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    • #836644

      Un grandissimo augurio al piccolo Tito Traversa di superare al meglio questo bruttissimo momento. E la mia vicinanza ai suoi genitori.

      Però, accidenti a questo maledetto vizio di arrampicare senza casco.

      So già che qualcuno obietterà che da 20 metri, se è vera la notizia, non è che comunque che se ne possa uscire indenni, ma probabilmente con il casco il trauma cranico sarebbe stato meno grave.

      FORZA TITO!!!

    • #863081
    • #863082

      Un grande augurio per il piccolo uomo

      Ed un pensiero per i genitori

    • #863084

      Tito se ne è andato per sempre……Non è giusto!!!

    • #863086

      purtroppo è successo quello che tutti speravano non succedesse…

      ma la cosa che fa incazzare è che su internet c’è un casino di gente che dice che si dovrebbe vietare l’arrampicata ai minori, che se è morto è perché se l’è andata a cercare, che ci sono gli estremi per far arrestare i genitori e altre mille minchiate del genere.

      io l’unica cosa che riesco a dire è condoglianze ai genitori e non mi permetterei mai di sparlare di un ragazzo di dodici anni che muore facendo ciò che ama

    • #863089

      RIP

    • #863093

      al di là delle considerazioni se sia opportuno far rischiare così un ragazzo (e non ditemi che ad arrampicare non si rischia), ci sarebbero alcune considerazini da fare

      mi baso purtroppo solo su quanto scritto su “la stampa” quindi su elementi sicuramente in parte errati o mal interpretati dai cronisti

      pare fosso un gruppo di una dozzina di ragazzini con tre accompagnatori

      tre? noi al cai quando organizziamo questa attività con le scuole, siamo forse più accompagnatori che ragazzi

      e lo facciamo solo sul masso gastaldi, con brevi vie chiodatissime e controllatissime, mica su una parete che, a vedere le foto, non mi sembra delle più facili

      d’accordo che erano ragazzi esperti, ma sempre di ragazzini si tratta

      e nessuno degli accompagnatori ha controllato l’attrezzatura prima di iniziare?

      ma si fa normalmente anche con gli adulti in qualsiasi gita sociale di arrampicata

    • #863095

      mario-mont wrote:

      al di là delle considerazioni se sia opportuno far rischiare così un ragazzo (e non ditemi che ad arrampicare non si rischia), ci sarebbero alcune considerazini da fare

      mi baso purtroppo solo su quanto scritto su “la stampa” quindi su elementi sicuramente in parte errati o mal interpretati dai cronisti

      pare fosso un gruppo di una dozzina di ragazzini con tre accompagnatori

      tre? noi al cai quando organizziamo questa attività con le scuole, siamo forse più accompagnatori che ragazzi

      e lo facciamo solo sul masso gastaldi, con brevi vie chiodatissime e controllatissime, mica su una parete che, a vedere le foto, non mi sembra delle più facili

      d’accordo che erano ragazzi esperti, ma sempre di ragazzini si tratta

      e nessuno degli accompagnatori ha controllato l’attrezzatura prima di iniziare?

      ma si fa normalmente anche con gli adulti in qualsiasi gita sociale di arrampicata

      Ma stai zitto e levati il cappello

    • #863100

      Ecco perché non ho mai avuto la tessera cai

    • #863103

      alkurtz wrote:

      Ma stai zitto e levati il cappello

      stra-stra-straquoto….

      al diavolo il CAI in questo momento

    • #863110

      Le mie più sincere condoglianze alla famiglia. Famiglia che nonostante il dolore ha voluto donare gli organi del ragazzo. Vareno Boreatti

      C’è qualcuno che sa spiegare, anche solo per ipotesi, cosa sia successo a quei rinvii? come erano montati? che gommini?

      Non solo per questo, ma anche per tutti gli incidenti in montagna, sarebbe utile una spiegazione anche solo ipotetica in una rubrica , non per motivi di giustizia quella della bilancia, ma solamente per capire il meccanismo e così magari evitare altri incidenti.

    • #863111

      vareno wrote:

      Le mie più sincere condoglianze alla famiglia. Famiglia che nonostante il dolore ha voluto donare gli organi del ragazzo. Vareno Boreatti

      C’è qualcuno che sa spiegare, anche solo per ipotesi, cosa sia successo a quei rinvii? come erano montati? che gommini?Non solo per questo, ma anche per tutti gli incidenti in montagna, sarebbe utile una spiegazione anche solo ipotetica in una rubrica , non per motivi di giustizia quella della bilancia, ma solamente per capire il meccanismo e così magari evitare altri incidenti.

      da quello che ho capito io qualcuno li ha smontati e poi quando li ha rimontati ha passato uno dei due moschettoni del rinvio solo nel gommino presente sulla fettuccia e non nell’anello della fettuccia= tenuta 0

    • #863114

      mario-mont wrote:

      al di là delle considerazioni se sia opportuno far rischiare così un ragazzo (e non ditemi che ad arrampicare non si rischia), ci sarebbero alcune considerazini da fare

      mi baso purtroppo solo su quanto scritto su “la stampa” quindi su elementi sicuramente in parte errati o mal interpretati dai cronisti

      pare fosso un gruppo di una dozzina di ragazzini con tre accompagnatori

      tre? noi al cai quando organizziamo questa attività con le scuole, siamo forse più accompagnatori che ragazzi

      e lo facciamo solo sul masso gastaldi, con brevi vie chiodatissime e controllatissime, mica su una parete che, a vedere le foto, non mi sembra delle più facili

      d’accordo che erano ragazzi esperti, ma sempre di ragazzini si tratta

      e nessuno degli accompagnatori ha controllato l’attrezzatura prima di iniziare?

      ma si fa normalmente anche con gli adulti in qualsiasi gita sociale di arrampicata

      … a questo intervento rispondo tramite MP.

      Non gliela faccio mica passare liscia.

    • #863117

      io sono semplicemente molto molto triste per quanto è successo…….

      inviterei tutti ad evitare stupide e inutili polemiche……

    • #863120

      Concordo in toto con Minoso. Trovo veramente assurdo, ed anche un po’ cinico e disumano, riuscire a creare polemiche anche in momento come questo.

      Le mie più sentite condoglianze ai genitori, che hanno anche dimostrato una grandissima forza d’animo.

    • #863121

      Si, silenzio.

    • #863122

      mario-mont wrote:

      al di là delle considerazioni se sia opportuno far rischiare così un ragazzo (e non ditemi che ad arrampicare non si rischia), ci sarebbero alcune considerazini da fare

      mi baso purtroppo solo su quanto scritto su “la stampa” quindi su elementi sicuramente in parte errati o mal interpretati dai cronisti

      pare fosso un gruppo di una dozzina di ragazzini con tre accompagnatori

      tre? noi al cai quando organizziamo questa attività con le scuole, siamo forse più accompagnatori che ragazzi

      e lo facciamo solo sul masso gastaldi, con brevi vie chiodatissime e controllatissime, mica su una parete che, a vedere le foto, non mi sembra delle più facili

      d’accordo che erano ragazzi esperti, ma sempre di ragazzini si tratta

      e nessuno degli accompagnatori ha controllato l’attrezzatura prima di iniziare?

      ma si fa normalmente anche con gli adulti in qualsiasi gita sociale di arrampicata

      Ho smesso di scrivere da tanto.

      Ma questa volta una cosa da dire ce l’ ho:

      Bleah!

      Che pena…..e che schifo!

    • #863126

      luigidro wrote:

      Ho smesso di scrivere da tanto.

      Ma questa volta una cosa da dire ce l’ ho:

      Bleah!

      Che pena…..e che schifo!

      straq8

    • #863133

      Dispiace quando succede ad un adulto… una vita spezzata così dispiace ancora di più, era il bimbo di tutti noi, il fratellino di tutti noi, era il campione di tutti noi, una vita che avremo voluto vedere crescere, evolversi… un bellissimo fiore strappato ancora prima di sbocciare..

      Sincere condoglianze alla famiglia

    • #863134

      vero senzamagnasite, parole che condivido appieno, una perdita straziante che ferisce e sconvolge tutta la comunità verticale.

    • #863140
    • #863149

      Non facciamo + attraversare le strade ai minori , non facciamo le scale senza casco , non facciamo + nulla che possa recarci danno , ragazzi .. muore + gente facendosi la doccia e in cucina!! gli incidenti ( chissa perchè si chiamano cosi) ci saranno SEMPRE. poi a sparare cazzate tutti bravi media per primi!!

    • #863150

      mi spiace intervenire, ma mi vedo costretto.

      di “incidenti” in montagna ne sono sempre successi e ne succederanno sempre, con conseguenti dibattiti più o meno azzeccati ma in questo caso specifico, e mi piange il cuore in quanto padre, non credo si debba parlare di incidente, ma di responsabilità si. Penso che trattandosi di un minore la responsabilità di qualcuno debba essere ricercata e trovata. E’ il minimo che si possa fare. Riposa in pace anima bella!

    • #863154

      Penso che questo incidente, che ha messo in moto tanto la retorica della sicurezza, quanto la retorica della fatalità – entrambe espressioni del tentativo di dire parole che ci possano conciliare con l’inconciliabile – debba farci riflettere, come credo sicuramente farà, non tanto su nuove regole, leggi, o disposizioni o nuovi protocolli di sicurezza (sempre e comunque fallibili), ma su qualcosa di più profondo.

      La vita bella che noi facciamo nella natura è un dono di cui abbiamo la responsabilità.

      A quanti anni si impara questa responsabilità?

      A quanti anni si impara ad amare la vita e cercare di farla durare il più possibile?

      Forse da oggi in avanti tra le prescrizioni – che verranno comunque disattese – insegnate nelle scuole di arrampicata ci sarà quella di controllare sempre i rinvii.

      Ma un eccesso di tutele produrrà responsabilità o dipendenza e insicurezza?

    • #863156

      Sono del tutto d’ accordo con i concetti espressi in questi ultimi due interventi! Era un bambino, era solo un bambino………..e la sua morte ha sconvolto TUTTA la comunità, anche quella “orizzontale”, e non solo quella “verticale”, come ottusamente espresso da qualcuno!

    • #863158

      alkurtz wrote:

      Ma un eccesso di tutele produrrà responsabilità o dipendenza e insicurezza?

      Sicuramente la seconda Al, sicuramente la seconda. Purtroppo.

      Nel rispetto più profondo per il dolore della famiglia, dico solo una cosa: non c’è bisogno di fare tanto chiasso adesso…quello che è successo è successo. E dispiace, dispiace tanto. Basta, senza troppi “se” e senza troppi “ma”.

    • #863162

      Liviell wrote:

      dico solo una cosa: non c’è bisogno di fare tanto chiasso adesso…quello che è successo è successo. E dispiace, dispiace tanto. Basta, senza troppi “se” e senza troppi “ma”.


      Bravo! Dopotutto non sei nuovo a posizioni del genere cioè quelle dell’ipocrita e dello struzzo :)

    • #863163

      giagio wrote:


      Bravo! Dopotutto non sei nuovo a posizioni del genere cioè quelle dell’ipocrita e dello struzzo :)

      Grazie!

    • #863165

      Liviell wrote:


      dico solo una cosa: non c’è bisogno di fare tanto chiasso adesso…quello che è successo è successo. E dispiace, dispiace tanto. Basta, senza troppi “se” e senza troppi “ma”.


      Prego, figurati che è un vero piacere ;)

    • #863166

      Liviell wrote:


      Nel rispetto più profondo per il dolore della famiglia, dico solo una cosa: non c’è bisogno di fare tanto chiasso adesso…quello che è successo è successo. E dispiace, dispiace tanto. Basta, senza troppi “se” e senza troppi “ma”.


      Forse un giorno di te si dirà : “con profondo dolore ma senza troppo chiasso annunciamo la sua dipartita senza troppi se e senza troppi ma” :|

    • #863167

      Liviell wrote:

      Sicuramente la seconda Al, sicuramente la seconda. Purtroppo.

      Nel rispetto più profondo per il dolore della famiglia, dico solo una cosa: non c’è bisogno di fare tanto chiasso adesso…quello che è successo è successo. E dispiace, dispiace tanto. Basta, senza troppi “se” e senza troppi “ma”.

      … non capisco bene il significato di questo tuo intervento.

      Oppure mettiamola cosi’, faccio finta di non aver capito. Cosi’ la figura dell’idiota la faccio io.

    • #863171

      giagio wrote:


      Prego, figurati che è un vero piacere ;)

      per favore….potete spostare certe discussioni altrove…l’argomento del forum è nato con un altro scopo.

      Grazie

    • #863173

      Capisco il dolore e lo sgomento, ma, a mio parere, di incidente si tratta e non di fatalità.

      Individuare le cause significa evitare che succeda di nuovo e perciò i fatti vanno accertati e chi ha avuto delle responsabilità o delle negligenze dovrà farsene carico.

    • #863174

      luther wrote:


      per favore….potete spostare certe discussioni altrove…l’argomento del forum è nato con un altro scopo.

      Grazie

      santo subito ;) ;) ;) ;) ;)

    • #863186

      Quote:


      Lore96

      purtroppo è successo quello che tutti speravano non succedesse…

      ma la cosa che fa incazzare è che su internet c’è un casino di gente che dice che si dovrebbe vietare l’arrampicata ai minori, che se è morto è perché se l’è andata a cercare, che ci sono gli estremi per far arrestare i genitori e altre mille minchiate del genere.

      io l’unica cosa che riesco a dire è condoglianze ai genitori e non mi permetterei mai di sparlare di un ragazzo di dodici anni che muore facendo ciò che ama

      Mario-mont

      al di là delle considerazioni se sia opportuno far rischiare così un ragazzo (e non ditemi che ad arrampicare non si rischia), ci sarebbero alcune considerazini da fare

      mi baso purtroppo solo su quanto scritto su “la stampa” quindi su elementi sicuramente in parte errati o mal interpretati dai cronisti

      pare fosso un gruppo di una dozzina di ragazzini con tre accompagnatori

      tre? noi al cai quando organizziamo questa attività con le scuole, siamo forse più accompagnatori che ragazzi

      e lo facciamo solo sul masso gastaldi, con brevi vie chiodatissime e controllatissime, mica su una parete che, a vedere le foto, non mi sembra delle più facili

      d’accordo che erano ragazzi esperti, ma sempre di ragazzini si tratta

      e nessuno degli accompagnatori ha controllato l’attrezzatura prima di iniziare?

      ma si fa normalmente anche con gli adulti in qualsiasi gita sociale di arrampicata

      Bilalk

      mi spiace intervenire, ma mi vedo costretto.

      di “incidenti” in montagna ne sono sempre successi e ne succederanno sempre, con conseguenti dibattiti più o meno azzeccati ma in questo caso specifico, e mi piange il cuore in quanto padre, non credo si debba parlare di incidente, ma di responsabilità si. Penso che trattandosi di un minore la responsabilità di qualcuno debba essere ricercata e trovata. E’ il minimo che si possa fare. Riposa in pace anima bella!

      Alkurtz

      Penso che questo incidente, che ha messo in moto tanto la retorica della sicurezza, quanto la retorica della fatalità – entrambe espressioni del tentativo di dire parole che ci possano conciliare con l’inconciliabile – debba farci riflettere, come credo sicuramente farà, non tanto su nuove regole, leggi, o disposizioni o nuovi protocolli di sicurezza (sempre e comunque fallibili), ma su qualcosa di più profondo.

      La vita bella che noi facciamo nella natura è un dono di cui abbiamo la responsabilità.

      A quanti anni si impara questa responsabilità?

      A quanti anni si impara ad amare la vita e cercare di farla durare il più possibile?

      Forse da oggi in avanti tra le prescrizioni – che verranno comunque disattese – insegnate nelle scuole di arrampicata ci sarà quella di controllare sempre i rinvii.

      Ma un eccesso di tutele produrrà responsabilità o dipendenza e insicurezza?

      Solo per chiarirvi un’attimo le idee (ultimamente il caldo vi fa rallentare la capacità di comprensione forse…) vorrei spiegare il SIGNIFICATO del mio intervento tanto criticato.

      Ho incollato qui sopra gli interventi più significativi (secondo me) di questo topic, così vi fate un refresh.

      Vengono citati articoli di giornale, discussioni su internet, notizie ai telegiornali, insomma, l’impatto mediatico è stato notevole no?

      Tutti ne parlano, tutti si interrogano, molte persone che conosco sono venuti a dirmi frasi del tipo “eh ma voi fate uno sport pericoloso” oppure “non dovevano permettere a un bambino di “andare a fare le scalate””, oppure, “ma ho sentito che non aveva messo i ganci…” o cose del genere.

      Poi vengo qui e leggo citazioni sul CAI che …. lasciamo perdere perchè potrei veramente diventare offensivo….

      Insomma, quello che voglio dire è che quello che è successo è stato un INCIDENTE!!!! ma lo vogliamo capire o no?? un INCIDENTE???

      …ma se gli accompagnatori avessero controllato!?!

      …ma se quei rinvii non avessero avuto il gommino!?!

      …ma se quel bambino l’avessero lasciato giocare anzichè farlo allenare così duramente!?!

      …ma se ci fosse stato anche il padre!?!

      …ma se, ma se, ma se, ma se….

      Cioè, se è chiaro più o meno quello che è successo veramente, spero che converrete con me che si è trattato di un INCIDENTE!!!! una sfiga apocalittica, alcuni lo chiamano destino, una somma di coincidenze mischiate a errori che purtroppo hanno portato a questa disgrazia.

      Vogliamo trovare la causa e le responsabilità per forza? …almeno per la famiglia? come volete, va bene, ma non siamo noi a doverlo fare questo sporco lavoro….quindi per favore, basta!!

      A me fa estremamente incazzare la portata mediatica che si da a certe notizie solo con lo scopo di fare scalpore, col chiaro intento di agire sulla paura e sull’insicurezza delle persone, solo per il piacere di “fare spettacolo” anche quando si tratta di disgrazie.

      E’ da qui che nasce il motivo del mio intervento.

      Il mio intervento voleva soltanto dire che sarebbe opportuno, dopo un pò, stare un’attimo in silenzio, e piantarla con gli sproloqui sul come si fa a evitare, insegnare, responsabilità, galera, pericolo, ecc.ecc.. ma semmai riflettere….in silenzio.

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