Forums Gulliver Gulliver.it Alcune riflessioni sulla sicurezza.

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    • #837201

      Se è pur vero che la crescente irregolarità climatica rende sempre più difficili e a volte contraddittorie le valutazioni che si devono fare, in merito alla sicurezza per la scelta dei percorsi di scialpinismo, alcune indicazioni non hanno perso, credo, la loro validità.

      Nell’assestamento del manto nevoso entrano in gioco una serie di fattori tra i quali spiccano quantità e qualità delle precipitazioni nevose, l’esposizione, l’azione del vento, la quota.

      Altro elemento da tenere presente è la temperatura: temperature basse e costanti rallentano il metamorfismo della neve e quindi, soprattutto in inverno quando gli sbalzi termici sono in genere meno marcati, il manto nevoso mantiene più a lungo elementi di instabilità.

      Se si tiene presente che la temperatura diminuisce di circa 1 grado ogni 100m. di dislivello appare evidente che il processo di assestamento in quota medio alta avviene più lentamente rispetto alle quote inferiori.

      Ne consegue che in inverno, in linea di massima, per avere maggiore sicurezza è bene restare sotto quota 2500/2600 dove l’assestamento del manto nevoso ha un processo più veloce, e vanno privilegiati anche itinerari non impegnativi rispetto alla ripidità dei pendii.

      Verso primavera, quando l’azione di assestamento investe più velocemente anche le quote superiori si può salire verso quota 3000 m. , per poi, in piena primavera, avvicinarsi o superare quota 4000 m.

      In sostanza, tenendo presente che più fattori concorrono alla stabilizzazione o meno del manto nevoso, e che questi vanno valutati di volta in volta, è buona norma salire di quota gradatamente nel corso della stagione.

      Altro aspetto non secondario ma a volte dimenticato è che ci sono montagne e itinerari che non sono percorribili, con il dovuto margine di sicurezza, nel corso di tutta la stagione scialpinistica ma solo in determinati periodi ( per alcuni si deve ad esempio attendere la caduta spesso ricorrente delle valanghe primaverili) e generalmente nei mesi di aprile e maggio, quando il manto nevoso più “consolidato”, permette di affrontare percorsi con tratti impegnativi per ripidità o esposizione.

      Il “periodo consigliato” o “epoca” per ogni itinerario, sempre presente nelle relazioni tecniche sui classici libri di itinerari scialpinistici manca invece, il più delle volte, nelle relazioni/indicazioni scritte su Gulliver ….e questo può generare errori di valutazione perché molti percorsi mediamente sicuri nella stagione primaverile lo sono ben poco nella stagione invernale.

      Quindi un itinerario recensito senza una valutazione del “periodo consigliato” può, soprattutto se presentato per la bellezza dell’ambiente e di una buona qualità della neve trovata quel giorno, indurre a sottovalutazioni del rischio perdendo di vista che, a grandi linee e proprio per avere maggiore sicurezza, gli itinerari si dividono in invernali e primaverili, a prescindere dalle capacità tecniche di ognuno.

      Altro elemento che spesso si sottovaluta è l’azione del vento che è il principale artefice dei lastroni da accumulo che sono imprevedibili e non sono sempre ben valutabili rispetto alla loro pericolosità, e altra buona norma è quella di evitare determinati itinerari, per alcuni giorni, al termine del periodo ventoso mentre troppo spesso, calato il vento, non si sceglie il percorso con minori rischi rispetto all’azione del vento ma si sceglie in base al proprio desiderio di effettuare quel determinato percorso che più stimola la nostra passione.

      Ne consegue, da quanto scritto, che la miglior sicurezza deriva dalla scelta che si fa la sera prima a casa quando si decide quale montagna salire con gli sci valutando soprattutto recenti nevicate, periodo consigliato, temperatura, esposizione, ed eventuale azione del vento.

      La valutazione in loco deve rappresentare, il più possibile, non la prima ma l’ulteriore possibilità di evitare rischi.

      Questo ennesimo inizio della stagione scialpinistica, caratterizzata da una forte irregolarità meteo e, in alcune zone, dalla devastante azione del phoen , richiede il massimo della prudenza.

      Un saluto cordiale

      gio’ notav

    • #867915

      Ottima riflessione, grazie. Sono concetti che dovrebbero essere noti a tutti, ma “repetita iuvant”. Mi permetto di aggiungere, per chi non lo conoscesse, il link al report annuale sulla nivologia stilato dall’ Arpa Piemonte e relativo alla stagione scorsa. Ci sono parecchi dati interessanti ed utili a comprendere meglio la dinamica dei manti nevosi; un’intera sezione è dedicata all’analisi “tecnica” delle valanghe che hanno purtroppo coinvolto persone.

      Buone gite a tutti…ma usiamo sempre la testa!

      http://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/idrologia-e-neve/neve-e-valanghe/relazioni-tecniche/rendiconti-nivometrici/rendiconto-nivometrico-stagione-2013-2014

    • #867982

      Letto solo ora. Tutto giusto e chiaro. Solo un piccolo appunto sulla temperatura che scende di 0,6 ogni 100m. Ciao

    • #868047
    • #868048

      Invece di comparire ogni tanto con link di siti francesi,mettere una traduzione qua e la,così giusto per far capire a tutti……….

    • #868049

      Per oggi traduco; alla prossima paghi una birra! :D

      “Gli sciatori alpinisti sono irresponsabili?????

      In preparazione di una uscita di scialpinismo, l’ informazione preventiva è di primaria importanza (meteo, bollettini valanghe, mappe, percorsi, difficoltà etc.). Su queste considerazioni si basa il metodo Munter, che converrebbe conoscere. Oggi si può facilmente disporre di informazioni in internet, assunte dai siti “specializzati” o da siti amatoriali, i quali sono principalmente realizzati da “non-specialisti”. A mia conoscenza (nb. è una guida che scrive), nessun sito appartiene a professionisti. Lo scopo di questi siti è quello di fornire informazioni utili ed importanti riguardanti le condizioni delle gite. Qui entriamo nel soggettivo in quanto le informazioni così bene divulgate sono unicamente considerazioni di una (o più) persone e quanto da loro affermato è automaticamente influenzato dal suo livello di capacità acquisita, dall’attrezzatura, dalla sua condizione fisica o dalle condizioni del momento le quali sono tutte enormemente soggettive. In breve quanto viene divulgato su questi siti purtroppo non é verificabile. Nella nostra attuale società le informazioni vengono pubblicate liberamente senza valutazioni di serietà critiche e senza un corretto giudizio di selezione improntato alla moderazione. Ci si domanda, quando esiste un evidente rischio su un determinato percorso, in che modo dovrà essere segnalato il pericolo al fine di evitare il possibile incidente, mentre sovente leggiamo su queste “informazioni” semplici segnalazioni fornite unicamente con il principio della sufficienza. Tornando alla preparazione della nostra uscita, non importa quale, quando questa è ben preparata, rimane solo la programmazione oraria da rispettare e partire. Dopo aver fatto la “Traversata Eroica” , il giorno successivo avevo in programma il “Chorums Olympique” al Grand Ferrand. Nel suo metodo, Munter parla dell’attenta osservazione di segni percettibili alla vista ed all’udito. In breve se vedo o sento qualcosa io divento diffidente … E questa mattina, 10 Marzo 2015 le mie orecchie ed i miei occhi sono piuttosto tranquilli perché il manto nevoso appare stabile ed il rigelo é molto buono; inoltre il meteo è favorevole, sono in forma e niente mi può fermare.

      Siccome sono particolarmente in buona forma, il mio obiettivo non è quello di andare subito al Chorum ma di passare prima dalla cresta dell’Etoile per poi attraversare le creste del Petit Ferrand e di scendere al passo dell’Etoile per raggiungere la base dei Chorums. Sono partito molto presto dal Gran Villard perché sò che i pendii si riscaldano velocemente. Salendo sulla cresta dell’Etoile mi appare subito il Chorums Olympique, superbo … .. ed … .. uno strano segno sulla cengia olimpica. Questa traccia “enorme” mi pone un interrogativo ed i miei occhi cominciano ad osservare attentamente. E’ partita una placca (vedi foto con evidente la placca) a pochi metri dall’entrata dei Chorums,. E’ enorme e la vedo molto bene da dove mi trovo …. 30-40 cm. di spessore, lunga 100 m. Non é necessario porsi domande per capire la situazione di pericolo su quell’itinerario; mi metto a riflettere. La cengia Olympique é lunga 300-400 m. per 100 m. di altezza con una pendenza minima di 30° e su di essa un recente placca di 100 m. è partita; i distacchi di altre placche meno recenti (più a sinistra) sono ancora visibili e tutto questo si trova a pochi metri dal punto dove dovrei passare. (Altra foto con il dettaglio delle varie placche partite e con il percorso del Chourum Olympique). Chi mi assicura che un’altra placca non potrebbe partire sull’itinerario, essendo l’esposizione simile su tutto il versante? Nessuno. Decido immediatamente: la vire Olympique oggi non é sicura e non ci andrò. Una quindicina di scialpinisti invece non si pongono assolutamente questi problemi e tranquillamente per tutta la giornata scorazzano sull’Olympique; io percorrerò solo le zone di cresta circostanti che ritengo siano più sicure e per mezzogiorno sarò certamente a casa. Ma gli scialpinisti si rendono conto che questa é un’attività pericolosa?

      La nivologia è una scienza inesatta dove “più si conosce meno si sa” (secondo Alain Duclos) . Ma i segni visibili sono comunque in grado di ben avvisarci dello stato di pericolo di certe zone e noi di conseguenza, intelligentemente possiamo prevenire questi rischi. Oggi, a mio parere, in quel posto era come giocare alla roulette russa. Per curiosità sono andato a vedere ciò che è stato detto in proposito nei forum “specializzati”, nella speranza di trovare utili considerazioni di avvertimento … Niente … I commenti parlano semplicemente di una placca non troppo piccola e non troppo grossa, ma nessuno ha dimostrato preoccupazione … nessuno ha segnalato di aver solo girato intorno e soprattutto … nessuno si è posta la domanda della sicurezza. Forse io sono troppo prudente !!!! (Altra foto).”

    • #868051

      alla prossima paghi una birra!

      Certo che sì,ma sempre la traduzione………….mi raccomando ;)

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