Forums Gulliver Bar Gulliver gli scalatori di cascate, amano solo il freddo, o che altro?

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    • #836438

      penso che chi scala su ghiaccio ami sopra tutto salire su una cosa talmente effimera ,che in altri periodi potrebbere essere aria, o, al più acqua, (questa idea romantica mi piace molto) ma…..il gioco vale la candela? ;) …nonostante la innegabile evoluzione tecnica, credo che la differenza di livello, stia nel rischio che vuole correre chi “pretende” di essere il più forte.

      aiutatemi a capire ;)

    • #860729

      minoso wrote:

      penso che chi scala su ghiaccio ami sopra tutto salire su una cosa talmente effimera ,che in altri periodi potrebbere essere aria, o, al più acqua, (questa idea romantica mi piace molto) ma…..il gioco vale la candela? ;) …nonostante la innegabile evoluzione tecnica, credo che la differenza di livello, stia nel rischio che vuole correre chi “pretende” di essere il più forte.

      aiutatemi a capire ;)

      anche io vorrei capire, ma cosa stai dicendo tu!

      Secondo me il freddo tu lo hai preso in testa …

    • #860731

      gattonero wrote:

      anche io vorrei capire, ma cosa stai dicendo tu!

      Secondo me il freddo tu lo hai preso in testa …


      impossibile!!! testa calda sono……

    • #860733

      gattonero wrote:

      anche io vorrei capire, ma cosa stai dicendo tu!

      Secondo me il freddo tu lo hai preso in testa …


      gattonero devi essere sempre cosi’ polemico ???

    • #860737

      gattonero wrote:

      anche io vorrei capire, ma cosa stai dicendo tu!

      Secondo me il freddo tu lo hai preso in testa …

      Gli scalatori di cascate amano le contraddizioni

    • #860740

      gaia00 wrote:


      gattonero devi essere sempre cosi’ polemico ???


      gaia 00 come la farina? ma sara’ tutta roba del tuo sacco ?

    • #860744

      minoso il gioco vale la candela solo se la candela è dritta e impestata 8-)

    • #860750

      alkurtz wrote:

      Gli scalatori di cascate amano le contraddizioni

      ha ha ha… un ossimoro praticamente….. :)

    • #860757

      e pensare che volevo aprire una discussione seria :( :( :( :(

      pazienza………………..

    • #860842

      minoso wrote:

      e pensare che volevo aprire una discussione seria :( :( :( :(

      pazienza………………..

      E cosa ti aspettavi…tu!

    • #860848

      minoso wrote:

      e pensare che volevo aprire una discussione seria :( :( :( :(

      pazienza………………..


      se stavi dicendo sul serio, c’e’ da preoccuparsi

    • #860862

      gattonero wrote:


      se stavi dicendo sul serio, c’e’ da preoccuparsi


      infatti……………………………….

    • #861268

      Non sono un esperto, poiché ho due giornate scarse sulle cascate, sono decisamente più “rocciatore” (termine in disuso), ma quello che ho subito trovato che le cascate danno rispetto alla roccia è una dimensione alpina, quasi di alta montagna, nel rischio e tecnicismo (non necessariamente difficoltà tecnica) che la roccia non dà. Parlo ovviamente di una sensazione generale, può essere esattamente l’opposto, dipende sempre dai contesti. Tutto questo contribuisce ad aumentare il fattore “avventura” e penso che sia questa la chiave di lettura per capire gli amanti del ghiaccio.

    • #861526

      no il freddo lo odiamo, ma fa parte del gioco. infatti dopo qualche anno si cambia e si inizia a scegliere le cascate al sole un po’ più pericolose, ma più miti.

      poi basta portarsi il thermos, gli scaldini per le mani. i cuneesi al rhum. quest’anno ho aggiunto lo zabba nel thermos ( zabajone ) per darci forza sui tiri duri. anche un po’ d’erba nn guasta ( almeno per me )

      strana domanda la tua, minoso?! hai mai provato?! se si, allora semplicemente riprova su una bella candela facile ed isolata… se no, allora prova!!!!

      il ghiaccio è libertà… è pazzia…. pikki dove vuoi… passi dove vuoi… chiodi come vuoi e se puoi

      le uscite su ghiaccio… gli amori nati sul ghiaccio ( intendo quello per un nuovo socio ) … i ricordi degli inverni, sono i più forti della mia vita alpinistica. il cordone ombelicale ( la corda ) che ti tiene legato ad un altra persona è un legame ben più forte che sulla roccia.

      a differenza della roccia ogni inverno posso ripetere la stessa cascata da lati diversi ed in condizioni diverse.

      detto ciò innegabilmente il rischio ha la sua bella importanza… forse è questo che unisce cosi i ghiacciatori e li rende così folli… ma i rischi cmq si possono come al solito ben misurare, ma se ti piace il nulla la liberta, il creare la tua linea con il tuo intuito, l’isolamento, il silenzio… beh nn c’è gran cap che tenga testa ad una gramussat.

      fortunatamente la paura, ed il freddo tengono lontano tanta gente approdata in montagna ad affollarci i valloni che una volta erano deserti o frequentati dai pochi.

      fossi na bella gnokka ti porterei… ma guarda amo talmente il ghiacccio che se vuoi ti porto lo stesso.

      repentance in settimana?!!??!? ahahahahahhahahah

    • #861533

      radagast wrote:

      no il freddo lo odiamo, ma fa parte del gioco. infatti dopo qualche anno si cambia e si inizia a scegliere le cascate al sole un po’ più pericolose, ma più miti.

      poi basta portarsi il thermos, gli scaldini per le mani. i cuneesi al rhum. quest’anno ho aggiunto lo zabba nel thermos ( zabajone ) per darci forza sui tiri duri. anche un po’ d’erba nn guasta ( almeno per me )

      strana domanda la tua, minoso?! hai mai provato?! se si, allora semplicemente riprova su una bella candela facile ed isolata… se no, allora prova!!!!

      il ghiaccio è libertà… è pazzia…. pikki dove vuoi… passi dove vuoi… chiodi come vuoi e se puoi

      le uscite su ghiaccio… gli amori nati sul ghiaccio ( intendo quello per un nuovo socio ) … i ricordi degli inverni, sono i più forti della mia vita alpinistica. il cordone ombelicale ( la corda ) che ti tiene legato ad un altra persona è un legame ben più forte che sulla roccia.

      a differenza della roccia ogni inverno posso ripetere la stessa cascata da lati diversi ed in condizioni diverse.

      detto ciò innegabilmente il rischio ha la sua bella importanza… forse è questo che unisce cosi i ghiacciatori e li rende così folli… ma i rischi cmq si possono come al solito ben misurare, ma se ti piace il nulla la liberta, il creare la tua linea con il tuo intuito, l’isolamento, il silenzio… beh nn c’è gran cap che tenga testa ad una gramussat.

      fortunatamente la paura, ed il freddo tengono lontano tanta gente approdata in montagna ad affollarci i valloni che una volta erano deserti o frequentati dai pochi.

      fossi na bella gnokka ti porterei… ma guarda amo talmente il ghiacccio che se vuoi ti porto lo stesso.

      repentance in settimana?!!??!? ahahahahahhahahah


      che è una sfida?…fammi capire…….

      io per ora mi porto da me….ma si proprio mi devo far portare….meglio da un bella gnocca…. :D :D :D :D

    • #861542

      radagast wrote:

      no il freddo lo odiamo, ma fa parte del gioco. infatti dopo qualche anno si cambia e si inizia a scegliere le cascate al sole un po’ più pericolose, ma più miti.

      poi basta portarsi il thermos, gli scaldini per le mani. i cuneesi al rhum. quest’anno ho aggiunto lo zabba nel thermos ( zabajone ) per darci forza sui tiri duri. anche un po’ d’erba nn guasta ( almeno per me )

      strana domanda la tua, minoso?! hai mai provato?! se si, allora semplicemente riprova su una bella candela facile ed isolata… se no, allora prova!!!!

      il ghiaccio è libertà… è pazzia…. pikki dove vuoi… passi dove vuoi… chiodi come vuoi e se puoi

      le uscite su ghiaccio… gli amori nati sul ghiaccio ( intendo quello per un nuovo socio ) … i ricordi degli inverni, sono i più forti della mia vita alpinistica. il cordone ombelicale ( la corda ) che ti tiene legato ad un altra persona è un legame ben più forte che sulla roccia.

      a differenza della roccia ogni inverno posso ripetere la stessa cascata da lati diversi ed in condizioni diverse.

      detto ciò innegabilmente il rischio ha la sua bella importanza… forse è questo che unisce cosi i ghiacciatori e li rende così folli… ma i rischi cmq si possono come al solito ben misurare, ma se ti piace il nulla la liberta, il creare la tua linea con il tuo intuito, l’isolamento, il silenzio… beh nn c’è gran cap che tenga testa ad una gramussat.

      fortunatamente la paura, ed il freddo tengono lontano tanta gente approdata in montagna ad affollarci i valloni che una volta erano deserti o frequentati dai pochi.

      fossi na bella gnokka ti porterei… ma guarda amo talmente il ghiacccio che se vuoi ti porto lo stesso.

      repentance in settimana?!!??!? ahahahahahhahahah


      radagast…sei un mito

    • #861543

      ma quindi, minoso, scali su ghiaccio o no?… gnokke che ti portino su repentance nn penso che ce ne siano… anche perchè a differenza della roccia in italia le ghiacciatrici non sono molte e quelle che van da prime si contano sulla mano…

      ma ti do’ qualche dritta lo stesso!!!

      c’è la torretta, ma gnokka nn è…!!!

      c’è la palmisano, ma nn ho più letto sue recenti relazioni, ma poi ti troveresti a parlare con i ciuffi di genepy secchi…!!!

      c’è podina, ma nn l’ho mai vista!!!

      ho anche un’amica entrata nella storia del cascatismo come essere la prima ed unica donna che alla sua prima cascata ha fatto trip in the night ( 5+ ), ma nn scala da 1!!!

      dinoru: grazie per il mito!!! ci si incontra presto anzi lun. mar. mer. gio della prox settimana sono a kandersteg, se ti vuoi unire il mio cell ce l’hai!!!

    • #861544

      ahhh… mi son dimenticato una cosa minoso! quanto ti reputi fanciullo nello spirito?! sei il classico muntagnin un po ‘ immaturo!? allora il ghiaccio fa per te. se sei posato, maturo e responsabile probabilmente nn ti piacerà troppo. se noti i nomi delle vie di ghiaccio ricordano spessissimo sesso o paura proprio perchè il ghiacciatore è un bambino poco cresciuto. è un adulto che nn vuole crescere. che vuole ancora mantenersi una piccola briciola di adolescenza.

      cmq. c’è un saggio di poche pagine sulla psicologia e motivazionalità ( esiste? ) del perfetto ghiacciatore… te lo linko appena posso.

      saluti

    • #861551

      radagast wrote:

      ahhh… mi son dimenticato una cosa minoso! quanto ti reputi fanciullo nello spirito?! sei il classico muntagnin un po ‘ immaturo!? allora il ghiaccio fa per te. se sei posato, maturo e responsabile probabilmente nn ti piacerà troppo. se noti i nomi delle vie di ghiaccio ricordano spessissimo sesso o paura proprio perchè il ghiacciatore è un bambino poco cresciuto. è un adulto che nn vuole crescere. che vuole ancora mantenersi una piccola briciola di adolescenza.

      cmq. c’è un saggio di poche pagine sulla psicologia e motivazionalità ( esiste? ) del perfetto ghiacciatore… te lo linko appena posso.

      saluti


      con simpatia eh! non mi fraintendere…..

      ma di quali psicofarmaci fai uso……. abitualmente? :(

      saluti a te

    • #861556

      il ghiaccio è uno dei tanti!!! ma come nessuno!!! 😯

    • #861576

      radagast wrote:

      il ghiaccio è uno dei tanti!!! ma come nessuno!!! 😯


      potrei dire che non ho capito la risposta……..

      ma anche si….. ;)

    • #861583

      domani vado nel vallone di forzo. che d’inverno mi manca ancora… parto 8 e mezzo da to nord… vieni?

    • #861590

      Ricordo la mia prima cascata, nel febbraio del 1984. Fu uno degli anni più freddi e prolifici per il cascatismo piemontese. Dopo aver ammirato, impegnati in una prima, il “maestro” Gian Carlo Grassi e Dante Alpe, noi, alle prime armi, salimmo una colata ben più modesta, venendo superati sul primo tiro da altri forti cascatisti di quegli anni, tra cui P.L. Perona. Intendevano forse attaccare l’inscalata parte alta della cascata di Sagnasse, che poi non si rivelò in condizioni perchè probabilmente già troppo cotta dal sole. Quel superamento ci costò una bella pioggia di frammenti in testa frutto di un ghiaccio vetroso e spaccoso. Salivo da secondo dietro gli amici Marco Casalegno e Domenico Berta che all’attivo avevano già due cascate. Se ricordo bene, Marco era munito delle nuovissime Chacal e Barracuda della Simond. Io calzavo i Dolomite di cuoio con ramponi Camp 12 punte e laccetti, e brandivo due piccozze Cassin da 65 cm a lama tradizionale. Marco salì il primo salto mettendo solo due “terribili” chiodi wart dog (qualcuno se li ricorda?) la cui estrazione mi fu assai facile perchè due grossi dischi di ghiaccio vi si sbriciolarono intorno. Ricordo anche che in discesa, avendo una corda da 40 metri ovviamente non idro, il mio discensore robot mi bloccò nello strapiombo e dovetti succhiare letteralmente la corda gelata inchiodata nel piastrino per poter riuscire a continuare la calata.

      In sostanza, dopo questo breve ricordo che avrà fatto concorrenza al momento drammatico di teddy e rinvigorito le convinzioni di alkurtz circa i miei presunti nostalgismi, credo che il fascino del ghiaccio stia, allora come oggi, nella particolare dimensione che assume il “viaggio” necessario per salirlo. Come disse il “maestro”: “muoversi nel disegno delle stalattiti, attrezzare un punto di sosta nella fuga di ghiaccio verticale, appendersi ai chiodi per far salire il compagno, è un rituale di gesti che spesso ci lascia trasognati…io credo che in questa attività vi sia modo di andare un pò al di là della semplice ricerca della prima salita o della ripetizione prestigiosa, sconfinando oltre le frontiere dello spirito”

    • #861592

      ajax wrote:


      “muoversi nel disegno delle stalattiti, attrezzare un punto di sosta nella fuga di ghiaccio verticale, appendersi ai chiodi per far salire il compagno, è un rituale di gesti che spesso ci lascia trasognati…io credo che in questa attività vi sia modo di andare un pò al di là della semplice ricerca della prima salita o della ripetizione prestigiosa, sconfinando oltre le frontiere dello spirito”


      😮 😮 😮 😮 qui siamo oltre le frontiere dello spirito, siamo a quelle della grappa. (della serie: ma feme el piasì) :ugeek:

    • #861593

      giagio wrote:


      😮 😮 😮 😮 qui siamo oltre le frontiere dello spirito, siamo a quelle della grappa. (della serie: ma feme el piasì) :ugeek:

      bisogna aver conosciuto il “maestro” per capire quale sensibilità avesse sviluppato nei confronti dell’ambiente alpino e dei suoi elementi.

    • #861603

      radagast wrote:

      domani vado nel vallone di forzo. che d’inverno mi manca ancora… parto 8 e mezzo da to nord… vieni?


      ti ringrazio per l’invito….ma ho abbandonato il ghiaccio, dai tempi di chachal e barracuda ;) “non mi piaceva”. che, non vuole dire, non ero capace.

      però questo non significa che io non capisca la passione, e…le motivazioni, che stanno in questa attività.

      il mio post, leggermente, e….”volutamente” provocatorio….(perchè io provoco non per sbaglio ;) )…era un modo di fare discutere i ghiacciatori, che mi pare siano rimasti sempre in disparte……vedo che ho raggiunto il risultato voluto.

      con simpatia…(anche se…non sei una bella gnocca) minoso :? ;) :D

    • #861605

      radagast wrote:

      domani vado nel vallone di forzo. che d’inverno mi manca ancora… parto 8 e mezzo da to nord… vieni?


      E come hai fatto a salire ” Repentance” senza andare a Forzo prima…… :?: 🙄

      Mi sa tanto di “Sborone”….. :mrgreen:

    • #861745

      Titus wrote:


      E come hai fatto a salire ” Repentance” senza andare a Forzo prima…… :?: 🙄

      Mi sa tanto di “Sborone”….. :mrgreen:

      😮 😮 😮 …forse perchè Repentance è a Cogne… 😆 😆 😆

    • #861746

      se dopo un 5+ dovessi solo più fare cascate di pari o superiore difficoltà, non sarebbe l’amore che cerco di descrivere a minoso. sarebbe solo infogno… cmq… minoso: questi gg ikl mio cervello ha fatto la botta. la gramusat ( tutta da 2 ) mi ha demolito. nn sono sempre meduse e petali, a volte son proprio pali in quel posto!!!!

    • #861750

      lorenzovdb wrote:

      😮 😮 😮 …forse perchè Repentance è a Cogne… 😆 😆 😆


      ma guarda…. 😯 ….non lo sapevo che è quasi a Cogne ;)

      Ahhhhh…..ho capito ;) …..tu ci sei nato su Repentance…….super ;) :D

    • #861751

      radagast wrote:

      se dopo un 5+ dovessi solo più fare cascate di pari o superiore difficoltà, non sarebbe l’amore che cerco di descrivere a minoso. sarebbe solo infogno… cmq… minoso: questi gg ikl mio cervello ha fatto la botta. la gramusat ( tutta da 2 ) mi ha demolito. nn sono sempre meduse e petali, a volte son proprio pali in quel posto!!!!


      ti avevo già detto che ho capito il senso?…… ;)

    • #861857

      In un attimo di tempo libero scrivo perchè faccio cascate…………

      Innanzi tutto le faccio perché sono un coglione. Faccio cascate di ghiaccio perchè sono un romantico. Poi ancora perché posso sentire l’aria ghiacciata e frizzante dei -15 in faccia durante l’avvicinamento, posso sentire il freddo che mi entra nei polmoni mentre penso alla salita che mi aspetta. Posso camminare sulla traccia di neve in mezzo a un bosco guardando i pendii ghiacciati e le colate delle montagne intorno. Perché esco dalla monotonia e dalla mediocrità della vita quotidiana (si fa per dire … non è che ho il tempo di annoiarmi ). Perché la vita senza continuare a migliorarsi non ha senso e col ghiaccio è un bel modo per farlo. Perché col ghiaccio mi metto in gioco, perché valuto di essere in grado di fare una salita oppure non lo sono e ci rinuncio tenendomela nel cuore. Perché quando sono appeso in bilico mi vengono i dubbi e i pensieri come “che cavolo ci faccio qua “ . Perché quando faccio ghiaccio devo acuire i sensi al massimo. Devo far funzionare l’udito: quando do un colpo della picozza sul ghiaccio devo prima di tutto sentirne il rumore, e dal rumore capisci già se ti puoi fidare o no. Devo guardare con attenzione: vedere il ghiaccio intorno alla picca come si è fatto è importante, il ghiaccio intorno alla picca assume varie forme. Devo avere tatto: sentire la vibrazione del colpo che dò e che mi sale dalla mano passando per braccio fino al collo, perché è quella che mi da la conferma che il colpo è stato buono e ha fatto presa. Pure l’odorato devi far funzionare, a volte capisci a naso che il ghiaccio non tiene. La concentrazione deve essere massima per riuscire a far funzionare bene tutti i sensi, non mi posso distrarre, non posso pensare ad altro. Mi sono messo in gioco, è un gioco pericoloso, ho messo in gioco me stesso, le mie capacità, la capacità di valutare me stesso, la capacità di vincere me stesso, di superare le mie paure. A volte ho paura, a volte so che non posso tornare indietro, forse dovrei essere da un’altra parte, e invece sono qua appeso in bilico con il corpo e con la mente e l’ho deciso io, solo io e nessun altro. Ho deciso io di prendere un freddo boia, di stancarmi fino all’esaurimento, di portare a termine la salita nonostante il corpo mi dica di tornare indietro e alcuni pensieri mi dicono che sono un coglione, perché so che posso farcela e ci sono le condizioni. Perché devo saper mantenere la calma anche nelle situazioni più critiche. Perché la scalata su ghiaccio mi permette di migliorare il mio spirito e quello che sono anche nel rapporto con gli altri, ma soprattutto con me stesso. Qualcuno dirà che ho dei problemi ma mi sa che tra chi va in Montagna non sono pochi quelli che non ne hanno.

      Avanti savoia!

    • #861858

      Bello dinoru! ;)

    • #861864

      dinoru wrote:

      In un attimo di tempo libero scrivo perchè faccio cascate…………

      Innanzi tutto le faccio perché sono un coglione. Faccio cascate di ghiaccio perchè sono un romantico. Poi ancora perché posso sentire l’aria ghiacciata e frizzante dei -15 in faccia durante l’avvicinamento, posso sentire il freddo che mi entra nei polmoni mentre penso alla salita che mi aspetta. Posso camminare sulla traccia di neve in mezzo a un bosco guardando i pendii ghiacciati e le colate delle montagne intorno. Perché esco dalla monotonia e dalla mediocrità della vita quotidiana (si fa per dire … non è che ho il tempo di annoiarmi ). Perché la vita senza continuare a migliorarsi non ha senso e col ghiaccio è un bel modo per farlo. Perché col ghiaccio mi metto in gioco, perché valuto di essere in grado di fare una salita oppure non lo sono e ci rinuncio tenendomela nel cuore. Perché quando sono appeso in bilico mi vengono i dubbi e i pensieri come “che cavolo ci faccio qua “ . Perché quando faccio ghiaccio devo acuire i sensi al massimo. Devo far funzionare l’udito: quando do un colpo della picozza sul ghiaccio devo prima di tutto sentirne il rumore, e dal rumore capisci già se ti puoi fidare o no. Devo guardare con attenzione: vedere il ghiaccio intorno alla picca come si è fatto è importante, il ghiaccio intorno alla picca assume varie forme. Devo avere tatto: sentire la vibrazione del colpo che dò e che mi sale dalla mano passando per braccio fino al collo, perché è quella che mi da la conferma che il colpo è stato buono e ha fatto presa. Pure l’odorato devi far funzionare, a volte capisci a naso che il ghiaccio non tiene. La concentrazione deve essere massima per riuscire a far funzionare bene tutti i sensi, non mi posso distrarre, non posso pensare ad altro. Mi sono messo in gioco, è un gioco pericoloso, ho messo in gioco me stesso, le mie capacità, la capacità di valutare me stesso, la capacità di vincere me stesso, di superare le mie paure. A volte ho paura, a volte so che non posso tornare indietro, forse dovrei essere da un’altra parte, e invece sono qua appeso in bilico con il corpo e con la mente e l’ho deciso io, solo io e nessun altro. Ho deciso io di prendere un freddo boia, di stancarmi fino all’esaurimento, di portare a termine la salita nonostante il corpo mi dica di tornare indietro e alcuni pensieri mi dicono che sono un coglione, perché so che posso farcela e ci sono le condizioni. Perché devo saper mantenere la calma anche nelle situazioni più critiche. Perché la scalata su ghiaccio mi permette di migliorare il mio spirito e quello che sono anche nel rapporto con gli altri, ma soprattutto con me stesso. Qualcuno dirà che ho dei problemi ma mi sa che tra chi va in Montagna non sono pochi quelli che non ne hanno.

      Avanti savoia!


      va tutto bene ;) …a parte… avanti savoia :( :(

    • #861865

      forse si aspettava delle reazioni cruente ;)

    • #861867

      avanti savoia e’ una bella cascata in ayas la feci due anni fa …

      io invece non sono piu’ attratto dal ghiaccio sara’ per le bollite …(e le code)

      pero’ quest’anno ho visto tre news in valle orco e mi sa che la prossima stagione vado ad accarezzarle ..

    • #861868

      io non andrei mai sulle cascate perchè ho troppo freddo e troppa paura

      ma ricordo un filmato di grassi e, mi pare comino, che raccontava di salite su castelli madreperla sospesi tra spiragli di luce, con un sottofondo dei tangerine dream

      ero stata completamente estasiata, nel vero senso della parola

      tant’è che ho cercato in tutti i modi di ritrovarre questa opera, ma dicono che la sorella di grassi tenga tutto gelosamente nascosto 🙄

      buon ghiaccio a voi, folletti della creatività dell’ acqua :P

    • #861881

      bravo dinoru! mi riconosco in ciò che hai scritto.

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