Forums Gulliver I problemi sicurezza in montagna

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    • #837167

      secondo me, ai fini della sicurezza in montagna, sarebbe molto importante sapere di preciso come e dove sono avvenuti gli incidenti

      con una buona casistica, soprattutto molto aderente ai fatti, si potrebbero tenere piu’ in conto certe situazioni sottovalutate: faccio l’ esempio del ghiaccio infido sui sentieri, la neve molto dura o vetrata su pendii (anche solo) mediamente ripidi, pietroni o tronchi nascosti nella neve fresca, valanghe, eccetera eccetera

      il piu’ delle volte le notizie ci arrivano solo dai giornalisti , i quali, non essendo “del mestiere”, descrivono l’ accaduto in modo molto sommario, spesso in modo diverso da come si sono svolti i fatti

      non so di chi potrebbe essere il compito…

    • #867778

      La sicurezza, in tutti gli ambienti, a parte la fatalità, e da ricercarsi in noi stessi.

      Tante volte, bisognerebbe avere il coraggio di dire NO, non vado, non mi sento sicuro, ect. ect.

      Tanto, per quanto riguarda il topic, le vie, montagne, sentieri e di più…….non scappano, sono lì ……o no?

      Ho perso troppi Amici perché non hanno voluto, per una moltitudine di variabili, RINUNCIARE!

      La VITA è più importante, di una via, di una montagna, di una vetta, di una escursione, di un chiodo, non è una necessità salvavita…...andare a tutti costi, per qualsiasi motivo.

    • #867779

      per chi è del posto è normale sapere dove e che pericoli ci possono essere. per tutti gli altri ritengo molto utile guardarsi attorno quando si fa una gita; per lo scialpinismo cercare di ricordarsi dove abbiamo visto delle valanghe e farne tesoro.

      nelle guide spesso siamo avvertiti, sarebbe però impossibile dare riferimenti per tutte le possibilità.

      cambiando discorso vedo gente che in questo periodo va a fare l’ischiator (con neve sicura?????????????????), oronaie, faraut? per quel poco che ho capito io per queste gite ci sarà tempo più avanti e senza correre troppi rischi: sono dei 3000! pubblicarlo qua sopra è un rischio!

      puntulmente c’era anche un certo berengerli che a natale si faceva rocca dell’abisso o cose del genere. siamo sicuri che questi sappiano quello che fanno?

    • #867781

      cambiando discorso vedo gente che in questo periodo va a fare l’ischiator (con neve sicura?????????????????), oronaie, faraut? per quel poco che ho capito io per queste gite ci sarà tempo più avanti e senza correre troppi rischi: sono dei 3000! pubblicarlo qua sopra è un rischio!

      puntulmente c’era anche un certo berengerli che a natale si faceva rocca dell’abisso o cose del genere. siamo sicuri che questi sappiano quello che fanno?[/quote]

      Questo e’ davvero un punto critico.

      Faccio scialpinismo da oltre 30 anni e posso assicurare che negli anni 80 quasi nessuno si azzardava a tentare certi itinerari in pieno inverno. La distinzione tra gite invernali e primaverili era abbastanza condivisa e rispettata.

      Il motivo l’ho scoperto quando ho voluto infrangere questa regola non scritta: affrontando a dicembre-gennaio certi itinerari tipici di aprile-maggio ho avuto brutte sorprese: innevamento irregolare, qualita’ della neve pessima, ghiaccio vivo sui sentieri, gorge impercorribili, creste spelate, conche troppo gonfie, pietre affioranti, per non parlare del freddo e del vento che ti buttava per terra! Insomma esperienze deludenti e pericolose.

      Oggi vedo che questa distinzione e’ caduta: leggendo certe relazioni pubblicate su internet, mi sembra di essere a giugno e non a dicembre….Strano ma vero!

      D’accordo che manca la neve a bassa quota, che i materiali in 30 anni sono molto migliorati, che le informazioni sono enormemente superiori, c’e’ internet, ma affrontare con leggerezza certi itinerari fuori stagione mi sembra sempre decisamente rischioso. E i troppi incidenti mortali di ogni inizio stagione di questi ultimi anni mi sembra lo dimostrino….purtroppo!

    • #867792

      A inizio Maggio di quest’anno la mia amica più cara ci ha rimesso la vita a causa dell’erba alta e bagnata. Per evitare un piccolo nevaio che copriva il sentiero (eravamo in discesa, verso le 16 di una giornata di sole e buone condizioni generali) in quel tratto e non bagnarsi ulteriormente gli scarponi ha scelto di passare a lato dello stesso nevaietto. Pochi metri di scivolata l’hanno portata verso una piccola balza rocciosa cadendo dalla quale ha battuto il capo e non c’è stato niente da fare, il tutto si è svolto in un pugno di maledetti secondi. Impossibile pensare che in quel posto si possa perdere la vita, ATTENTI, ATTENTI SEMPRE all’erba alta e viscida, piuttosto usate ciaspole o ramponi anche se non sembra necessario; anche per chi rimane e vede capitare un simile incidente la vita non è più la stessa.

    • #867794

      annagarelli wrote:

      secondo me, ai fini della sicurezza in montagna, sarebbe molto importante sapere di preciso come e dove sono avvenuti gli incidenti

      con una buona casistica, soprattutto molto aderente ai fatti, si potrebbero tenere piu’ in conto certe situazioni sottovalutate[…]

      il piu’ delle volte le notizie ci arrivano solo dai giornalisti , i quali, non essendo “del mestiere”, descrivono l’ accaduto in modo molto sommario, spesso in modo diverso da come si sono svolti i fatti

      non so di chi potrebbe essere il compito


      Reputo sia una ottima idea. Il compito non potrebbe che spettare al CAI (considerato le competenze) e potrebbe funzionare se ci fosse l’appoggio di tutti i partecipanti nonché degli ospedali (sarebbe molto plausibile e facile da implementare).

      Siccome da noi le idee vengono talvolta tardi, negli USA ci ha già pensato il club alpino locale che si occupa di redigere una recensione annuale di tutti gli incidendi di cui è a conoscenza: 2014 Accidents.

      Penso che probabilmente lo comprerò anche quest’anno.

      Ovviamente non c’è traduzione in Italiano, però mi sembra abbastanza leggibile (i termini tecnici sono pochi e si intuiscono abbastanza).

      Lo reputo molto educativo siccome porta a riflettere su alcuni comportamenti scorrenti e cattive abitudini che a volte si praticano più o meno ignari o noncuranti dei conseguenti pericoli. Da tale lettura è incredibile il numero di incidenti del tutto evitabili e gratuiti.

      Ovviamente con questa affermazione nulla voglio togliere alla disgrazia ed alla fatalità che purtroppo, come Paolo ricorda, a volte possa colpire nonostante ci si sia comportati con la dovuta diligenza ed attenzione.

    • #867796

      Per individuare le zone interessate dalle valanghe è ottimo il sito di Alain Duclos

      http://www.data-avalanche.org/

      al quale inviare i dati dell’osservazione fatta e le foto.

      E’ un’ottima catalogazione.

      Magari Alberto potrebbe valutare se creare un collegamento diretto già sulla prima videata (Scusa, ma cerchiamo di darTi sempre un po’ di lavoro).

    • #867804

      il 31 12, stesso fatto, due versioni…

      1) da “targato cn” – giovedi’ 1

      Un’alpinista con le ciaspole è rimasta bloccata lungo l’itinerario che porta alla Cima delle Lose, in alta Valle Stura, a monte della stazione sciistica di Argentera a circa 2600 metri di quota. Impossibilitata a continuare la discesa a causa della neve ghiacciata

      2)da “targato cn”- venerdi’ 2

      Neve fresca e temperature rigida, le hanno impedito di continuare la discsesa con le ciaspole. Il sopraggiungere dell’oscurità rende ancor più difficile lo svolgimento delle operazioni di recupero

      … con le ciaspole è rimasta bloccata lungo l’itinerario che porta alla Cima delle Lose, in alta Valle Stura, a monte della stazione sciistica di Argentera. Impossibilitata a continuare la discesa a causa della neve fresca

      ho comunque saputo che l’ ARPA piemonte si sta muovendo per mettere rilevare e classificare gli incidenti

    • #867806

      C’è un ottimo modo per evitare al massimo gli incidenti..

      STARE A CASA!

      Se si ha tutta questa fobia di incidenti, sicurezza, etc. vuol dire che si ha sbagliato sport. Va bene il meteo accurato, va bene il bollettino, va bene chiedere o leggere informazioni, ma non si esageri!

    • #867807

      teo wrote:

      Se si ha tutta questa fobia di incidenti, sicurezza, etc. vuol dire che si ha sbagliato sport.


      IMHO qui non si sta discutendo di fobia degli incidenti, si sta invece discutendo di analisi e statistica degli incidenti per fattori sia soggettivi sia oggettivi.

      L’informazione è sicurezza, e seppure non possa sostituire l’esperienza ed una corretta formazione può aiutare a riflettere maggiormente sui possibili pericoli e comportamenti adottati, nonché aiutare alla valutazione di alcuni itenerari. Proprio per questo ritengo sia un passo nella direzione giusta, nonché un volume molto istruttivo sulla sicurezza in generale, il lavoro svolto dal CAI americano con la pubblicazione de 2014 Accidents. Mi dispiace solo che non ci sia un lavoro analogo in Italia (almeno che io sappia).

      Amo l’arrampicata e del rischio ne farei volentieri a meno. Ovviamente per arrampicare ho accettato il rischio e ci convivo, però voglio che per l’uscita in montagna nulla sia lasciato al caso perché si sa bene che in questo ambiente ci sono errori che, con fatalità avversa, non è concesso più ripetere.

      L’essere informato è solo una componente altrettanto importante quanto la propria preparazione e l’attrezzature utilizzata. Oltre al rimanere a casa c’è anche il compromesso di scegliere l’itinerario giusto, cotrollare la propria attrezzatura, essere concentrati e non sopravvalutarsi.

    • #867808

      Mi spiace, non volermene, ma “se ami l’arrampicata e del rischio ne vorresti volentieri fare a meno” vuol dire che hai sbagliato sport..

      Questa sorta di casistica degli incidenti può essere un qualcosa di curioso e interessante, nulla più, anzi è CONTROPRODUCENTE per due motivi:

      1) non indica un bel niente, perchè dipende da quanto ha nevicato, tirato vento, fatto caldo, freddo, etc..quindi bisognerebbe ricostruire tutte le condizioni al contorno che hanno generato la valanga e sapere quando si va in quel posto, sapere tutte le condizioni dei giorni precedenti dell’anno in corso. Impossibile;

      2) Dà una falsa sicurezza. Perchè così facendo la gente va su quel pendio proprio perchè magari non è capitato mai nulla.

      Francamente, a fini prevenzionitici, mi pare una bella cazzata.

      La troppa sicurezza dà una falsa sicurezza, che all’uomo di oggi piace tanto..Il pensare che tutto possa essere sotto controllo, con la tecnologia in particolare (a cominciare dall’Arva), è quanto di più sbagliato ci possa essere. E purtroppo questo è quello che spesso viene insegnato.

    • #867809

      e’ difficile rispondere a quanto hai esposto 🙄 , ma ci provo

      la casistica non serve per dare sicurezza e far andare la gente con la testa nel sacco

      semmai e’ un aiuto in piu’ alle riflessioni che si possono fare prima di decidere una gita

      per quanto riguarda il pericolo, potremmo stare chissa’ quanto a discutere

      c’e’ gente che ama il rischio di per se’ e quindi ama le attivita’ che presentano questo aspetto

      ma certi sport sono belli “di suo”, per il gesto atletico, per le sensazioni che fanno provare, per il luogo meraviglioso in cui si svolgono, eccetera eccetera, e sono belli anche se vengono fatti in sicurezza

      (banalita’ che hanno fottuto la vita, senza aggiungere nulla alla bellezza dell’ uscita: cordini marci che si sono rotti, nodi non fatti alla fine delle doppie,…magari qualcuno non ci aveva pensato)

    • #867810

      teo wrote:

      C’è un ottimo modo per evitare al massimo gli incidenti..

      STARE A CASA!

      Se si ha tutta questa fobia di incidenti, sicurezza, etc. vuol dire che si ha sbagliato sport. Va bene il meteo accurato, va bene il bollettino, va bene chiedere o leggere informazioni, ma non si esageri!

      straquoto!

    • #867814

      D’accordo con Teo e Ayax..Il rischio e’ la base del gioco ,lo si deve controllare e non si deve passare il limite (per me) .Non mi servono quindi indicazioni per decidere ,lo decido io nel momento in cui sono sul campo. L’ unica info che penso possa essere utile e l ho già scritto in un topic precedente potrebbe essere indicare i luoghi dove si staccano con quasi certezza le slavine ,indipendentemente dalle condizioni .Voglio dire per esempio sud del Tantane ,qui e’ certo che stacca quindi passa piu a destra possibile salendo nel vallone basale e risali su una costola nei pressi del colle Tantane.E così per altri luoghi

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