Forums › Gulliver › Bar Gulliver › che cosa è la storia?…rocca sbarua valle orco spit e trad
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06/02/2014 alle 20:39 #836874
Gia’ cosa è la storia? Personalmente credo che in nome della possibilita’ di scalare per tutti e anche, di un certo “interesse commerciale” alla rocca sbarua si sia esagerato molto.
ben vengano quelli che vogliono riportare alla luce le storiche imprese di valenti scalatori che hanno aperto la via, le vie, tanti anni fa.
Ma….la storia, cosa ci insegna?
Che qualcuno ha fatto una cosa accettata e ripetuta da tutti per molti anni .
Cosi è diventata storia…….
Quindi la “storia” della sbarua oggi è un’altra…..
ma parliamo un pò della valle orco e del trad…..
Rattle snake al caporal che è stata salita in artificiale e poi liberata, con pochi e poco affidabili spit, è forse meno “storia” ?
fatemi capire…
Rattle è solo un esempio………..
la domanda è semplice

Perchè in nome della storia non si può chiodare…
Perche’ in nome del trad si può schiodare, fregandosene della storia?…………………
argomento “volutamente” provocatorio.


😆 -
06/02/2014 alle 22:10 #865502
mi ero ripromesso di non intervenire più. Tuttavia, minoso, avevo già espresso la mia contrarietà alla schiodatura (della richiodatura) di rattlesnake nel topic dedicato. Gli spit messi in origine calandosi dall’alto da Pedrini (1983), erano eticamente “sbagliati” se vogliamo, ma vanno contestualizzati in un momento storico di rilevante importanza per “l’arrampicata libera” italiana. E, consentimi minoso, la “pedrinata” al Caporal non può essere paragonata alla richiodatura delle classiche della Sbarua. Se non si coglie questa differenza, allora è un pò inutile la discussione. E non si tratta di non voler accettare le idee diverse ma di costruire le discussioni su delle basi un pò meno “facilone”. Senza offesa, veramente. -
07/02/2014 alle 07:20 #865503
Meno male, mancava proprio un nuovo argomento che tratta sempre lo stesso argomento… 
Come direbbe Bersani:
“oh ragazsi! non sian qua mica x stuccare le fessure?!?”
Vi prego , basta, rimettetevi a sfottere paoloemme o pippoillupo
😆 😆 -
07/02/2014 alle 09:18 #865504ajax wrote:
mi ero ripromesso di non intervenire più. Tuttavia, minoso, avevo già espresso la mia contrarietà alla schiodatura (della richiodatura) di rattlesnake nel topic dedicato. Gli spit messi in origine calandosi dall’alto da Pedrini (1983), erano eticamente “sbagliati” se vogliamo, ma vanno contestualizzati in un momento storico di rilevante importanza per “l’arrampicata libera” italiana. E, consentimi minoso,
Se non si coglie questa differenza, allora è un pò inutile la discussione. E non si tratta di non voler accettare le idee diverse ma di costruire le discussioni su delle basi un pò meno “facilone”. Senza offesa, veramente.la “pedrinata” al Caporal non può essere paragonata alla richiodatura delle classiche della Sbarua.forse non hai capito cosa ho scritto.
Io non ho paragonato la chiodatura in sbarua, con la chiodatura al caporal.
Bensi con la “schiodatura” di rattle e non solo quella

quegli spit facevano parte della storia (e tu me lo confermi.)
l’ipocrisia sta in questo.
perchè in nome del trad si può dare un colpo di spugna al passato, e….in nome dello spit no?.
ps.
per alpinistasemiserio.
Tranquillo io tornerò quello degli sfottò e delle cremine

dammi solo il tempo di imparare a memoria il regolamento

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07/02/2014 alle 09:58 #865505minoso wrote:
la domanda è semplice
Perchè in nome della storia non si può chiodare…
Perche’ in nome del trad si può schiodare, fregandosene della storia?…………………
argomento “volutamente” provocatorio.


😆 la risposta, o meglio l’opinione di tutti l’hai già sentita.
Adesso bivio: o si fa qualcosa, o non si fa niente.
Basta scaldare ‘sto minestrone, che poi con lo svacco e i commenti inutili di alcuni personaggi 3/4 degli interlocutori se ne sono andati, i forum (non solo questo) sono attaccati al respiratore artificiale, ma sono di fatto con un piede nella fossa.
Quindi, se non si fa niente, si tace. Se succede qualcosa, allora c’è qualcosa di cui parlare.
Ciao
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07/02/2014 alle 10:10 #865506
Ma….la storia, cosa ci insegna? Che qualcuno ha fatto una cosa accettata e ripetuta da tutti per molti anni .
Cosi è diventata storia…….
e allora con questo cosa vuoi dire?
che gli spit che da molti anni si trovano sulle classiche della Sbarua sono “storia”? Certo, lo sono, in quanto parte di un percorso temporale, che io reputo “oggi” errato perchè in realtà non solo non hanno prodotto alcuna evoluzione di peso ma hanno aperto la strada alla banalizzazione e all’omologazione di un terreno che poteva avere una storia diversa. Dico anche da sempre che sarebbe accettabile riportare alcune vie ad un ingaggio maggiore ma non così determinante come invece lo sarebbe un cambio radicale del punto di vista verso la “roccia”. Questo sarebbe maggiormente evolutivo. Gli spit di rattle snake furono storicamente evolutivi anche se sbagliati per il senso comune dell’etica che in qualche modo si era sviluppata in Orco (salvo rari casi dissacratori, vedi Cacao-1982- che però era una via nuova e di placca). Un senso comune ancora traballante stretto tra le suggestioni del Nuovo Mattino e le visioni suggerite dalle sempre più frequenti visite degli emergenti protagonisti del free-climbing (Edlinger, Bassi, Manolo ecc…). In quel senso le “pedrinate” furono importanti ben al di fuori della valle. La “richiodatura” di quella via, non fu certamente evolutiva, ma in qualche modo legittima se si considera quanto appena detto, ed era sì stata accettata senza particolare clamore pubblico. Non ero per la schiodatura in quel caso ma mi rendo conto che sulla scia della questione Diedro atomico, si è innescato in valle un nuovo periodo che evolutivo lo è stato eccome. Poi lo si può condividere oppure no.
Schiodare in nome del trad non è la cosa più importante per me, salvo casi che risultassero oggi davvero eclatanti. E’ importante assumere, da oggi, un punto di vista diverso rispetto alla storicità di una via. Quindi, non schiodiamo tutto in nome della storia o del “trad” (di cui lo spit è anche parte legittima se si è colto quello che volevo dire nei miei interventi precedenti) ma nemmeno continuiamo oggi a richiodare full spit delle vie tradizionali (cambiando nome e quant’altro) in virtù non già di una “storia presente”, diversa da quella di ieri, quanto di un uso e consumo appiattito e al servizio delle rivendicazioni egoistiche del gioco-diverimento sicuro. Quello di ripensare alla “storia” con occhi diversi non è fatto nostalgico come qualcuno sostiene, ma un bisogno pratico di oggi.
“Il bisogno pratico, che è nel fondo di ogni giudizio storico, conferisce a ogni storia il carattere di “storia contemporanea”, perché, per remoti e remotissimi che sembrino cronologicamente i fatti che vi entrano, essa è, in realtà, storia sempre riferita al bisogno e alla situazione presente, nella quale quei fatti propagano le loro vibrazioni”.Benedetto Croce
Comunque basta post di questo genere minoso, doppioni di quelli già esistenti.
Ciascuno faccia quello che può fare e dove lo può fare.
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07/02/2014 alle 17:13 #865521
x stambecco. Hai troppo ragione
😆 Appena possibile vado a richiodare rattle e….già che ci sono “bagonghi”.
Anche quella era storia

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07/02/2014 alle 17:20 #865524ajax wrote:
Ma….la storia, cosa ci insegna?
Che qualcuno ha fatto una cosa accettata e ripetuta da tutti per molti anni .
Cosi è diventata storia…….
e allora con questo cosa vuoi dire?
che gli spit che da molti anni si trovano sulle classiche della Sbarua sono “storia”? Certo, lo sono, in quanto parte di un percorso temporale, che io reputo “oggi” errato perchè in realtà non solo non hanno prodotto alcuna evoluzione di peso ma hanno aperto la strada alla banalizzazione e all’omologazione di un terreno che poteva avere una storia diversa. Dico anche da sempre che sarebbe accettabile riportare alcune vie ad un ingaggio maggiore ma non così determinante come invece lo sarebbe un cambio radicale del punto di vista verso la “roccia”. Questo sarebbe maggiormente evolutivo. Gli spit di rattle snake furono storicamente evolutivi anche se sbagliati per il senso comune dell’etica che in qualche modo si era sviluppata in Orco (salvo rari casi dissacratori, vedi Cacao-1982- che però era una via nuova e di placca). Un senso comune ancora traballante stretto tra le suggestioni del Nuovo Mattino e le visioni suggerite dalle sempre più frequenti visite degli emergenti protagonisti del free-climbing (Edlinger, Bassi, Manolo ecc…). In quel senso le “pedrinate” furono importanti ben al di fuori della valle. La “richiodatura” di quella via, non fu certamente evolutiva, ma in qualche modo legittima se si considera quanto appena detto, ed era sì stata accettata senza particolare clamore pubblico. Non ero per la schiodatura in quel caso ma mi rendo conto che sulla scia della questione Diedro atomico, si è innescato in valle un nuovo periodo che evolutivo lo è stato eccome. Poi lo si può condividere oppure no.
Schiodare in nome del trad non è la cosa più importante per me, salvo casi che risultassero oggi davvero eclatanti. E’ importante assumere, da oggi, un punto di vista diverso rispetto alla storicità di una via. Quindi, non schiodiamo tutto in nome della storia o del “trad” (di cui lo spit è anche parte legittima se si è colto quello che volevo dire nei miei interventi precedenti) ma nemmeno continuiamo oggi a richiodare full spit delle vie tradizionali (cambiando nome e quant’altro) in virtù non già di una “storia presente”, diversa da quella di ieri, quanto di un uso e consumo appiattito e al servizio delle rivendicazioni egoistiche del gioco-diverimento sicuro. Quello di ripensare alla “storia” con occhi diversi non è fatto nostalgico come qualcuno sostiene, ma un bisogno pratico di oggi.
“Il bisogno pratico, che è nel fondo di ogni giudizio storico, conferisce a ogni storia il carattere di “storia contemporanea”, perché, per remoti e remotissimi che sembrino cronologicamente i fatti che vi entrano, essa è, in realtà, storia sempre riferita al bisogno e alla situazione presente, nella quale quei fatti propagano le loro vibrazioni”.Benedetto Croce
Comunque basta post di questo genere minoso, doppioni di quelli già esistenti.
Ciascuno faccia quello che può fare e dove lo può fare.
le minestre ma sopra tutto i minestroni riscaldati sono più saporiti. -
07/02/2014 alle 17:26 #865525ajax wrote:
Ma….la storia, cosa ci insegna?
Che qualcuno ha fatto una cosa accettata e ripetuta da tutti per molti anni .
Cosi è diventata storia…….
e allora con questo cosa vuoi dire?
che gli spit che da molti anni si trovano sulle classiche della Sbarua sono “storia”? Certo, lo sono, in quanto parte di un percorso temporale, che io reputo “oggi” errato perchè in realtà non solo non hanno prodotto alcuna evoluzione di peso ma hanno aperto la strada alla banalizzazione e all’omologazione di un terreno che poteva avere una storia diversa. Dico anche da sempre che sarebbe accettabile riportare alcune vie ad un ingaggio maggiore ma non così determinante come invece lo sarebbe un cambio radicale del punto di vista verso la “roccia”. Questo sarebbe maggiormente evolutivo. Gli spit di rattle snake furono storicamente evolutivi anche se sbagliati per il senso comune dell’etica che in qualche modo si era sviluppata in Orco (salvo rari casi dissacratori, vedi Cacao-1982- che però era una via nuova e di placca). Un senso comune ancora traballante stretto tra le suggestioni del Nuovo Mattino e le visioni suggerite dalle sempre più frequenti visite degli emergenti protagonisti del free-climbing (Edlinger, Bassi, Manolo ecc…). In quel senso le “pedrinate” furono importanti ben al di fuori della valle. La “richiodatura” di quella via, non fu certamente evolutiva, ma in qualche modo legittima se si considera quanto appena detto, ed era sì stata accettata senza particolare clamore pubblico. Non ero per la schiodatura in quel caso ma mi rendo conto che sulla scia della questione Diedro atomico, si è innescato in valle un nuovo periodo che evolutivo lo è stato eccome. Poi lo si può condividere oppure no.
Schiodare in nome del trad non è la cosa più importante per me, salvo casi che risultassero oggi davvero eclatanti. E’ importante assumere, da oggi, un punto di vista diverso rispetto alla storicità di una via. Quindi, non schiodiamo tutto in nome della storia o del “trad” (di cui lo spit è anche parte legittima se si è colto quello che volevo dire nei miei interventi precedenti) ma nemmeno continuiamo oggi a richiodare full spit delle vie tradizionali (cambiando nome e quant’altro) in virtù non già di una “storia presente”, diversa da quella di ieri, quanto di un uso e consumo appiattito e al servizio delle rivendicazioni egoistiche del gioco-diverimento sicuro. Quello di ripensare alla “storia” con occhi diversi non è fatto nostalgico come qualcuno sostiene, ma un bisogno pratico di oggi.
“Il bisogno pratico, che è nel fondo di ogni giudizio storico, conferisce a ogni storia il carattere di “storia contemporanea”, perché, per remoti e remotissimi che sembrino cronologicamente i fatti che vi entrano, essa è, in realtà, storia sempre riferita al bisogno e alla situazione presente, nella quale quei fatti propagano le loro vibrazioni”.Benedetto Croce
Comunque basta post di questo genere minoso, doppioni di quelli già esistenti.
Ciascuno faccia quello che può fare e dove lo può fare.
questo non è un doppione (non siamo nella sezione gite).Questo è un “minestrone riscaldato”..
e la “storia” ci insegna che riscaldati sono più buoni i minestroni

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07/02/2014 alle 17:47 #865526
spero che al di là delle metafore simpatiche, sia rimasto qualcosa del discorso che ho fatto. -
07/02/2014 alle 21:06 #865540ajax wrote:
Ciascuno faccia quello che può fare e dove lo può fare.Perdonami e perdonatemi: ma chi lo decide
dove lo può fare?? Collegio guide?
Associazioni sportive?
Gestori del rifugio collegato?
Il parroco del paese?
Il politico di turno?
I talebani?
Quelli che se non segui il loro pensiero sei un delinquente/climber da perseguire?
Ma la libertà di scelta esiste ancora o mi devo fare il patentino comunale, provinciale o regionale?
Posso ancora fare qualcosa che non scateni le ire di tizio, caio e sempronio?
Sarò
liberodi fare quel che voglio? Boh………
😥 -
07/02/2014 alle 23:16 #865543Titus wrote:
Saròliberodi fare quel che voglio? Boh………
😥 Ma sei proprio un vecchio Anarchico!!!

😆 😆 😆 -
08/02/2014 alle 13:38 #865551bilalk wrote:
Ma sei proprio un vecchio Anarchico!!!
😆
Ahi ahi ahi…..
Sono Italiano, e ne sono consapevole!…però la mia cultura si ispira alla Dichiarazione di Indipendenza Americana!
Tu a che cosa……..
🙄 ….se vecchio anche TE…..e lo sappiamo
😆 Ps E ringrazia che non posso mettere più di 5 faccine……SGRUNT
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08/02/2014 alle 15:09 #865555
Non so se sono in tema: me lo direte voi. Io, a ottanta anni ho ripetuto (questa volta da secondo) per la terza volta, la De Cessole al Corno Stella e devo dire che non mi è sembrata più la stessa, specie sul traverso di 60 metri, e con i numerosi spit mi è parsa anche più facile.
Buona Montagna a tutti.
P.S. io, fino allo scorso anno (questo sarà un po difficile) ho praticato, credo, una arrampicata tradizionale in posti poco o nulla frequentati con un piacere indescrivibile…… da padrone del mondo.
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09/02/2014 alle 16:37 #865561
io al corno stella ho fatto appena aperta” dafne e le 3 lune” la prima aperta sul corno a spit x creare polemica. bellissima!! ha forse meno diritto di far parte della storia? -
10/02/2014 alle 09:57 #865564gattonero wrote:
io al corno stella ho fatto appena aperta” dafne e le 3 lune” la prima aperta sul corno a spit x creare polemica. bellissima!! ha forse meno diritto di far parte della storia?
Il Corno Stella è un altro esempio di come il tassellatore abbia pesantemente inciso sul “volto” di una parete/montagna. In questo caso non mi ha appassionato tanto la querelle che aveva fatto seguito al posizionamento di alcuni spit sulla Campia, e nemmeno la comparsa di vie a spit che hanno trovato un loro perchè ed una loro contestualizzazione “storica”. Il problema sono semmai quelle vie che, con la logica della “goccia d’acqua” permessa dallo spit, hanno mortificato alcuni capolavori del passato con l’incrocio e la sovrapposizione multipla. C’è modo e modo di usare gli spit: salire dal basso lasciando un obbligatorio “alto”, trovando spazi vergini ( astenendosi semmai dall’apertura se la storia della parete lo richiede) è un conto. Calarsi dall’alto per fare vie “inutili” che incrociano e mortificano le vie già esistenti è ben altra cosa.
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10/02/2014 alle 11:22 #865566
quindi se io trovassi una barra rocciosa larga un km e alta 250 metri,ma x mia sfortuna tagliata diagonalmente x tutta la sua lunghezza da una fessura salita da Bonatti non avrei diritto di spittare una quindicina di tiri a goccia d’acqua?. ma fammi il piacere, con tutto il rispetto x il Bonatti del caso,lui si e’ divertito ora che si divertano gli altri -
10/02/2014 alle 11:50 #865567gattonero wrote:
quindi se io trovassi una barra rocciosa larga un km e alta 250 metri,ma x mia sfortuna tagliata diagonalmente x tutta la sua lunghezza da una fessura salita da Bonatti non avrei diritto di spittare una quindicina di tiri a goccia d’acqua?. ma fammi il piacere, con tutto il rispetto x il Bonatti del caso,lui si e’ divertito ora che si divertano gli altri
Ti rispondo cosa ho fatto io. Alla parete est della Punta Corrà 3337 m (Gruppo Mulinet) ho tentato due volte di aprire in stile tradizionale una via diretta che non avrebbe per nulla incrociato né la Grassi-Ala nè la Mellano-Tron né la Manera-Giglio. Per passare sulle placche più compatte avrei semplicemente dovuto salire dal basso col trapano e mettere credo non più di 4 o 5 spit. Sarei però andato contro lo stile di apertura che dal 1889 caratterizza le aperture in tutto il gruppo. Ho rinunciato e basta. Me lo ha imposto la natura del luogo. Credo che nel caso da te prospettato dovresti porti delle domande e pensare che 15 tiri invece che due influirebbero sulla ragion d’essere di quella ipotetica via Bonatti.
Ti dico la verità però caro gattonero, qualche volta per alcune tue esternazioni un pò facilone e sbrigative mi viene da pensare che sei “finto”, che sei un provocatore ma che sotto sotto non agiresti come dici. Se invece lo hai fatto davvero, fammi un esempio che ne discutiamo.
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10/02/2014 alle 13:57 #865568
non servono esempi,sono semplicemente contrario a difendere la storia e il cio’ che e’ stato fatto a tutti i costi. cambia il modo e lo stile di scalare, cambiano materiali e protezioni, cambia tutto e il rinnovamento bussa costantemente alla porta. noi cosa facciamo? ci guardiamo indietro e pensiamo a quanto erano bravi a salire con gli scarponi chiodati che noi non usiamo piu’,anzi,che mai abbiamo usato.se i giapponesi avessero ragionato come moi sarebbero ancora un popolo di pescatori sfigati. invece… -
10/02/2014 alle 14:25 #865570gattonero wrote:
non servono esempi,sono semplicemente contrario a difendere la storia e il cio’ che e’ stato fatto a tutti i costi. cambia il modo e lo stile di scalare, cambiano materiali e protezioni, cambia tutto e il rinnovamento bussa costantemente alla porta. noi cosa facciamo? ci guardiamo indietro e pensiamo a quanto erano bravi a salire con gli scarponi chiodati che noi non usiamo piu’,anzi,che mai abbiamo usato.se i giapponesi avessero ragionato come moi sarebbero ancora un popolo di pescatori sfigati. invece…
Ma io non ragiono affatto così ma nenache credo che tutto debba essere completamente omologato al modo di pensare del nostro tempo.
La “storia” e quindi anche la “memoria” non sono per te dei valori su cui costruire la civiltà di oggi?
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10/02/2014 alle 14:50 #865571
si ma sui libri.bla bla bla bla. -
11/02/2014 alle 12:56 #865584Titus wrote:
Ahi ahi ahi…..Sono Italiano, e ne sono consapevole!…però la mia cultura si ispira alla Dichiarazione di Indipendenza Americana!
Tu a che cosa……..
🙄 ….se vecchio anche TE…..e lo sappiamoPs E ringrazia che non posso mettere più di 5 faccine……SGRUNT
ah ah ah io invece mi sento europeo e mi ispiro alla carta dei diritti fontamentali dell’Unione Europea… soprattutto l’art. 6 che cita:
Ogni individuo ha diritto alla libertà ed alla sicurezza


saranno passati da una falesia???
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11/02/2014 alle 16:49 #865589ajax wrote:
Ti rispondo cosa ho fatto io. Alla parete est della Punta Corrà 3337 m (Gruppo Mulinet) ho tentato due volte di aprire in stile tradizionale una via diretta che non avrebbe per nulla incrociato né la Grassi-Ala nè la Mellano-Tron né la Manera-Giglio. Per passare sulle placche più compatte avrei semplicemente dovuto salire dal basso col trapano e mettere credo non più di 4 o 5 spit. Sarei però andato contro lo stile di apertura che dal 1889 caratterizza le aperture in tutto il gruppo. Ho rinunciato e basta. Me lo ha imposto la natura del luogo. Credo che nel caso da te prospettato dovresti porti delle domande e pensare che 15 tiri invece che due influirebbero sulla ragion d’essere di quella ipotetica via Bonatti.Ti dico la verità però caro gattonero, qualche volta per alcune tue esternazioni un pò facilone e sbrigative mi viene da pensare che sei “finto”, che sei un provocatore ma che sotto sotto non agiresti come dici. Se invece lo hai fatto davvero, fammi un esempio che ne discutiamo.

[img]http://insiemeperpontedera.it/files/2011/04/alcool-droga.jpg [/img] -
12/02/2014 alle 13:31 #865597
ho gia’ visto scene del genere in Sbarua.. 😆 😆 😆 -
12/02/2014 alle 19:42 #865605
in effetti il tavolo e le sedie sembrano del vecchio rifugio Melano 😆 😆 😆 -
13/02/2014 alle 21:32 #865612gattonero wrote:
io al corno stella ho fatto appena aperta” dafne e le 3 lune” la prima aperta sul corno a spit x creare polemica. bellissima!! ha forse meno diritto di far parte della storia?
Ciao, sul Corno ci sono parecchie vie a spit antecedenti a quella che hai citato…
Le prime polemiche risalgono credo agli anni ’80 quando furono attrezzate un paio di linee calandosi
dall’alto ( mi sembra barone rampante ed opinioni di un clown )

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13/02/2014 alle 21:36 #865613ajax wrote:
Il Corno Stella è un altro esempio di come il tassellatore abbia pesantemente inciso sul “volto” di una parete/montagna. In questo caso non mi ha appassionato tanto la querelle che aveva fatto seguito al posizionamento di alcuni spit sulla Campia, e nemmeno la comparsa di vie a spit che hanno trovato un loro perchè ed una loro contestualizzazione “storica”. Il problema sono semmai quelle vie che, con la logica della “goccia d’acqua” permessa dallo spit, hanno mortificato alcuni capolavori del passato con l’incrocio e la sovrapposizione multipla. C’è modo e modo di usare gli spit: salire dal basso lasciando un obbligatorio “alto”, trovando spazi vergini ( astenendosi semmai dall’apertura se la storia della parete lo richiede) è un conto. Calarsi dall’alto per fare vie “inutili” che incrociano e mortificano le vie già esistenti è ben altra cosa.
Ciao, la Campia è stata riattrezzata a spit qualche anno fa da guide francesi, sollevando un grosso polverone. Successivamente schiodata da anonimi. Il posizionamento di alcuni spit aveva invece riguardato la classica DeCessole

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