Forums Gulliver Gulliver.it DISASTRO AMBIENTALE

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    • #837065

      http://camoscibianchi.wordpress.com/2014/08/03/il-pase-e-una-strada-o-due/

      http://camoscibianchi.wordpress.com/2014/07/17/una-storia-poco-conosciuta-sulle-montagne-di-gian-piero-motti/

      A cui si aggiungono le piste sopra Santa Cristina.

      Stanno distruggendo tutto.

      UNA VERGOGNA IMMANE, su come vengono spesi i soldi della Comunità Europea, su come stanno disintegrando un posto meraviglioso.

      Nel silenzio più totale.

    • #866925

      Per chi volesse esprimere il proprio disgusto a chi di dovere:

      [email protected]” class=”bbcode_url”>[email protected]

      ajax, dove sei???

    • #866927

      Ho già espresso il mio pensiero commentando l’articolo di camoscibianchi. Considero quello visto a Santa Cristina, oltre ad uno scempio ambientale, una vera è propria profanazione di un luogo sacro ….tale consideravo il sentiero di salita al Santuario ora distrutto in più punti.

      Ho notato che il sito del Comune di Cantoira (come quello di altri comuni della valle), nella sezione itinerari, si collega direttamente alle pagine di Gulliver.

      Non si potrebbe evitarlo?

    • #866928

      andry wrote:

      ajax, dove sei???


      C’è Block65……se ti interessa….. ;)

      Una domanda che mi faccio anch’io:……lo spit NO….ma le strade che rovinano SI 😯 …….che etica 😮 …..nessuno che difende….il trad. 😆

    • #866929

      Aspè Titus, il mio “ajax dove sei?” non voleva essere per nulla polemico.

      Solo sapendo che è di quelle parti magari poteva darci qualche notizia in più di come si sia arrivati a questo scempio.

      Non buttiamola sempre in caciara dai!

    • #866930

      Se tutto venisse eseguito e portato interamente a termine con i dovuti criteri costruttivi secondo gli indirizzi suggeriti da corretti insegnamenti tipo questo documento:

      https://www.unirc.it/documentazione/materiale_didattico/598_2011_285_13614.pdf

      l’opera compiuta sarebbe riconducibile alla normalità del buon senso.

      Un saggio diceva: prima di dare giudizi, invertiamo le parti.

      Certi patrimoni edificati con enormi fatiche (alpeggi) si possono conservare e migliorare solo se raggiungibili con gli attuali nuovi mezzi meno faticosi, altrimenti rimane più nulla.

      Vivi e lascia vivere.

    • #866931

      Sì certo mountain “se tutto venisse…”, “se tutto fosse…”, come altri innumerevoli esempi non dico italiani, ma proprio nelle stesse valli.

      Ora spiegami tu a quale normalità del buon senso ti riferisci, visto che in quel vallone gli alpeggi sono deserti da anni. L’unica cosa a cui quella strada servirà sarà di portare in macchina il prete a santa cristina una volta l’anno.

      Ma poi certo, vivi e lascia vicere, lascia che si deturpi sempre più il già poco terreno inurbanizzato che rimane in italia, lascia che tav, ponti sullo stretto, varianti autostradali inutili, cementifichino sempre più l’ambiente, lascia che tutto questo non porti altro che inquinamento e degrado. Lascia lascia lascia…..fatti gli affari tuoi che a farsi i loro loro ci pensano benissimo.

    • #866932

      Voglio precisare che non sono contrario a prescindere alle strade in montagna, e capisco le esigenze legate agli alpeggi e al pascolo, però ritengo che alcune valutazioni siano necessarie.

      Alla fine degli anni ’70 nelle Valli di Lanzo si sono cominciate a costruire piste “agro silvo forestali”, allora reputate indispensabili per venire incontro alle mutate esigenze legate alla monticazione, nonchè al recupero di alcune frazioni alte.

      A distanza di tanti anni dalla loro costruzione, già allora infarcita di polemiche, credo si debba anzitutto valutare quali siano stati i vantaggi realmente prodotti.

      Indubbiamente hanno permesso l’ammodernamento di alcuni alpeggi e la continuità della monticazione con produzione di formaggio, anche se ho la netta impressione che i capi al pascolo in questi alpeggi siano sempre meno numerosi ogni anno che passa.

      Negli ultimi anni poi ho trovato sempre più vacche in asciutta e vitelli lasciati allo stato brado e senza custodia in valloni laterali non serviti da alcuna strada.

      Sull’ uso degli alpeggi non bisogna poi trascurare le varie frodi per accaparrarsi i fondi europei e regionali per la monticazione, ai quali è molto semplice accedere pur senza avere effettivamente animali al pascolo ( vedi i vari siti degli allevatori al nome di “alpeggi fantasma”).

      Queste strade hanno permesso indubbiamente anche il recupero di alcune frazioni alte, a volte in maniera molto accurata, a volte un poco frettolosa, con accesso anche qui a fondi agevolati vari: frazioni dove comunque è difficile vedere qualcuno persino a Ferragosto, ma va’ beh…

      Alcune di queste strade sono state costruite in maniera attenta preservando al massimo i sentieri esistenti e ottimizzando i collegamenti tra le baite ( vedi la strada che sale al Santuario del Ciavanis da Vonzo), altre sono state un po’ meno attente ma tollerabili, fino ad arrivare al massimo dell’inutilità e della bruttura rappresentato dalla strada che collega Menulla (sulla strada tra Chiaves e il Lago di Monastero ) con il rifugio Agrituristico Salvin il quale era già collegato da carrozzabile. Una strada questa (costruita solo qualche anno fa) che viaggia a mezza costa ad una altezza di circa 1700m tagliando pendii ripidi soggetti in inverno a valanghe e in primavera a continue piccole frane per il dilavamento: la prima e unica volta che ci sono passato all’inizio capeggiava un cartello posto dal comune con la scritta ” sentiero equituristico ciclabile” ….tutto da ridere.

      Dopo alcuni anni di “tranquillità” ora è riesplosa l’esigenza di nuove strade forestali, addirittura 30 Km finanziati con fondi dell’ Unione Europea, vedendo nel bosco, nel cippato in particolare, una fonte di sostegno per l’economia locale.

      Sarebbe interessante sapere se al proposito è stato effettuato uno studio sull’impatto economico di queste nuove strade, a quali risultati in termine di giro di affari e soprattutto di occupazione dovrebbero portare.

      Sono d’accordo sull’opportunità economica rappresentata dal bosco, ma quello che mi chiedo è: possibile che le strade esistenti non siano già sufficienti a “fare legna”, si sono già sfruttate le loro potenzialità ?!!. Percorrendo tali strade raramente mi imbatto in tagli di piante, anzi spesso il bosco è addirittura impenetrabile.

      Detto questo, comunque, per la storia insita nel Santuario di Santa Cristina, dove per 700 anni la gente è salita in preghiera, sono dell’idea che quel versante non andasse toccato.

      PS: per ridere un poco guardiamo anche il lato a noi positivo: da questo inverno Santa Cristina diventerà una facile gita per ciaspole o persino una sci escursionistica (senza dimenticare mtb)….che tristezza!

    • #866933

      andry wrote:

      Aspè Titus, il mio “ajax dove sei?” non voleva essere per nulla polemico.

      Solo sapendo che è di quelle parti magari poteva darci qualche notizia in più di come si sia arrivati a questo scempio.

      Non buttiamola sempre in caciara dai!


      Nessuna polemica e nessuna caciara……però, da come si è prodigato, nel bene e nel mal pensiero arrampicatorio, con prese di posizioni nette sul pro e il contro di certe situazioni di infissione di fix/spit su un terreno che ci passiamo solo noi climber e che non reca quel danno ambientale che si vuole trasmettere ai più…….mi stupisce che “qualcuno” non prenda una posizione netta e drastica, su una situazione come descritta sopra, come è stata presa per gli spit…….tutto qua.

      Personalmente farei una “guerra” (metaforica) ai promotori di questi scempi…….facendo “interessare” sia la parte giudiziaria, che forestale e GDF……per vedere se tutto è permesso o a norma, ma sopratutto che non ci sia stato qualcosa “sotto“….a livello politico/amministrativo 🙄

      Sai …..fidarsi è un bene collettivo….ma visto che siamo in Italia….il non fidarsi diventa PRIMARIO!!

      Ciao Andry ;)

      Ps. Leggi la firma e capirai 😆

    • #866934

      Una vergogna e basta. Come tutte le vergogne degli anni 60 e 70, molte delle quali in queste valli. Sull’onda dello sviluppo dello sci, vennero costruiti dei mostri, come quello dell’Alpe Bianca ai Tornetti. Lo “sviluppo” si diceva allora..E cosa è rimasto?? Un cumulo orrendo di cemento e tanta speculazione..Vivi e lascia vivere caro Mountain, nel vero senso del termine. Pare che queste strade siano state costruite innanzitutto per la legna. Ma c’era bisogno di distruggere tutto??Che miopi in queste valli, invece di rafforzare la rete di sentieri, ormai scomparsi, o valorizzare pareti di arrampicata, ecco ad accaparrarsi un bel pò di quattrini della lungimirante Comunità Europea, per fare l’interesse di pochi, distruggendo tutto. Ma se anche quei pochi alpeggi forniti da strade fanno fatica a tirare avanti, c’era bisogno di costruire altre inutili strade?? VERGOGNA!!

    • #866936

      il territorio e’ protetto quando la gente che lo abita lo ama e quindi lo difende

      diversamente vince il soldo, purtroppo

    • #866937

      Titus wrote:


      Nessuna polemica e nessuna caciara……però…

      Però…la polemica la faccio lo stesso.

      Legittimo se vuoi, solo per favore non usare mie frasi per innescarla perchè, ripeto, non era mia intenzione. Tutto qui.

      Titus wrote:

      Personalmente farei una “guerra” (metaforica) ai promotori di questi scempi…….facendo “interessare” sia la parte giudiziaria, che forestale e GDF……per vedere se tutto è permesso o a norma, ma sopratutto che non ci sia stato qualcosa “sotto“….a livello politico/amministrativo 🙄

      Sai …..fidarsi è un bene collettivo….ma visto che siamo in Italia….il non fidarsi diventa PRIMARIO!!

      Ciao Andry ;)

      #866938

      ci sono stato una volta in quel posto…..non fraintendetemi 😆 😆

      condivido l’accusa di “inutile scempio ambientale” con soldi pubblici perdipiù ;)

      mi associo a iniziative che blocchino queste “porcate”.

      non riesco a usare altri termini 😯

      sulle varie e incapaci amministrazioni credo che potrei usare una terminologia molto colorita……..

    • #866961

      Roci Ruta (Bec di)

      Il paradiso ERA di pochi

    • #866968

      Titus wrote:


      Una domanda che mi faccio anch’io:……lo spit NO….ma le strade che rovinano SI 😯 …….che etica 😮 …..nessuno che difende….il trad. 😆

      eccomi! Scusate ma da quando non si litiga più ;-) ho perso un po’ di interesse. Poi un topic aperto da Teo…

      Purtroppo non so cosa dirvi se non condividere il persiero di Teo. Non c’è molto da fare. Vi porto 2 esempi “delle mie parti”.

      In Valmalenco si sono fatte (e si stanno ora facendo) delle porcherie immonde con le captazioni delle acque e Michele Comi (cercate un po’ su gugol o feisbuc e trovate tutto) sta facendo delle autentiche crociate che appoggio e condivido anche attivamente. Siano di spunto. A cominciare dal pubblicare i nomi e i cognomi di chi ha appaltato e chi ha concesso l’autorizzazione. Anche il risvolto sociale nelle piccole comunità ha la sua importanza, perché, per fare l’esempio della valmalenco. Quando grandi e piccini si chiedono “chi ha fatto la porcheria?” salta fuori un nome e un cognome, e per dire, quando i bambini vanno a scuola e tutti gli dicono “tuo papà è cattivo, guarda cosa ha fatto”… la cosa ha più forza di quello che si pensa! L’indignazione sociale può ancora fare una parte! In Svizzera a uno che autorizza una porcheria non servono neanche da bere al bar e tolgono il saluto, viene ghettizzato come socialmente inadatto (e indesiderato), per fare esempi a me vicini. E quindi ci pensano 2 volte prima!

      Altro caso emblematico fu la strada fatta per raggiungere l’alpe Vannino, una porcheria simile a questa. Lì purtroppo non fu fatto molto. Nel mio piccolo sconsiglio a chiunque di andarci, come sconsiglio a chiunque di acquistare l’inutile formaggio d’alpe li prodotto, che adesso è di “bordo strada”. Strada fatta “per non perdere la tradizione del formaggio”, appunto. Peccato che un un’alpe simile a quella delle foto adesso passino col Ducato e il Transporter…

      Poi non ho analizzato approfonditamente il progetto in questione anche perché tratta una valle che purtroppo non ho mai visto, quindi nello specifico non riesco a dire molto.

      di solito “sotto” c’è sempre qualche società che deve appaltare pubblicamente per fatturare e far girare mezzi e persone. Che poi portano voti, oltre che soldi. Solite cose. In sicilia ci sono 27.000 forestali, ad esempio, in Lombardia 690 e in piemonte 406, mi pare. Ci si procura i voti come si può…

    • #867016
    • #867020

      Uno delgli argomenti a sostegno delle campagne di questo tipo è il contrasto agli “interessi di pochi”.

      Per tutelare “gli interessi di pochi” vengono commessi turpi crimini ai danni degli interessi dei molti.

      In verità mi piacerebbe che qualcuno contasse da una parte i pochi, e dall’altra i molti.

      Sicuramente chiunque di noi, nel bel paese che viviamo che a pioggia cura e nutre interessi di pochi, appartiene ad un gruppo di pochi – rispetto a tutti gli altri che non ne fanno parte – che ha a cuore i suoi diritti (che sono per lui i suoi diritti)

      FAccio degli esempi.

      I dipendenti dell’alitalia sono pochi.

      I professori sono pochi

      i dipendenti pubblici sono pochi

      i meccanici sono pochi

      gli elettrauti sono pochi

      i ferrovieri sono pochi

      gli infermieri sono pochi

      gli avvocati sono pochi

      i dentisti sono pochi

      i magistrati sono pochi

      tutti i gruppi sono di pochi.

      Insomma, come si diceva un tempo:

      come mai come mai sempre in c**o agli operai,

      ora i tempi son cambiati,anche in c**o agli sfaccendati.

    • #867021

      Bravo Alkurtz, un intervento dei tuoi. Ovviamente intelligente e a tema come al solito. 😮

      Distruggere un luogo naturale di grande bellezza è come distruggere un’opera d’arte. Interessi di tanti o di pochi che siano.

    • #867024

      mettiamola cosi………………………

      i soldi a disposizione di tutti vengono usati spesso,molto spesso…….

      per fare semplici ma enormi puttanate, a dimostrazione del fatto che…….

      non esiste ne’ arte ne’ parte in questo paese :( (e in questo periodo storico)

      i faraoni qulche millennio fa…..”hanno fatto costruire piramidi” perche’ credevano nell’aldila’………………………………………………

      beati loro!!! ;)

    • #867028

      io conoscevo gente che abitava in un quadro poi hanno traslocato perchè erano stufi che li guardavano tutti.

    • #867029

      minoso wrote:

      mettiamola cosi………………………

      i soldi a disposizione di tutti vengono usati spesso,molto spesso…….

      per fare semplici ma enormi puttanate, a dimostrazione del fatto che…….

      non esiste ne’ arte ne’ parte in questo paese :( (e in questo periodo storico)

      i faraoni qulche millennio fa…..”hanno fatto costruire piramidi” perche’ credevano nell’aldila’………………………………………………

      beati loro!!! ;)

      hai ragione.

      il fatto che le puttane sono sempre le mamme e le mogli e le sorelle degli altri.

    • #867044

      anche tu hai ragione al ;)

      il problema però è che………..

      sempre in c… agli operai rimane :( :( ;)

    • #867052

      Bel commento di BeppeLey sul valore dell’escursionismo, al fondo.

      https://camoscibianchi.wordpress.com/2014/08/29/30-km-di-piste-forestali-nelle-valli-di-lanzo/

      e un po’ di foto SULLA DISTRUZIONE di Santa Cristina..

      http://camoscibianchi.wordpress.com/2014/09/03/si-chiama-sviluppo-rurale-2014-2020/#more-24990

    • #867054

      Comunque disastro è una parola grossa.

      Una petroliera crea un disastro ambientale, una centrale atomica.

      Abbattere due alberi per fare una strada – che resterà nascosta dagli altri alberi, è un intervento che altera in paesaggio in modo normale.

      Il problema è la legittimità degli stati emotivi di coloro che criticano questi interventi: voglio dire, un senso estetico sovraeccitato da una mania persecutoria quante ragioni ha per denunciare una opera urbanistica che lo disturba?

      Certo, che per chi li vive sono legittimissimi, ma per gli altri?

      Voglio dire: viene alterato il paesaggio cui siamo abituati e che culla il nostro senso di quieste. e allora? questo paesaggio non ha nulla a che fare con la natura primigenia: è a sua volta prodotto dell’uomo.

      ps

      è in corso la terza orogenesi.

    • #867055

      Nei siti citati ci sono anche questi contributi:

      ” Questi montanari come li chiamate voi sono gli ultimi che in montagna ci vivono e la vivono veramente anche i problemi del poco lavoro la difficoltà di spostamento i servizi inesistenti e non soltanto 5 giorni all’ anno con il bel tempo come voi! Presunti ambientalisti di città che sapete criticare tutto e tutti ma non vi sforzate di aprire un dialogo con chi non la pensa come voi! Per voi gli altri sono solo dei buzzurri delinquenti che rovinano il vostro parco giochi del weekend. Che ne sapete voi di storia delle valli del vivere nelle valli? Solo letto e studiato ma vissuto niente!! Non avete nemmeno il coraggio di mettere il vostro nome nei commenti. Se di gente in valle non ne viene non dipende dalle strade sterrate nei boschi ma dalla mancanza totale di infrastrutture e pubblicità.

      Che bello leggere gli ambientalisti da salotto che si scandalizzano per delle piste forestali (della quali sarebbe saggio piuttosto chiedere e battersi sulla chiusura al traffico privato a motore, piuttosto che contro la loro realizzazione), che usano la montagna come proprio parco giochi, ma che non si fanno problemi magari a percorrere 100-200km con la loro auto che va a benzina (vedi petrolio, fonte di guerre e fonte di inquinamento, a partire dalla sua estrazione fino alla fine della filiera, quando esce dalla marmitta) per andare a fare due passi in montagna (e non hanno nulla contro le provinciali che arrivano fin nelle valli), che scrivono da pc made in China dove leggi ambientali non esistono…. tutti bravi a fare gli ambientali con i boschi degli altri… per poi magari andare pure a votare un partito pro-tav.

      Poi Balocco che scrive “il turismo, che rimane pur sempre la maggiore risorsa economica locale, si decide di depredare il patrimonio”.. frase che, contestualizzata nelle valli di Lanzo, è assolutamente discutibile… il turismo che si vede e che porterebbe soldi è quello di massa, non di qualche centinaia di escursionisti che si portano il pranzo al sacco e che usufruiscono solo di strade, parcheggi, sentieri, ecc.

      Fa poi ridere quando preferirebbe delle trattorabili… queste sì ferite inutili, funzionali solo all’esbosco…

      Non si capisce che non sono 30km di piste forestali a creare problemi, è il loro uso scorretto.. piste forestali ben tenute, segnalate, chiuse al traffico a motore, inserite in percorsi turistici, renderebbero la montagna accessibile a un po’ più di escursionisti, portando in quota magari anche mountainbike, fetta di turismo sempre più cospicua… ma la miopia di pseudoambientalisti da salotto, che vedono la montagna in maniera snob ed elitaria (dal loro salotto salvo qualche weekend a passeggiare sui monti) fa peggio alla montagna di qualche pista.”

    • #867056

      mountain wrote:

      Nei siti citati ci sono anche questi contributi:

      ” Questi montanari come li chiamate voi sono gli ultimi che in montagna ci vivono e la vivono veramente anche i problemi del poco lavoro la difficoltà di spostamento i servizi inesistenti e non soltanto 5 giorni all’ anno con il bel tempo come voi! Presunti ambientalisti di città che sapete criticare tutto e tutti ma non vi sforzate di aprire un dialogo con chi non la pensa come voi! Per voi gli altri sono solo dei buzzurri delinquenti che rovinano il vostro parco giochi del weekend. Che ne sapete voi di storia delle valli del vivere nelle valli? Solo letto e studiato ma vissuto niente!! Non avete nemmeno il coraggio di mettere il vostro nome nei commenti. Se di gente in valle non ne viene non dipende dalle strade sterrate nei boschi ma dalla mancanza totale di infrastrutture e pubblicità.

      Che bello leggere gli ambientalisti da salotto che si scandalizzano per delle piste forestali (della quali sarebbe saggio piuttosto chiedere e battersi sulla chiusura al traffico privato a motore, piuttosto che contro la loro realizzazione), che usano la montagna come proprio parco giochi, ma che non si fanno problemi magari a percorrere 100-200km con la loro auto che va a benzina (vedi petrolio, fonte di guerre e fonte di inquinamento, a partire dalla sua estrazione fino alla fine della filiera, quando esce dalla marmitta) per andare a fare due passi in montagna (e non hanno nulla contro le provinciali che arrivano fin nelle valli), che scrivono da pc made in China dove leggi ambientali non esistono…. tutti bravi a fare gli ambientali con i boschi degli altri… per poi magari andare pure a votare un partito pro-tav.

      Poi Balocco che scrive “il turismo, che rimane pur sempre la maggiore risorsa economica locale, si decide di depredare il patrimonio”.. frase che, contestualizzata nelle valli di Lanzo, è assolutamente discutibile… il turismo che si vede e che porterebbe soldi è quello di massa, non di qualche centinaia di escursionisti che si portano il pranzo al sacco e che usufruiscono solo di strade, parcheggi, sentieri, ecc.

      Fa poi ridere quando preferirebbe delle trattorabili… queste sì ferite inutili, funzionali solo all’esbosco…

      Non si capisce che non sono 30km di piste forestali a creare problemi, è il loro uso scorretto.. piste forestali ben tenute, segnalate, chiuse al traffico a motore, inserite in percorsi turistici, renderebbero la montagna accessibile a un po’ più di escursionisti, portando in quota magari anche mountainbike, fetta di turismo sempre più cospicua… ma la miopia di pseudoambientalisti da salotto, che vedono la montagna in maniera snob ed elitaria (dal loro salotto salvo qualche weekend a passeggiare sui monti) fa peggio alla montagna di qualche pista.”


      cosa vuoi dire con questo? :(

    • #867062

      minoso wrote:

      cosa vuoi dire con questo? :(

      Che gli ambientalisti NO-TUTTO hanno rotto.

    • #867063

      alkurtz wrote:

      Che gli ambientalisti NO-TUTTO hanno rotto.


      Beh…se è solo per questo…..hanno rotto già da un bel po…. 😈 …….eravate ancora con i calzoncini corti 😈 :D 😆

      Si scherza ragazzi…..vecchi ;)

    • #867066

      mountain wrote:

      Nei siti citati ci sono anche questi contributi:

      ” Questi montanari come li chiamate voi sono gli ultimi che in montagna ci vivono e la vivono veramente anche i problemi del poco lavoro la difficoltà di spostamento i servizi inesistenti e non soltanto 5 giorni all’ anno con il bel tempo come voi! Presunti ambientalisti di città che sapete criticare tutto e tutti ma non vi sforzate di aprire un dialogo con chi non la pensa come voi! Per voi gli altri sono solo dei buzzurri delinquenti che rovinano il vostro parco giochi del weekend. Che ne sapete voi di storia delle valli del vivere nelle valli? Solo letto e studiato ma vissuto niente!! Non avete nemmeno il coraggio di mettere il vostro nome nei commenti. Se di gente in valle non ne viene non dipende dalle strade sterrate nei boschi ma dalla mancanza totale di infrastrutture e pubblicità.

      Che bello leggere gli ambientalisti da salotto che si scandalizzano per delle piste forestali (della quali sarebbe saggio piuttosto chiedere e battersi sulla chiusura al traffico privato a motore, piuttosto che contro la loro realizzazione), che usano la montagna come proprio parco giochi, ma che non si fanno problemi magari a percorrere 100-200km con la loro auto che va a benzina (vedi petrolio, fonte di guerre e fonte di inquinamento, a partire dalla sua estrazione fino alla fine della filiera, quando esce dalla marmitta) per andare a fare due passi in montagna (e non hanno nulla contro le provinciali che arrivano fin nelle valli), che scrivono da pc made in China dove leggi ambientali non esistono…. tutti bravi a fare gli ambientali con i boschi degli altri… per poi magari andare pure a votare un partito pro-tav.

      Poi Balocco che scrive “il turismo, che rimane pur sempre la maggiore risorsa economica locale, si decide di depredare il patrimonio”.. frase che, contestualizzata nelle valli di Lanzo, è assolutamente discutibile… il turismo che si vede e che porterebbe soldi è quello di massa, non di qualche centinaia di escursionisti che si portano il pranzo al sacco e che usufruiscono solo di strade, parcheggi, sentieri, ecc.

      Fa poi ridere quando preferirebbe delle trattorabili… queste sì ferite inutili, funzionali solo all’esbosco…

      Non si capisce che non sono 30km di piste forestali a creare problemi, è il loro uso scorretto.. piste forestali ben tenute, segnalate, chiuse al traffico a motore, inserite in percorsi turistici, renderebbero la montagna accessibile a un po’ più di escursionisti, portando in quota magari anche mountainbike, fetta di turismo sempre più cospicua… ma la miopia di pseudoambientalisti da salotto, che vedono la montagna in maniera snob ed elitaria (dal loro salotto salvo qualche weekend a passeggiare sui monti) fa peggio alla montagna di qualche pista.”


      Non sono d’accordo. Per quanto le tue ragioni possono sembrare valide le cose non credo siano proprio così. Il problema non è la singola strada che danneggia la natura e il …senso estetico di chi va in montagna, che bada non credo sia da sottovalutare…ma quello che secondo me non va è questo modo di pensare dove tutto ci appartiene. Come già detto prima da altri, prima di mettere mani modificando posti, soprattutto sulle nostre montagne, da sempre rimasti intatti o quasi, dobbiamo pensare che queste modifiche rimarranno per sempre. Questo è il punto. Dalle mie parti un esempio sono i vecchi impianti dell Aquila, ora è un posto terribilmente brutto. Meno male che il musine non e alto abbastanza altrimenti in quegli anni magari ci facevano pure un pensiero, ora si sale solo a piedi, un vero toccasana per i torinesi. Considerando che questi posti naturali sono sempre più rari è giusto andare a togliere anche quei pochi che restano? Oppure possiamo arrivare a un compromesso facendoci arrivare la gente solo a piedi, dando la possibilità comunque di scoprirli ? Certo che in alcune borgate su altipiani con grandi pascoli magari la strada può essere decisamente utile, ma sarà così di ogni strada fatta in Montagna? Io credo che prima di costruire un qualsiasi cosa in montagna bisogna valutare bene ogni aspetto e farlo solo se strettamente necessario. Non so bene cosa succede ad esempio in America dove hanno posti naturali di eguagliabile bellezza, son così di manica larga nel costruire o sono molto ma molto conservativi?

    • #867068

      dinoru wrote:


      Non sono d’accordo. Per quanto le tue ragioni possono sembrare valide le cose non credo siano proprio così. Il problema non è la singola strada che danneggia la natura e il …senso estetico di chi va in montagna, che bada non credo sia da sottovalutare…ma quello che secondo me non va è questo modo di pensare dove tutto ci appartiene.

      Come già detto prima da altri, prima di mettere mani modificando posti, soprattutto sulle nostre montagne, da sempre rimasti intatti o quasi, dobbiamo pensare che queste modifiche rimarranno per sempre. Questo è il punto. Dalle mie parti un esempio sono i vecchi impianti dell Aquila, ora è un posto terribilmente brutto. Meno male che il musine non e alto abbastanza altrimenti in quegli anni magari ci facevano pure un pensiero, ora si sale solo a piedi, un vero toccasana per i torinesi. Considerando che questi posti naturali sono sempre più rari è giusto andare a togliere anche quei pochi che restano? Oppure possiamo arrivare a un compromesso facendoci arrivare la gente solo a piedi, dando la possibilità comunque di scoprirli ? Certo che in alcune borgate su altipiani con grandi pascoli magari la strada può essere decisamente utile, ma sarà così di ogni strada fatta in Montagna? Io credo che prima di costruire un qualsiasi cosa in montagna bisogna valutare bene ogni aspetto e farlo solo se strettamente necessario. Non so bene cosa succede ad esempio in America dove hanno posti naturali di eguagliabile bellezza, son così di manica larga nel costruire o sono molto ma molto conservativi?

      A proposito di MUsinè.

      a – Negli anni 70 ci fu un tentativo di costruzione di impianti sciistici di cui, ben cercando sul monte e su internet, si trova traccia.

      b – una strada che porta alla chiesetta esiste. Certo, ormai è entrata nel nostro orizzonte estetico, e, non solo non ci disturba, ma la troviamo un elemento dell’ameno paesaggio.

      c – c’è una pista tagliafuoco.

    • #867081

      minkia si!

      a..tuttovero

      b…la strada esiste ma mi fa cacare che tanto amme andava bene il sentiero che tanto io cammmino e cosa me ne fotte ammè.

      c….la pista tagliailfuoco serve atagliare il fuoco ai pompieri che ci hanno tanto da fare al fine settimana per scassare le porte aggratis a sti minkioni che anno perduto icchiavi e nun sanno come entrare accasa

      capito alkurtze!!

    • #867083

      pare che forse sia anche iniziata la strada per San Domenico….! (vedi commento 29/08/14 di Ottobre Rosso)

      http://camoscibianchi.wordpress.com/2014/08/03/il-pase-e-una-strada-o-due/#comment-5769

      Sullo stesso blog si trova questo “interessante” 😮 articolo:

      http://www.lospiffero.com/cantina/in-val-di-lanzo-si-scalano-le-poltrone-12115.html

    • #867634

      a partire da

      http://www.gulliver.it/itinerario/62248/” class=”bbcode_url”>http://www.gulliver.it/itinerario/62248/

      il candidato teo spieghi come mai:

      Il posto è però ambientalmente meraviglioso così come la strada è una vera opera d’arte di ingegneria militare.

      mentre la strada che vogliono fare adesso è un disastro ambientale, mentre questa è una opera d’arte.

      cosi, per amore della dialettica.

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