbe riuscito ad estrarmi, mi disse e scrisse… Fu un intervento molto impegnativo, e “avventuroso”…. Questo termine però è solo un”eufemismo”…, per chiudere questo ricordo (per me indelebile), che -in piccola parte- mi sono permesso di scrivere, solo per ricordare la sua figura e la sua attività…
Purtroppo, venerdì non è stato così fortunato, come sicuramente avrebbe meritato…
In una successiva corrispondenza epistolare (dopo otto mesi circa dal mio incidente e corrispondente soccorso, di due lettere, che custodisco e ricordo con “cura” particolare), ebbi l’opportunità di apprezzare anche il suo (grande…) profilo personale e
umano… Per questo ho sottolineato questo termine nella citazione dell’articolo di “Valsusa oggi”…, e condivido interamente quanto scritti da “ajax” che voglio riportare per sottolinearlo ancora “Serbo il ricordo di una persona umile, estremamente preparata su tutti i tipi di terreno e soprattutto un ottimo sciatore, prudente ed esperto. Una grave perdita per il soccorso alpino”…
Una persona “umile, estremamente preparata su tutti i tipi di terreno…”, è semplicemente una “buona e grande” persona…
…”GRANDE LUCA”…(mi viene naturale e spontaneo scrivere…), in molti ti ricordano (e ricorderanno), sempre…
Il “tuo percorso” e la “tua attività” proseguono in cielo… . La “traccia” che hai lasciato” sulla neve”, ma soprattutto nella vita quotidiana e nei cuori dei tuoi familiari è indelebile…
…Una preghiera (forse proprio oggi si celebrano i funerali…), e sincere condoglianze ai familiari… Con il conforto e la fiducia del pensiero di Sant’Agostino che dice: “Non si perdono mai coloro che amiamo, perchè possiamo amarli in colui che non si può perdere”…
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30/03/2015 alle 18:50 #868140
Mia personalissima riflessione con la quale non voglio toccare il discorso eliski, ma abbracciare il discorso “montagna”: Il signore in questione era informato su ciò che stava andando a fare?
Ritengo di si.
Era libro di scegliere?
Ritengo di si.
Ha scelto di fare la Guida Alpina (e il maestro di sci e il capo del soccorso etc etc)?
Ritengo di si.
Faceva un lavoro che gli piaceva perché amava la montagna?
Spero di si!
Questo mi basta per dire che… è andata così e non ho nulla da aggiungere sulla vicenda. A parte il cordoglio per la famiglia e gli amici, ovviamente!
Dove voglio arrivare? Nel rispetto di alcune regole, che sono quelle dell’essere consapevoli di ciò che si fa, e quelle del non nuocere a terzi (per esempio tirare sassi giù dalle pareti o tagliare pendii sopra altra gente), voglio che si sia liberi di andare in montagna. Come e quando si vuole. Sapendo che i rischi ci sono. Che sia amore del brivido o per sfida personale, per emotività o per senso estetico, (ognuno va in montagna per diversi motivi, non mi interessa quali) prendiamo delle decisioni. Non sempre giuste. A volte va bene, altre no. Fare un certo tipo di attività in montagna che vada oltre l’aperitivo a Courma, comporta l’assunzione del rischio. Questo significa che ogni volta che andiamo dovremmo sapere che una possibilità di non tornare indietro esiste! Chi scalando, sciando, pellando, facendo ghiaccio può dire di non aver mai corso rischi? Cultura, conoscenza, antenne dritte, l’aiuto di una guida aiutano ad abbassarli. Ma non li eliminano.
E ogni tanto va male. Se non siamo disposti ad accettare questa realtà…
Poi possiamo fare mille ragionamenti sulle implicazioni. Quelle personali, quelle degli affetti, quelle della responsabilità verso terzi, quelle sui soccorritori.
Ma ritengo giusto rispettare le decisioni di chi in montagna va a cercare qualcosa in maniera irrazionale, con le conseguenze che ciò comporta.
E dobbiamo sapere che fare la guida è un mestiere pericoloso. È oggettivo. E che andare con una guida non annulla il rischio.
Sono ovviamente triste, sconcertato. Sto di merda, per non girarci intorno. Quest’anno un mio amico è mancato e una mia amica probabilmente rimarrà paralizzata per incidenti in montagna.
Ma non vado a cercare colpe o colpevoli. Sapevano cosa stavano facendo. Anche se non sono contento, è così. Fa parte del gioco cui stavano giocando. Non possiamo pretendere sensazioni ed emozioni a rischio zero. Dobbiamo essere il più consci epreparati possibile. Questo si.
Ma se non ci fosse un qualcosa di imponderabile ogni volta che vado in montagna, probabilmente non ci andrei. Questo voglio dire. E questo vorrei che fosse accettato e rispettato.
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31/03/2015 alle 13:30 #868142stambecco wrote:
Ma se non ci fosse un qualcosa di imponderabile ogni volta che vado in montagna, probabilmente non ci andrei. Questo voglio dire. E questo vorrei che fosse accettato e rispettato.Ma.
Tra l’azzardo che uno sceglie per se – rispettabilissimo, e la responsabilità che deve avere nei confronti degli altri c’è quella differenza che corre tra l’alpinista e la guida alpina che porta un cliente.
Io darei un taglio a sta retorica dell’imponderabile, e inquadrerei il fatto più realisticamente nel gioco businnes dell’eliski.
E per concludere direi che
a – non c’è nessun pendio sicuro
b – non c’è nessuna conscenza utile
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02/04/2015 alle 14:54 #868144
Altre foto della valanga http://www.data-avalanche.org/listAvalanche/1427473029822#!prettyPhoto -
03/04/2015 alle 08:53 #868145
A proposito, qualcuno ha visto il Servizio di ieri sera sul TGR3? Il giornalista ha intervistato “in ginocchio”: Il Patron francese della Societa’ Eliski, i Sindaci di Oulx e Sauze d’Oulx, senza alcun contraddittorio con altri interlocutori.
Ovviamente ne e’ emersa una vera e propria gara a chi elencava i pregi della sciagurata pratica, con ricadute sul Turismo, Contributo alla Sicurezza (sic), ed altre banalita’ del genere….
Un servizio a dir poco stomachevole.
Saluti
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03/04/2015 alle 14:15 #868146
Alcuni anni fa ero salito da Orelle a Plan Bouchet con la telecabina per poi andare all’Aiguille de Polset passando per i colli Pierre Lory e Gebroulaz. Nella cabina c’erano con noi un gruppo di sciatori italiani che ci decantavano con entusiasmo l’eliski avendolo praticato dappertutto (Canada e Nuova Zelanda compresi). Alla nostra manifestazione del gran piacere che si prova ad andare in giro in libertà con le pelli, solo con le nostre proprie forze, ci hanno salutati con un esplicito sorriso beffardo ed un più che eloquente “noi siamo più furbi, voi siete proprio solo patetici!”. Purtroppo fino a quando ci sarà questo tipo di clientela (piena di grana e di ignoranza) oltremodo anche sostenuta dai mass-media, l’eliski non avrà ostacoli, anzi anche solo per far pubblicità alla vallata sperduta, complici pure alcuni amministratori che ne trarranno un beneficio indotto secondario, sarà una pratica che tenderà sempre più ad ampliarsi. -
04/04/2015 alle 10:22 #868147
Se è x quello, Anna, non solo sono contrario all’eliski ma anche alle motoslitte, al motocros sui sentieri escursionistici e alla proliferazione delle vie ferrate -
08/04/2015 alle 19:35 #868153mimmo1928 wrote:
Se è x quello, Anna, non solo sono contrario all’eliski ma anche alle motoslitte, al motocros sui sentieri escursionistici e alla proliferazione delle vie ferrate
e alle mountain bike sui sentieri, no? -
11/04/2015 alle 14:27 #868159
Sono contrario anche a quelle: ho sempre sostenuto che dovrebbero esistere piste ciclabili al di fuori dei sentieri e mulattiere e con a carico dei fruitori manutenzioni e danneggiamenti . -
15/04/2015 alle 07:50 #868180mimmo1928 wrote:
Sono contrario anche a quelle: ho sempre sostenuto che dovrebbero esistere piste ciclabili al di fuori dei sentieri e mulattiere e con a carico dei fruitori manutenzioni e danneggiamenti .
Io sono contraria agli imbecilli… mimmo, non uscire più di casa!

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16/04/2015 alle 10:11 #868191
“Se 1928 indica la data di nascita di Mimmo credo che ci vorrebbe un po’ piu’ di rispetto, che ne dici Bucaneve? -
17/04/2015 alle 07:53 #868194valanga wrote:
“Se 1928 indica la data di nascita di Mimmo credo che ci vorrebbe un po’ piu’ di rispetto, che ne dici Bucaneve?
Il rispetto è indipendente dall’anagrafica, direi! Altrimenti sai a quanti imbecilli si dovrebbe portare rispetto, anche se non ne meriterebbero un tubo? (o meglio, magari un tubo lo meriterebbero!). Politically correct lo lascio ai buonisti come te!
😆 -
17/04/2015 alle 09:49 #868195
E brava Bucaneve, mi hai beccato….Sono d’accordo che l’eta’ non non e’ sintomo di saggezza, pero’ non puoi dare dell’imbecille ad una persona che ha espresso solo il suo parere sul modo di frequentare la montagna, ed anche abbastanza condivisibile: sei mai stata su qualche itinerario superfrequentato dai mtb? Prova a vedere in che condizioni trovi certi sentieri con solchi profondi mezzo metro che diventano rii d’acqua in caso di pioggia…..(es. Cima Bosco, alta Val Susa). Ciao e senza rancore….
Valanga
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17/04/2015 alle 10:09 #868197valanga wrote:
E brava Bucaneve, mi hai beccato….Sono d’accordo che l’eta’ non non e’ sintomo di saggezza, pero’ non puoi dare dell’imbecille ad una persona che ha espresso solo il suo parere sul modo di frequentare la montagna, ed anche abbastanza condivisibile: sei mai stata su qualche itinerario superfrequentato dai mtb? Prova a vedere in che condizioni trovi certi sentieri con solchi profondi mezzo metro che diventano rii d’acqua in caso di pioggia…..(es. Cima Bosco, alta Val Susa).
Ciao e senza rancore….
Valanga
…ma lascia perdere che di fenomeni capaci ad insultare solo perche’ nascosti da un monitor e una tastiera e’ pieno il web.

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17/04/2015 alle 12:10 #868199bucaneve wrote:
Politically correct lo lascio ai buonisti come te!
😆
non so se dipende dalle trasmissioni televisive oppure dai nostri politici [entrambe le cose fanno (molto) tendenza], ma ho idea che, ultimamente, le persone che preferiscono vivere in pace, che esprimono idee ragionevoli, che non sono violente ne’ prepotenti, vengono classificate“buoniste”io mi lancerei in un gudizio piu’ positivo
senza alcuna paura di non essere in linea coi tempi, le classificherei
“ottime”:geek: ma bucaneve, caspita, ma cambiati nome: uno prima di capire che tipino sei si lascia intenerire il cuore
poi, sai che botta!


[img]http://www.comune.barbara.an.it/Siti/Barbara/Immagini/bucaneve.jpg [/img] -
22/04/2015 alle 10:46 #868221valanga wrote:
E brava Bucaneve, mi hai beccato….Sono d’accordo che l’eta’ non non e’ sintomo di saggezza, pero’ non puoi dare dell’imbecille ad una persona che ha espresso solo il suo parere sul modo di frequentare la montagna, ed anche abbastanza condivisibile: sei mai stata su qualche itinerario superfrequentato dai mtb? Prova a vedere in che condizioni trovi certi sentieri con solchi profondi mezzo metro che diventano rii d’acqua in caso di pioggia…..(es. Cima Bosco, alta Val Susa).
Ciao e senza rancore….
Valanga
Sì, a Cima Bosco ci passo spesso e ti assicuro che i solchi dipendono non dalle bici ma da una pessima costruzione del sentiero che non ha scoli… il sentiero era così già 30 anni fa..
Anche il sentiero del Musinè è completamente scavato…ma lì di bici non ce ne passano…
o forse ci vai tu? In moto?

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